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	<title> &#187; decrescita</title>
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	<description>La nostra formula per il mondo che vorremmo</description>
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		<title>L&#8217;altra via &#8211; Francesco Gesualdi</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 07:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EquAzioni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217; altra via. Dalla crescita al benvivere, programma per un&#8217;economia della sazietà &#8211; Francesco Gesualdi
€ 3,00 Pag-. 74
Ed. Terre di Mezzo (collana Altreconomia) 2009
Bellissimo libricino, questo di Francesco Gesualdi.
In realtà per chi ha già letto altri libri a tema convivialità, decrescita,  sobrietà (Ivan Illich, Serge Latouche, Maurizio Pallante,  lo stesso Gesualdi e tanti tanti altri) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.equazioni.org/wp-content/uploads/2010/01/laltravia.jpg" rel="shadowbox[post-6364];player=img;"><img class="size-full wp-image-6365 alignleft" title="l'altra via - Francesco gesualdi - cover" src="http://www.equazioni.org/wp-content/uploads/2010/01/laltravia.jpg" alt="" width="200" height="289" /></a>L&#8217; altra via. Dalla crescita al benvivere, programma per un&#8217;economia della sazietà &#8211; Francesco Gesualdi<br />
€ 3,00 Pag-. 74<br />
Ed. Terre di Mezzo (collana Altreconomia) 2009</p>
<p>Bellissimo libricino, questo di Francesco Gesualdi.</p>
<p>In realtà per chi ha già letto altri libri a tema <strong>convivialità, <a href="http://www.equazioni.org/index.php/category/decrescita/" target="_blank">decrescita</a>,  sobrietà</strong> <em>(Ivan Illich, <a href="http://www.equazioni.org/index.php/2009/03/06/decrescita-in-tv-ennesima-delusione/" target="_blank">Serge Latouche</a></em>, <a href="http://www.equazioni.org/index.php/2009/01/14/un-programma-politico-per-la-decrescita/" target="_blank"><em>Maurizio Pallante</em></a>,  lo stesso <em>Gesualdi e tanti tanti altri</em>) non si legge poi tanto di nuovo, ma rimane comunque uno splendido libricino che <strong>nelle sue 74 paginette racchiude tutti i concetti base</strong> per passare dall&#8217;economia della crescita (e del depauperamento ambientale ed umano)  all<strong>&#8216;economia del benvivere</strong> e della sazietà.  <span id="more-6364"></span></p>
<p>Insomma <strong>un piccolissima summa</strong> che per numero di pagine e prezzo è l&#8217;ideale per tutti coloro che credono ciecamente nel dogma del mercato, che non riescono a vedere alternative al sistema imperante, o tutti coloro che sono scettici alle utopie dei sobri o che semplicemente volessero avvicinarsi a queste tematiche ma sono spaventate o dissuase da complessi tomi socio-economici.</p>
<p>Un regalo perfetto.</p>
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		<title>Concesio, il paese senza pannolini!</title>
		<link>http://www.equazioni.org/index.php/2010/01/13/concesio-paese-senza-pannolini/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 08:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EquAzioni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni tanto anche qualche buona notizia!!
Da un articolo pubblicato su Repubblica il 25 novembre 2009:

&#8220;CONCESIO &#8211; IL PAESE che non usa più i pannolini è alle porte di Brescia e all&#8217; ingresso della Valtrompia ed era conosciuto finora &#8211; tanto per mischiare il sacro al profano &#8211; per aver dato i natali a papa Montini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ogni tanto anche qualche buona notizia!!</strong></p>
<p>Da un<a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/11/25/il-paese-che-ha-abolito-pannolini.html" target="_blank"> articolo </a>pubblicato su Repubblica il 25 novembre 2009:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.equazioni.org/wp-content/uploads/2009/11/diapers.jpg" rel="shadowbox[post-5724];player=img;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5725" title="diapers" src="http://www.equazioni.org/wp-content/uploads/2009/11/diapers-300x280.jpg" alt="diapers" width="300" height="280" /></a></p>
<p>&#8220;CONCESIO &#8211; IL PAESE che non usa più i pannolini è <strong>alle porte di Brescia</strong> e all&#8217; ingresso della Valtrompia ed era conosciuto finora &#8211; tanto per mischiare il sacro al profano &#8211; per aver dato i natali a papa Montini e la cittadinanza italiana a Mario Balotelli. QUI, adesso, nelle villette dai giardini ordinati, <strong>appena nasce un bambino</strong>, prima ancora che sulla porta venga appeso il fiocco rosa o celeste, arriva una lettera: cara mamma &#8211; dice &#8211; le rubiamo pochi minuti per proporle di entrare a far parte di un nuovo <strong>progetto</strong>. Si chiama <strong>Pannolino Amico</strong>, è gestito dall&#8217; Associazione Eva, e ha l&#8217; ambizione di trasformare Concesio in una <strong>capitale, </strong>quella<strong> della clean economy</strong>. <span id="more-5724"></span>I pannolini usa e getta costituiscono il 15 per cento dei rifiuti non riciclabili. <strong>I componenti chimici utilizzati per renderli assorbenti danneggiano la pelle dei bambini</strong>, tanto che secondo uno studio tedesco le dermatiti sono aumentate in questi anni dell&#8217; 857 per cento e perfino la crescita dell&#8217; <em>infertilità maschile</em> viene fatta risalire all&#8217; aumento di temperatura causata dal pannolino. A ogni famiglia costano, per i tre anni in media in cui vengono utilizzati, una cifra che supera i 1.500 euro. Da luglio sono 92 <strong>le mamme</strong> che hanno aderito e che <strong>hanno ricevuto, gratis, il kit necessario: tre mutandine e 24 pannolini di cotone, di quelli da lavare e riutilizzare.</strong> E se a convincerle sono state le assicurazioni che «non è un ritorno al passato, i <a href="http://www.equazioni.org/index.php/category/pannolini-lavabili/" target="_blank">pannolini di stoffa</a> sono uguali a quelli usa e getta: semplicemente, anziché gettarli nel pattume, si mettono in lavatrice», adesso sono loro a spiegare perché non tornerebbero più indietro. L&#8217; associazione ha chiesto alle mamme di tenere un diario quotidiano per misurare le difficoltà e per verificare se la prima delle obiezioni &#8211; ci vuole troppo tempo e troppo lavoro &#8211; è fondata. Ed ecco cosa scrive Alessandra: «All&#8217; inizio ero titubante, poi ho visto che basta impratichirsi». Luisella: «Per il mio primo figlio avevo il bidone della spazzatura sempre pieno e mi chiedevo se ci fosse un modo per inquinare di meno». Gianna: «Ho fatto il conto: servono 20 minuti alla settimana, tre minuti al giorno». Marina: «Temevo che il bambino restasse bagnato, ma non è vero». Chiara: «Mi piace toccare il cotone e sentire il profumo di pulito quando si asciuga al sole». Soprattutto, però, la dicono lunga i numeri: solo due famiglie hanno desistito. Maria Braibanti è la ginecologa che ha ottenuto l&#8217; appoggio del comune (che ha stanziato 23 mila euro), di A2a, l&#8217; utility dei rifiuti (che, su richiesta della Regione Lombardia, allargherà il progetto a tutta Brescia), e delle farmacie. «L&#8217; ostacolo principale &#8211; racconta &#8211; è stato convincere le nonne e i mariti. <strong>Per la generazione del &#8216; 68 quella dei pannolini usa e getta è stata una conquista e questo sembrava un ritorno al passato</strong>, verso la schiavitù dei lavori domestici. I mariti, invece, erano preoccupati chei panni dei bambini, in lavatrice insieme a tutti gli altri, sporcassero le loro camicie. L&#8217; esperienza ha mostrato che tutte e due le preoccupazioni erano infondate». Prima di allargare l&#8217; esperimento a tutto il paese, Eva aveva testato il progetto su cinque mamme &#8220;difficili&#8221;: con tanti figli, senza aiuti domestici, con un marito che mai cambierebbe un pannolino, impegnate nel lavoro, e sono state loro le testimonial più convincenti. Spinta da una direttiva europea che impone la riduzione dei rifiuti, favorita da una maggiore attenzione a quello che fa bene al corpo, aiutata dalla crisi economica, la campagna sull&#8217; uso dei pannolini lavabili si sta diffondendo in tutta Italia. Partita da Reggio Emilia, dall&#8217; Associazione famiglie numerose, ha visto realizzarsi progetti diversi: dal Trentino, dove i pannolini di stoffa vengono regalati, al Modenese, dove viene versato un contributo per l&#8217; acquisto, e al comune di Camigliano, in provincia di Caserta, che ha deliberato uno stanziamento pro-pannolini di stoffa. La Provincia di Torino garantisce sconti del 50% per l&#8217; acquisto di quelli lavabili mentre a Vico Equense, nel Napoletano, viene distribuito gratis il kit pannolino più <a href="http://www.equazioni.org/index.php/2008/09/16/cucire-la-mutanda-impermeabile-di-un-pannolino-lavabile/" target="_blank">mutandina</a>. Così l&#8217; ecopannolino si fa strada.&#8221;</p>
<p>Prima che nascesse il piccolo Ale ci siamo informati presso il nostro comune nella speranza di un qualche incentivo all&#8217;acquisto dei pannolini lavabili, ma nessuno aveva nemmeno la più pallida idea di cosa fossero dei pannolini &#8220;lavabili&#8221;(???!!)&#8230;.</p>
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		<title>Pre-pannolini</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 07:25:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La parola &#8220;pre-pannolini&#8221; fa pensare a qualcosa che può essere utilizzato prima dei pannolini e se i pannolini vengono messi fin dal primo giorno di vita di un neonato (a meno che non si decida di fare EC!!), allora che cosa sono???

I pre-pannolini, chiamati anche &#8220;tessuto-non tessuto&#8221; o &#8220;chix&#8221; (dal nome della marca produttrice di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La parola <strong>&#8220;pre-pannolini&#8221;</strong> fa pensare a qualcosa che può essere utilizzato prima dei pannolini e se i pannolini vengono messi fin dal primo giorno di vita di un neonato (a meno che non si decida di <a href="http://www.equazioni.org/index.php/2009/01/05/la-vita-senza-pannolini/" target="_blank">fare EC</a>!!), allora che cosa sono???</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.equazioni.org/wp-content/uploads/2009/11/prepannolino_rotolo.jpg" rel="shadowbox[post-411];player=img;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5513" title="prepannolino_rotolo" src="http://www.equazioni.org/wp-content/uploads/2009/11/prepannolino_rotolo-300x200.jpg" alt="prepannolino_rotolo" width="300" height="200" /></a></p>
<p>I pre-pannolini, chiamati anche <strong>&#8220;tessuto-non tessuto&#8221; o &#8220;chix&#8221;</strong> (dal nome della marca produttrice di una volta, tutt&#8217;ora in attivo), sono dei <strong>veli di carta biodegradabile che si mettono sopra al pannolino</strong> o sull&#8217;inserto con lo scopo di raccogliere il grosso delle feci.<span id="more-411"></span><br />
Per quanto non siano assolutamente indispensabili, possono diventare di grande aiuto per coloro che vogliono utilizzare i <strong><a href="http://www.equazioni.org/index.php/category/pannolini-lavabili/" target="_blank">pannolini lavabili</a></strong> con il proprio figlio: assorbendo l&#8217;umido e lasciandolo filtrare nel pannolino, lo sporco solido rimane più asciutto e può essere pulito più facilmente, così che il<strong> lavaggio dei pannolini</strong> risulti <strong>più semplice e veloce..</strong></p>
<p>Si acquistano in rotoli da 100 strappi e hanno un costo che si aggira, a seconda delle marche e che si acquistino in negozio oppure online, sui 10 €.</p>
<p>E non tanto per la spesa, quanto <strong>per salvaguardare</strong> ancora di più <strong>l&#8217;ambiente</strong>, sappiate che se si sono sporcati solo di pipì <strong>potete fargli fare almeno un giro in lavatrice</strong> stendendoli poi bene per farli asciugare!!</p>
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		<title>Schiscette contro la crisi</title>
		<link>http://www.equazioni.org/index.php/2009/11/06/schiscette-contro-la-crisi/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 06:10:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EquAzioni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Saranno ormai 5 anni che quasi tutti i giorni mi porto al lavoro la cosiddetta &#8220;schiscetta&#8221;.

Ai non milanesi forse questo termine dirà ben poco, quindi mi spiego meglio, la schiscetta non è altro che il cestino per il pranzo.
No, nel mio caso non è  il vecchio contenitore metallico usato dagli operai qualche decina di anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Saranno ormai 5 anni che quasi tutti i giorni <strong>mi porto al lavoro</strong> <strong>la</strong> cosiddetta <strong>&#8220;schiscetta&#8221;</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.equazioni.org/wp-content/uploads/2009/08/schiscetta-ny.jpg" rel="shadowbox[post-4528];player=img;"><img class="size-medium wp-image-4557 aligncenter" title="schiscetta ny" src="http://www.equazioni.org/wp-content/uploads/2009/08/schiscetta-ny-300x225.jpg" alt="schiscetta ny" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Ai non milanesi forse questo termine dirà ben poco, quindi mi spiego meglio, la schiscetta non è altro che il cestino per il pranzo.</p>
<p style="text-align: left;">No, nel mio caso <strong>non</strong> è <strong> il vecchio contenitore metallico</strong> usato dagli operai qualche decina di anni fa,  e non è <strong>nemmeno</strong> <strong>il ricco Lunch Box </strong>che si vede preparare dalle premurose casalinghe americane per i  loro mariti e figli in tantissimi film, è semplicemente un contenitore di plastica che abbia la tenuta più stagna possibile per evitare perdite spiacevoli nella borsa del pc in cui ho riposto qualche manicaretto preparato con le mie manine o da quelle della Frà ( è vero, il più delle volte sono avanzi della sera prima, però questo non toglie che siano avanzi deliziosi, economici e più salutari di qualunque panino o piatto pronto del bar sotto l&#8217;ufficio).<span id="more-4528"></span></p>
<p style="text-align: left;">Fortunatamente <strong>nel mio ufficio ci sono un frigorifero e un microonde</strong> a disposizione di tutti coloro che come me hanno deciso di portarsi il pranzo da casa,  (e che, contrariamente alla pratica della<a href="http://www.equazioni.org/index.php/2008/12/16/portati-una-tazza-al-lavoro-bring-a-mug-to-work/" target="_blank"> Mug At Work </a>che non ha ancora preso piede, sono in tanti) perciò posso tenere al fresco il mio pranzo e scaldarlo all&#8217;occorrenza.  In effetti i panini rattrappiti o le insalatine mollicce non sono proprio il massimo, quindi se il frigo proprio non è fondamentale, almeno il microonde è il presupposto minimo per questa buona abitudine.</p>
<p style="text-align: left;">Già da tempo volevo scrivere qualcosa a proposito della schischetta, anche perchè negli ultimi anni avevo notato un grande ritorno di panini fatti su nel domopac e pastasciutte nei tupperware.   In realtà in questo mio spaccato di<strong> sociologia spicciola</strong> ero in grado di riconoscere le categorie  (in cui io stesso rientravo) di studentelli fuori sede,<strong> stagisti e operatori di callcenter</strong> proprio per la loro peculiarità di pranzare su qualche panchina per strada mentre i  loro <strong>colleghi  più fortunati e cioè dotati di ticket restaurant</strong> si potevano permettere i costosissimi panini e piatti pronti del bar sotto l&#8217;ufficio.</p>
<p style="text-align: left;">Però negli ultimi due anni ho riscontrato sempre più lavoratori con pranzo al seguito:  sarà la coscienza ecologica, sarà la voglia di mangiar sano o sarà la <strong>crisi economica</strong>?  Ebbene, proprio qualche tempo fa è apparso<a href="http://www.corriere.it/cronache/09_agosto_28/panini_pranzo_e2dcf59c-93cb-11de-8445-00144f02aabc.shtml" target="_blank"> un articolo sul  Corriere</a> che parla proprio di crisi <strong>e schiscetta</strong>.  E mentre conferma la tendenza a portarsi il cibo da casa, non conferma apertamente (sarebbe un autogol per l&#8217;economia)<strong> il risparmio</strong> che <strong>è assolutamente evidente ed innegabile</strong> (soprattutto se i ticket  possono poi essere utilizzati per fare la spesa al supermercato).</p>
<p style="text-align: left;">Al di là delle ricerche di mercato, e dell<strong>&#8216;immagine da sfigato</strong> che in molti posti di lavoro ancora appiccicano addosso a <strong>chi si porta la schiscetta</strong>, questa abitudine rimane davvero la più sana, ecologica, economica e in ottica di<a href="http://www.equazioni.org/index.php/2009/01/14/un-programma-politico-per-la-decrescita/" target="_blank"> decrescita</a> e permette tra l&#8217;altro, se non si finisce schiavi del lavoro a mangiare alla scrivania rispondendo al telefono o leggendo le email, di godersi appieno la tranquillità della pausa pranzo senza code e senza la frenesia di bar e mense (e se nelle vincinanze del lavoro c&#8217;è un bel parchetto, anche di godersi qualche minuto di relax al sole e all&#8217;aria aperta!)</p>
<p style="text-align: left;"><strong>L&#8217;importante è che il contenitore</strong> tupperware, click-clock, ikea o quant&#8217;altro sia leggero, non si possa aprire inavvertitamente, <strong>non sgoccioli</strong> in caso di cibi unti o sugosi,<strong> e</strong> soprattutto <strong>sia adatto</strong> ad essere messo nel <strong>microoonde</strong> (altrimenti addio tranquillità e salute) &#8230;</p>
<p style="text-align: left;">
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;isola che c&#8217;è, davvero!</title>
		<link>http://www.equazioni.org/index.php/2009/09/27/lisola-che-ce-davvero/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 07:51:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EquAzioni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scorso week end abbiamo partecipato alla Sesta edizione dell&#8216;Isola Che C&#8217;è a Como,   la fiera provinciale delle relazioni e delle economie solidali,  con il laboratorio &#8220;Casa dolce Casa&#8221;  della nostra associazione e con uno spazio per i genitori e i bimbi dove poter allattare e cambiare il pannolino in tutta tranquillità e comodità, discutere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso week end abbiamo partecipato alla Sesta edizione dell<a href="http://www.equazioni.org/index.php/2009/09/15/lisola-che-ce-como/" target="_blank">&#8216;Isola Che C&#8217;è</a> a Como,   la <strong>fiera provinciale delle relazioni e delle economie solidali</strong>,  con il laboratorio &#8220;Casa dolce Casa&#8221;  della <a href="http://www.officinadeicolori.it" target="_blank">nostra associazione</a> e con uno spazio per i genitori e i bimbi dove poter allattare e cambiare il pannolino in tutta tranquillità e comodità, discutere di pannolini lavabili ed EC e dove poter provare (e acquistare!) <a href="http://www.equazioni.org/index.php/fasce-portabebe/" target="_blank">le nostre fasce portabebè.</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.equazioni.org/wp-content/uploads/2009/09/isolachece09-021.jpg" rel="shadowbox[post-4855];player=img;"><img class="size-medium wp-image-4856 aligncenter" title="isolachece09" src="http://www.equazioni.org/wp-content/uploads/2009/09/isolachece09-021-234x300.jpg" alt="isolachece09" width="234" height="300" /></a></p>
<p>Nonostante il sabato sia stato un pò fiaccato dal tempo la fiera si può dire sia stata <strong>un successo, con più di 18mila visitatori</strong>,  segno che la sensibilità verso gli argomenti che ci stanno più a cuore si sta diffondendo sempre di più.  <span id="more-4855"></span></p>
<p>Al di là dei numeri però, quello che ci è piaciuto di più, oltre al bellissimo contesto del Parco di Villa Guardia, è stata proprio<strong> l&#8217;atmosfera che si respirava tra i banchetti e tra la gente</strong>, che avevamo in parte vissuto due anni fa a <a href="http://www.equazioni.org/index.php/2008/05/09/tutta-unaltra-cosa-fiera-del-mercato-equo-solidale/" target="_blank">Tutta un&#8217;altra cosa</a>, e che invece a <a href="http://www.equazioni.org/index.php/2009/03/16/fa-la-cosa-giusta-2009/" target="_blank">Fà la cosa giusta</a> ha lasciato un pò troppo spazio all&#8217;aspetto commerciale (pur rimanendo un altro ottimo evento e punto di incontro):     Eccitazione, rilassatezza,  spirito comunitario e tanta voglia di stare insieme, chiacchierare e scambiarsi idee e consigli, tante famiglie giovani e numerose, semplici e solari, <strong> </strong>tanti<strong> bimbi portati </strong>(con marsupi, ring sling o fasce lunghe) e tantissimi <a href="http://www.equazioni.org/index.php/2009/09/01/allattamento-indecoroso/" target="_blank">bimbi allattati  senza destare scandalo</a> (alcuni anche belli grandicelli) .</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.equazioni.org/wp-content/uploads/2009/09/isolachece09-051.jpg" rel="shadowbox[post-4855];player=img;"><img class="size-medium wp-image-4857 aligncenter" title="isolachece09 spazio allattamento-cambiopannolino" src="http://www.equazioni.org/wp-content/uploads/2009/09/isolachece09-051-300x244.jpg" alt="isolachece09 spazio allattamento-cambiopannolino" width="300" height="244" /></a></p>
<p>Per quel che riguarda nello specifico il nostro banchetto, il sabato è stata proprio una giornataccia, relegati dall&#8217;organizzazione insieme a tutti gli altri stand dell&#8217;area bimbi in una zona un pò troppo periferica della fiera e molto lontana dall&#8217;area giochi del parco, abbiamo ricevuto pochi visitatori e tutto<strong> il nostro allestimento è  stato praticamente spazzato via da un violento acquazzone!</strong>!   Fortunatamente il giorno dopo ci siamo spostati tutti nella zona del parco giochi e complice una splendida giornata di sole, non abbiamo avuto un secondo di tempo per prendere fiato!</p>
<p>Dalle 10 del mattino fino alle 8 di sera è stato <strong>un via vai di mamme che allattavano e cambiavano il pannolino</strong> ai propri piccoli, apprezzando moltissimo questa nostra iniziativa, dimostrazioni delle legature e informazioni sul portare i bambini, ( <em>in tanti, troppi, hanno comprato o ricevuto in regalo una fascia senza però poi ricevere dal produttore adeguato supporto nell&#8217;<a href="http://www.equazioni.org/index.php/2009/03/18/fascia-portabebe-come-portare-il-bambino-sulla-schiena/" target="_blank">imparare le legature</a>)</em> e tante chiacchierate sull<a href="http://www.equazioni.org/index.php/2009/02/10/ale-senza-pannolino/" target="_blank">&#8216;Elimination Communication </a>.   Nel pomeriggio poi ci siamo praticamente sdoppiati, perchè mentre a turno uno di noi presidiava il banchetto, l&#8217;altro portava avanti il <strong>laboratorio creativo con materiali di riciclo</strong>!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.equazioni.org/wp-content/uploads/2009/09/isolachece09-080.jpg" rel="shadowbox[post-4855];player=img;"><img class="size-medium wp-image-4858 aligncenter" title="isolachece09 laboratorio creativo" src="http://www.equazioni.org/wp-content/uploads/2009/09/isolachece09-080-300x183.jpg" alt="isolachece09 laboratorio creativo" width="300" height="183" /></a></p>
<p>Alla fine siamo arrivati a casa stremati ma contentissimi, per le vendite delle nostre fasce, per i numerosi contatti con tante mamme che si vogliono avvicinare al portare, per le preziose conoscenze fatte con le altre realtà della fiera e per gli incontri fatti con alcuni nostri lettori/lettrici e con alcune <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=81689439256&amp;ref=ts" target="_blank">mamme del gruppo di facebook</a>:  inutile dire che<strong> leggersi e scriversi con blog e social network è bello ma conoscersi dal vivo è tutta un&#8217;altra cosa! </strong></p>
<p>Alla prossima!</p>
<p>ps:  appena avremo un po di tempo pubblicheremo anche un montaggio video di tutte le riprese fatte durante la fiera che rende molto di più l&#8217;idea dell&#8217;atmosfera vissuta in questi due  giorni intensissimi!</p>
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		<title>La terra va in rosso</title>
		<link>http://www.equazioni.org/index.php/2009/09/26/la-terra-va-in-rosso/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 05:58:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EquAzioni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[infatti  ieri 25 settembre  è stato l&#8217;Earth Overshoot Day, cioè il giorno in cui, stando alle stime dell&#8217;Associazione Global Footprint Network noi uomini abbiamo consumato tutte le risorse disponibili per quest&#8217;anno e stiamo quindi consumando quelle delle prossime generazioni.

In altre parole  L&#8217;Earth Overshoot si verifica quando l&#8217;umanità consuma più risorse e produce più rifiuti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>infatti  ieri 25 settembre  è stato l&#8217;<a href="http://www.footprintnetwork.org/en/index.php/GFN/page/earth_overshoot_day/" target="_blank">Earth Overshoot Day</a>, cioè il giorno in cui, stando alle stime dell&#8217;Associazione <strong>Global Footprint </strong>Network noi uomini abbiamo consumato tutte le risorse disponibili per quest&#8217;anno e stiamo quindi consumando quelle delle prossime generazioni.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.footprintnetwork.org/en/index.php/GFN/page/earth_overshoot_day/"><img class="size-medium wp-image-4853 aligncenter" title="earthovershoot" src="http://www.equazioni.org/wp-content/uploads/2009/09/earthovershoot-300x107.jpg" alt="earthovershoot" width="300" height="107" /></a></p>
<p>In altre parole  L&#8217;Earth Overshoot si verifica quando<em><strong> l&#8217;umanità consuma più risorse e produce più rifiuti di quanto la biosfera possa rigenereare e assorbire</strong></em>.  Siccome abbiamo a disposizione un solo pianeta, (almeno fino a quando la tecnologia e/o politiche fantascientifiche riusciranno a realizzare <em>l&#8217;incubo</em> di poter prelevare risorse da altri pianeti e buttare i rifiuti nello spazio..) quando superiamo questa soglia stiamo di fatto consumando le risorse del nostro futuro -<strong> stiamo vivendo a credito</strong>.   <span id="more-4851"></span></p>
<p>L<strong>&#8216;impronta ecologica</strong> è la misura che permette di quantificare  quanti ettari di terra e mare ci servono per assorbire i nostri rifiuti e produrre le risorse che permettono di soddisfare le nostre &#8220;esigenze&#8221; di vita.   Ebbene, ogni anno dalla fine degli anni 80 <strong>il giorno in cui andiamo in rosso arriva sempre prima</strong> e quest&#8217;anno l&#8217;umanità avrebbe bisogno di 1,4 pianeti per mantenere i suoi standard!  Fortunatamente non ancora tutti le popolazioni del pianeta consumano secondo i livelli del modello di vita capitalistico occidentale perchè se così fosse questa data arriverebbe probabilmente già nel primo trimestre dell&#8217;anno!!</p>
<p>Indipendentemente dall&#8217;affidabilità matematica di questi calcoli, quello su cui dobbiamo costantemente riflettere è la nostra <strong>dissennata <a href="http://www.equazioni.org/index.php/2009/01/14/un-programma-politico-per-la-decrescita/" target="_blank">propensione al consumo</a> e alla produzione di rifiuti</strong> e sulla opportunità/<strong>necessità di rimettere in discussione <a href="http://www.equazioni.org/index.php/2008/03/17/report-pil-e-nuovi-modelli-di-sviluppo/" target="_blank">l&#8217;attuale modello di vita e di sviluppo. </a></strong></p>
<p>Nel frattempo vi invitiamo a provare a <strong>calcolare </strong>anche voi <a href="http://www.footprintnetwork.org/en/index.php/GFN/page/calculators/" target="_blank"><strong>la vostra impronta ecologica</strong></a> &#8211; siate onesti però!!   Noi abbiamo ottenuto un <strong>imbarazzante 2,9</strong> pianeti!!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.equazioni.org/wp-content/uploads/2009/09/improntaecologicajpg.jpg" rel="shadowbox[post-4851];player=img;"><img class="size-medium wp-image-4852 aligncenter" title="impronta ecologica " src="http://www.equazioni.org/wp-content/uploads/2009/09/improntaecologicajpg-300x150.jpg" alt="impronta ecologica " width="300" height="150" /></a></p>
<p>Ma non ci perdiamo d&#8217;animo,  è vero, sono ancora troppe le cose su cui non abbiamo controllo (mobilità sostenibile, efficienza energetica e colture intensive ecc però  ognuno di noi può dare il suo contributo e ogni piccolo gesto, sia esso NON comprare qualcosa di inutile, acquistare un prodotto bio  o fare un giro in bici il sabato pomeriggio piuttosto che in auto al centro commerciale può contribuire a ridurre la sua impronta ecologica e quella dell&#8217;umanità intera&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pensare la decrescita (al NABA)</title>
		<link>http://www.equazioni.org/index.php/2009/05/06/3307/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2009 07:05:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>equAzioni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Vi segnaliamo un appuntamento molto interessante per tutti coloro che volessero approfondire l&#8217;argomento della decrescita o ma soprattutto per chi della decrescita non ha mai sentito parlare.
Oggi pomeriggio alle 18:00 al NABA di Milano in via Darwin 20, ci sarà l&#8217;incontro &#8220;Pensare la decrescita&#8221; in cui interverrà nientepopodimenochè Serge Latouche, filosofo, economista, antropologo e uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;"><a href="http://www.naba.it/gfx/pdf/invito_m_serge.pdf"><img class="size-full wp-image-3283 aligncenter" title="naba" src="http://www.equazioni.org/wp-content/uploads/2009/05/naba.jpg" alt="naba" width="400" height="181" /></a><br />
Vi segnaliamo un appuntamento molto interessante per tutti coloro che volessero approfondire l&#8217;argomento della decrescita o ma soprattutto per chi della <strong><a href="http://www.equazioni.org/index.php/tag/decrescita/" target="_blank">decrescita</a></strong> non ha mai sentito parlare.<br />
Oggi pomeriggio alle 18:00 al NABA di Milano in via Darwin 20, ci sarà l&#8217;incontro &#8220;Pensare la decrescita&#8221; in cui interverrà nientepopodimenochè <a href="http://www.equazioni.org/index.php/2009/03/28/decrescita-in-tv-serge-latouche-a-che-tempo-che-fa/" target="_blank"><strong>Serge Latouche</strong></a>, filosofo, economista, antropologo e uno dei principali teorici della decrescita.</p>
<p style="text-align:left;">
<a href="http://www.equazioni.org/index.php/2009/05/06/pensare-la-decrescitapensare-la-decrescita/" target="_self"><strong>Leggi il resto dell&#8217;articolo</strong></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Decrescita in TV: Serge Latouche a Che Tempo Che Fa</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 06:45:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>equAzioni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Dopo la delusione dell&#8217;intervista da Gad Lerner Serge Latouche torna in TV nell&#8217;arco di pochi giorni. Questa volta da Fabio Fazio a Che Tempo che fa (Trovate l&#8217;intervista qui ma il link non è diretto, Purtroppo dovete cercare nell&#8217;archivio delle interviste di Fazio, quella con Serge Latouche è del 15 Marzo 2009).

Questa volta finalmente non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:left;">Dopo la <a href="http://www.equazioni.org/index.php/2009/03/06/decrescita-in-tv-ennesima-delusione/" target="_blank">delusione dell&#8217;intervista da Gad Lerner</a> Serge Latouche torna in TV nell&#8217;arco di pochi giorni. Questa volta da Fabio Fazio a Che Tempo che fa (<strong>Trovate l&#8217;intervista <a href="http://www.chetempochefa.rai.it/TE_videoteca/1,10916,,00.html" target="_blank">qui</a> </strong>ma il link non è diretto, Purtroppo <strong>dovete cercare nell&#8217;archivio</strong> delle interviste di Fazio, quella con Serge Latouche è del 15 Marzo 2009).</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.chetempochefa.rai.it/TE_videoteca/1,10916,,00.html"><img class="size-full wp-image-2717 aligncenter" title="latouche a che tempo che fa - programma di fabio fazio" src="http://www.equazioni.org/wp-content/uploads/2009/03/latouche_chetempochefa.jpg" alt="latouche a che tempo che fa - programma di fabio fazio" width="349" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:left;">Questa volta finalmente non ci si è limitati a qualche frase stravagante buttata li in pochissimi minuti. L&#8217;intervista è più articolata e parte dalle considerazioni espresse da Latouche nel suo <strong>ultimo libro &#8220;Breve trattato sulla decrescita serena&#8221;.<span id="more-2716"></span></strong></p>
<p style="text-align:left;">Sarà per la crisi economica che tocca sempre più famiglie ma sembra che ultimamente qualche spiraglio per parlare di decrescita si stia aprendo. Purtroppo continuo a pensare che il modo in cui viene affrontato il tema decrescita sia ancora troppo superficiale.  Tutto viene ancora vissuto come<strong> una teoria stramba esposta da intellettuali elitari, e ricchi,</strong> che possono permettersi di sostenere che <a href="http://www.equazioni.org/index.php/2009/03/25/il-tempo-e-denaro/" target="_blank"><strong>dovremmo tutti lavorare meno</strong></a>, e quindi<strong> la crisi in fondo, è una cosa buona.</strong></p>
<p style="text-align:left;">In realtà non è cosi.<strong> La decrescita non è la soluzione alla crisi. E&#8217; l&#8217;alternativa </strong>al disastro economico ed ecologico che si prospetta se continuiamo a credere nella crescita infinita. E per attecchire nelle coscienze come teoria valida e percorribile deve essere esposta in modo più razionale e pratico.</p>
<p style="text-align:left;">Io aspetto ancora qualche bel dibattito faccia a faccia con altri economisti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il tempo è denaro</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 06:36:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Chi non ha mai pronunciato queste famossisime parole?  Chi non ha cercato di smuovere qualcuno dall&#8217;ozio esortandolo con questa massima?
Pochi sapranno però che questo aforisma, che ben descrive la nostra frenetica società capitalistica, trova le sue origini a fine 1700 ed  è attribuita al giornalista, filantropo, diplamatico ed inventore Benjamin Franklin (a lui dobbiamo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;">Chi non ha mai pronunciato queste famossisime parole?  Chi non ha cercato di smuovere qualcuno dall&#8217;ozio esortandolo con questa massima?</p>
<p style="text-align:left;">Pochi sapranno però che questo aforisma, che ben descrive la nostra frenetica società capitalistica, trova le sue origini a fine 1700 ed  è attribuita al giornalista, filantropo, diplamatico ed inventore <strong>Benjamin Franklin</strong> (a lui dobbiamo il parafulmine).<img class="size-full wp-image-2775 aligncenter" title="il tempo è denaro" src="http://www.equazioni.org/wp-content/uploads/2009/03/iltempoedenaro.jpg" alt="il tempo è denaro" width="411" height="313" /></p>
<p>La riflessione che voglio condividere però è un&#8217;altra:  <strong> Il tempo è denaro.   Ma vale di più il tempo o il denaro? <span id="more-2774"></span></strong></p>
<p>Secondo noi  il tempo vale indubbiamente più del denaro. Certo, come per il denaro, <strong>conta molto come viene speso</strong>. Ma in linea di massima avere più tempo a disposizione ci permette di vivere una vita più piena, di esperienze e di relazioni.</p>
<p>E spesso <strong>ci permette anche di risparmiare denaro perchè apre innumerevoli possibilità di autoproduzione.</strong> Se ho tempo per i miei figli, non ho bisogno della baby sitter, se ho tempo per i miei genitori, non ho bisogno della badante. Se ho tempo per badare alla casa, non ho bisogno della donna di servizio. Se ho tempo per autoprodurmi <a href="http://www.equazioni.org/index.php/2008/05/25/ricetta-pane/" target="_blank">pane</a>, <a href="http://www.equazioni.org/index.php/2008/11/24/come-fare-il-formaggio-in-casa/" target="_blank">formaggio</a>, <a href="http://www.equazioni.org/index.php/2008/09/20/come-fare-lo-yogurt-in-casa/" target="_blank">yogurt</a>, <a href="http://www.equazioni.org/index.php/2009/02/11/detersivo-per-i-piatti-ecologico/" target="_blank">detersivi </a>ecc non ho bisogno di comprarli.   Certo, ci vuole anche la voglia di fare tutte queste cose, probabilmente in molti nel tempo libero starebbero a poltrire davanti alla tv o a giocare alla playstation. Ma qui <strong>non stiamo parlando di ozio</strong>, più o meno creativo, <strong>e nemmeno</strong> genericamente  <strong>di tempo libero</strong>. Ci riferiamo al <strong>tempo liberato. Liberato dal lavoro</strong>.</p>
<p>Infatti, mentre ancora qualcuno per <strong>aumentare la competitività</strong> vorrebbe riportare gli <a href="http://www.equazioni.org/index.php/2008/12/19/settimana-lavorativa-da-65-ore-no-grazie/" target="_blank">orari di lavoro a quelli ottocenteschi,</a> nella <strong>società della<a href="http://www.equazioni.org/index.php/tag/decrescita/" target="_blank"> decrescita</a> </strong>una delle &#8220;rivoluzioni&#8221; più auspicabili e necessarie è proprio quella della<strong> riduzione dell&#8217;orario di lavoro</strong>.   Lavorando meno si ha più tempo per sè stessi, per gli altri e per sviluppare o recuperare manualità, competenze, tradizioni che a causa del progresso sono andate perdute  ma che fanno parte della nostra cultura e che sono in grado di arricchirci come persone.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fa la cosa giusta 2009</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 06:41:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>equAzioni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì alla fine, nonostante gli ultimi acciacchi di influenza siamo riusciti ad andare a Fà la Cosa giusta in Fiera Milano.

La fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili organizzata da Terre di Mezzo diventa ogni anno sempre più imponente e sempre meglio organizzata.  Per entrare è necessario acquistare un catalogo al prezzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì alla fine, nonostante gli ultimi acciacchi di influenza siamo riusciti ad andare a Fà la Cosa giusta in Fiera Milano.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-2660" title="fa la cosa giusta header" src="http://www.equazioni.org/wp-content/uploads/2009/03/falacosagiustaheader.gif?w=300" alt="fa la cosa giusta header" width="441" height="53" /></p>
<p>La fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili organizzata da Terre di Mezzo diventa ogni anno sempre più imponente e sempre meglio organizzata.  Per entrare è necessario acquistare un catalogo al prezzo di 5 € oppure il libro di Terre di Mezze &#8220;La spesa in Cascina&#8221; al costo di 10€.   Personalmente <strong>non mi piace</strong> particolarmente<strong> dover pagare per entrare alle fiere</strong>,  <strong>etiche o meno rimangono comunque territori ampiamente commerciali e pubblicitari </strong>ma tant&#8217;è&#8230;</p>
<p>Fortunatamente siamo riusciti ad andarci venerdi pomeriggio in modo da evitare la calca del week end ed infatti è stato molto piacevole passeggiare fra le centinaia di stand in cui veniva promosso ogni tipo di progetto/prodotto equosolidale &#8211; ecosostenibile e cosi via.   Siamo entrati alle 4 con il nostro Ale nella fascia e siamo usciti alle 8 di sera stravolti e senza essere nemmeno riusciti a girarla tutta!  <span id="more-2659"></span></p>
<p>In effetti un pò perchè ci piace curiosare a fondo e scambiare quattro chiacchiere con gli espositori, un pò perchè <strong>tra l&#8217;associazione, il blog e la vendita delle fasce</strong> soprattutto nella parte &#8220;bambini&#8221; <strong>ogni stand era luogo di incontro </strong>con vari conoscenti o occasione per far nascere valide occasioni <strong>di collaborazione</strong>, come per esempio Stella e il suo negozio &#8220;1,2,3&#8230; Stella!&#8221; in via Mantegna 9 a Milano, dove si possono trovare anche i pannolini lavabili.</p>
<p>.</p>
<p>Poi ovviamente la fiera dà la  possibilità di acquistare prodotti che spesso sono difficili da trovare o si possono acquistare solo in internet, nel nostro caso, <strong>la MoonCup</strong> per Francesca, <strong>la Guida</strong> (aggiornata)  <strong>ai detersivi Bioallegri,  il Percarbonato e l&#8217;Acido Citrico</strong> per pulire casa e ovviamente libri libri libri&#8230;</p>
<p>La cosa più bella della fiera per quanto ci riguarda è  però proprio quella di ritrovare persone con cui abbiamo lavorato o avuto a che fare, scoprire tante nuove realtà con ideali e finalità comuni,  e la possibilità di &#8220;fare rete&#8221; con tutti gli altri soggetti del mondo equo-etico-sostenibile&#8230;</p>
<p>E&#8217; un luogo di incontro e un concentrato di ideali positivi e <em>ogni tanto è bello passeggiare tra gente che condivide il tuo stile di vita e fa bene allo spirito e dà la carica vedere quanta in realtà essa sia perchè  <strong>a volte</strong> nelle discussioni con colleghi, amici, nei forum o in tv,<strong> viene lo sconforto a essere sempre gli unici</strong> ad avere una coscienza etica/ecologica, e a essere sempre considerati gli alternativi, radicali, ecologisti, intellettuali, utopisti ecc ecc.</em> Invece a Fa la cosa giusta,<a href="http://www.equazioni.org/index.php/2008/05/09/tutta-unaltra-cosa-fiera-del-mercato-equo-solidale/" target="_blank"> come in altre fiere simili</a>, ci si ritrova, ci si conosce o magari si da semplicemente concretezza ad un mondo che spesso è troppo spesso confinato a forum e siti web.  Nel nostro caso abbiamo avuto l&#8217;opportunità di conoscere &#8220;dal vivo&#8221; Sara del blog<a href="http://cacciadivento.blogspot.com/" target="_blank"> &#8220;caccia di vento&#8221;</a> e questo ci ha fatto davvero piacere.</p>
<p>Al prossimo anno allora , o magari alle altre edizioni in giro per l&#8217;Italia, e non si sa mai che la prossima volta ci saremo anche noi tra gli espositori, con <strong>le nostre fasce Porta Bebè</strong>!!</p>
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