Finalmente anche all’asilo Ale inizierà a giocare con l’acqua insieme ai suoi amici e oltre al costume, alla crema solare e alle ciabattine, ovviamente, bisogna portare un asciugamano o un accappatoio.
Ecco, gli accappatoi io proprio non li sopporto: non sono pratici, ci si mette tre ore a torvare il buco della manica, la cintura immancabilmente tocca a terra e s’inzuppa d’acqua; e non asciugano nemmeno anzi, stando semi aderenti al corpo lasciano quella sensazione a mio avviso super spiacevole di fredino bagnaticcio.
Quindi non mi sono minimamente posta il problema della scelta! Ma allo stesso tempo, sapendo cosa vuol dire per un’educatrice dover asciugare più bambini con i rispettivi asciugamani, ho pensato a delle possibili soluzioni creative.
Quale genitore non segna le tacche dell’altezza del proprio bimbo durante i suoi primi anni di vita?
E se le varie altezze mie e dio mio fratello erano segnate direttamente sullo stipite della porta, come si faceva una volta, oggi in commercio esistono centinaia di modelli di metri: di legno, di plastica, di stoffa,con foto….
E così anni fa mi ero divertita a realizzare il primo di questi metri, come regalo per la nascita di un cuginetto. Da quel giorno mi è capitato di farne molti altri, sempre come regali e alcuni addirittura su ordinazione, fino a quello che, ovviamente, ho fatto per Ale.
Abbiamo parlato dei benefici del gioco libero e della sandplay therapy in questo post. Non tutti però hanno la possibilità di avere un giardino dove allestire una sabbiera per i propri bambini e purtroppo le sabbiere non vengono inserite fra i giochi dei parchi pubblici (come invece abbiamo visto in Norvegia e Finlandia) quindi basta un piccolo balcone e qualche accorgimentoper far giocare in tutta libertà e sicurezza il proprio bambino con un pò di sabbia e permettergli questa grande e liberatoria esperienza.
Certo più il bambino/a è grandicello più le esigenze sono diverse e così gli spazi richiesti, ma per bimbi più o meno dell’età di Ale (nelle foto aveva 15 mesi) a noi è bastato usare un paio di vasche e ceste (a pochissimo prezzo all’Ikea – stessa vaschetta tra l’altro usata anche per i giochi d’acqua!) e una sacca di sabbia che si può trovare nei negozi per il giardinaggio.
Dopo aver realizzato due paia di shorts, della mia vecchia felpa era rimasto ancora un bel pò e così ho sfruttato la parte superiore per farne una bavaglia per Ale.
Innanzitutto o segnato con una matita la forma della bavaglia e poi l’ho tagliata tenendoun bordo di circa 3-4 cm anche dietro al collo.
Mi sono scervellata un sacco su cosa costruire come regalo per il compleanno di Ale e un giorno, frugando tra tutte le mie vecchie cose che sono ancora a casa dei miei genitori ho trovato dei pezzi di un orsachiotto che avevo cucito molti molti anni fa….
Fare un pon pon di lana è operazione assasi semplice, che possono fare anche i bambini.
Si parte con due cerchi di cartone di diametro a piacere – i miei erano di circa 15 cm -, forati al centro (il buco non deve essere troppo largo perchè dovrà essere completamente riempito dalla lana) e un gomitolo di lana.
Parafrasando il famoso detto, “di una felpa non si butta via niente”!!
Ed ecco come ho recuperato al 100% una vecchia felpa rossa che mia mamma voleva eliminare…
Il primo progetto è stato quello di riutilizzarla per ricavarnedue paia di shorts da bambino (aumentando le misure se ne potrebbe ricavare un paio da adulti).
Il piccolo Ale è rimasto letteralmente stregato dal videoclip muscale sul portare con la fascia e spesso si presenta con la sua piccola fascia e con la sua bambola e ci chiede di metterlo su per poterlo ballare anche lui. Questo ci sta facendo sempre più pensare a mettere in pratica l’idea del “corpo di ballo”.
La primavera è finalmente arrivata, le giornate sono più lunghe e il sole spesso ci regala momenti unici come albe e tramonti mozzafiato….
Sole – luce, buio – notte (nanna!!)… è bello spiegare anche ai più piccoli come girano le cose. E quando lo faccio cerco sempre di trovare il modo di metterci un pizzico di magia.
E così qualche settimana fa ho rovistato tra i materiali dell’Officina dei Colori, in cerca di alcuni prismi che ero sicura di aver usato per alcuni laboratori…. (E a chi mi rimprovera di essere disordinata….tiè, li ho trovati in un battibaleno!)
I materiali che vedete nella foto (prismi, rondelle di gomma e filo) vi permetteranno di giocare a catturare la luce, a toccarla con mano! Read the rest of this entry »
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