Maternità: licenziarsi entro l’anno di vita del bambino

Dopo la nascita di un bambino non è sempre facile riuscire a gestire il nuovo nucleo familiare.

Se alla ricerca dei nuovi equilibri familiari aggiungiamo anche il rientro della neo-mamma al lavoro la faccenda si può fare davvero complicata. Tanto complicata che alle volte i genitori sono costretti (o scelgono felicemente – non sempre è una decisione sofferta!-) a giungere alla soluzione che la mamma resti a casa dal lavoro.

maternità - rientro della mamma al lavoro e licenziamentoLe leggi a tutela della maternità in Italia vietano ad aziende e datori di lavoro il licenziamento di una donna che abbia avuto un figlio da meno di un anno e allo stesso tempo garantiscono (lo so, potrebbe sembrare un controsenso ma di questo parleremo in un post specifico) alla neo-mamma che si licenzia volontariamente alcuni diritti.

Quali?
Innanzitutto alla lavoratrice che si licenzia entro l’anno di età del bambino non potrà essere richiesto il periodo di preavviso di licenziamento. Anzi, il corrispettivo economico del periodo di licenziamento le verrà retribuito dal datore di lavoro.

Cosa significa? Facciamo un esempio pratico.
Federico è nato il 12 aprile 2011. Se io presentassi al datore di lavoro le mie spontanee dimissioni entro l’11 aprile 2012 potrei non presentarmi al lavoro a partire dal giorno seguente, senza alcuna penale contrattuale.

maternità e lavoro: licenziarsi entro l'anno di vita del bambino

Il mio datore di lavoro non solo non potrà che accettare le mie dimissioni ma sarà tenuto per legge a versarmi il corrispettivo economico del mio preavviso. Se il mio contratto prevede quindi un preavviso per licenziamento di 3 mesi, il mio datore di lavoro dovrà versarmi 3 mensilità di stipendio a partire dal giorno delle dimissioni.

Licenziandomi l’11 aprile 2012 verrei retribuita come se avessi lavorato fino all’11 luglio 2012.

A tutela della maternità e delle lavoratrici le dimissioni devono essere presentate spontaneamente, senza che sia stata fatta alcuna pressione da parte del datore di lavoro. Dunque prima di licenziarvi dovrete recarvi presso l’ufficio della Direzione Provinciale del Lavoro dove dichiarerete di non aver subito nessuna pressione, ne intimidazione da parte del datore di lavoro (il quale ricordiamo è perseguibile per legge per un comportamento di questo tipo) e dove vi verrà rilasciato un documento che presenterete al datore di lavoro insieme alla lettera di dimissioni.

Inoltre, entro 68 giorni dal licenziamento, la lavoratrice avrà anche la possibilità di fare regolare richiesta all’INPS per gli assegni di disoccupazione.

E voi siete rientrate al lavoro o vi siete licenziate? Avete subito pressioni dal datore di lavoro? Eravate al corrente delle leggi citate in questo post? Avete usufruito dei benefici previsti?

 

Fonti: INPSCamera.it

 

 

 

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38 risposte a Maternità: licenziarsi entro l’anno di vita del bambino

  1. Ma mi hai letto nel pensiero???? stavo cercando proprio ora info a riguardo… grazie, mi hai risparmiato la ricerca…!
    eh sì, con due è dura… certo, i soldi fanno comodo, ma quando metti i pro e i contro sul piatto della bilancia, non so se ne vale proprio la pena…

    • Vorrei tanto avere questo coraggio… ma come si fa? A quanto dovrei rinunciare se perdessi il lavoro? Voglio dire, riuscirei a permettermi per loro quello che mi permetto adesso? Vacanze? Libri? Giochi? Attività sportive? Musica? … Certo se avessi un marito facoltoso o qualche prospettiva solida.. lo farei eccome!!

  2. Molto interessante. Io non avevo idea. Ma come si fa a licenziarsi di questi tempi? A volte ci penso.. eccome se ci penso.. con 2 bambini piccoli e nessun aiuto non so come farò quando dovrò rientrare, ma nonostante le difficoltà che mi aspettano non posso permettermi di non lavorare.. come si fa? Certi di sogni ne ho, come quello di una libreria per bambini, ma questi non sono periodi per sognare, o si?

  3. Daria scrive:

    Non ne ero al corrente per il fatto che sono libera professionista da un bel po’ e il cambiamento drastico nella gestione del lavoro l’ho avuto ancora con Alice, la prima. Fino a un paio di settimane prima del parto ho lavorato, ero fuori casa quasi tutti i giorni e quasi fino a sera, la maternità mi ha fatto rallentare e mi ha fatto scoprire una dimensione lavorativa nuova, più lenta, da casa senza dovermi spostare… certo la differenza economica (al ribasso) c’è, eccome! Però facendo i dovuti conti (non spendo nulla per mangiare fuori, trasporto e non abbiamo nido o baby sitter da pagare) e dedicandosi molto all’utoproduzione secondo me si va in pari col vantaggio che mi godo le bimbe e sto più serena!

  4. Rababe scrive:

    Io sono rientrata a lavorare quando mio figlio aveva sette mesi e sono stata trattata molto male e quando mio figlio ha compiuto l’anno ho subito tante pressioni da parte della datore di lavoro che mi diceva di licenziarmi pur essendo La datore di lavoro a chiedermi di rientrare a lavorare prima, siccome quando il bimbo compie un anno la madre non ha nessuna tutela, sono stata licenziata il giorno dopo che ho richiesto l’aspettativa facoltativa di maternità richiesta tramite l’INPS , adesso ancora stò aspettando i miei diritti dopo tre anni ne sindacati ne nessuno a fatto niente. Questo vi sembra giusto?

  5. MammaMao scrive:

    Mi sono licenziata prima che la mia bimba compisse un anno, anche su consiglio del datore di lavoro che mi ha detto che tutte le colleghe in rientro dalla facoltativa facevano così, tanto poi ci saremmo risentiti dopo gli otto mesi e avremmo dato una bella “pensata”!!!! Ovviamente non l’ho più visto e più sentito!!!
    Alla fine ho preferito restare a casa ad accudire la mia famiglia, anche perchè a conti fatti ci avrei rimesso, tra nido privato convenzionato , spostamenti in auto, stress e il fatto di non aver davvero nessuno parente o amica che potesse occuparsi della bimba in mia assenza.
    Certo bisogna fare dei sacrifici, ma per me ne vale davvero la pena…..

  6. Chiara scrive:

    Io sono stata lasciata a casa, contratto a progetto che scadeva 10 giorni dopo l’ingresso in maternità e così è stato. Mi hanno detto che non hanno violato la legge, perchè se il progetto era finito potevano farlo. Pressioni sì, le ho avute, ma ho resistito 7 mesi e sono andata in maternità a tempo dovuto.

  7. Tiz scrive:

    Io l’ho fatto, 8 anni fa. Ero rientrata dalla seconda maternità con la richiesta di part-time. Avevo accettato un cambio di sede e di mansione (la strada era meno della metà, la mansione faceva schifo rispetto alla precedente, ma per 4 ore al giorno avrei trovato un modo di farmela piacere!). Nella nostra azienda era prassi comune, per chi lo desiderava poter utilizzare 2 ore di ferie oltre a quelle di allattamento, in modo da rientrare in maniera graduale, a 4 ore al giorno. Però nel vecchio ufficio questo mi era stato dato fino al compleanno di Tabita (dopodiché avevo chiesto ancora 2 ore di ferie per poterne fare 6 fino alle vacanze estive, quindi per altri 3 mesi… e poi sono rimasta a casa in maternità… tutte cose che sapevano sia il dirigente che il mio responsabile, comunque), mentre nel nuovo ufficio avevo ottenuto solo 1 mese, quindi, al rientro dalle vacanze natalizie avrei dovuto fare 6 ore. Il giorno prima delle ferie ho detto al mio responsabile che, se il 7 gennaio non avessi trovato il contratto di part-time (a tempo indeterminato, perché per darmelo me l’avrebbero dato – il primo dell’azienda – ma rinnovabile ogni 6 mesi…) sarei rimasta a casa. Il 7 sono arrivata, niente part-time, ho salutato tutti, preso la macchina per andare in sede centrale e ho consegnato le dimissioni =D quella del personale ha anche fatto la faccia stupita…
    Comunque 3 mesi pagati dall’azienda e 6 di disoccupazione… Io però all’ispettorato del lavoro per confermare le dimissioni ci sono andata dopo, non prima…
    Per il seguito quoto in tutto Daria.

  8. Framm scrive:

    Io sono rientrata a lavorare che mio figlio aveva tre mesi. E’ stata molto dura perchè non avevo nessuno che me lo guardava, mi sono dovuta barcamenare fra nido e tate. Credo che ci dovrebbero essere più aiuti per le mamme che decidono di continuare a lavorare, come per quelle che smettono.

    • EquAzioni scrive:

      framm deve essere stata molto dura, sotto ogni aspetto: organizzativo, psicologico, di gestione familiare….
      purtroppo gli aiuti sono davvero pochi e i ‘fortunati’ riescono ancora a contare sull’aiuto dei nonni, sempre che anche questi ultimi non lavorino a loro volta!!
      come è stato l’inserimento al nido del tuo bimbo?

  9. Manu scrive:

    Ho avuto per anni 2 lavori part time contemporaneamente, per fortuna entrambi a tempo indeterminato e in aziende molto disponibili, quando ho terminato la maternità facoltativa del mio secondo figlio ho lasciato uno dei lavori e ho chiesto di aumentare le ore dell’altro (da 4+4 a 6 ore) e sono andata all’ispettorato del lavoro per far vidimare le dimissioni ed ho compilato un modulo in cui dichiaravo di dimettermi volontariamente.
    Non faccio un lavoro particolarmente interessante, ma non lo lascerei perché a meno che non ci sia un vero cambio di rotta nella società, il mio lavoro e quello del mio compagno sono la sola garanzia per il futuro dei nostri figli che lo vedranno con il binocolo un lavoro “sicuro” e adeguatamente retribuito.

    Manu

    • EquAzioni scrive:

      manu sei stata molto fortunata e alla fine sei riuscita ad ottenere a mio avviso un giusto compromesso tra il mantenere un posto di lavoro che oggi come oggi ha un valore in sè e lo stare vicina ai tuoi bambini! grazie della condivisione!

  10. Daniela scrive:

    io avevo un lavoro part-time, ma dopo la nascita del secondo ho preferito licenziarmi-ed ho goduto dei diritti scritti sopra-per me, andare a lavorare o stare a casa economicamente era uguale! di stress invece al lavoro, e nel tragitto sopratutto,c’è ne era tanto..per cui…
    adesso poi ho un terzo bimbo, faccio hs, insomma va bene così.
    non ho un marito facoltoso, anzi il disgraziato si fà 2/3 lavori, ma in questo modo riusciamo ad altalenarci nella cura dei figli, lui riesce ad avere mezza giornata per loro anche in mezzo alla sett, e possiamo andare in ferie-ma non utti gli anni e!-in bassa stagione risparmiando molto..
    se avessi lavorato oltre che per soldi, anche per soddisfazione personale, non so se mi sarei licenziata lo stesso…ma io ero una semplice commessa!

  11. Nicoletta scrive:

    La mia e’ una storia lunga. Lavoravo in un’agenzia viaggi a conduzione familiare. Dopo sei anni il primo figlio. Ho lavorato ben oltre l’ottavo mese e approfittando della dispo. Di mia sorella che poteva tenere il piccolo sono tornata in ufficio al quarto mese per mezza giornata per 4 mesi e per 6 ore approfittando dei permessi per l’allattamento fino all’anno di f. Nel frattempo aveva cominciato a lavorare il figlio del titolare… Io ero una che andava al lavoro con la febbre a 39 per conservarmi i giorni di malattia per le eventuali malattie del bimbo!!inutile dire che gli orari erano imprevedibili soprattutto in estate e mi ricordo sempre il mio bimbo che alle 2230 piangeva fuori mentre io parlavo con gli ultimi clienti!! Beh non bastava!! Dopo 10anni di lavoro un lunedì mattina sono stata licenziata! Ho fatto una vertenza ed ho avuto regione ! dopo ho avuto un altro figlio e sono stata infinitamente contenta di poterlo crescere senza lasciarlo a nessuno nonostante le difficoltà economiche e nonostante l’amore che avevo per il mio lavoro. Credo sia più facile per chi lavora in aziende con strutture più articolate ma nelle piccole realtà private, se vieni sfruttata e sottopagata restare al lavoro e quasi inutile se poi devi pagare nido o baby sitter non ti godi i figli e non ti rimane che qualche spicciolo!!!

    • EquAzioni scrive:

      nicoletta grazie per aver raccontato la tua esperienza. di mamme che si trovano o si sono trovate in situazioni simili ce ne saranno sicuramente moltissime e leggere che non si è soli può dare la forza di prendere una decisione piuttosto che un altra. e questo è anche uno dei motivi che mi ha spinto ad iniziare questa serie di post, per aiutare le neomamme a districarsi nei meandri della burocrazia (visto che spesso i datori di lavoro si dimenticano di informarle riguardo ai loro diritti!)
      credo che la decisione sia difficile in entrambi i casi: rinunciare al posto di lavoro ma poter crescere i propri bimbi oppure restare a casa perdendo però uno stipendio che garantisce una sicurezza economica….

  12. Daphne scrive:

    Ciao, molto bello il tuo blog :)
    Io sono in maternità e nonostante ogni tanto mi annoi, comincio a proiettarmi nel futuro e a chiedermi come farò a conciliare tutto tra bimbo e lavoro.
    Tra le altre cose, mi domando se riuscirò a concepire di andare a lavorare lasciando il bambino a casa…ma di alternative ne vedo ben poche :((
    Mi piacerebbe tanto ritagliarmi un attività mia che mi consenta di unire entrambe le cose..ma in questo contesto..come si fa??..non so sinceramente come mi comporterò a riguardo.
    Incrocio le dita…e ti chiedo intanto…dopo la maternità obbligatoria (5 mesi) è possibile rimanere ancora a casa o bisogna rientrare subito? :/

    • EquAzioni scrive:

      dopo l’obbligatoria puoi chiedere la maternità facoltativa all’inps informando il datore di lavoro che non può riufiutarsi di concederla
      dal 1 gennaio 2011 anche questa pratica può (e deve) essere fatta telematicamente dal sito dell’INPS
      puoi chiedere fino a 6 mesi di facoltativa, retribuita il 30% del tuo stipendio anhce frazionandola e quindi non per forza di cose tutti e 6 mesi di fila
      giusto per fare qualche esempio pratico potresti decidere di prendere 3 mesi, poi 2 e dopo un pò l’ultimo o magari invece prendere due giorni a settimana lavorandone solo 3….
      ricordati inoltre che fino all’anno del bambino hai diritto anche all’orario ridotto per allattamento che significa che su un orario full time invece che 8 ore potrai lavorarne 6
      in bocca al lupo e facci sapere!

  13. stefania salvadego scrive:

    salve!! io proprio ieri sn andata all’ispettorato e mi hanno dato un foglio da compilare!io dov rei rientrare il 3 settembre ma cn il bambino piccolo che nessuno puo’ tenermi e’ un problema!!!!

  14. Sonia scrive:

    Ciao avete notizie sulla nuova legge della Fornero di luglio 2012? Ciao

  15. lisa scrive:

    salve, vedo che siamo tutte nella solita barca…io ho un bimbo di otto mesi e l’asilo nido guarda i bimbi solo fino alle 16.00, appena rimasi incita parlai al mio datore di lavoro che non avevo nessuno che mi poteva guardare il bimbo e chiesi se potevo fare la mattina ( prima lavoravo solo il pomeriggio )almeno fino a quando mia madre andava in pensione cioè due anni……prima si e poi no…ora mi vedo costretta a non rientrare……ma io sò che il part.time deve essere flessibile ma per fortuna sono esonerate le donne che convivono con figli di età inferiore a tredici anni……adesso dovrò licenziarmi ma come faccio???io sono penalizzata….vorrei sapere se un domani che una ditta mi assume se può usufruire degli sgravi contributivi come per la mobilità?????

  16. alicecarlotta scrive:

    Sto spulciando in giro, ma mi sembra di aver capito che con la nuova riforma Fornero, la disoccupazione si avrà fino al compimento dell’anno del bambino, per cui se mi licenzio due settimane prima che il mio bimbo compia un anno non avrò di fatto diritto alla disoccupazione. vi risulta?

    • EquAzioni scrive:

      a dire il vero non ho notizie in merito ma se scopri qualcosa di più preciso torna ad aggiornarci. tornerà sicuramente utile a chi è nella tua situazione!
      grazie

  17. STEFANIA scrive:

    Se io volessi rientrare al lavoro e poi se vedo che non riesco a gestire il tutto mi licenziassi entro l’anno del bambino, non serve il preavviso anche se sono già rientrata?

  18. MammaDiPietrO scrive:

    Ciao a tutte. Io credo di essere stata molto fortunata. Sarei dovuta rientrare a febbraio dalla maternità facoltativa, ma come io e mio marito lavoriamo per la stessa azienda e lui è stato trasferito a lavorare negli USA, abbiamo fatto un accordo con i miei datori di lavoro. Adesso sono in aspettativa. Quando rientreremo in Italia mio bimbo avrà 3 anni e sará in età di andare alla scuola. Poter stare con lui i suoi primi anni di vita non ha prezzo.

  19. marle scrive:

    Ciao, se trovo un altro lavoro immediatamente dopo essermi licenziata, il datore di lavoro è ugualmente obbligato a versarmi il corrispettivo economico del preavviso?

  20. yvonne scrive:

    interessante questo argomento….la mia domanda è: ma possiamo licenziarci anche durante il periodo di maternità obbligatoria????cioè 2 mesi prima della data presunta del parto e 3 mesi dopo??

  21. Alessandra scrive:

    Buon giorno a tutte e tutti. Avrei un dubbio. Mio figlio ha 4 mesi e al momento sono a contratto a progetto e ho terminato la maternità obbligatori il 13 agosto (sono in sospenzione perchè per legge il mio contratto prevede una proroga di 3 mesi ). Non ho richiesto il congedo parentale perchè il mio datore mi propone un contratto a tempo determinato di 1 anno e quindi usufruire dei 6 mesi. mi chiede però il licenziamento sul contratto a progetto. E’ giusto? Lunedi dovrei andare all’ispettorato e firmare il pomeriggio il nuovo contratto. Perderò i diritti di congedo parentale e di tutto quello che riguarda la tutela della maternità con il nuovo contratto o potrò richiederli? Scusate ma ho le idee confuse w sono inpaurita da questa pressione… Alessandra.

    • EquAzioni scrive:

      ciao alessandra
      con la nuova legge per un licenziamento/dimissioni sotto i 3 anni del bambino devi per forza di cose passare dal dipartimento provinciale del lavoro di competenza per la tua zona
      li di sicuro ti daranno tutte le informazioni in merito

      • alessandra scrive:

        Grazie per la risposta. Comunque proprio all’ufficio dell’Ispettorato mi hanno detto che per il co co pro nn è obbligatorio il licenziamento. È solo una loro garanzia. Non ho perso alcun diritto con il nuovo contratto determinato che ho firmato lunedì. Ora sono in congedo parentale. Spero possa essere utile a qualche situazione simile.
        Ps:ovviamente ho consegnato le dimissioni già fatte solo dopo la firma del nuovo contratto!

        • EquAzioni scrive:

          Le leggi sulla maternità e sul lavoro in italia cambiano in continuazione e non è facile seguire tutti i cambiamenti e soprattutto capire se e quando possiamo fidarci di quanto ci viene detto. ti ringraziamo per aver condiviso la tua situazione e speriamo anche noi che possa essere d’aiuto a qualcuno che ci legge.
          E…in bocca al lupo a te! ;D

  22. silvia scrive:

    ciao io dovrei rientrare lunedi prossimo al lavoro ma non ho nessuno con chi lasciare il bambino. ho chiesto l’aspettativa di lavoro ma il titolare non me la concessa, e soprattutto il 31/12/2013 mi scade anche il contratto….vorrei una risposta a cosa potrei fare magari per prendere un pò di disocupazione….razie

  23. Anna scrive:

    Ciao!avrei da fare una domanda ! Il mio contratto di lavoro scade il 15/01/2014, io dovrei andare in maternità obbligatoria il 31/01/2014.se la azienda non rinnova il contratto di lavoro, posso fare la domanda per la maternità obbligatoria o devo prima fare la domanda per la disoccupazione? Potrei usufruire di tutte due?grazie

    • EquAzioni scrive:

      ciao anna. per avere questo tipo di informazioni ti conviene rivolgerti direttamente al dipartimento provinciale del lavoro oltre che alla sede INPS di riferimento per quanto riguarda la disoccupazione. in bocca al lupo!

  24. Giorgia scrive:

    Ciao ! Scrivo anch’io per un chiarimento.
    Ho partorito il 12/08/2013 il mio secondo bimbo e dopo i 3 mesi di mat. obbligatoria ho “scaricato” fino al 31/01/2014 i giorni della facoltativa che mi rimanevano dal primo bimbo. Febbraio ho messo 28 giorni di facoltativa del secondo bimbo e aimè rientrerò al lavoro a inizio marzo.
    Ho quindi circa 150 giorni di maternità facoltativa che avanzano. Dopo l’anno di vita del bimbo servono a qualcosa per tutelarsi dal licenziamento ? Se decidessi invece di licenziarmi entro l’anno di età, oltre al preavviso pagato, cosa avrei ? GRazie

    • EquAzioni scrive:

      giorgia le madri salvo nuovi cambi di legge sono tutelate fino al terzo anno di vita del bambino
      nel caso volessi dimetterti volontariamente, giusto per farti capire, dovresti presentare le tue dimissioni oltre che al datore di lavoro anche al dipartimento provinciale del lavoro che ha il compito di monitorare situazioni potenzialmente a rischio.

      • Giorgia scrive:

        Ciao,avrei bisogno di un chiarimento:
        Finiró tutta la maternità facoltativa il 29/6 e mia figlia compirà un anno il 31/8…dato che non riusciró a conciliare lavoro e vita privata,stavo pensando di dare le dimissioni entro l’anno di vita della bambina…mi potete spiegare bene i passaggi che devo fare per avere il sussidio? Devo andare all’inps o ispettorato del lavoro??
        Grazie mille

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