Il bebè è un mammifero

Per il venerdì del libro di questa settimana propongo in special modo alle mamme in attesa il libro di Michel Odent ‘Il bebè è un mammifero’.

recensione il bebè è un mammifero odent

Conoscevo questo testo solo per sentito parlare e mi ero ripromessa prima o poi di leggerlo di persona perchè mi ha sempre incuriosito molto questo aspetto del neonato (e dell’uomo in genere) così istintivo e primitivo messo in evidenza da Odent.

Viviamo in un mondo dove la tecnologia è entrata a far parte in quasi tutti gli aspetti della nostra vita, dove non facciamo altro che programmare, organizzare, pianificare, ma spesso ci dimentichiamo che a volte dovremmo invece lasciarci andare e seguire il nostro istinto.

Ma quando ci troviamo a dover affrontare eventi straordinari come per esempio la nascita  di un bambino, fortunatamente, qualcosa dentro di noi ci invita ancora ad interrogarci sulla naturalità di certi eventi. Certo, sono stati fatti enormi progressi in campo medico e tecnologico di grandissima importanza e che non vanno sottovalutati.

federico poche ore dopo la nascita nella fascia portabebè equAzioniMa tornando per esempio all’evento della nascita, il parto così come le emozioni e le sensazioni ad esso legate non sono cambiate se non nel supporto che la medicina e la tecnologia possono dare per esempio in caso di complicazioni.

E le similitudini con il mondo animale sono davvero sorprendenti: il bisogno di intimità, la preparazione del nido,…

Odent spiega come ‘il processo del parto è guidato dal cervello e in particolare dalla sua struttura arcaica che abbiamo in comune con tutti gli altri mammiferi. E’ questa parte primitiva del cervello a secernere gli ormoni necessari per produrre contrazioni uterine efficaci [...]. Le inibizioni vengono dalla parte più evoluta del cervello, la neocorteccia, che presiede alle capacità scientifiche e razionali, al linguaggio.’

Durante il parto tutto può avvenire in modo naturale solo se la donna dimentica ‘come si fa’ ma lascia al suo corpo la possibilità di guidarla a dare vita al proprio bambino.

Secondo Odent anche la paura e il dolore durante il parto diventano quindi fisiologici in quanto sono necessari alla donna per attivare la secrezione di alcune endorfine necessarie a liberare la prolattina e che contribuiscono ad un buon attaccamento madre-figlio.

Odent sollolinea quindi l’importanza dei periodi ‘sensitivi’ e di come vada protetta l’atmosfera di intimità del primo contatto tra la mamma e il bambino: ‘mantenere madre e figlio uno contro l’altro, bene al caldo, in penombra, in silenzio, eliminando tutti gli osservatori. La pelle e lo sguardo del bambino aiutano la mamma a secernere l’ormone necessario al riflesso di eiezione della placenta. Se il neonato succhia la mammella, il riflesso è ulteriormente rinforzato.’

‘Il bebè è un mammifero – Michel Odent
1992, Red Edizioni

Related Posts with Thumbnails
Questa voce è stata pubblicata in gravidanza, libri. Contrassegna il permalink.

3 risposte a Il bebè è un mammifero

  1. Ludovica scrive:

    Grazie del suggerimento di lettura! Io ho allattato entrambi i miei figli anche dopo il cesareo, al secondo parto. Nella mia esperienza attaccarli al seno è stato molto tranquillo entrambe le volte, ci siamo affidari l’uno all’altra. Stabilire un contatto è un bisogno sia per il bambino che per la mamma. Certo, la seconda volta è stato più facile e anche meno doloroso! Con il primo mi sono venute anche le ragadi! Ma basta non scoraggiarsi e perseverare! In fondo non è una formula magica, ci vuole pazienza e tenacia in molti casi, ma poi alla fine ne vale sempre la pena!

  2. daniela scrive:

    ciao
    non ho letto questo libro, ma mi è tornato in mente un altro libro che mi aveva molto colpito e che consiglio a tutte le mamme in attesa (ma anche a chiunque non creda che il neonato sia un essere inetto e incapace di capire e interagire) si intitola “i bambini ricordano la nascita” di David Chamberlain.

    tornando al tuo libro, trovo assurda la fretta di pesare, misurare, lavare e vestire il bambino appena venuto al mondo, ma cos’è, una catena di montaggio? E’ improduttivo e inefficiente perdere qualche minuto in un momento così importante per mamma e bambino? boh!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>