Oh! Moderato a chi?!?

Io sono una persona moderata, che proviene da una famiglia moderata, e ho sempre condotto una vita moderata. Cosi ha concluso il suo dibattito Letizia Moratti poco prima di sferzare un colpo bassissimo e slealissimo e molto poco moderato (oltre che falso) all’avversario delle elezioni.

Ultimamanete è tutto un invito alla moderazione.  Certo la calma è la virtù dei forti, ma sembra proprio che l’unica virtù, soprattutto politicamente, da tenere in considerazione sia quella di essere – o mostrarsi -  moderati.  Non contano tanto i programmi, che – soprattutto fra i moderati di destra e di sinistra – si assomigliano sempre di più, quanto il non passare per estremisti. Magari un pizzico rivoluzionari, negli ideali, ma per carità, moderati nei toni!


Sarà, che forse io moderato non lo sono stato mai, ma a me tutto ciò dà il voltastomaco.

Si lo so, le cose non sono o bianche o nere.  Tra un estremo e l’altro ci sono tante sfumature, però ecco, a me la moderazione sembra proprio un piattissimo, mediocre  e insignificante grigio.

Ma cosa si intende per Moderato e Moderazione? Il dizionario non ci è di grosso aiuto perchè la Garzanti online definisce la moderazione come la virtù di chi è moderato…  non spiega cos’è e cosa comporta, che caratteristiche avrebbe, ma la si fa rientrare automaticamente fra le virtù, boh!   Bisogna cercare il più generico moderare per capire che significa contenere entro i giusti limiti, ma qui cadiamo sempre sotto l’annosa questione di cosa è giusto o sbagliato e di chi deve deciderlo.
Credo proprio che nel senso comune la moderazione venga definita più che altro dal suo opposto.  L’assenza di moderazione viene intesa come violenza, esagerazione.  Chi NON è moderato è pertanto una persona esagitata, arrogante e violenta accecata dalle sue passioni e dalle sue idee (o ideologie).  Ma possiamo considerare moderato che gira lo sguardo davanti alla povertà e alla miseria, chi vorrebbe negare diritti a chi è diverso, chi vuole sempre trovare un nemico a cui addossare le proprie colpe, chi per profitto distrugge relazioni, vite e ambiente?
Possiamo considerare moderata la bulimia consumistica, la corsa all’avere ( e al produrre ) sempre di più, lo spreco irriverente di risorse?

[Nota molto schierata politicamente - saltate pure al paragrafo successivo.
Possiamo considerare moderato l'atteggiamento indiavolato di Larussa, le sparate della Santanchè, l'intolleranza ignorante di Giovanardi, il Celodurismo della Lega, l'approccio "faso tuto mi" da superuomo invincibile di B. (per non parlare di Bungabunga e barzellette da postribolo - per usare un termine a lui caro - o gli sproloqui violenti di Borghezio..)?]

La moderazione è proprio tutto il contrario di quello che ci viene propinato da TV, Media e Politica. Luoghi in cui quasi per definizione, l’unico modo per spiccare, per emergere, per essere notati (che si tratti di una notizia, di un volto nuovo o di una proposta di legge) sembra essere solo quello di urlare, spararle grosse ed esagerare.   E luoghi da cui provengono quotidianamente inviti alla moderazione.

No, io non riesco ad apprezzare la “moderazione” comunemente intesa, non la vedo come una virtù; vi ci vedo troppa ipocrisia, troppi formalismi, e poca convinzione.
Certi, la violenza non è mai la soluzione e essere chiusi al dialogo e al confronto è sbagliato.  Però se ho degli ideali, delle passioni, non vedo come io possa viverli “senza esagerare”Non posso pensare di amare moderatamente i miei figli o voler pacatamente bene alla mia compagna, non posso pensare di moderare il mio concetto di rispetto (per me e per gli altri) o la mia idea di libertà. Non posso moderare il concetto che ho di giustizia e di equità, non posso accettare vili compromessi e accontentarmi delle briciole.

No.  in questo io non sono moderato.  Non sono violento, non sono intollerante, non sono estremista, ma non sono moderato. Sobrio sì, ma moderato proprio no…

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6 risposte a Oh! Moderato a chi?!?

  1. Elena scrive:

    Sentite questa definizione che calza a pennello alla politica attuale: “Limitazione suggerita da convenienza o opportunità” (seconda definizione della parola “moderazione” tratta dal DISC Dizionario Italiano Sabatini Coletti

    • EquAzioni scrive:

      ecco, appunto. esattamente quello che intendo: a differenza della “sobrietà” che vedo come una caratteristica insita nella persona e nel suo modo di essere e agire, la moderazione è un atteggiamento un pò forzato che è determinato da qualcosa, una formalità, un’adesione alla norma.
      Grande Elena per questa segnalazione!
      ciao

  2. rosalia scrive:

    allora, che fatica…
    ma non dipende da voi, bensì dalla mancanza di “cacca, pipì e pannolini” in questo vostro ultimo articolo.
    ormai ne sono assuefatta.
    sono drogata del loro odore, quasi come pisapia è un ladro, brigatista, piduista, mafioso e puttaniere.
    ho detto pisapia?!? OPS!

    per coloro a cui interessa:
    l’opposto di “moderato” è “smoderato” e, da quest’unico punto di vista, nonostante io sia smoderata troppo spesso, pentendomene il secondo dopo esserlo stata, approvo la moderazione.

    se però la moderazione (termine coniato all’inizio del XIV secolo, in pieno medioevo) porta all’apatia emozionale, viva la smoderatezza (termine coniato nel XVIII secolo, non a caso), ho fatto ricerche…: vive liberté, égalité, fraternité!

    certo è che, nonostante mi definisca una “smoderata”, lo sono in maniera “moderata”, cioè quando le circostanze lo permettono o, addirittura, lo richiedono!
    perchè è questo il punto: ogni tanto è umano non contenersi, non limitarsi, non farsi dominare.
    vado oltre: ogni tanto è giusto farlo!

    e qui arrivo a “cicciopasticcio” alias Letizia Brichetto Arnaboldi (giuro, si chiama così), coniugata Moratti , e ci arrivo con gioia, visto che dopo le ultime elezioni è riuscita a prenderselo nel culo (sono smoderata, ve lo avevo detto!) come mai, negli ultimi 20 anni!

    quella donna…
    …quella, che riesce ad apparire falsa pure sui propri manifesti elettorali (pare abbia usato Photoshop, ci avete mai fatto caso?) non è moderata.
    è falsa, stupida o, quanto meno (quanto meno?), consigliata male, malissimo, e da chi ve lo lascio immaginare.

    una moderata non si permetterebbe mai di “lasciarsi sfuggire” un’accusa falsa ed infamante (per di più alla fine del contraddittorio, quindi senza possibilità di replica da parte dell’avversario).

    viceversa un presunto (presunto da chi, poi, ce lo dovrebbero davvero spiegare… ah, già da Letizia Brichetto Arnaboldi, quasi dimenticavo), un presunto ladro brigatista è stato un signore: si è limitato a non stringerle la mano!
    gesto che, bontà sua, mi ha spinto a votare dopo anni che non lo facevo.

    io, noi, voi, dovremmo tutti rispondere a certe argomentazioni con sani rutti in faccia (sono smoderataaaaaa, ma quante volte ve lo devo ripetere?!?) o, quanto meno, con un’altrettanto sana risata (per le più moderate).

    sarà con milioni di risate che seppelleremo le Letizia Brichetto Arnaboldi di questo paese!

    un’ultima cosa (forse…): equazioni, voi siete moderati.
    un’equazione è intrinsecamente moderata.
    è una uguaglianza tra due espressioni contenenti una o più variabili, le cosidette incognite.
    cosa c’è di smoderato in un’equazione, concetto matematico per eccellenza?!?
    forse le incognite, giusto quelle, ma è poca roba.
    e poi sono incognite… chi lo sa come saranno?

    la parola moderazione non è di per sè un’aberrazione!
    esempio: siete per caso smoderati nello sfruttamento delle risorse, o in qualsiasi altra scelta di vita che fate?
    non vi conosco, ma non credo.

    viva la moderazione:
    quando, essendo titolari del numero 50, al banco salumi dell’esselunga, alle 7 di sera, dopo una lunga giornata di lavoro, chiamano il numero 49, dovresti essere felice.
    il prossimo miracolato sarai tu.
    ma no, inizia il calvario che porta alla salvezza eterna.
    il tizio prima di te, il maledetto 49, risponde: “io!!!” per di più con un sorriso a 365 denti!
    felice, nella sua ottusità!
    avesse vinto un concorso di cui tu non eri a conoscenza?!?
    NO
    aspetta una risposta, credendo di ricevere la rivelazione assoluta, quella che risolverà per sempre i suoi problemi!
    “buonasera” risponde il macelaio (che fantasia!), “mi dica”… (nessun premio, tutto in questa vita si paga a caro prezzo)
    “allora…………….. volevo…………. non so…………… forse un etto di crudo”, sagace rispone colui che si infrappone tra la tua felicità di andartene da quel luogo ameno che è il supermercato e non so che altro, visto che penso solo all’uscita in quei momenti.

    forse?!? ma come forse?
    e poi, forse che sì o forse che no?
    sediamoci, parliamone, discutiamone, che interessa un sacco a tutti e non so se riuscirei a prender sonno questa sera, senza saper l’arduo dilemma.

    nel caso in cui possedessi una P38 e ti sparassi in testa!
    deficiente! sei in fila da 5 minuti e a che cosa stavi pensando?!?
    sei qui per comprare il prosciutto, in fila da 5 minuti, o è stato un inconveniente che ti è capitato mentre tentavi di risolvere il problema della fame nel mondo?!?
    lì sì che ci vuole moderazione.
    e io ce l’ho.

    o forse, molto più banalmente, non possiedo una P38.

    però quando si parla di amore, politica, ingiustizie, libertà, diritti, rispetto, educazione (SIC! la cara e vecchia educazione, dio santo!), PASSIONE, e si è toccati su corde che vibrano ad alte frequenze, di moderazione non si può parlare.
    sono concetti antitetici.

    corde che di moderato non possono avere nulla, perchè non seguono la via della pacatezza razionalizzata al fine di ottenere vantaggi a breve termine.

    vibrano anarchiche.

    e se io fossi un politico candidato a milano, Letizia Brichetto Arnaboldi, coniugata Moratti, proverebbe ad usare questa mia affermazione contro di me, probabilmente riuscendoci, ahimè.

    io mi chiamo rosalia e in pubblico uso il mio cognome, non quello di mio marito.
    ma qualche libro di enrico malatesta, thomas bernard, pino cacucci, bakunin michail, emma goldman, l’ho letto.

    Letizia Brichetto Arnaboldi?
    mi piacerebbe sapere qual è stato l’ultimo libro che ha letto Letizia Brichetto Arnaboldi, ma soprattutto quando!

    anzi, non me ne frega un cazzo!

    solo un appunto. io vi seguo da poco, ma perchè avete così poco riscontro su queste interessantissime tematiche siociopoliticheletterarie?
    ma che gente vi segue, santo dio?
    solo cacca, pipì e pannolini, riscuotono tanto entusiasmo?
    ma non avete mai provato a spiegare ai vostri fans che entro meno di quel che si aspettano i loro figli vorranno qualcosa di più di semplici cure e carezze?

    vorranno risposte!
    le pretenderanno, porca zozza!
    e avranno pure ragione!

    allenarsi ai pannolini è una gran cosa, ma perchè non allenarsi anche a pensare a qualcosa di meno pragmatico?
    e a discuterne, tra una pisciatina e l’altra?!?

  3. Tiz scrive:

    Rosalia… un applauso!
    Io sono una di quelle (poche) che a questi post commenta (quasi) sempre… perché la penso come te e tra un pannolino e l’altro i miei tre figli ascoltano le ben poco moderate discussioni tra me e mio marito… politicamente la pensiamo in maniera simile, magari io sono un po’ meno moderata, ma ci indignamo ancora davanti a certe cose e lo esprimiamo ad alta voce. Così i due grandi conoscono benissimo le facce dei vari politicanti che invadono la tivù, sanno cos’è il Parlamento, chi c’è al Quirinale, cos’è un Referendum… e sono in seconda e quarta elementare. Per me è un dovere affrontare e spiegare queste cose, sfamare la loro curiosità quanto riempire il loro stomaco.
    “Sono cose da grandi” da noi non si dice… non sia mai… chissà come potrebbero finire da grandi… Forse perché viviamo dove da un paio di mesi passano quotidianamente Cinquecento colorate con su la faccia del nostro (di nuovo) Presidente della Provincia, con sotto frasi tipo “Razza Piave” (definizione di cui mio marito era fiero ed orgoglioso, essendo lui nato a Maserada SUL Piave, quindi vera Razza Piave… non come Gentilini che al massimo potrebbe essere un RazzaSile…) oppure “Solo Fatti” (che a me ha fatto balenare subito un “Imbriaghi ne abbiamo già abbastanza”)… Loro cresceranno qui, dove il 70% vota Lega, e se le statistiche sono state meno pesanti stavolta era perché la sfidante di centro-sinistra era il nostro sindaco…
    E qui c’è la nota dolente… perché la moderazione in questi casi io non la sopporto… perché per persone come lei (il nostro sindaco, con cui sono stata consigliere comunale per 5 anni) la moderazione non è una virtù (affermazione che condivido), ma uno scopo, un obbligo, un fattore imprescindibile di un buon politico… NO, no e ancora no. Così io, che sono una che cerca le mediazione, che evita i conflitti inutili sono diventata un’estremista, io che voto (generalmente) l’IDV sono considerata da metà paese una comunista (cosa che non sono mai stata, principalmente per una questione anagrafica)… perché per screditare chi non dice sempre e solo sì, chi non si mette in fila e non alza sempre la manina al momento giusto, si usa proprio questa come accusa: estremista, “smoderato”, come dici tu Rosalia…
    La moderazione che potrebbe essere una cosa giusta (la tua nota, Davide, è condivisibile: come si possono definire moderati certi ceffi?!? e certi discorsi?) diventa semplicemente un abile gioco per combattere le voci fuori dal coro, di qua quanto di là, per non affrontare il dibattito sui programmi, sulle cose da fare… sulla verità.

    • rosalia scrive:

      ehi tiz,
      hai visto che casino abbiamo provocato coi ns commenti?!?
      tutti a scatenarsi e commentare i ns punti di vista!
      non credevo…
      …o forse sì!

      LA MEDIA E’ BASSA, diceva qualcuno.

      non lo sapeva: LA MEDIA E’ BASSISSIMA!
      s
      v
      e
      g
      l
      i
      a

      ma ormai chi li sveglia quelli…
      amen, che te/ve devo dì…
      ciao, rosolia

  4. Elena scrive:

    Grande EquAzioni e grande Rosalia. Il post (tra quelli di cacche/pipì poppa/pappa) mi era proprio sfuggito… ma anche noi in famiglia siamo ben poco moderati, io con le mie indignazioni quotidiane da lettura quotidiani (vivendo in Gran Bretagna combatto così la nostalgia di casa) e mio marito con le sue (essendo lui israeliano molto incavolato col governo israeliano). Non vi racconto le discussioni, sembra na gara a chi si disgusta di più… e a chi trova la maniera migliore di “impegnarsi” politicamente da lontano (non l’abbiamo ancora trovata ovviamente).
    A me hanno sempre dato dell’estremista per le mie scelte… ma la moderazione mi puzza non solo di convenienza ma di grande ipocrisia.

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