Gravidanza: La carta dei diritti della gestante

Tra i tantissimi commenti ricevuti dopo il post sul Parto naturale dopo un cesareo (VBAC o in italiano PVDC) ci ha colpito il riferimento di alcune di voi alla “Carta dei diritti della gestante”, che non conoscevamo e di cui non avevamo mai sentito parlare.

Inutile dire che siamo corsi a documentarci per trovare qualche riferimento legislativo in più.  Visto l’imminente parto non siamo riusciti a dedicare troppo tempo su google però la ricerca non ha avuto troppi esiti esaurienti – anzi chiediamo aiuto a tutte voi per raccogliere informazioni più complete e corredate di fonti.

diritti della gestante e partoIn pratica questa Carta dei Diritti della gestante è un elenco di “regole” stilato dal Tribunale dei diritti del malato di Trieste che si fonda addirittura su delle raccomandazioni dell’OMS risalenti al 1995 (1985 su alcuni siti).

Il motore di ricerca interno del sito (in inglese) dell OMS non ci è stato di grande aiuto e non siamo stati in grado di trovare pagine ufficiali riguardanti il Tribunale dei diritti del Malato di Trieste.   I principali siti “mammeschi” rimandano ad un sito non più esistente (www.ilmioparto.it) e  presentano qualche non lieve differenza (come ad esempio riguardo alla tricotomia e alla rottura delle membrane)

Ma quindi?   Come spesso capita con questo tipo di linee guida, ci troviamo di fronte a raccomandazioni generali che dovrebbero rientrare nel comune buon senso e rispetto della persona, sana o malata che sia, in gravidanza o meno.  E come spesso capita legislazione e teoria si discostano tristemente dalla realtà…   Questo non vuol dire affatto che il documento sia vano, nè tantomeno che dobbiamo metterci passivamente nelle mani di ostetriche, chirurghi e anestesisti senza scrupoli, insensibili e cafoni.

La consapevolezza dei nostri diritti e della nostra dignità, e  qualche riferimento di legge (più o meno “fondato) può bastare per farci vedere determinate, per non far calpestare i nostri diritti e per richiedere di essere trattate con dignità e rispetto!

Ecco quindi la Carta dei diritti della Gestante (nelle due versioni più diffuse nel web), leggetela, fatela leggere a chi vi accompagnerà durante il parto e magari stampatevela pure nella vostra cartelletta medica, non si sa mai…

Carta dei Diritti della Gestante  (da  DonnaD )

1 – il diritto di ottenere in qualsiasi situazione un linguaggio corretto, educato, rispettoso da parte degli operatori sanitari e tecnici.
2 – il diritto alla totale riservatezza delle notizie che la riguardano.
3 – il diritto alla privacy, riferita sia alla persona sia ai propri affetti.
4 – il diritto a non subire alcun tipo di discriminazione organizzativa, sanitaria e comportamentale.
5 – il diritto di ottenere precise informazioni circa i luoghi in cui partorire.
6 – il diritto di ottenere precise informazioni riguardo alle modalità del parto possibili nelle diverse situazioni.
7 – il diritto di conoscere le competenze e responsabilità delle diverse figure professionali e di conoscere il nome e la qualifica dell’operatore sanitario che prescrive e/o somministra un medicamento oppure decide e/o esegue una procedura durante il travaglio ed il parto.
8 – il diritto di ottenere informazioni esposte con linguaggio chiaro e comprensibile, fruibile da tutte le persone a prescindere dalla cultura e scolarità.

9 – il diritto di essere informata prima della somministrazione di qualsiasi farmaco o procedura se questa sia proposta per ottenere un beneficio per lei o per il bambino oppure sia una scelta diversa (per convenienza, per routine organizzativa o a scopo didattico).
10 – il diritto a determinare da sola, dopo esauriente e chiara informazione su rischi e benefici e senza alcuna pressione da parte di chi la assiste, se accettare o meno farmaci, pratiche o procedure relative alla sua persona.
11 – il diritto a potersi riferire per quanto possibile, anche durante il travaglio e parto in ospedale, ad un unico operatore che si occupi di lei e con il quale interagire per ottenere consigli, sostegno, incoraggiamento, benessere emozionale, assistenza.
12 – il diritto alla libera scelta di posizioni e comportamenti durante il travaglio ed il parto, fatte salve eventuali specifiche restrizioni motivate da controindicazioni documentate.
13 – il diritto del proprio figlio ad una nascita senza violenza in un ambiente protetto dalle luci dove sia eliminato ogni rumore superfluo ed ogni presenza non strettamente necessaria.
14 – il diritto ad un immediato contatto con il bambino dopo il parto a meno di specifiche necessità assistenziali.
15 – il diritto a veder favorito il rapporto con il bambino ed il padre attraverso liberi orari di visita ed il rooming-in.
16 – il diritto a veder riconosciute ed applicate le raccomandazioni della ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’ (OMS – tecnologia appropriata per la nascita – maggio 1995).

Carta dei Diritti della Gestante (da PianetaMamma)

1. Per il benessere psicologico della neo-madre deve essere assicurata la presenza di una persona di sua scelta (familiare o non) e potere ricevere visite nel periodo post-natale
2. Tutte le donne che partoriscono in una struttura deve venire loro garantito il rispetto dei loro valori e della loro cultura
3. L’induzione del travaglio deve essere rservata solo per specifiche indicazioni mediche ed in nessuna regione geografica dovrebbe avere un tasso superiore al 10%.
4. Non esiste nessuna prova che dopo un precedente cesareo sia richiesto un ulteriore intervento per la gravidanza successiva. Dopo un cesareo dovrebbero essere incoraggiati i parti x via vaginale
5. Non esiste nessuna indicazione per la tricotomia (la rasatura del pube) e per il clistere prima del parto

6. La rottura delle membrane, va provocata solo in caso di estrema necessità e a travaglio inoltrato
7. Durante il travaglio si dovrebbe evitare la somministrazione di farmaci se non per casi specifici
8. Il monitoraggio fetale deve essere effettuato solo in vista di un travaglio indotto o in situazioni particolari
9. Si raccomanda di non imporre la posizione supina durante il travaglio e il parto. E’ importante camminare durante il travaglio e scegliere la posizione più adatta a lei x fare nascere il bambino
10. Quando si può è meglio evitare l’episiotomia
11. Le madri vanno incoraggiate a tenere il bimbo accanto e allattarlo ogni volta che lo richieda
12. Il neonato in salute deve restare con la madre il più possibile. Nessun controllo della sua salute giustifica la separazione da lei
13. Si deve incoraggiare immediatamente l’allattamento al seno
14. Il latte materno costituisce l’alimentazione ideale del neonato e dà allo sviluppo del bambino basi biologiche ed effetti impareggiabili
15. In gravidanza si raccomanda un’educazione sistematica sull’allattamento al seno, poichè attraverso una educazione ed un sostegno adeguato tutte le donne sono in grado di allattare il proprio bambino al seno

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7 risposte a Gravidanza: La carta dei diritti della gestante

  1. Sibia scrive:

    aggiungerei: il diritto di travagliare e partorire in un ambiente protetto e intimo, non nella camera d’ospedale insieme a tutta la gente che va e viene… :(

  2. Mari scrive:

    Sono andata ad approfondire ulteriormente l’argomento e ho scoperto che è stato approvato un Ddl nel 2007 ad opera della Ministro Livia Turco per la “tutela dei diritti della partoriente, la promozione del parto fisiologico e la salvaguardia della salute del neonato”. Lo trovi a questo indirizzo, è quasi in fondo “pagina”
    http://www.sanita.ilsole24ore.com/Documenti/Detail/1223973

    In più ho anche scoperto che esiste ed è attivo un gruppo su yahoo che si chiama “tuteliamoci il parto” composto da 16 associazioni di ostetriche/mamme che sostengono il parto naturale e che lavora per migliorare quel ddl con azioni di vario
    tipo (si sono anche incontrate con la Turco nel 2007).

    Spero di esserti stata utile!

  3. Silvia scrive:

    Ciao, sono Silvia.
    Non so di che zona siete, ma una mia cara amica (consulente de La Leche League), che abita qui a Vigevano come me, é andata fino a Gavardo, sul lago di Garda, per evitare che la “costringessero” a partorire col secondo cesareo… Là si è trovata in un ambiente familiare, con personale umano e superqualificato e… a costo zero!!!
    Auguroni vivissimi!!!
    Silvia

  4. Eli scrive:

    …quante parole sagge!
    E che enorme tristezza leggere certi punti e rendermi conto che il mio parto non ci assomiglia nemmeno un po’! E’ stato terribile! Ho sofferto tanto per com’è andata: 12 ore di travaglio e il cesareo d’urgenza. Nel mezzo: rottura delle acque non voluta, liquido tinto, frasi gettate addosso da ostetriche troppo prese, induzione, ossitocina e tanto altro che preferisco dimenticare. Non mi hanno fatto vedere mio figlio (sano) se non dopo 24 ore. Non sono stata aiutata per l’allattamento e dopo giorni di lacrime e disperazione, ho rinunciato a sentirlo urlare e gli ho dato il biberon. Doppio fallimento per me: non sono stata in grado di partorirlo e nemmeno di allattarlo. Cosa ci può essere di più doloroso per una mamma?
    Il dolore, purtroppo, è ancora troppo forte e mi sento nuovamente in colpa per non essere riuscita a vivere i primi mesi con mio figlio, in serenità.

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