Settimana scorsa vi ho parlato della Lotus Birth, la nascita con la placenta, cioè la pratica che prevede di lasciare la placenta attaccata al neonato fino al suo naturale distaccamento, qualche giorno dopo il parto. Molti dei benefici, possono essere ragginti anche con il semplice ritardo nel taglio del cordone ombelicale.

Da recenti studi infatti risulterebbe che “un ritardo di una manciata di secondi nel separare un neonato dalla propria madre potrebbe infatti garantire al piccolo minori possibilità di contrarre malattie respiratorie, malattie polmonari croniche, emorragie cerebrali, anemia, sepsi e disturbi della vista”.
“Il funicolo ombelicale contiene molte cellule staminali e il loro completo trasferimento al neonato rappresenta la versione “originale” del trapianto di staminali”.
“Al momento della nascita di un bambino la placenta e il cordone ombelicale iniziano a contrarsi e a spingere il sangue verso il neonato fino a quando il flusso raggiunge un equilibrio e le pulsazioni si interrompono, così come l’apporto di sangue. È in questi momenti generalmente che il cordone ombelicale viene pinzato con due morsetti appositi e tagliato. Ritardare di soli trenta secondi la resezione basterebbe a ridurre i rischi, per il nuovo venuto, di emorragie intraventricolari, anemia e setticemia, oltre a diminuire la necessità di trasfusioni di sangue”.
Insomma, chiedere di aspettare 30 secondi a tagliare il cordone ombelicale non mi sembra una richiesta assurda e spero davvero di poter essere assecondata in questo mio desiderio.
E voi conoscete qualcuno che l’ha fatto? Oppure ci pensereste o ci state pensando?












Nell’ospedale dove partoriro’ e’ la prassi.
A meno che non si intenda fare la donazione o il prelievo per le staminali.
Io volevo farlo, ma mi piacerebbe anche donarle.. sono molto indecisa ancora.
Io ho letto il libro “Per una nascita senza violenza” di Frédérick Leboyer ed anche lui sostiene che il cordone non vada tagliato subito dopo l’uscita del bebè anche per rendere più semplice e meno “dolorosa” la pratica respiratoria (descrive l’aria che entra per la prima volta nei polmoni come qualcosa di pungente e doloroso).
Se non lo hai letto te lo consiglio, all’inizio può sembrare un po’ crudo nel descrivere la nascita ma poi spiega le tecniche per rendere il parto (dal punto di vista del bebè) più dolce.
Per quanto mi riguarda col secondo figlio hanno adottato gran parte di queste tecniche (spegnimento delle luci, attesa nel taglio del cordone, contatto fisico immediato tra bambino e mamma, allattamento al seno prima ancora del bagnetto)…con la prima figlia purtroppo non ricordo i dettagli, ero disinformata e mi sono lasciata guidare dall’ostetrica…
Quando è nato Yarin le ostetriche hanno aspettato che smettesse di pulsare, prima di pinzarlo e dare le forbici al neo-papà per il taglio.
Credo che in quell’ospedale sia la prassi.
Anche la nostra ostetrica a casa ha aspettato che il cordone finisse di pulsare prima di farlo tagliare al papà… So che ci sono anche molti ospedali che lo fanno comunque chiedendolo, a meno che non decidi per la donazione del sangue del cordone. Con Alice non è stato possibile a causa del cesareo…:-(
scusa daria, ma se in alcuni casi è stata fatta la lotus birth dopo il cesareo, perchè non potrebbero aspettare a tagliare il cordone ombelicale?
Spero di riuscire a partorire nello stesso centro dove è nata Anna, mi sono trovata benissimo, solo ostetriche molto preparate e rispettose. Il cordone è stato tagliato quando non pulsava più, la bimba è stata con me da subito, non ci siamo mai separate, mi hanno aiutato a trovare una posizione comoda per me per partorire, il tutto con molta calma, serenità e professionalità altissima. La placenta ci era anche stata offerta, avendolo voluto ce la saremmo potuti portare a casa. Il tutto avviene dentro un ospedale di categoria 2 (mi pare) cioè attrezzato per casi complicati e “poco” bendisposto a lasciare alla futura mamma i tempi che le occorrono, hanno ricavato però questo centro x il parto naturale che funziona a meraviglia, l’unica pecca sono i soli due letti… Spero di farcela anche stavolta e che vada tutto come la prima volta.
te lo auguro elena, mi sembra che tu tia sia trovata benissimo!
fortunatamente ho scoperto che anche nell’ospedale dove ho deciso di partorire aspettano a tagliare il cordone ombelicale dopo che quest’ultimo ha smesso di pulsare. ecco, in caso di cesareo le cose cambierebbero…
Con la prima figlia mi sono comportata come tutte voi, ma oggi mi sento molto più combattuta. Una mia amica, mamma anche lei da due anni circa, ha scoperto di avere la Leucemia. Lei è figlia unica e i suoi genitori non sono compatibili per la donazione di midollo. Dopo un anno di terapie e due trapianti di midollo riprodotto da cellule staminali prelevate da cordone, Oggi vive con il suo bambino una vita quasi normale. Oggi è con lui….
Come non considerare queste esperienze, la selta è durissima!!!!
Pero’ se fai la semplice donazione non serve a molto, mi sa… ci vorrebbe la conservazione per se stessi, no?
Da quel che ho capito io serve a poco la donozaione per se stessi. Invece, la donazione verso una Banca pubblica è, ad oggi, più utile. Nel momento che le cellule del bambino vengono impegiate per una terza persona, vieni contattata per monitorare la crescita del bambino stesso. Il problema nasce anche dal fatto che non parte la donazione del midollo osseo di noi adulti.
Ripeto per quel che posso aver capito io!!! e cmq non so ancora ad Aprile cosa farò
Quando l’ho chiesto alle mie ostetriche mi hanno risposto: “qui si aspetta sempre che il cordone smetta di battere!!!” a meno che non si voglia donare il sangue ombelicale e la prassi è differente.
si dona il sangue del cordone ombelicale poichè è ricco di cellule staminali..che oggigiorno la ricerca sta studiando per scoprire nuove applicazioni terapeutiche.