Febbraio: è tempo di iscrizioni alla scuola materna. Da un paio di settimane quindi, ci stiamo informando presso le scuole d’infanzia del circondario per decidere in quale mandare Ale.

Fototessere necessarie all'iscrizione alla scuola d'infanzia
Si perchè a noi piacerebbe mandarlo in una bella scuola, colorata, con un bel giardino, con maestre gentili, simpatiche e disponibili, una scuola dove ci sia un programma didattico ed educativo in linea con i nostri ideali (antiautoritario, senza stereotipi di genere, laico e rispettoso delle altre culture e dell’ambiente) e improntato sulla creatitivà e sulla libera espressione del sè ( e magari senza dimenticare i libri, la musica e il bilinguismo). Un bel mix di scuole libertarie, impronta montessoriana e pedagogia waldorf.
E ovviamente che non costasse un patrimonio. E magari vicino a casa…
Decisamente un sogno. Lo sapevamo, infatti abbiamo sempre lasciato aperta l’ipotesi dell’home-schooling. Però non credavamo che la realtà sarebbe stata così dura, difficile e deprimente.
Si, perchè non è che abbiamo cominciato a girare per le scuole della zona con la puzza sotto il naso convinti che non avremmo trovato qualcuno all’altezza del nostro piccolo prodigio. E’ che il territorio in cui ci siamo trasferiti, un piccolo comune dell’hinterland di Milano, non offre praticamente nulla. E quel poco che offre è un mix di arretratezza culturale, provincialismo e una concezione dell’educazione a dir poco disarmante (sessista, bigotta e repressiva).
Ecco infatti una responsabile didattica elencare con orgoglio tutte le regole, regoline e regolette che i bimbi impareranno per abituarsi al mondo della scuola e del lavoro.
E una maestra presentare lo spazio giochi con cucina e bambolotti (contrapposto al tavolo da lavoro con seghe, trapani e ruspe – tutto rigorosamente in plastica) come l’angolo delle bambine, dare per scontato che il grembiule sia rigorosamente rosa per le femmincce e azzurro per i maschietti, e sentirla confessare “che le bambine proprio non mi piacciono” (perchè sono pettegole e permalose)…
Ecco scoprire che per presunti e ipotetici motivi igienico sanitari non è possibile portare cibo da casa (ma facciamo eccezione per qualche merendina confezionata o caramelle, ah beh!) e che non è previsto l’uso di una propria tazza e di un proprio asciugamano i bambini ma devono essere dotati dai genitori di un kit di bicchierini di plastica e tovaglioli di carta rigorosamente usa-e-getta…
Infine sentirsi dire che il giardino, ove presente, è un miraggio destinato esclusivamente alla tarda primavera perchè “non possiamo mica permetterci di mettere cappotto e scarpe a tutti i 29 bambini della classe..”
Senza considerare poi la questione dell’insegnamento religioso, la cui alternativa sarebbe l’isolamento nelle mani della bidella!
Sinceramente ci mancava solo che con orgoglio ci dicessero che nella loro scuola non sono previste le punizioni corporali…
Se a tutto ciò aggiungiamo che non abbiamo nemmeno la libertà di scegliere, ma anzi, non abbiamo alcuna scelta perchè i posti sono pochissimi, (la scuola materna non rientra in quella dell’obbligo, quindi lo stato se ne frega e se il comune non ha soldi, ciccia…) e la priorità viene data ai residenti del comune in cui sorge la scuola capirete quanto i nostri sogni si siano infranti nel giro di pochi giorni…
(Alla domanda del perchè non ci fosse una convenzione con gli altri comuni per non partire svantaggiati in graduatoria visto la scelta di un altro comune non è un vezzo ma una necessità perchè il nostro comune non la prevede, l’assessore ci ha risposto: “Beh, ma c’è quella parrocchiale!!“ “Si, ma è privata!” “Ma no, signori.. è gestita dalla parrocchia….” )
Caspita, non pretendiamo di avere una Casa dei Bambini vicina e aggratis, e capiamo che i fondi per l’istruzione siano sempre meno, e che il personale possa essere demotivato, ma come è possibile che le persone che lavorano nelle scuole che abbiamo visitato non abbiano mai letto “Dalla parte delle bambine“, qualche libro di Munari, di Bernardi o delle esperienze di ReggioChildren e se davvero amano i bambini non facciano il possibile per realizzare nel loro piccolo, con i pochi mezzi che hanno una scuola più libera e creativa?
Ci siamo fatti cogliere dal pessimismo o è capitato anche a voi? Come è avvenuta la ricerca/scelta della scuola d’infanzia e l’inserimento del vostro piccolo/a?












Aspettavo proprio un post come questo!!Anche noi siamo alle prese con l’iscrizione alla scuola materna.Il Cucciolo è nato il 1° Aprile quindi se la scuola lo prevede ( e la nostra si!) possiamo iscriverlo. Ma e c’è sempre un ma, noi abitiamo in un comune con meno di 1900 anime, dove ogni anno muoiono più persone di quante ne nascano, quindi la scuola è comunale ed è una sola.O ti piace o non lo mandi.
“Si perchè a noi piacerebbe mandarlo in una bella scuola, colorata, con un bel giardino, con maestre gentili, simpatiche e disponibili, una scuola dove ci sia un programma didattico ed educativo in linea con i nostri ideali (antiautoritario, senza stereotipi di genere, laico e rispettoso delle altre culture e dell’ambiente) e improntato sulla creatitivà e sulla libera espressione del sè ( e magari senza dimenticare i libri, la musica e il bilinguismo). Un bel mix di scuole libertarie, impronta montessoriana e pedagogia waldorf.”
Questo era anche il mio di sogno ma devo accontentarmi di una scuola costruita 50 anni fa, dove nulla è conforme alle necessità dei bambini: non c’è il giardino ma una bella rampa di 20 scalini lisci; non c’è una palestra; i bagni non sono riscaldati mentre belle aule ci sono almeno 30° gradi; le maestre hanno almeno 50 anni a testa quindi lascio a te le considerazioni; non hanno nessun mezzo per fare lavoretti ma devo dire che si ingegnano!
Che faccio? Noi lo manderemo, solo per tre ore la mattina perchè il Cucciolo ha bisogno di interagire con i suoi coetani ed io sarò la mamma più Rompip@@@@e che la storia comunale e scolastica ricordi!!
Io avevo da scegliere tra 3 scuole, tute comunali/statali (non ho idea della differenza, scusate, so solo che non hanno retta da pagare, che è quello che mi serviva).
Una scartata a priori perchè con una bruttissima fama e pure fuori zona.
La seconda, quella che mi piaceva tanto perchè l’avevano frequentata i miei fratellini, si è rivelata inadeguata sia come struttura che come personale (tutti i lavoretti dei bimbi appesi erano incentrati sulla religione cattolica, che io non condivido, e le insegnanti erano molto intransigenti e severe).
La terza, peraltro quella di mia compentenza per zona di residenza (e quindi l’unica in cui non sarei finita in findo alle graduatorie), era la migliore delle tre, con spazi abbastanza ampi (ma non troppo), un bel giardino (piccolino, ma carino), personale che mi ha ispirato fiducia e lavoretti appesi in sinotnia con le mie idee (niente religione e tanta multietnicità).
Scelta fatta.
Quello che a mio figlio non riesce a darglielo la scuola glielo dovrò dare io, o dovrà farne a meno.
Mi spiace, ma non posso permettermi alternative.
Poi per cercare di essere più “in dentro” possibile mi sono candidata rappresentante di sezione, e sono stata eletta, anche perchè ero l’unica candidata e l’unica presente per la mia sezione (e già questo la dice lunga sul tipo di persone che frequentano questa scuola).
Tutto sommato non mi posso lamentare, anche se ci sono tante piccole pecche che ci fanno dannare.
Ma le maestre sono competenti, non ho notato nessuna distinzione sessista, nessuno che insiste ad ogni momento su questioni religiose (e col mix di cultura che si trovano mi sa che è anche una scelta obbligata), tanta integrazione per tutti (rom, stranieri, disabili, nessuno finora è rimasto escluso o emarginato), responsabilizzazione dei bimbi (tra camerieri, capofila e scelta libera dell’attività pomeridiana)…
Certo i difetti non mancano, ma la perfezione non fa parte di questo mondo e ci dobbiamo anche accontentare.
All’home-schooling ci avevo pensato anche io, e continuo a pensarci, ma poi chi mi fa mangiare? E poi penso che sia utile e costruttivo anche il confronto quotidiano con gli altri bimbi ed altri adulti di riferimento, senza la mamma.
:O! Noi forse siamo più fortunati… da noi nonostante sia una piccolissima città ci sono 5 o 6 scuole materne, i bambini possono essere iscritti a quella più vicina a casa o al luogo di lavoro dei genitori o nelle altre ma senza priorità. Quella scelta da noi è piccola, solo 2 sezioni, con un bel giardino dove escono al minimo raggio di sole. Con casetta munita di cucina carrozzina e bambole accessibili a tutti, con tanti giochi scelti dalle maestre e finanziati da noi tramite i mercatini di Natale, tanti strumenti musicali, tanti materiali per dipingere tegliare e incollare accessibili liberamente ai bimbi, le maestre son ben formate, molto attente a tematiche ambientali e interculturali. La religione viene affrontata non tanto come religione ma come stimolo all’amicizia e all’accettazione del diverso (da noi ci sono molti extracomunitari)… nel complesso posso essere soddisfatta anche se purtroppo ritengo che avere 26 bimbi di età diverse in classe non permetta di seguirli tutti benissimo ma devo dire che le maestre fanno veramente il possibile!
Da quello che racconti devo ritenermi parecchio fortunata!!!! Io alla scuola materna oltre che mandarci i figli ci lavoro anche e non avendo un posto fisso credo di aver visitato quasi tutte le scuole pubbliche (da noi in Trentino la gestione è provinciale) ed equiparate (gestite anche dalle parrocchie ma con coordinatore esterno e retta uguale a quelle pubbliche) del mio comprensorio!
Per prima cosa religione da noi non si fa alla scuola dell’infanzia, nemmeno alle equiparate!
Ogni scuola (ma a volte dipende direttamente dalla maestra, quindi all’interno della stessa scuola si possono trovare aule gestite in maniera diversa) si gestisce un po’ come vuole su grembiulini, asciugamani, bicchieri…c’è chi li usa, chi no, chi li porta da casa, chi paga una cifra simbolica a inizio anno (8 €) e li trova già all’interno della scuola, chi s’affida all’usa e getta (poche scuole a dire il vero)…
In entrambi i casi (provinciale/equiparata) c’è un progetto educativo annuale collettivo (di tutte el scuole del circolo) con tanto di corsi d’aggiornamento obbligatori per gli insegnanti, un progetto didattico scolastico (gruppi di intersezione) ed un progetto educativo di sezione, spesso c’è un progetto specifico anche per i bambini che si fermano al posticipo.
L’organizzazione delle aule e dei giochi dipende molto dalle maestre di sezione, tutte le aule sono divise in “angoli”: laboratorio, angolo morbido, angolo della lettura, tappeto con vari giochi (costruzioni, animali, macchinine…), quasi in tutte le aule c’è uno spazio dedicato al gioco simbolico: cucinetta, castello, casetta…le aree sono accessibili a tutti i bimbi e mai e poi mai ho sentito dire che le bimbe devono andare in cucinetta ed i maschietti sul tappeto con le macchinine, per quanto riguarda i giocattoli solitamente sono di buona qualità e preferibilmente in legno, ci sono anche scuole (una sola a dire il vero…) in cui però ho trovato pc veri a disposizione dei bimbi e lettore dvd :/!!!!
Tutte le scuole hanno un giardino e nel 90% dei casi viene utilizzato in tutte le stagioni!!! (anche negli asili di montagna a quasi 1000 metri!!!). Spesso nei mesi invernali però i “piccoli” di 3 anni non ne usufruiscono molto perchè al giardino viene dedicato il tempo in cui loro vanno a dormire (primo pomeriggio per sfruttare le ore più calde).
Le strutture più recenti sono dotate di palestra che viene sfruttata per la psicomotricità, nelle strutture più vecchiotte ci si accontenta di praticarla in dormitorio se ci sono i materiali.
Per quanto riguarda le lingue straniere invece siamo ancora un po’ indietro…
Un’isola felice? Bè direi proprio di sì!!!! (…e stiamo lottando contro i tagli che vogliono applicare per non perdere tutto ciò!!!!!!!)
Adesso per noi è tempo di iscrizioni alle elementari però…e lì temo di trovare quello che hai trovato tu per la scuola dell’infanzia…sobbbb :/
quanto è cariinooo
cmq che tristezza!
po per quel che riguarda roma: http://www.facebook.com/#!/note.php?note_id=10150091860204154&id=71253357381
non so se mi spiego!
qui in francia noi stiam cercando di organizzarci con altri genitori per crearci una scuola montessori; ma è davvero dura!!!! ok a mina manca ancora un anno e mezzo all’asilo…ma la strada è tutta in salita :S
Non so mica se rispondere o no…
Io sono andata l’altro giorno alla riunione della materna per Siria, che inizia a settembre.
Nella stessa scuola in cui ha iniziato Sveva a settembre scorso.
Nella riunione, pesante accento sul rispetto delle regole, e tanti incasellamenti da parte della direttrice.
Nella pratica, dopo mesi che Sveva è già dentro, mi viene da dirvi che la scuola la fanno le maestre. Quindi se anche vien presentata in un modo poi la pratica è quella di ogni giorno.
I pro dopo alcuni mesi:
- il sorriso delle maestre ogni mattina
- l’angolo morbido in cui leggere
- le merende che si portano da casa e guai a portare le merendine
- il mercoledì della frutta
- la raccolta differenziata
- il corso UISP per educazione motoria
- il confronto con le maestre, anche quando non ci sta bene qualcosa (e magari ne parliamo su facebook, come per una filastrocca qualche giorno fa)
- un bel giardino (solo per la bella stagione però)
I contro:
- i bicchieri e tovaglioli usa e getta (che noi abbiamo portato in mater-bi e carta riciclata)
- i premi se mangiano tutte le verdure
- l’alternativa all’ora di religione non ben identificata come attività
- il grembiulino rosa e azzurro e, soprattutto, il fatto che si calzi su cosa sia da maschio e cosa da femmina (ché Sveva dice sempre quella)
- le regole: una regola per ogni cosa
Noi viviamo in un pasello di provincia, questa è l’unica scelta che abbiamo, e ti ripeto la differenza la fanno le maestre… noi siamo stati fortunati con le nostre, ma nonostante questo trovare nella scuola pubblica quelli che sarebbero (come per voi) gli ideali (montessori, waldorf, etc) con cui avremmo agito noi, è impossibile.
Vedo più semplice cercare di condividere direttamente con le insegnanti certi ideali, e sperare che li condividano!
Ti giro la domanda… d’altra parte anche dovessi fare homeschooling, poi alle elementari che faresti? Non hai l’idea che ti troveresti ancora peggio?
eh. purtroppo abbiamo il terrore ( e la consapevolezza…) che alle elementare sarà peggio! e infatti, prenderemmo anche in considerazione l’ipotesi homeschooling alle elementari. però prima o poi verrà il momento di affrontare, x noi e x lui, la realtà. quindi non so proprio…
….io sto cercando di capirci qualcosa….come ti capisco…. mi stò però aprendo a nuove possibilità, del tipo vedere come si troverà il mio bimbo all’asilo, affidarmi al suo intuito, vedere se e’ felice, ci sta bene, e va volentieri, e anche io penso faro’ la rappresentante….per vedere se è possibile introdurre qualche piccolo positivissimo cambiamento.
baci
f.
Hai colpito nel segno, perchè trovi non solo una mamma , ma un’insegnante di scuola dell’infanzia (ma non siamo una così brutta categoria, lo assicuro!) . Purtroppo la scuola pubblica è fatta di tante realtà, a volte sconcertanti e io che ci sono dentro me ne rendo conto.Ma è fatta di persone , che spesso ci mettono impegno, amore e professionalità , che mandano avanti il lavoro a scuola e poi magari a casa lo finiscono di sistemare, che leggono , si documentano, che ci danno dentro anche se a volte non è una bella giornata, che sanno cogliere il valore di un gesto, di una parola dei loro bimbi e magari lo documentano con tante foto, che quando passano davanti ai cassonetti della spazzatura e vedono dei giochi da riciclare per la sezione, li caricano in macchina li lavano e se li portano a scuola ( e i bambini sono così felici…). Insomma , anche se scuola pubblica può e dovrebbe essere e molte volte è scuola di qualità. Non misembra che quelle insegnanti che hai descritto, lo facciano con passione , perchè altrimenti metterebbero tutti i giorni volentieri il giubbotto ai bambini per far vivere loro esperienze sensoriali in giardino (anzi, farebbero in modo che i bambini imparassero a mettrselo da soli, visto che è una bella conquista). Mi fa rabbrividire anche il fatto che ci sia ancora una mentalità così gretta, per cui l’angolo della cucina è riservato solo alle bimbe ! Per quanto riguarda il discorso dell’I.R.C. volevo fare una precisazione : le insegnanti sono tenute per legge a portare fuori dalla sezione i bambini che non si avvalgono dell’insegnamento della religione Cattolica perchè la sorveglianza di questi bimbi spetta a loro e molto spesso è prevista anche una programmazione della materia alternativa, quindi difendete questo vostro diritto !!! ( e questo ve lo dico,anche se sono cattolica e praticante)
Comunque consolatevi, non siete i soli ad avere questi problemi!!
Visto che in qualunque asilo/scuola mandiate vostro figlio difficilmente avrete la perfezione, l’unica cosa da fare è cercare di lavorare insieme ad altri genitori per migliorare dove la struttura é piu’ carente. Fare mercatini e pizzate per raccogliere fondi da destinare a giochi piu’ educativi, o libri (magari di Munari…) insomma allearsi con le persone piu’ disponibili e piu’ vicine al vostro modo di pensare.Essere rappresentanti è anche utile per poter portare avanti le vostre bellissime idee. In bocca al lupo.
Eh si. cerchermo di rompere le scatole in modo costruttivo e in modo da coinvolgere anche genitori e maestre a impegnarsi di più per il bene di tutti i bambini.
però devo dire che è davvero difficile anche interagire con gli altri genitori:
come si fa a parlare di stereotipi di genere ad una mamma vestita come ruby con una figlia addobbata come un confetto ed un papà che si lamenta che la riunione didattica sta duranto troppo e non riesce ad andare a lavare la macchina? (entrambe le cose successe davvero ad uno degli open-day… SOB!)
Ah, ecco siamo in tanti con gli stessi dubbi e problemi con la materna! Noi abbiamo preiscritto Alice a due scuole, la comunale e una paritaria. Per la prima le possibilità sono poche visto che i posti sono pochi e il primo criterio che valutano è la distanza dalla stessa (danno la precedenza a chi abita entro un raggio di 500 m dalla scuola…). La seconda è più comoda a casa, ma si paga la retta mensile. Quest’ultima abbiamo avuto la possibilità almeno di visitarla, mentre per quella comunale non se ne parla, sembra che sia una richiesta che non contemplano!-( Poi alla comunale non c’è la mensa interna, il cibo lo portano alle 10 di mattina e lo tengono in caldo, non si può portare niente da casa, solo per i compleanni dolci confezionati…
Alla fine abbiamo pensato che vedremo a settembre, proviamo l’inserimento e valutiamo… nel caso faremo home-schooling per un po’ e comunque o prima di pranzo o subito dopo l’andiamo a prendere… Poi valuteremo anche se a lei piace o meno, perchè adesso dice che vuole andare a scuola con i suoi amici ( i nostri vicini di casa hanno bambini suoi coetanei che probabilmente saranno a scuola con lei), ma non è detto che poi ne sia così entusiasta…
non so dove potrete mandare ale a scuola, per soddisfare tutte le vs necessità.
probabilmente una scuola del genere non esiste, se non sull’isola di utopìa, ahimè!
i bimbi, però, tutte queste menate mentali che giustamente vi fate, fortunatamente non se le pongono.
credo che per loro sia già una gioia passare del tempo con altri bimbi e giocare insieme.
poi, l’educazione vera la riceveranno dentro le mura domestiche e, crescendo, attraverso le mille amicizie che si faranno (oltre che con gli zii, ovviamente!)
chissà in quante altre mille situazioni si troverà ale (e con lui tutti gli altri bimbi del mondo), che non saranno così idilliache come sperereste voi genitori…
paceamen, fatevene una ragione!
quel che so è che vorrei tanto avere una copia delle sei fototessere del mio nipotino preferito!
Da dove comincio? Dall’inizio… 8 anni fa mi è toccata la scelta per la prima volta. Scartata la steineriana per più motivi tra i quali i 40 minuti di strada, scartate le comunali perché fuori comune e quindi irraggiungibili per la graduatoria (in provincia di Treviso sono pochissime), “scelto” quella in paese perché almeno si farà un giro di amicizie che ritroverà alle elementari e si “radicherà” nel territorio. L’asilo è privato, non parrocchiale, ma la struttura è delle suore; maestre laiche, impronta cattolica, gestione dei genitori. E questo era il suo punto di forza: il programma educativo viene discusso e approvato in assemblea. Bellissimo. Peccato che alla fine del primo anno di Tabita la Presidente e la coordinatrice, insieme ad un’insegnante diano le dimissioni. Buttate fuori. Troppo innovative, troppa apertura alle famiglie.
La maestra però è in gamba e si continua. Quando Tabita è all’ultimo anno entra anche Luca. Anche la sua maestra mi piace. Niente di montessoriano, strabiliante, magico. Però un luogo accogliente, un clima sereno. Ah, il complesso delle suore gode di un parco di diversi ettari e i bambini hanno accesso tutti i giorni, tranne con la pioggia, ad una parte piuttosto ampia, con giochi, sabbiera ecc.
Secondo anno di Luca le cose cominciano a cambiare. Psicomotricità sostituita da motoria. Niente più corso di nuoto. Via la sabbiera. Il menù non viene rispettato…
Ultimo anno di Luca. Panico. La maestra non-maestra (il suo titolo di studio sembra che sia segretaria d’azienda) che ha buttato fuori presidente e coordinatrice è presa da delirio di onnipotenza. La maestra che aveva avuto Tabita se n’è andata. Quella di Luca è incinta. Inizia l’anno con una novità: niente più ciabattine (è un casino eh farle mettere a tutti ogni volta che si entra e si esce!) e niente più asciugamani, solo salviette di carta (questione igienica e poi ci sono bambini che hanno sempre l’asciugamano sporco). Tutto questo presentato come sperimentazione. Fa parte del programma educativo e quindi deve passare per l’assemblea. Ma l’assemblea non viene convocata finché i soliti genitori riescono ad ottenerla. Per giustificare la scelta delle ciabatte e delle salviette le maestre portano un’ingegnere e una biologa! Serata da dimenticare, attacchi, accuse, genitori che sostengono le maestre perché “se mettere le ciabatte porta via tempo alla didattica…” ma gliel’hanno detto che non si consegue la laurea dopo quei 3 anni? Ultima chicca: la maestra di Luca scopre che avrebbe dovuto restare a casa da subito. Avvisa i bambini il venerdì e il lunedì seguente arriva la supplente. Il giovedì il rappresentante va dalla coordinatrice a chiedere se le sembra il caso di mandare due righe a casa per avvisare i genitori che i loro figli hanno cambiato insegnante °_° Non aveva avuto tempo…
Sono passati due anni. Io ho sempre notizie fresche. La maestra di Luca non è più tornata dalla maternità. Anche la supplente si è licenziata, insieme alle ultime due più giovani. La situazione è desolante, i bambini vengono trattati peggio di quando all’asilo ci andavo io…
Ho già contattato lapappadolce per andare a vedere la loro scuola collettiva… homeschooling collettivo pure qui. Senza alternativa.
Benvenuti nel mondo della scuola… Per fortuna io, almeno, non devo preoccuparmi delle elementari: non saranno le più innovative d’Europa, ma le maestre godono di pessima fama… pochi compiti, poco severe, troppi lavoretti manuali, troppe letture, niente riassunti…
Anche noi siamo alle prese con la scelta della materna. Qui a Torino siamo messi abbastanza bene e ne abbiamo varie tra cui scegliere comode; per fortuna ho convinto presto il papà a scartare la statale sotto casa in favore di una comunale bellissima lungo il fiume: una villetta gialla con un enorme giardino, con 4 sezioni eterogenee per età. Ci ha fatto da guida una maestra molto amata dai bimbi che conosco che ci vanno già, che ci ha parlato di tanto tempo passato all’aperto tutto l’anno, in giardino e sul terrazzo, anche per fare i lavori di gruppo quando fa bello, l’orto e le altre attività naturaliste-ecologiste, dell’autonomia dei bambini nel vestirsi, farsi il lettino per la nanna, apparecchiare e servirsi a tavola (con l’aiuto che serve) nelle stoviglie di vetro e ceramica (montessori docet!), la stanza della biblioteca con le borse fatte insieme per portarsi a casa i libri, le riflessioni in cerchio e in gruppetti (quest’anno si lavorava sui diritti dei bambini) e gli scambi con le scuole materne di Reggio… Insomma sono contentissima e speranzosa. Molti restano fuori perché i posti sono pochi, ma spero che con il punto in più che ci dà la sorellina noi saremo dentro!
Io per fortuna ho già scelto lo scorso anno
E devo dire che sono davvero contenta della scuola dell’infanzia che frequenta il mio bimbo da settembre 2010. E’ una scuola privata, e costa non poco! Questo credo sia uno dei pochi difetti di cui mi posso lamentare perchè per il resto le maestre hanno organizzato un inserimento lentissimo, (ragionando da mamma ho trovato difficile accettare questa cosa perchè ho dovuto usufruire di tantissimi permessi e ferie e ho dovuto accelerare un po’ l’inserimento del mio bimbo). I bimbi possono uscire dopo il pranzo o rimanere a fare il riposino, tutti si devono coricare sulla brandina mentre la maestra legge una favola. Cantano dal mattino fino al pomeriggio, Topastro ha imparato tantissime canzoni e dal tono con cui le canta si capisce che gli ricordano momenti divertenti trascorsi a scuola. La struttura è piccola 59 bimbi in tutto, divisi in due sezioni (piccoli e mezzani la prima e mezzani e grandi la seconda), quindi due sole aule, e un salone. Un piccolo giardino esterno, tre maestre e una persona che pulisce e da una mano a fare di tutto. Tante attività semplici ma carine, quest’anno il tema è I colori nella natura. I bimbi hanno giocato con le foglie, ci si sono tuffati, i grandi sono andati in gita ed hanno portato castagne e rami anche ai piccoli e mezzani. In aula c’è la zona cucina, angolo travestimenti, la sabbiera… Un menu vario e approvato dalla dietista, cucinato nella sede centrale e portato verso le 12.00 nella succursale dove va il mio bimbo. Per merenda si può portare solo frutta. Si festeggiano i compleanni tutti insieme. Penso di essere molto fortunata, all’entrata c’è un quaderno su cui le maestre scrivono le esperienze vissute dai bimbi. Gite, giochi particolari, racconti, visite. Insomma sono soddisfatta al 98% e direi che non è poco! Insomma, credo che ci siano anche buone scuole. E’ vero che questa è privata e si paga, ma ho sentito spesso genitori lamentarsi di scuole private, quindi non è detto che pagare di più voglia dire avere un servizio migliore.
sì claudia, hai ragione. non è assolutamente detto che non si possano riscontrare problemi anche nelle scuole private
ho sentito di mamme soddisfatte che hanno fatto frequentare al primo figlio una scuola privata e che per vari motivi han deciso di mandare il secondo alla pubblica, un pò titubanti, per poi essere felicissime della scelta fatta
concordo con chi dice che la scuola è fatta di persone e che indipendentemente dalla gestione, dall’organizzazione e dalle risorse della scuola, l’avere una maestra che ama il suo lavoro, che ci mette passione fa un’enorme differenza
sì, direi che essere soddisfatta al 98% ….è una bella soddisfazione
Quanto è vero! La scuola è fatta di persone! Io finora ne ho incontrate diverse davvero speciali, sia al nido che alla materna! Un grosso in bocca al lupo, ti auguro di trovare una maestra per il tuo Ale, che sia solare, comprensiva, che regali tanti abbracci e aiuti il tuo piccolo a diventare grande!
grazie claudia, ci spero davvero! e vi terremo aggiornati, ovviamente
noi abitiamo in provincia di Milano abbiamo scelto per nostra figlia la scuola steineriana, devo dire che non abbiamo preso in considerazione la scuola pubblica perché per ragioni lavorative e “logistiche” non avrebbe avuto senso iscriverla nel nostro piccolo comune. Non sono una grande conoscitrice di tutta la filosofia che ci sta dietro, ma mi hanno d’istinto colpito il clima sereno e la grande attenzione per l’accoglienza e l’individualità del singolo bambino. Mi piace molto il fatto che i genitori , se vogliono, possono essere davvero coinvolti nelle questioni riguardanti la scuola e questa partecipazione ce la fa sentire ancora di più un posto sicuro per la nostra bimba.
….certo la retta è un bel salasso !
manu di dove siete? e dove la state mandando quindi in via clericetti?
va a Cernusco sul naviglio, asilo l’altalena
….peccato, direi che siete un pò distanti…
Eccomi qua…
Provengo dall’esperienza di una materna privata, dove i miei primi figli hanno passato i loro primi tre anni, dove le maestre davano anima e corpo per le loro classi anche fuori dall’orario scolastico, dove le recite di fine anno iniziavano a prepararle un mese prima, dove sui muri erano appesi lavori che spaziavano dalle maschere africane ai quadri degli impressionisti, dove ognuno metteva il grembiule che voleva, si portava da casa il bicchiere colorato e l’asciugamano ricamato dalla mamma, dove il giardino accoglieva le loro corse quasi tutto l’anno, dove persino quando era scesa la neve avevano fatto portare il cambio e avevano vestito e svestito tutti e 25 i bambini, dove si cantava dal mattino al pomeriggio e una volta alla settimana tutti insieme, dove c’era lezione di musica, una biblioteca fornitissima e libri da portare a casa, l’angolo cucina, casetta, angolo morbido, tutti utilizzabili da tutti senza distinzione.
Insomma una scuola a misura di bambino e con i genitori coinvolti personalmente nelle attività…
E ora invece a causa dell’aumento smisurato delle rette mi trovo a scegliere tra tre scuole di cui due in edifici vecchissimi e squallidi e la terza, dove se tutto va bene andrà michele, in cui la possibilità di fare delle attività ‘creative’ sono lasciate al buon cuore dei genitori che con collette durante l’anno partecipano all’acquisto dei materiali
Però sono speranzosa che sia un’esperienza comunque positiva per lui e cercherò di mettermi in gioco pure io per aiutare laddove l’aiuto servirà!
dai chiara, non demoralizzarti…
ma su milano come funzionano le iscrizioni? quando terminano e quali sono i criteri con cui fanno poi la graduatoria?
sai se c’è il rischio di non riuscire ad entrare? e in quel caso, che si fa (è possibile fare domanda in una sola o in più scuole)?
Ehi!! ma questo post aveva come scopo il risolllevare il nostro morale!!! non affossarlo ancora di più con le vostre esperienze meravigliose!!
scherzi a parte. grazie x i vostri racconti.
si. ci vuole pazienza, ottimismo, collaborazione e purtroppo tanta tanta fortuna.
ciao ragazzi è da un po’ che vi seguo e finora non avevo mai lasciato commenti, non so neanche se leggerete questo visto che è fuori tempo massimo ma provo lo stesso a risollevarvi il morale. La prima cosa che vorrei dirvi ora che la mia figlia più grande ha finito le elementari (e quindi ho avuto tutto il tempo di “testare ” il vario campionario di maestre di nido, materna ed elementare) è che le maestre non sono esseri che vivono in un loro mondo fuori dalla realtà; le maestre sono ESSERI UMANI e rispecchiano quello che è la società italiana, che è effettivamente in buona parte sessista, razzista, bigotta ecc. Questo per togliervi ogni illusione di trovare persone speciali solo perchè il loro lavoro è occuparsi dei bambini. Noi siamo di Milano, e qui tradizionalmente nidi e materne hanno sempre funzionato bene , lavorando per progetti e proponendo molte attività creative, (anche se dopo la “cura Moratti” non so cosa resterà…) però tutto quello che di buono mia figlia aveva sperimentato alla materna si è vanificato con l’ingresso alle elementari. So che voi ancora non ci pensate perchè adesso siete concentrati sull’asilo, ma la scuola elementare per chi è abituato a un certo modo di essere genitori si rivela un’esperienza molto frustrante. Bambini che fin dal primo giorno di scuola devono stare seduti 8 ore al giorno. Bambini di 6-7 anni caricati di compiti ogni week-end tanto da non poter fare praticamente più nulla, scappare qualche giorno da Milano diventa impossibile, perchè dove vado se tanto la bambina deve passare la maggior parte della giornata a fare compiti (e i figli di genitori separati che vedono il papà solo la domenica come lo passeranno il poco tempo insieme? a fare compiti? boh) . Pedagogia del tipo: hai visto la tua compagna come è buona, educata, silenziosa, ubbidiente, devi diventare come lei. Maestre che affermano tranquillamente alle riunioni di classe che ai bambini più vivaci abbasseranno i voti anche se nelle materie vanno bene, perchè così imparano a essere più “rispettosi. ” Punizioni (ebbene sì) del tipo stai seduto tutto l’intervallo a guardare i tuoi compagni che giocano.. sempre con lo scopo di “educare” i bambini (che stanno cmq seduti in classe tutto il giorno…non vi dico poi come escono da scuola belli nervosi….) .. e di tutte queste cose che vi sto dicendo sappiate che la maggior parte dei genitori E’ CONTENTA , quindi è impossibile fare qualunque proposta o , non sia mai, critica che vada controcorrente. Cioè, la fai, ma passi subito per “quello strano”. Mai, dico mai in 5 anni qualche attività pratica, manuale o artistica; arte-immagine consiste nel colorare disegni stampati dal pc, e storia, geografia e scienze consiste nello studiare a memoria ogni settimana 3 pagine del libro di testo…mia figlia una volta preso il bel voto nella verifica ovviamente nel giro di poche settimane dimentica tutto, perchè i bambini in questo modo non imparano a ragionare, solo a ripetere. Non dico questo per lamentarmi, perchè tutto sommato avremmo potuto anche cambiare scuola e non lo abbiamo fatto perchè la bambina era affezionata ai compagni e in parte anche alle maestre, ma perchè ho capito che un bambino che comunque a casa è contento e riceve la giusta dose di affetto, attenzioni e esempi positivi è in grado di affrontare indenne qualunque maestra e qualunque scuola senza troppi drammi. Sicuramente Ale potrebbe anche andare all’orrida scuola materna che avete descritto senza risentirne minimamente! Quelli che ne risentono siamo noi genitori…spesso ci siamo sentiti soli, delusi, arrabbiati, abbiamo pensato ma possibile che non ci sia nessuno che la pensa come noi….almeno leggendo il vostro blog mi sento un po meno sola
caspita. a leggere quello che scrivi mi è salita un angoscia…
TUTTO quello che scrivi è esattamente tutto quello che ci aspettiamo e temiamo dalle elementari. però è verissima anche la tua conclusione.
grazie per il tuo commento e per i tuoi compliementi. (davide)
Be’, provo io a risollevarvi un po’: non tutte le scuole elementari sono così. Le maestre dei miei fgli hanno una pessima reputazione in giro perché danno pochi compiti, fanno tanti lavoretti, cantano troppo… La scuola è la primaria statale, niente di particolare, ma le insegnanti sono quasi tutte in gamba. Il problema sono i genitori… che vorrebbero cambiare in favore di una scuola dove i bambini fanno i riassunti dei libri che leggono (chi se ne frega se così odieranno la lettura… tanto leggere 10 pagine è il castigo che danno se i figli fanno casino), hanno abbastanza compiti da tenerli impegnati finché i genitori non tornano dal lavoro, imparano a memoria taaante cose, imparano a stare seduti in silenzio 8 ore a sei anni (qui le prime elementari sembrano steineriane… non c’è un bambino fermo e seduto… imparano con “gradualità”).
Quindi guardatevi intorno, siete a Milano, la scelta penso sia ampia. Io, invece ho avuto solo tanta fortuna!