Gravidanza: la lotus birth, ovvero nascere con la placenta

Quando, parlando del mio prossimo parto, ho spiegato ai miei genitori cosa fosse la lotus birth mi hanno risposto “Ma tutte voi le sentite ste cose??!!” ;)

lotus birth - nascere con la placentaAd essere sincera non mi sono nemmeno informata più di tanto sulla nascita con la placenta, anche perchè ora che ho scoperto quanto sembrerebbe essere difficile poter avere un VBAC (un parto naturale a seguito di un primo parto cesareo), mi immagino cosa possa implicare, quanto meno in ospedale, la semplice richiesta di informazioni per una simile pratica…

Detto questo ci sono persone che lo hanno fatto e di cui ho letto le testimonianze in internet.

Ma di cosa si tratta esattamente? Alla nascita il cordone ombelicale viene reciso dopo pochi secondi, separando così il bambino da quello che fino a quel momento è stato il suo legame con la madre: la placenta.

La lotus birth prevede invece che il cordone ombelicale non venga reciso, di modo che il neonato resti collegato alla sua placenta, per staccarvisi in modo del tutto naturale e spontaneo (come avviene con il moncone del cordone ombelicale) dopo qualche giorno, in genere 3 o 4.

I benefici della lotus birth sembrerebbero essere molti, tra cui una trasfusione placentare completa, un minor rischio di infezioni del cordone/ombelico e di contrarre alcune malattie legate al sistema circolatorio e respiratorio…

Ma cosa fare dopo la nascita con la placenta?

lotus birth - nascere con la placenta

Una volta che la placenta è nata va posta in un colino all’inerno di una ciotola. Entro 24 ore va lavata in acqua tiepida asportando tutti i coaguli di sangue e poi tamponata e asciugata.

Dopo queste prime operazioni non c’è molto da fare se non tenere la placenta all’interno di un colino o di una garza di cotone cambiata regolarmente in modo da mantenerla il più asciutta possibile, avere molta cura nel muovere il neonato per evitare di dare strattoni al cordone ombelicale e vestendolo con indumenti ampi con allacciatura sul davanti. Dopo 24 ore la si può cospargere di sale, sempre al fine di tenerla più asciutta.

Per chi volesse saperne di più sulle origini della lotus birth e sui rituali nelle altre culture (c’è anche chi per esempio, una volta staccatasi dal cordone ombelicale, mangia o seppellisce la placenta), può consultare questo sito in italiano.

Come dicevo per ora non credo che tutto ciò faccia al caso nostro per vari motivi, ma sicuramente una tra le molte richieste che farò in ospedale al momento del parto sarà quella di aspettare un poco a tagliare il cordone ombelicale. Pratica (di cui parlerò settimana prossima) sicuramente più accessibile e gestibile senza troppi problemi anche dal personale medico di ogni ospedale.

Voi conoscete qualcuno che l’ha fatto? Oppure ci pensereste o ci state pensando?

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35 risposte a Gravidanza: la lotus birth, ovvero nascere con la placenta

  1. Vally scrive:

    Ho scoperto questa cosa qualche giorno fa. Nell’ospedale dove andro’ a partorire e’ stata fatta proprio qualche giorno fa.
    A me sembr auna cosa un po’ assurda.
    Io devo ancora finire di informarmi per la donazione delle staminali del cordone ombelicale… una cosa che non mi e’ chiara e’ se si puo’ aspettare per recirdere il cordone o questo ostacola la donazione. Perche’ anche secondo me piu’ che tenere la placenta tutto quel tempo e’ sufficiente tenere il cordone un po’ di piu’. In fondo poi la placenta non e’ attaccata a nulla, da cosa prende nutrimento?

  2. Claudia-cipi scrive:

    Io non lo farei. Già mi fa impressione il moncone ombelicale, figuriamoci tutta la placenta con il cordone intero…
    Dopo il parto del primo figlio ho chiesto di farmela vedere per pura curiosità (e già le ostetriche si sono stranite, che sembrava chissà cosa avessi chiesto) e tenere una cosa del genere insieme al bambino per qualche giorno non ce la farei.
    Senza parlare poi della scomodità e del rischio di fare male al bambino… so di essere maldestra, inutile nasconderlo, e per quanto io cerchi di starci attenta mi succede sempre qualcosa. Già mi immagino la scena: sollevo il bimbo dalla carrozzina e la placenta rimane incastrata nel manubrio, oppure al cambio-tetta che mi rimane indietro e ci aggrovigliamo entrambi col cordone… a raccontarlo o vederlo potrebbe anche essere esilarante, mavisto che non va strattonata nè tirata per evitare lesioni, direi decisamente che non fa per me.

    Però aspettare che non batta più prima di tagliarlo sì, quello se non lo fanno si può chiedere, sicuramente.

    • EquAzioni scrive:

      ma no claudia perchè dici così…
      ricordo che anche davide prima che nascesse ale aveva paura che prima o poi l’avrebbe sbattuto contro lo stipite della porta o contro al muro senza accorgersene: non è mai successo (o almeno non me l’ha mai confessato! ;) )
      immagino quale possa essere stata la reazione dell’ostetrica
      durante il mio cesareo ho domandato più volta all’anestesista accanto a me che cosa stessero facendo, ma lei cercava di cambiare discorso, di distrarmi.
      pensava mi sarei impressionata forse….

      • Claudia-cipi scrive:

        dico così perchè con la copertina mi succedevano, ‘ste cose… però la copertina la puoi strattonare un po’ e al peggio se non viene la lasci cadere, che non succede niente, invece la placenta attaccata all’ombelico…

  3. Daniela scrive:

    Anche io non la farei; d’altra parte mi sembra che anche nella maggior parte delle società “tradizionali” il cordone si tagli, e poi la placenta si sotterri. Però per fortuna in entrambi i miei parti l’ostetrica ha aspettato a tagliare il cordone fino a che non ha smesso di battere. Tuttavia, questo mi sembra che non sia compatibile con la donazione del cordone ombelicale, che va richiesta prima del parto, e per cui il cordone va tagliato subito.

  4. Quando Angela è nata, l’ostetrica che ci ha assistito in casa ha fatto tagliare il cordone al papà solo dopo che la placenta aveva smesso di pulsare. Il sangue placentare è il migliore, sembra possa proteggere anche da malattie autoimmuni, leucemie, ecc. ed è quindi importante che il neonato possa riassorbirlo tutto (e quindi ciò non è compatibile con la donazione).
    La placenta poi l’abbiamo conservata (in freezer) per qualche tempo. La sua destinazione finale? Sotterratta sotto un albero, del resto la placenta per la sua conformazione viene spesso chiamata “albero della Vita”.
    Non so se farei il lotus, avevo già visitato tempo fa il sito indicato e anche letto un libro. Ma non mi sono chiarita le idee abbastanza per capire se è meglio il lotus o è meglio un taglio del cordone a tempo debito.

    • EquAzioni scrive:

      mammatrafficona è proprio come dici tu.
      il sangue che dalla placenta arriva al bambino, se il cordone non viene tagliato subito per la conservazione delle cellule staminali o per semplici motivi di fretta, è importantissimo e può prevenire molte malattie.
      sono proprio le famose cellule staminali che arrivano al bambino. e se non le si vuole conservare o donare…..perchè mai buttarle e perderle solo per colpa di una trentina di secondi??!!
      p.s.
      complimenti al papà!

  5. glores scrive:

    Il Lotus Birth è una nascita meravigliosa, conosco chi lo ha praticato e chi lo sta per praticare… io stessa mi ero informata quando ero incinta di Pietro, quando volevo partorire in casa (cosa che poi purtroppo non ho fatto perché nessuno mi ha sostenuta in questa scelta e forse al primo figlio si è troppo fragili per affrontare proprio tutto da sole). Comunque mi rifarò al prossimo, quando sarà.
    Io non ci vedo nulla di strano, anzi sinceramente la vedo la nascita più naturale in assoluto. Penso a millenni fa, a donne primitive… e penso che fosse naturale lasciare attaccata la placenta come nel mondo animale: i mammiferi la mangiano. In fondo si stacca nel giro di 3/4 giorni e cosa dovrà mai fare una mamma dopo che ha partorito suo figlio se non starsene tranquilla sdraiata accanto al proprio cucciolo ed allattarlo?
    Io comunque quando ho partorito ho chiesto all’ostetrica che mi ha assistito in ospedale di non recidere subito il cordone e lei mi ha ascoltata. Abbiamo aspettato un po’ di minuti e poi si è proceduto con il taglio. Le ho chiesto di poter vedere la placenta e lei mi ha sorriso quasi orgogliosa che ci fosse almeno una mamma su un milione che voglia vedere la placenta: ne ho l’immagine fissata nella testa, era bellissima. In fondo anche lei era figlia mia, l’ho partorita no?

    • Vale scrive:

      Io non ho mai avuto il tempo nemmeno di chiederlo, perchè durante entrambi i miei parti (il secondo espulsione durata 4 minuti!) la placenta me l’hanno immediatamente “impacchettata” insieme a tutti gli altri liquidi in espulsione… avessi chiesto di vederla avrei solo visto un sacchetto igienico con dentro della roba piena di sangue…purtroppo…

      • EquAzioni scrive:

        wow vale, 4 minuti?!

        • Vale scrive:

          Si, io ho mandato a casa Roberto perchè nel caso Marco si fosse svegliato (era mezza notte passata…) almeno avrebbe trovato lui… tanto – secondo me!- i dolori sarebbero dovuti aumentare, e le acque non si erano ancora rotte…e ero poco dilatata (neanche 3 cm)
          - ma no, torna tra un paio di ore, se proprio vuoi star tranquillo, intanto io sono qui, non puoi far nulla per me e il dolore –
          Così un ora e 50 minuti esatti dopo mi si sono letteralmente spaccate le acque, e… c’era la testa.
          Dal letto mi hanno messa sulla carrozzina, hanno fatto il corridoio correndo, hanno fatto tempo ad appoggiarmi sulla sedia, e… Fabio è uscito da solo… Roberto non ha fatto nemmeno in tempo ad arrivare, eppure dista 6 minuti di strada, di notte, poi!!! una delusione enorme per entrambi, il parto di Marco invece è stato vissutissimo da entrambi…

  6. Tiz scrive:

    Io la trovo una pratica affascinante. Però non l’ho praticata. Con i primi due perché non ne avevo sentito parlare, con l’ultima (nata in casa) perché… non fa per me… pure io sono maldestra!
    Però, a parte col secondo figlio che ha avuto un momento di stress subito dopo il parto e quindi gli hanno reciso subito il cordone (grrrr… proprio a questi bambini il collegamento con la placenta serve di più!), con le altre due l’ostetrica (la stessa, anche se la prima volta ero in ospedale) ha aspettato che il cordone finisse di pulsare prima di reciderlo. Se avessi un altro figlio, però chiederei di non tagliarlo finché la placenta non è uscita… l’ultima volta il secondamento è avvenuto dopo 2 ore dal parto… sarà una mia impressione, ma la placenta sarebbe stata più “motivata” ad uscire se fosse stata ancora collegata a mia figlia.
    Quanto alla raccolta del sangue confermo: mi ero informata e in effetti il sangue deve essere preevato subito, prima che il cordone smetta di pulsare. Quindiio ho dato precedenza al benessere del momento dei mie figli e non l’ho donato.

  7. Alice scrive:

    Ciao a tutte!! Io ho cambiato ospedale all’ottavo mese, proprio perchè volevamo fare il lotus birth, e ad Osimo, il primario mi aveva risposto: se lo scordi!! Così mi sono messa alla ricerca di un’altra struttura e a Recanati nel 2008 una mamma lo aveva fatto 4 mesi prima di me.
    Poi all’ultimo io e il mio compagno non ce la siamo sentita…ero stanchissima, dal travaglio lunghissimo, e lui era molto molto provato…Un peccato però, il libro che avevo letto mi aveva così entusiasmata….magari per il secondo bimbo!!!

  8. Sibia scrive:

    A me la placenta non fa impressione, però troverei piuttosto scomodo averla attaccata al pupo per 3-4 giorni (avrei paura di strattonargli l’ombelico ad ogni spostamento). Poi non sono sicura che sia poi così naturale: gli animali lo recidono con i denti il cordone, non aspettano che si stacchi. Sicuramente invece aspettare a recidere mi sembra una ottima pratica, anche se sinceramente non ho idea di quando l’abbiano tagliato al tarta (e neanche il marito: eravamo completamente su un altro pianeta!!! ahah), e non ho pensato a dirlo prima ahimé..

    • glores scrive:

      Ciao Sibia, copio e incollo dal sito lotusbirth.it in merito ai mammiferi!
      “La maggior parte dei mammiferi ingerisce la placenta per evitare che il suo odore possa attrarre dei predatori. In questo modo, tutte le sostanze in essa contenute vengono trasferite ai cuccioli, attraverso l’allattamento.
      A dire il vero, poi, non tutti i mammiferi recidono il cordone e mangiano o sotterrano la placenta: gli scimpanzè che sono considerati gli animali più intelligenti, monogami e dotati di uno spiccato senso di collaborazione, non recidono il cordone. La mamma, quando si sposta, porta placenta e cucciolo tra le braccia. Quando poi il cordone si stacca, resta a terra insieme alla placenta diventando nutrimento per il terreno della foresta. “

      • Sibia scrive:

        non sapevo questa cosa degli scimpanzé, cmq penso che sia un’eccezione limitata quantomeno al fatto di avere il pollice opponibile ;)
        per il resto mi confermi che non è una pratica molto diffusa in ambito mammifero

  9. sara scrive:

    brave brave voi, fate tanti figli e tante esperieze.cosi’poi nel mentre io divento una doula e poi faccio un figlioe voi mi istruite.
    okei?
    conservate le informazioni, chesso’ scrivete un diario, che io poi avro’ 9 mesi di tempo per leggere ed assorbire tutto :)

  10. Vale scrive:

    oh bella,
    è davvero la prima volta che ne sento parlare, questa!!!!

    Ma e quindi…davvero apporta tanti benefici?
    Che cosa stranissima…
    certo, ce la si deve proprio sentire, di farla…

  11. donatella scrive:

    avevo letto anche io qualcosa, ma sarebbe stato improponibile dalle mie parti….

  12. donatella scrive:

    spero ti possa essere utile ed interessante questo link
    http://www.clareloprinzi.com/

  13. frida scrive:

    Se allerti con ampio anticipo l’ospedale puoi avere anche presso la struttura una nascita lotus. Magari sbuffano, fanno storie, ma se sei determinata alla fine puoi farlo :)
    Baci!
    P.s: Ho perso un po’ il conto… Quanto manca?

  14. Valentina scrive:

    Ciao!
    Attilio è nato l’11 agosto, e la sua compagna di viaggio placenta è restata con lui fino a quando non si sono decisi a separarsi. E’ avvenuto tutto naturalmente…il quinto giorno dopo la nascita, lo gnomo e la sua amica hanno deciso fosse arrivato il momento di proseguire ognuno per la sua strada.
    Accudire la placenta e vedere come loro due comunicassero è stata un’esperienza magica, che ha dato tanta gioia anche a noi genitori.
    Il parto lotus, nell’intimità di casa nostra, ha lasciato un’energia speciale negli occhi di Attilio… Buon viaggio anche a voi! :)

    • EquAzioni scrive:

      valentina, toglimi una curiosità, come hanno reagito parenti e amici che vi sono venuti a trovare nei primi giorni?
      e come ti sei organizzata, colino o garza o entrambe? e l’avete “salata”?
      e quando si è staccata l’avete sotterrata o cosa?

  15. Naike scrive:

    A noi è stata un’ostetrica a chiederci se volevamo portare a casa la placenta, dopo che le avevo chiesto di farmela vedere..è stata poi successivamente sotterrata.
    Ma non ho idea se hanno fatto tagliare a mio marito il cordone prima o dopo che smettesse di pulsare..per il terzo lo metterò in chiaro da subito!

  16. Benedetta scrive:

    E’ una pratica troppo “new age” per i miei gusti e non fa **assolutamente** per me. Sono d’accordo nell’aspettare, ma io mi sento lontana anni luce(e per fortuna!!!) dalle donne primitive che partorivano accanto all’albero. QUanto al mangiarla mi provoca davvero disgusto.
    Sono un homo sapiens non un animale e sono ben lieta di esserlo (anche se so che mi attirerò gli strali di molte mamme new age)

  17. Emanuela scrive:

    Ciao, Evelyn è nata il 14 marzo 2011, e la sua placenta è restata con lei fino a quando non si sono decisi di separarsi. E’ avvenuto tutto naturalmente nove giorni dopo la nascita, per il compleanno del papà!!!
    Accudire la placenta e vedere come loro due comunicassero è stata un’esperienza magica. Sono stati i giorni più belli perché nessuno, a parte la mamma, toccava Evelyn e la sua placenta… nessuno osava disturbare quel momento magico.
    Non ho avuto la fortuna di partorire nell’intimità di casa, ma partorire con il Lotus Birth mi è servito per affrontare meglio tutto quello che avevo vissuto. Mi sono sentita da subito un genitore che prende decisioni in prima persona per la propria figlia… ha rafforzato il mio spirito combattivo tanto da intraprendere subito una successiva battaglia per la mia piccola: la libertà a non vaccinarla.
    Il Lotus Birth ha lasciato un’energia speciale negli occhi di Evelyn.
    Non dimentichiamoci che la placenta e il sangue ecc. in essa contenuta appartiene al nostro bambino… che diritto abbiamo noi di sottrarglielo?

    P.s.: sino alla settima prima di partorire avevo rinunciato al Lotus perché mio marito era contrario, poi dopo aver sognato Evelyn ha deciso che il Lotus era da fare… la mia bambina ha scelto cosa era meglio per lei… noi l’abbiamo solo ascoltata.

    • EquAzioni scrive:

      ciao emanuela, grazie per aver condiviso con noi la tua esperienza!
      anche io mi ero interessata al lotus birth ma in italia non è facile avere informazioni al riguardo e soprattutto non sono molte le strutture dove lo permettono.
      in genere infatti decide di farlo chi partorisce in casa.
      tu dove hai partorito? mi sembra utile segnalare la disponibilità di quell’ospedale a future mamme interessate!
      grazie ancora ed un abbraccio alla piccola evelyn!

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