Da circa 3-4 anni si sente parlare spessissimo di cellule staminali, ma cosa sono?
“Le cellule staminali sono cellule primitive non specializzate dotate della singolare capacità di trasformarsi in diversi altri tipi di cellule del corpo. Molti ricercatori sostengono che le cellule staminali potranno potenzialmente rivoluzionare lamedicina, permettendo ai medici di riparare specifici tessuti o di riprodurre organi.”
Perchè ad una futura mamma potrebbe interessare questo argomento?
Perchè le cellule staminali, al momento della nascita, possono essere prelevate dal cordone ombelicale con una semplicissimo (e indolore) prelievo di sangue.
Una volta prelevate le cellule staminali andranno conservate in una biobanca
In Italia vi è una legge che non ne permette la conservazione privata, per uso personale, a meno che non siano presenti delle particolari patologie in famiglia, ma si possono donare (gratuitamente) a fini solidaristici e alla scienza.
Vi sono infatti 18 biobanche pubbliche
Ma non sempre è possibile donare le cellule del cordone ombelicale:
“Esistono infatti tutta una serie di condizioni che rendono il sangue cordonale non idoneo alla conservazione: una gestazione inferiore a 37 settimane, uno stato febbrile della madre al momento del parto, malformazioni congenite nel neonato, stress fetale, malattie batteriche o virali contratte durante la gravidanza o positività sierologica dei genitori a virus trasmissibili con il sangue; nel 40 % dei casi inoltre, la quantità di sangue prelevata è scarsa e quindi il quantitativo di cellule presenti è troppo basso per poterne consentire un utilizzo futuro. Tutti questi fattori determinano che in media oltre il 60-70% delle unità di sangue cordonale non risulta idonea alla conservazione indipendentemente dalla tipologia di conservazione. La donazione del sangue del cordone ombelicale consente a tutti quei bambini affetti da malattie del sangue e del sistema immunitario (le uniche patologie per le quali vengono utilizzate con successo) di poter utilizzare, se necessario, le cellule staminali donate dalle mamme al momento del parto e conservate nelle banche pubbliche.”
Qualora voleste invece decidere di conservare le cellule staminali per i vostri figli c’è la possibilità di farlo all’estero. In questo caso c’è da avviare tutta una procedura burocratica che cambia da banca a banca ma di cui vi indichiamo le indicazioni generali:
- contattare la banca che fornisce una proposta di contratto
- si rispedisce il contratto, in genere insieme ad un acconto
- si riceve al proprio domicilio il kit di conservazione (da consegnare ai medici nel momento del parto)
- fare gli esami sierologici richiesti dal Ministero della Salute durante l’ultimo mese di gravidanza (HBV, HCV e HIV)
- inviare i risultati degli esami alla banca
- richiedere la certificazione della direzione sanitaria dell’ospedale dove si partorirà, portando con se i risultati delle analisi HBV, HCV e HIV dell’ultimo mese di gravidanza e la certificazione del kit di trasporto
- inviare per raccomandata al Ministero della Salute il “modulo per la domanda di autorizzazione all’esportazione di campione di sangue del cordone ombelicale per uso autologo”, la certificazione rilasciata dal Centro Nazionale dei Trapianti e la certificazione rilasciata dalla clinica dove andrà a partorire
- conservare il nulla osta ricevuto dal Ministero della Salute assieme al kit per la raccolta del sangue cordonale, che andrà portato in ospedale insieme al kit
- avvisare la banca appena avvenuto il parto in modo che mandino un corriere a ritirare il kit












Io non mi fido… e se poi le cellule staminali di mio figlio finissero in mani sbagliate e ne facessero cose contrarie alla mia volontà (esperimenti vari, clonazioni)?
Se ci aggiungiamo poi le difficoltà e le alte probabilità di insuccesso (per non parlare dei costi della conservazione) direi che non fa proprio per me, nè l’uno nè l’altro caso.
Mi piacerebbe riuscire a fidarmi per donarlo, ma non ci riesco proprio.
Ciao Claudia ti invito a prendere maggiori informazioni sull’argomento perchè davvero è una grande opportunità di fare del bene: appena nato un bambino può fare qualcosa di veramente importante per un altro essere umano, probabilmente un bambino come lui, se i genitori scelgono la donazione. Purtroppo nell’ospedale dove ho partorito non erano attrezzati per la donazione, un vero peccato ma da quello che sò tutto il percorso è molto serio e controllato; riguardo alla conservazione noi personalmente abbiamo deciso di no perchè sembrerebbe che le cellule staminali non sarebbero efficaci nel curare il donatore qualora questo in futuro dovesse ammalarsi, inoltre tutto l’iter ci è sembrato veramente complesso e costoso.
Posso dirti che se arriverà un altro bimbo, sicuramente sceglierò l’ospedale in cui partorirò anche in base alla possibilità di fare la donazione del sangue del cordone. Ciao, informati mi raccomando.
… purtroppo in tanti ospedali non c’è ancora la possibilità di fare la donazione eterologa, infatti noi non abbiamo potuto farla
Io son donatrice di sangue da quasi 15 anni. Quando sono nate le bimbe non c’era la possibilità di donare il sangue del cordone ombelicale nel nostro ospedale, e tuttora nella nostra provincia è possibile farlo solo all’ospedale regionale, a più di un’ora da qui (per dire… non ci sarei nemmeno arrivata in tempo con la seconda bimba!)
Secondo me, come per la donazione di sangue, è una cosa molto importante e che va incoraggiata. Spero che presto sarà possibile farla anche nei piccoli ospedali. Ovviamente, con tutta la serenità e il rispetto per il bimbo che nasce e senza troppa fretta nel tagliare il cordone…
come donare il sangue, iscriversi alla lista dei donatori di midollo osseo e dare il consenso all’espianto degli organi sono gesti che a noi costono poco o nulla e per altri valgono tanto, anzi, la vita!
io e il mio bimbo abbiamo preferito donare quel mezzo litro di sangue piuttosto che farlo finire nel bidone giallo dei rifiuti speciali… se poi non salverà nessuna vita nello specifico ma il suo uso aiuterà a salvarne in futuro è solo guadagno.
avendo fatto il cesareo non ho visto nulla ma so che rende semplicemente un pò più lunga la procedura perchè bisogna aspettare che questo sangue cordonale defluisca in sacca, ovviamente è assolutamente indolore.
se ognuno di noi fa un piccolo gesto malattie come leucemie e linfomi potrebbero scomparire.
fateci caso, ognuno di noi ha in famiglia o nella cerchia di amici qualcuno che ha avuto questi problemi o altrimenti fate un giro in qualche ematologia per vedere cosa un pò di sangue può fare!!!
Io sono stata fortunata.
Per tutti e due i miei bambini, sopratutto grazie ai nonni paterni che hanno incoraggiato e aiutato questa scelta, sono riuscita a fare la crioconservazione delle cellule staminali.
Posso dirvi due cose principalemnte:
- la banca del sangue a cui mi sono affidata a specificato nel contratto che se la quantità di sangue non fosse stata nè sufficiente nè idonea alla conservazione mi avrebbero restituito i soldi versati.
- mi sono imbattuta in casi di speculazione promossi dagli ospedali. La certificazione della direzione sanitaria dell’ospedale deve essere rilasciata GRATUITAMENTE, non bisogna sborsare nemmeno un euro!
…il problema è quanto tempo ci vuole a fare tutta questa trafila, in termini di tempo?
anche io avevo chiesto di poter donare, ma nel mio ospedale non erano organizzati…
Pensate di crioconservare all’estero?
Io avevo pensato alla donazione quando è nata la mia prima figlia. Ma in ospedale non erano organizzati. La seconda volta non ci ho nemmeno pensato. L’ultima volta ho partorito a casa. Ne ho parlato con l’ostetrica che mi ha illustrato tutta la procedura. Poi mi ha anche spiegato che il sangue va prelevato il prima possibile, quindi bisogna tagliare il cordone finché ancora pulsa. A quel punto ho deciso: quel sangue era di mia figlia e a lei serviva in quel momento… non ho voluto una nascita lotus, ma il cordone è stato tagliato solo dopo che ha smesso di pulsare… Prima di pensare ad un evenutale incerto futuro (se il problema di cui dovesse un giorno soffrire il bambino fosse di origine genetica il suo sangue non servirebbe affatto…) provate a vedere quanto è importante il sangue del cordone per il bambino al momento del parto…
C’e’ una terza opzione: lasciare che il bambino prenda tutto il sangue della placenta, ricco di una serie di elementi preziosissimi (tra cui molto ferro); si chiama clampaggio tardivo del cordone ombelicale, e si effettua aspettando che il cordone smetta di pulsare. Ovviamente in quel caso il sangue placentare non si può prelevare ne’ per essere donato (ma appartiene al bambino), ne’ per essere conservato; chiedo scusa se offendo la sensibilità di qualcuno ma la conservazione la trovo davvero poco etica.
eh si Anna, della terza opzione abbiamo parlato qui – e fortunatamente è proprio quello che siamo riusciti a fare alla nascita del piccolo Fede!