Gravidanza e lavori a rischio

Abbiamo parlato del congedo di maternità anticipata concesso a causa del lavoro svolto dalla gestante. Ora vediamo nello specifico quali sono i lavori che, per legge, vengono considerati a rischio.

lavori a rischio in gravidanza

Le mansioni che prevedono un rischio per la gestante includono:

- lo stazionamento in posizione eretta per la maggior parte dell’orario di lavoro
- sforzi fisici (di trazione, sollevamento, spostamento)
- l’esposizione a rischio biologico ( virus della rosolia, toxoplasma)
- l’esposizione al rumore
- l’esposizione a sostanze chimiche dannose o a radiazioni ionizzanti l’esposizione ad un microclima non favorevole (troppo caldo, troppo freddo..)
- turni notturni
- lavori soggetti a vibrazioni continue (sui mezzi di trasporto)

Inoltre la lavoratrice incinta non dovrà usare scale portatili, dovrà moderare l’utilizzo della fotocopiatrice e limitare quello del computer a 20 ore settimanali.

Qui potete trovare un documento più dettagliato per capire se il vostro può essere o meno un lavoro considerato a rischio, fermo restando che sarà il datore di lavoro insieme al medico competente a dover stilare una valutazione dei rischi da inviare alla Direzione Provinciale del Lavoro.

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12 risposte a Gravidanza e lavori a rischio

  1. Claudia-cipi scrive:

    solo una cosa: quando ero incinta del nano e facevo 40 ore/settimana al pc nessun medico mi ha parlato di lavoro a rischio, anzi non ho avuto nessun problema a farmi fare i certificati per lavorare fino alla fine dell’ottavo mese, per posticipare la maternità obbligatoria e godermene così 4 mesi dopo il parto.
    l’unica cosa che mi avevano detto era che dovevo alzarmi dalla sedia per un 5-10 minuti ogni 2 ore al massimo (ovviamente mai fatto, che mi dimenticavo).
    forse è cambiata la legge negli ultimi 4 anni? dovrei informarmi, visto mai che posso farmi cambiare di mansione o di orario (anche se non credo, visto che sono la figlia del capo e certi privilegi non me li posso concedere).

    • EquAzioni scrive:

      claudia, sinceramente non saprei dirti. queste informazioni le ho trovate in internet (puoi anche leggere direttamente dalle mie fonti) o negli uffici competenti
      le regole di cui parli dovrebbero essere seguite da tutti i videoterminalisti….anche uomini!
      bè, dai, essere la figlia del capo però immagino abbia anche dei vantaggi (o almeno spero!) ;)
      il fatto di lavorare fino all’ottavo mese dipende dalle condizioni di salute della donna (e del bambino): se tu hai detto al ginecologo che stavi benone, in fondo, mi sembra normale che non ti abbia obbligata a prendere l’obbligatoria prima. in effetti, se si sta bene, è meglio godersi il bimbo per qualche tempo in più (sempre troppo poco :( ) e riposarsi…

      • Claudia-cipi scrive:

        leggerò le tue fonti, visto mai mi tornano pure utili
        i vantaggi ci sono, ma non solo per me, qui i vantaggi ce li hanno tutti perchè mio padre è un brav’uomo. il datore di lavoro chetutti vorrebbero :D
        per l’ottavo mese intendevo che alla visita per fare il certificato me l’avrebbero dovuto dire se non potevo stare più di 20 ore al terminale… o no?
        ma magari 4 anni fa c’erano altre regole, tanto cambiano abbastanza spesso

        • EquAzioni scrive:

          sì, forse da allora la legge è stata modificata.
          una cosa che posso dirti per certo è che molti medici non sono informati o aggiornati o semplicemente a volte fa comodo lasciar correre…

          sono sicura che se fossi stata male, legge o non legge il tuo datore di lavoro ti avrebbe fatta stare a casa al volo… ;)
          cosa si fa…no, non per i figli, in questo caso per i nipotini!!! ;)

  2. Io quando aspettavo Angela ero coordinatrice di una struttura residenziale e diurna per persone con problemi psichici e con marginalità sociale, quotidianamente a contatto con l’utenza… e pur essendo la coop per la quale lavoro sul farmi stare a casa, non c’è stato verso di avere i certificati. Parlando con altre persone di altre strutture, ho scoperto che nessuna è mai riuscita a farsi riconoscere dal medico il lavoro a rischio. Onde evitare di mettere a rischio la salute del bambino, tante poi optano per l’aspettativa non retribuita…

    • EquAzioni scrive:

      mammatrafficona, il datore di lavoro deve far stilare ad un medico competente un documento di valutazione dei rischi legati alla tua mansione, alla tua sede di lavoro ecc
      se il medico evidenzia i rischi c’è poco da fare, anche perchè il rischio più grosso nel momento in cui la pratica viene consegnata alla direzione provinciale del lavoro, diventa loro, rischiano di andare nel penale se succede qualcosa…
      se loro invece non riconoscono dei rischi che però a tuo parere ci sono ti puoi rivolgere tu alla direzione provinciale del lavoro e aprire una pratica più particolare (oltre che lunga e burocratica ovviamente!)
      insomma non bisogna mollare, informarsi, chiedere (e spesso si ottengono poche e vaghe risposte anche presso gli uffici competenti…)e andare avanti!
      nel mio campo invece in tante si mettono in gravidanza a rischio, quando loro e il bambino stanno benissimo…..cosa assolutamente sbagliata, oltre che falsa!

  3. Io quando aspettavo Angela ero coordinatrice di una struttura residenziale e diurna per persone con problemi psichici e con marginalità sociale, quotidianamente a contatto con l’utenza… e pur essendo la coop per la quale lavoro sul farmi stare a casa, non c’è stato verso di avere i certificati. Parlando con altre persone di altre strutture, ho scoperto che nessuna è mai riuscita a farsi riconoscere dal medico il lavoro a rischio. Onde evitare di mettere a rischio la salute del bambino, tante poi optano per l’aspettativa non retribuita… In effetti lavorare in struttura ti mette di fronte a episodi di aggressività fisica (ricordo nitidamente uno spintone preso al 5 mese), ma anche a un possibile contatto con malattie tipiche di chi vive ai margini. Mi sembra davvero scarsa professionalità da parte del medico non riconoscere il rischio…

  4. Già il ginecologo dell’asl quando gli avevo detto che facevo un lavoro a rischio diceva che in realtà non era… Ma il medico della provincia che poi dovrebbe l’astensione per lavoro a rischio non riconosce il nostro lavoro tra quelli a rischio. L’interpretazione è che se una lavora in una struttura sanitaria per pazienti psichici è lavoro a rischio, se uno lavora in una struttura socioassistenziale (quindi a basso livello assistenziale) NON è lavoro a rischio. Poi se ti arriva un pugno da un utente, cavoli tuoi… ù
    E comunque avevo verificato anche con il consulente 626 per far mettere questo rischio nel documento valutazione rischi…ma anche là niente da fare…
    Comunque, GIURO che se avrò la gioia di un’altra gravidanza stampo i vostri post e li tiro fuori al momento opportuno!

  5. kris scrive:

    Ciao! sono assistente alla poltrona, la mia ginecologa ha riconosciuto questo lavoro a rischio biologico. Ma il mio datore di lavoro quando ha sentito questo era arrabbiato a dire poco, dicendomi non è vero! comunque ho mandato tutta la documentazione alla direzione provinciale del lavoro, adesso aspetto con l’ansia la risposta!Anche perchè non penso sia giusto mettere in pericolo la vita che si sta solo sviluppando.

  6. Claudia-cipi scrive:

    KRIS il tuo datore di lavoro è quantomeno poco informato. Il tuo lavoro, se non erro, prevede contatti con materiale biologico (la saliva dei pazienti), non so se devi maneggiare anche materiale potenzialmente tossico (tipo le cose per le anestesie, dei disinfettanti, o che ne so) e starai tante ore in piedi…
    E poi se la ginecologa l’ha riconosciuto come a rischio, il datore di lavoro non può che accettare, se no vai da un sindacato per farti tutelare.

  7. alessandra scrive:

    io faccio la collaboratrice scolastica.quando mi sono accorta di essere in cinta ho subito avvisato la scuola x avvertirli che avrei evitato di sottopormi a salire sulle sedie x pulire gli armadi e di spostare supellettili.il d s g a mi ha consigliato di richiedere l’interdizione x rischio gravidanza mentre la direzione del lavoro mi ha consigliato visto che non ho una patologia in corso di richiedere l’interdizione x lavoro al rischio.ho inviato la mia richiesta 10 giorni fa ma tutt’ora non ho ottenuto l’interdizione perchè il preside dice che non esistono i presupposti di un lavoro a rischio:secondo lei pulire il giardino,6 aule + 4 bagni e ampli corridoi non è rischioso?poi lo stare a contatto con i bambini scalmanati potrei rischiare di essere urtata,i rumori del chiasso durante la ricreazione che perdura x più di un ora,il rischio dei contagi,abbiamo avuto un caso di scabbia.x ora visto che sto male,continue nausee e svenimenti sono in malattia da 3 settimane.poi ho 43 anni a gennaio e il dirigente x me è troppo superficiale,ma io voglio tutelarmi e non mettere a rischio il mio bambino che porto in grembo

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