Un caso ben diverso dall’astensione anticipata per maternità a rischio è quello in cui la gestante debba essere allontanata dal suo lavoro abituale perchè le attività previste dalla sua mansione potrebbero comportare dei rischio per la sua salute o per quella del bambino.
Come abbiamo già detto il primo passo che la lavoratrice deve compiere è quello di informare per iscritto il datore di lavoro del suo stato di gravidanza, allegando un certificato medico che attesti il mese di gestazione e la data presunta del parto.
A questo punto sta al datore di lavoro verificare che la mansione lavorativa della dipendente non possa comportare rischi per la gravidanza (o per l’allattamento). Se così fosse il datore di lavoro deve provvedere ad allontanare immediatamente la lavoratrice dalla situazione di rischio e ad assegnarla ad altra mansione compatibile con lo stato di gravidanza.
Per fare questo il datore di lavoro può modificare temporaneamente oltre alla mansione anche le condizioni o l’orario di lavoro della dipendente, informando il Servizio Ispezione del Ministero del Lavoro del provvedimento adottato.
Laddove invece il datore di lavoro verifica l’impossibilità di un rimansionamento della lavoratrice in azienda per motivi organizzativi o altro, deve inoltrare una richiesta di astensione anticipata dal lavoro alla Direzione Provinciale del Lavoro.
La lavoratrice dovrà quindi presentare al datore di lavoro il certificato medico che quest’ultimo dovrà allegare alla domanda di interdizione al lavoro insieme a:
- copia del documento di identità del datore di lavoro
- documento di valutazione dei rischi
Ecco una pratica tabella riassuntiva:
Verificate sempre le procedure indicate perchè a seconda della regione, della provincia, del governo in carica e delle leggi in vigore possono esserci dei piccoli cambiamenti nelle procedure (nella tabella è indicato che la lavoratrice – e non il datore di lavoro – a dover presentare la documentazione alla Direzione Provinciale del Lavoro, mentre nel mio caso, a Milano, non ho potuto inoltrare io stessa la pratica ma ho dovuto aspettare ( e insistere!) che fosse il datore di lavoro a farlo)
A questo punto bisogna attendere che la Direzione Provinciale del Lavoro prenda una decisione in merito alla pratica depositata. I tempi burocratici sono abbastanza lunghi, ma vale la regola del silenzio-assenso: se entro 7 giorni dalla ricezione della pratica da parte della Direzione Provinciale del Lavoro la lavoratrice e il datore di lavoro non ricevano risposta la richiesta si può ritenere accettata.
Oggi abbiamo visto quali sono le procedure da avviare, martedì prossimo vi parlerò nel dettaglio dei lavori a rischio














MA se il datore di lavoro si rifiuta di compilare i documenti per la maternita’ anticipata?come mi devo comportare?Sono costretta ad andare a lavorare?
Devo chiedere un’informazione: lavoro in un’azienda di vernici in cui il lboratorio in cui effettuano veniciature e applicazioni è proprio dietro alla location di dove sono io (in ufficio)… x cui mi devo assorbire tutto il giorno odori nocivi che sono tutt’altro che salutari oltre che sgradevoli. Se dovessi rimanere incinta chiederò la maternità anticipata x lavoro a rischio. giusto?