Occo guda e Acca ola

C’era una volta un Orco chiamato Giuda che aveva una Vacca di nome Lola…. Ad Ale piace così tanto questa storia che da un paio di giorni va in giro ripetendo Occo guda e Acca ola!

Ehm, no! non regge.. Confessiamo, le fiabe non c’entrano nulla. Occo guda e Acca Ola sono sì tenere storpiature di Ale, ma di alcune parolacce che a volte ci sente ripetere.. (serve traduzione?).

Sul dire Parolacce abbiamo già scritto, e ci siamo impegnati tanto con buoni risultati, però rimane sempre il dilemma delle valide alternative. Voi che fate? e soprattutto, quando sentite i vostri bimbi ripetere le vostre parolacce, come vi comportate?

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5 risposte a Occo guda e Acca ola

  1. Giulia scrive:

    Discorso interessante! leggete un po’ qua cosa mi è capitato nei giorni scorsi!

    http://lavocedelbradipo.blogspot.com/2010/08/in-chissa-quale-abuso-od-ozio.html

    A parte questo devo ammettere anche le mie di colpe, che effettivamente, sì, il mio linguaggio a volte è un po’ sboccato…di solito non direttamente con i bambini, ma loro si sa che hanno le orecchie lunghe…
    Trattenersi è la cosa migliore, per il resto io e mio marito ci aiutiamo un po’ anche tra di noi a segnalarci eventuali sgarri…forse è stato anche questo a fare capire ai bambini cosa si può dire e cosa no!
    Nel caso della più grande posso dire che le parolacce le conosce, o meglio le RIconosce, fortunatamente ha capito che non sono cosa buona e non le usa, anzi! talvolta è proprio lei a ricordarci cosa non si può dire!! (lavorando nelle materne mi è capitato però qualche caso di bambini piccoli particolarmente sboccati, e non è una bella cosa!!!)

    • EquAzioni scrive:

      anzi! talvolta è proprio lei a ricordarci cosa non si può dire!!

      è proprio quello che stiamo cercando di far capire ad Ale. che a volte può capitare di dirle ma che non si fa. e che se ci sente dire parolacce invece di imitarci può anche lui “rimproverarci”.

  2. Questa estate Son of Thor ha iniziato dire “ca**o”. L’unica negativa conseguenza di “campo estivo” quest’anno.

    Ho spiegato che come ti presenta verbalmente a la mondo influisce non solo loro immagine di te, ma anche la famiglia da dove tu viene…e io non apprezzo che lui dare l’atri un motivo di giudicarmi male, grazie mille.

    Ho detto anche che io non volavo sentire lui dire certi cosi n’anche, perche e in conflitto con mio cultura di origine. (tipico middle classed Inglese, la forma conta tanto)

    Era onesto, giusto non lo so. Ma era totalmente onesto.

    Pero lui ha dieci anni, non so che funzionerà con uno più piccolo.

  3. Claudia scrive:

    E io che ci avevo creduto, alle prime righe del post :-)
    Il mio Topastro, lo dico piano, ancora non ha ripetuto nessuna parolaccia. Ma non credo tarderà a farlo, ha già tre anni e a settembre andrà alla scuola materna. Io cerco di non dirne, ma ogni tanto qualcuna sottovoce mi scappa!

  4. Désirée scrive:

    Quand’era più piccolo non gli davo molto importanza quando capitava così lui non ci faceva caso e difficilmente ripeteva. Ora ha quasi 3 anni e mezzo e non lo si può più fregare, se le dice è perché le vuole dire. Però non capita sepsso e anche io cerco di spiegargli che è meglio non dirle e che se scappano a noi deve farcelo notare e così ora ammonisce tutti con un “non si dicono le brutte parole!!!”.
    Poi ci sono anche alcuni risvolti divertenti (come sempre quando ci sono di mezzo i bimbi). Ad esempio il suo papà per “addolcire” una parolaccia ricorrente sulle sue labbra si fa scappare spesso un vaffaintredici e così Ale è da un po’ che quando vuole fare lo spiritoso o vuole attirare l’attenzione manda qualcuno a vaffaindieci!!!!!

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