DAY 17 – Lodingen (Vesterålen)
Ci svegliamo di buon’ora e facciamo colazione. C’è il sole e fa caldo – circa 27° - un clima decisamente eccezionale per queste latitudini. Ci mettiamo in macchina e dopo alcune soste per delle Photo opportunities (come il GullesFiorden) arriviamo a Sortland.
La strada, qualunque strada su queste isole, è davvero spettacolare, prati verdissimi con balle di fieno rotonde e ricoperte di cellophan bianco, granai in legno verniciati di rosso e bianco, pittoresche casette con enormi finestroni e luminose verande, casupole per gli attrezzi e box per le barche, sempre in legno e verniciati di rosso e bianco, montagne che sbucano dal mare con le cime innevate e ovunque ai bordi della strada e nei prati centinaia di fiorellini viola.
Ci fermiamo a Sortland per fare un po’ di spesa e reperire un po’ di info su camminate e attrazioni nella zona, poi facciamo un giro lungo le vie del centro: che non è granchè; una piazzetta con bancarelle di fragole e stoccafisso, un paio di piccoli centri commerciali e per poi per il resto capannoni industriali e portuali.
In realtà l’attrazione del paese dovrebbero essere proprio i capannoni, le case e le vie intere, completamente dipinte di blu: infatti un progetto recente prevede di trasformare Sortland nella “città blu” per uniformare le sue strade e costruzioni al colore del suo mare, del suo cielo e della notte polare.
Gli edifici già dipinti di blu- in effetti di un blu bellissimo, acceso e profondo (lontano dalle pallide tonalità pastello che caratterizzano i nostri palazzi) sono ancora pochini quindi il risultato per ora non è particolarmente convincente.
Dopo aver fatto un po’ di spesa ci fermiamo a pranzare lungo il porticciolo, al sole, su una panchina blu, con un tavolino blu con accanto un cestino anch’esso blu. Poi ripartiamo. La Frà mi fa sbagliare ancora strada e andiamo di nuovo nella direzione opposta! Dopo aver fatto inversione procediamo verso Myre – la cittadina in sé non ci interessa, dobbiamo superarla per arrivare a Nyksund e Sto. Tra questi due villaggi ai due lati di una penisola e distanti una 15 di km da Myre non ci sono strade ma un sentiero che vogliamo percorrere domani. Si tratta di una camminata a circuito di 15 km per meta lungo la costa e per metà salendo a 519 mslm sulla collina/montagna che dalla costa sale quasi verticale, per una durata di circa 5 – 8 ore (a seconda di chi ce ne parla..)
Decidiamo di andare a visitare Nyksund in auto subito per evitare di perdere troppo tempo il giorno dopo durante la camminata. La strada è sterrata, stretta e tortuosa, costeggia la scogliera a strapiombo sul fiordo fino a quando sia apre sull’oceano. Il paesaggio è maestoso. Arriviamo al villaggio che ha la particolarità di essere stato un affollatissimo e attivissimo villaggio di pescatori dalla fine dell’800 fino alla seconda guerra mondiale. Poi negli anni 70 si è spopolato fino a diventare un villaggio fantasma. Negli ultimi anni alcuni artisti hanno deciso di ristabilirsi lì dando vita ad una piccola comunità, facendo rinascere il villaggio mantenendo però intatto il suo spirito originale di villaggio di pescatori – e la sua aura un po’ spettrale di ghost town.
Alcuni edifici Rorbu (le famose capanne dei pescatori) e Syohus (le case degli operai della lavorazione del pesce) sono state restaurate e accolgono abitazioni, B&B, ristorantini ed un museo; altri sono ancora in disuso e cadono a pezzi. Un luogo davvero affascinante dominato da centinaia di stridenti gabbiani.
In una di queste palazzine mezze in disuso, c’è una specie di laboratorio /artistico installazione con musica, dipinti e gigantesche ossa di balena. Il museo vero e proprio invece è già chiuso perche in serata ci sarà un concerto e stanno facendo il sound check. Parliamo con un ragazzino che ha appena fatto il bagno nell’acqua gelida dell’oceano artico ( e tra l’altro si è tagliato piedi e ginocchia sugli scogli quindi sanguina copiosamente ma non se ne cura particolarmente..). E’ Moddi, compositore folk post-rock , cantante, chitarrista e fisarmonicista che suonerà quella sera in un particolare concerto totalmente acustico accompagnato da batteria, violoncello, viola e pianoforte.
Siamo impressionati da come siano tutti ragazzi tra i 17 e i 22 anni , dalla violoncellista al fonico al tecnico delle riprese ma sono tutti dei veri professionisti e quando iniziano a suonare la musica è davvero coinvolgente e particolare.
Purtroppo non possiamo rimanere a lungo perché Ale scalpita e poi dobbiamo guidare fino a Sto e trovare alloggio per la notte. Dopo circa ¾ ora macchina arriviamo al villaggio di pescatori di Sto, più moderno ma comunque molto caratteristico. Il campeggio è senza pretese, lungo il molo su un terreno molto brullo dove è difficile pure infilare i picchetti ed espostissimo al forte vento che spira dall’oceano. Ma la vista è superba ed è sicuramente il punto migliore per vedere il sole di mezzanotte (anche se in realtà l’ultimo sole di mezzanotte è stato il 24 luglio.. ).
Montiamo la tenda vicino a degli italiani, e ad una famiglia di svizzeri con un jeepone super attrezzato con tenda sul tetto e una bimbetta di 3 anni che sembra Shirley Temple con cui Ale fa subito amicizia. Poi andiamo nella cucina comune a far mangiare ale e dopo al ristorantino del campeggio. Parliamo con la cameriera e ci facciamo consigliare per la cena: trota di mare, baccalà o carne di balena (se non abbiamo problemi etici..) Chiediamo com’è la carne di balena se il suo sapore sia più di carne o più di pesce (dimenticandoci che non è un pesce..!) anche perché in genere a me la carne non piace molto ma ho apprezzato verametne la carne di renna. Poi accantonando qualunque remore la ordiniamo anche perché crediamo che di un viaggio faccia parte anche la scoperta di usi e tradizioni culinarie quindi indipendentemente da gusti o convinzioni è giusto provare tutto quello fa parte di un viaggio e della cultura di un posto
( Questo è quello che a caldo abbiamo scritto durante il viaggio però riflettendoci a lungo durante il viaggio e una volta tornati, e dopo esserci documentati un pò sulla situazione della caccia alla balena “per fini scientifici” ora non siamo più tanto d’accordo con quanto espresso, nè troppo orgogliosi di averla provata.. perchè anche le corride sono espressione culturale della spagna ma rimangono una pratica crudele e da cui stare alla larga…)
Arriva il piatto con quello che sembra essere un normale spezzatino accompagnato da patate arrosto e marmellata di mirtilli. Il sapore è davvero particolare, non riconducibile assolutamente a nulla di “marittimo” bensi molto selvatico a metà fra il sapore del cervo e quello del fegato. Ad ogni modo è tenera e deliziosa e ce la a gustiamo in pochi bocconi. Chiacchierieamo on la cameriera che trova Ale simpaticissimo e definisce in un modo appropriatissimo il suo modo di salutare con la manina : Royal Wave – il saluto della regina dalla carrozza mentre sfila davanti ai sudditi. Tra l’altro Ale da pochi giorni ha cominciato a ridere sguaiatamente con tanto di risucchio e manata sul tavolo o sulle gambe, tutte le volte che vede o sente qualcuno ridere. Infine ci dice che il suo modo di “chiacchierare” sillabando mentre è a tavola sembra quello dei Sami che cantano lo Yoik.
Ritorniamo alla tenda e ci prepariamo per dormire ma prima andiamo a vedere il tramonto e a fare un paio di foto. Io un po’ mi innervosisco perché Ale è stanco e rognino e io le la Frà non riusciamo a goderci il tramonto romanticamente in santa pace. Finalmente Ale si addormenta e riusciamo, rimanendo vicinissimi alla tenda, a goderci la vista del sole che scende sotto l’orizzonte alle 11:30. Neanche 4 ore dopo sarebbe risalito ma non avremo le forze di alzarci e scattare altre foto, perché al mattino dovremo intraprendere il trekking di Sto-Nyksund e vogliamo essere riposati.
















