Archive for giugno, 2010

Usi obbedir tacendo

Usi obbedir tacendo e tacendo morir era il motto dei carabiniri fino alla seconda guerra mondiale, poi siccome portava un po’ sfiga, è stato modificato in “nei secoli fedele”.  Ma non siamo qui per parlar male dell’Arma. Bensì per riflettere sul concetto di obbedienza e di virtù.

ubbidienza e autorità: pinocchio e i gendarmi

Capita spesso infatti di sentir parlare di obbedienza riguardo al lavoro,  alla scuola, all’esercito e soprattutto riguardo ai bambini in generale. Ecco, ogni volta che sento  qualcuno dire “è giusto saper obbedire senza fiatare” (usi obbedir tacendo appunto..) , oppure “questo bambino deve imparare ad essere più ubbidiente“  a me viene in mente la famosa frase di Don Milani ( un prete, mica un rivoluzionario sudamericano) “L’obbedienza non è più una virtù” e mi tornano in mente  gli splendidi scritti  di Marcello Bernardi e i  Consigli a un giovane ribelle

Non credo e non ho mai creduto che l’ubbidienza ( l’accettazione passiva di un comando o di un divieto,  la sottomissione acritica ad una regola o legge) potesse essere una cosa positiva, un pregio, o addirittura una virtù. Una virtù dovrebbe essere il coraggio, l’intraprendenza, la capacità di credere in ciò che si vuole, non certo il sapersi piegare alla volontà altrui.

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2 post per 1 taglio di capelli?

Ieri e oggi abbiamo pubblicato due post sul nuovo tagli di capelli di Ale.   No, non siamo impazziti e non c’è stato nessun errore.  E non è che riteniamo il passaggio al nuovo look argomento così interessante da rifilarvelo due volte.

Semplicemente io (Dà) avevo cominciato a scrivere l’articolo sul Gioco del parrucchiere la sera stessa, mentre la Frà e Ale  erano a letto.  non l’avevo finito però, e l’articolo era finito nelle bozze.   Il mattino dopo invece, quando io  sono rimasto a letto un pò più lungo, la Frà ha pensato bene di scrivere La Cronaca del primo taglio di capelli.

Ora, secondo voi potevamo metterci d’accordo e rinunciare ai nostri rispettivi articoli? Oppure, orrore!  mischiarne il contenuto per realizzaren uno solo?!  No, mai e poi mai, il nostro orgoglio di piccoli blogger ci ha spinto a fare una doppia pubblicazione,  anche perchè in effetti l’esperienza di parrucchieri, vista e raccontata dal papà e dalla mamma risulta molto diversa  e particolare.

Non solo abbiamo deciso di pubblicarli entrambi però!  Ora vogliamo pure sapere da voi quale dei due è stato più apprezzato – visto che quotidianamente ci sfidiamo (e sfottiamo se ci sono dei cali negli accessi) su a chi appartengono i post più di successo!

VOTATE VOTATE VOTATE!!

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Giochiamo al parrucchiere

Da quando è nato a parte una spuntatina alla frangetta non abbiamo mai tagliato i capelli ad Ale; ultimamente erano decisamente lunghetti,  praticamente da bagnati arrivavano fino alle scapole,  e anche da asciutti con gli ultimi caldi eravamo dovuti ricorrere a pratici e freschi codini.  Visti però un pò malaccio da amici e parenti, e da tutti i genitori e nonni al parchetto, dopo dopo aver scoperto che Ale è un maschietto.  (No, signora.  Non è una bella bimba. Anche se ha i capelli lunghi…  d’altronde che vuol farci,  ha visto i capelli del papà?!?).

Alla Frà avevo dato però l’ultimatum dei 2 anni per eseguire il primo taglio di capelli,  sia per tenerlo fresco durante l’estate sia per evitare che crescendo “si affezionasse” troppo alla sua immagine di capellone.

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Cronaca del primo taglio di capelli

Questa volta il protagonista del gioco del parrucchiere non è stato Ale, ma io e Davide che una decina di giorni dopo il suo compleanno abbiamo preso il coraggio a due mani e … ci abbiamo dato un taglio!

Il primo taglio di capelli è sempre (o quasi sempre…) accompagnato da un grosso dubbio: fai da te o parrucchiere?
Da un certo punto di vista, per quanto la spesa sia contenuta, non si crede sia necessario ricorrere alle forbici di un professionista, dall’altro se pensiamo al nostro piccolo pulcino irregolarmente spelacchiato, forse forse cambiamo idea.
Non vorremo mica essere noi a causargli il primo danno a livello personale e di autostima??!!

Il fatto è che per quanto si possa avere un minimo di manualità (da ragazza mi è capitato più volte di tagliarmi i capelli da sola) resta il dubbio che la cavia si presti all’esperimento in modo consenziente.
Se a lavoro iniziato non volesse saperne di farsi avvicinare da un paio di lame affilate e le sforbiciate producessero anzichè un taglio regolare dei solchi asimmetrici?

Bè, noi abbiamo scelto di rischiare!
E non ci siamo persi l’occasione di trasformare tutto in un gioco, quanto meno per cercare di invogliare Ale a partecipare…

Abbiamo attrezzato il balcone con telo di plastica in terra, sedia, tavolino, bacinella d’acqua, pettini, forbici, asciugamano, specchio…

primo taglio di capelli per ale

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Foto della settimana

Le foto della settimana – Il rituale del sabato. Qualche immagine e poche parole che catturino dei momenti speciali vissuti durante la settimana. Un modo per fermare quei momenti, imprimerli nella memoria e condividerli insieme a tutti voi.

Buon weekend a tutti…

ale osserva "arduro", la tartaruga

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Il dilemma dell’estate

Il dilemma dell’estate: Mi abbronzo o mi proteggo?

A volte la pubblicità raggiunge picchi di idiozia antieducativa inimmaginabili.  Ed è il caso di questa pubblicità di creme solari.

Ma cosa diavolo significa “Mi abbronzo o mi proteggo?!?!”  Non esiste l’alternativa.  Il sole crea danni alla pelle quindi non è che per sfoggiare una tintarella perfetta io debba mettere in conto di pigliarmi un cancro.

Se no se la prossima pubblicità ai preservativi cosa diranno ” Mi proteggo o mi becco l’aids?  o in alternativa ” Mi proteggo o al limite poi abortisco?”.

Sarà il sole  che mi dà alla testa,  ma a volte mi scaldo davvero per poco. Read the rest of this entry »

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Il balcone dell’indipendenza

Il balcone dell'indipendenza - coverIl Balcone dell’Indipendenza (Un infinito minimo) – Marinella Correggia
Ed. Stampa Alternativa 2006
Pg 48 € 1 (uno)

E’ da troppo tempo che questo post è lì a far la muffa tra le bozze….e visto che la stagione è propizia, l’ho ripescato per segnalarlo a tutti coloro i quali hanno sempre sognato di poter coltivare il proprio orticello….

Ma visto che tutti non hanno la possibilità di avere a disposizione un giardino, ecco che anche il proprio balcone può trasformarsi in un’oasi verde. In questo minuscolo libricino sono racchiuse moltissime idee su come sfruttare al meglio gli spazi di un piccolo balcone cittadino, senza farsi mancare nulla: ortaggi, frutta, aromatiche,….

Ma di orto si parla solo nelle prime pagine. E quindi, che altro si può fare in un in un balcone?

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Asciugamano per i più piccoli – tutorial

Finalmente anche all’asilo Ale inizierà a giocare con l’acqua insieme ai suoi amici e oltre al costume, alla crema solare e alle ciabattine, ovviamente, bisogna portare un asciugamano o un accappatoio.
Ecco, gli accappatoi io proprio non li sopporto: non sono pratici, ci si mette tre ore a torvare il buco della manica, la cintura immancabilmente tocca a terra e s’inzuppa d’acqua; e non asciugano nemmeno anzi, stando semi aderenti al corpo lasciano quella sensazione a mio avviso super spiacevole di fredino bagnaticcio.

Quindi non mi sono minimamente posta il problema della scelta! Ma allo stesso tempo, sapendo cosa vuol dire per un’educatrice dover asciugare più bambini con i rispettivi asciugamani, ho pensato a delle possibili soluzioni creative.

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Addio a Josè Saramago

Devo ammettere la mia ignoranza e confessare che Saramago l’avevo solo sentito nominare.  Non sapevo nulla di questo scrittore ribelle portoghese che ha pure vinto il Nobel per la letteratura nel 1998.   Così quando è morto il 18 giugno e su blog e facebook sono cominciati a sbocciare post e link in suo ricordo, mi sono un pò documentato.

Quel che posso dire è che ho già aggiunto nella lista dei desideri di Anobii il suo Vangelo secondo Gesù Cristo e che ho letto con piacere e grande stupore il suo blog.  Blog da cui fino agli ultimi giorni ha spesso (s)parlato di Berlusconi.

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Foto della settimana

Le foto della settimana – Il rituale del sabato. Qualche immagine e poche parole che catturino dei momenti speciali vissuti durante la settimana. Un modo per fermare quei momenti, imprimerli nella memoria e condividerli insieme a tutti voi.

Buon weekend a tutti…


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