
Regalare un libro è più di un gesto d’affetto. Con un libro regaliamo qualcosa di noi, un pezzo della nostra anima. Vorremmo che nel tempo divenisse un gesto naturale, proprio come fanno gli innamorati a San Valentino o i figli di tutte le età per la Festa della mamma. La nostra sfida è rendere il libro più familiare, più vicino al mondo e al cuore dei possibili lettori. Vorremmo che la lettura diventasse un piacere quotidiano.
Questo il cuore della (ennesima) campagna di promozione alla lettura. Questa volta da parte del Centro per il Libro e la Lettura e Associazione Italiana Editori, in collaborazione con l’Associazione Librai Italiani , Anci e Upi.
Sarà che a furia di regalare libri alle persone a cui voglio bene ma che non leggono, queste hanno cominciato a volermi meno bene.. ma nemmeno questa campagna mi ha fatto particolarmente una buona impressione.
Io non mi occupo direttamente di marketing e comunicazione quindi non so proprio quale sia il modo migliore per realizzare una campagna di comunicazione incentrata sui libri, o per incentivare la lettura. Allo stesso tempo mi sento di poter esprimere alcune riflessioni. Premesso che questa campagna era ovviamente finalizzata a regalare e quindi vendere e quindi consumare libri, non tanto leggerli (un pò lo stesso messaggio del nostro ministro Bondi con la campagna governativa) e premesso che non credo serva – basti – (o si debba ricorrere a) la pubblicità per promuovere la lettura (è un lavoro quotidiano che inizia in famiglia e prosegue a scuola, leggere è una pratica, un piacere, un bisogno quotidiano, non un gesto impulsivo dettato da mode o bisogni più o meno indotti…)
- c’è proprio bisogno di testimonial? Quello che deve passare è il messaggio, il fatto appunto che leggere non è una moda, non è un gesto impulsivo o compulsivo di acquisto e consumo, è qualcosa di bello, piacevole, necessario, e si in ultima analisi, molto intelligente. Quindi perchè puntare su qualcosa di cosi poco intelligente come lo spingere la gente a leggere-comprare un libro solo perchè lo dice Tizio o Caio?
- quali testimonial? Tre autori molto noti e amati dal pubblico, dicono nel comunicato: Gianrico Carofiglio, Benedetta Parodi e Roberto Saviano. Allora su Saviano non si discute, su Carofiglio vi rimando a wikipedia, ma Benedetta Parodi ?!? la sorella della famosa Cristina Parodi del TG5 e di Verissimo, considerata scrittrice nota solo per aver trascritto su carta il suo programma di cucina??? Mah.. Comunque se vuoi incentivare qualcuno che non legge puntando sul personaggio, serve a poco ingaggiare scrittori famosi – se non leggi non li conosci quindi potrebbe esserci chiunque. Quindi allora forse è meglio usare qualcuno pur bifolco ma più noto ai non lettori.. ( e per inciso, non avendo mai letto nemmeno un legal thriller quando ho letto Gianrico Carofiglio mi sono detto ” echiccacchioè?!?!” )
- Il messaggio è brutto, proprio a livello di costruzione delle frasi, punta tutto sul Se iniziale, ma il cambio di soggetto alla fine, secondo me, stona proprio e non c’entra nulla (forse l’unico che ha un minimo di continuità è quello di Saviano..) :
se per te il fruscio di una pagina è più musicale del clic di un mouse…
se per te un racconto vale più di mille spiegazioni…
se per te un romanzo è più vero di un reality…
se mi vuoi bene, il 23 maggio regalami un libro
***
se ti piace assaggiare e vuoi imparare ogni volta qualcosa di nuovo…
se il mondo per te è ancora tutto da esplorare e ti piace sognare…
se mi vuoi bene, il 23 maggio regalami un libro
***
se senti il bisogno di capire ciò che ti circonda…
se pensi che leggere sia un modo per vivere di più…
se vuoi cercare la verità…
se non temi la forza delle parole…
se mi vuoi bene, il 23 maggio regalami un libro
- nella campagna si è dato ben poco risalto alla settimana di eventi e non si rimanda nemmeno al sito. L’attenzione è focalizzata solo sul giorno finale, e sul fatto di REGALARE il libro.
- siamo la patria del design, della creatività e ci vantiamo a ogni piè sospinto del nostro patrimonio culturale, perchè diavolo non riusciamo a mettere in piedi 20 secondi di pubblicità progresso ben fatta!? Forse allora è il caso di abbassare la cresta e guardare un pò all’estero, dove di esempi originali ed efficaci ce ne sono a bizzeffe.. (basta fare un giro in youtube ma stiamo cercando di occuparcene noi e pubblicare sul blog una piccola raccolta)
Saremo pedanti e pignoli e pesanti, però da grandi amanti della lettura, ogni volta ci viene un nervoso…













Concordo pienamente, sono stufa di questi biechi tentativi di fare marketing!
@nora certo in questo caso, l’intento era ovviamente il marketing visto che la campagna è stata promossa non dal Governo ma dall’Associazione Editori. Però è davvero squallido il tentativo di mascherare la promozione al consumo di libri con l’incentivazione alla lettura…
e vogliamo parlare del ricattino psicologico? “se mi vuoi bene” …. manco mio figlio usa questi mezzucci per ottenere qualcosa (non ancora, almeno). Ecco, questo a me fa rabbia. “se mi vuoi bene, allra regalami”, a rafforzare l’idea oggi fin troppo diffusa che per dimostrare affetto bisogna spendere soldi e che l’amore è direttamente proporzionale alla cifra spesa. (e questa cosa mi fa infuriare perchè mio marito era sicuro che fosse così, essendo stato cresciuto con questa idea/metodo dai suoi genitori, e sto faticando non poco a dimostrargli che l’affetto si dimostra in ben altri modi, per lo più grautiti).
però se qualcuno volesse regalarmi un libro, me lo piglio con piacere, anche in altri giorni dell’anno
@Claudia ci-pi : eh eh… certo certo. c’era anche la questione del ricattino psicologico e della mercificazione degli affetti, ma non volevo infierire!
Comunque al di là dello scopo commerciale della campagna, regalare un libro a chi si vuole bene rimane un bel gesto, da fare ogni volta che capita.
Ma a volte, come nel caso di questa iniziativa di un intraprendente blogger, può essere bello regalare libri anche a sconosciuti.