Leggere è il cibo della mente: passaparola!

Un po di tempo fa in internet, tv e su molti giornali, free press e non solo è circolata una nuova campagna del governo  a favore della lettura.

Ai più, soprattutto non lettori,  non avrà detto molto e molto probabilmente non avrà nemmeno invogliato a prendere in mano un libro. Ad alcuni, lettori e amanti della lettura, ha lasciato l’amaro in bocca per l’ennesima campagna inutile e costosa (la bellezza di 2,4 milioni di euro).

video_leggere_cibo_mente

A parte la scarsissima qualità dei video rilasciati e la loro discutibile bellezza e originalità (sembra uno spot del mulino bianco), ciò che colpisce maggiormente è che su 6  soggetti lettori che si passano parola ( a proposito,  l’esortazione Passa Parola! si scrive separata, non attaccata come il sostantivo – e il programma televisivo!!) 4  stanno leggendo giornalini o riviste, NON LIBRI!! e dei due libri, uno è un semplice Abbecedario..

Ecco alcune delle considerazioni che sono emerse da uno scambio di opinioni nella mailing list di Nati Per leggere e alcune nostre riflessioni sparse sulla promozione alla lettura e alla campagna del governo:

  • A parte il fatto che non si capisce se è la pubblicità di un’assicurazione sulla vita, o di un detersivo sbiancante. La mia domanda è: ma chi sono? Chi si può identificare in una famiglia simile? Bisogna avere vestiti bianchi candidi e vivere sotto pagode per accedere alla lettura??
  • Questo succede quando a parlare di libri e a promuovere libri ci sono persone che non si occupano di questo ma di pubblicità.
  • non ci sono ragazzi nello spot!  non si vede nessuno che legga ad altri..e nessuno che provi emozioni di qualunque tipo (a parte il sorriso a 32 denti. inespressivo. appunto)
  • La finalità dell‘educazione alla lettura consiste nel suscitare la *gioia* di leggere, perchè  si può leggere solo per gioia, non per obbligo.  Forse dovremmo ricordarcelo anche noi, quando leggiamo ai bambini.  Almeno noi, che formiamo in qualche modo questa isola felice di chi crede nella lettura. E non, aggiungo io, nella lettura di libri che “fanno bene”, libri sulla pipì, sul ciuccio, sui ruoli maschili e femminili – semplicemente libri che si leggono con gioia.
  • Spesso infatti molti adulti leggono ai loro bimbi libri utili, sul vasino, sul ciuccio, sull’arrivo di una sorellina e cosi via. Libri ben fatti e anche simpatici magari ma che in realtà trasmettono al bambino l’idea che il libro debba avere una finalità, che glielo stiamo leggendo con uno scopo che non è il piacere della lettura, la gioia del leggere ma quello di arrivare a comprendere un messaggio, imparare una morale, assimilare un comportamento.  e imparerà che leggere è una palla e non si fa per piacere.
  • Bondi, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali  nella conferenza stampa di lancio dello spot  dice: in Italia c’è un forte divario tra la QUANTITà di libri messi in commercio e il numero di lettori’.  Quindi cari colleghi nessuna meraviglia per uno spot alla mulino bianco,  l’obiettivo non era la promozione della lettura ma invogliare la gente ad acquistare un prodotto di non meglio identificata qualità; insomma : comprate comprate comprate e non , come piacerebbe a noi,  leggete, leggete, leggete…

Che delusione… forse sarebbe opportuno spendere meno soldi in pubblicità come questa e investirli in biblioteche e programmi di promozione concreta nelle scuole e per le famiglie.   Ma sempre rimanendo in ambito di pubblicità progresso sul tema lettura eccone una ben più efficace (o perlomeno meglio riuscita e più divertente)

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12 Responses so far »

  1. 1

    giuliaNo Gravatar said,

    febbraio 9, 2010 @ 10:36

    Penso che sia solo una pubblicità di cui, a me, di solito rimangono solo gli slogan finali, così accade anche con questa. Non credo che in media la gente si metta a guardare ogni minimo particolare e poi un libro c’è. E anche i giornali non sono letti per cui non vedo perchè non si possa promuovere anche la lettura dei libri. Non si possono mettere insieme, in un video così breve, tutte le possibilità di lettura che ci sono. Non da’ l’impressione che la lettura sia un obbligo. Insomma non mi ci farei tutti ’sti problemi e non credo che sia una mera opera di marketing per vendere, mi pare un po’ esagerata questa lettura che se ne fa.

  2. 2

    chiaraNo Gravatar said,

    febbraio 9, 2010 @ 11:15

    Non ho visto lo spot di cui parli.
    Ma sono comuque convinta che i primi ad insegnare a leggere ai nostri figli siamo noi genitori, non la scuola, non uno spot pubblicitario.
    Tanti genitori che conosco dicono che ai figli non piace leggere, ma poi scava scava scopri che i primi a schiamtarsi davanti alla TV la sera o i primi a isolarsi con l’i-pod im metropolitana sono loro.
    I nostri bambini assorbono da noi come spugne e se noi abbiamo la passione per la lettura non possiamo che trasmetterla.
    Da noi ogni sera c’è il rito della lettura prima di dormire, pigiamati e già nel letto. Ognuno si legge il libro e se lo sceglie nello scaffale a seconda dei gusti e della stanchezza della giornata (a volte è solo il fumetto o il guinness dei primati, a volte è una lettura impegnata), i piccoli vedono i grandi leggere e imitano, guardando i libri illustrati o chiedendo a mamma e papà di leggere (adesso anche la cinquenne è diventata autonoma e se non è troppo stanca ha scoperto il piacere di decifrare da sola le parole…)
    Ma se io non freuentassi regolarmente la biblioteca di quartiere (portandoli con me), se io non comprassi loro i libri che so che potrebbero appassionarli, se il papà non si fosse sempre seduto la sera a terra a leggere per i piccoli, avrebbero loro imparato il gusto della lettura? Non credo proprio…
    Michele è già in pista anche lui… adora i libri con brumme (macchine), mamoni (camion-i), pipo pipo (ambulanze e pompieri) e non si stanca di guardarli e riguardarli… ovvio che anche lui vuole che qualcuno li guardi con lui altrimenti che gusto c’è? Ecco che se mamma e papà si siedono al tavolino con lui a ripetere all’infinito ‘la macchinina rossa’ ‘il camion verde’ ‘il gatto dove si è nascosto?’ ‘Dov’è il bimbo?’ allora anche il piccolo diciottomeseenne c’è buona speranza che diventi un lettore felice da grande!
    Scusate… ho scritto un papiro…

  3. 3

    EquAzioniNo Gravatar said,

    febbraio 9, 2010 @ 13:55

    No Giulia, non sono affatto d’accordo. a parte che anche se rimanesse il solo slogan finale – nella mia modesta opinione “Leggere è il cibo della mente” rimane uno slogan brutto, vecchio, che non invoglia e che significa poco a chi poco legge.
    Forse a te e alla maggior parte delle persone sembra rimanere in mente solo lo slogan finale, o ti sembra di non notare alcuni dettagli, ma non è cosi. Ti assicuro che nella pubblicità NULLA – ASSOLUTAMENTE NULLA viene lasciato al caso. il più insignificante dettaglio viene valutato e soppesato, può essere il modo il cui il soggetto accavalla le gambe o un vaso sia disposto sulla scena. al di là delle considerazioni artistiche o tecniche di una pubblicità e del suo claim ufficiale, ogni pubblicità veicola tutto un substrato di messaggi che ci è difficile cogliere.
    E non è nemmeno vero che in un video cosi breve si riesca a comunicare tutto quello che leggere comporta. Certe pubblicità sono delle vere e propre opere d’arte sia per l’aspetto estetico sia per la capacità di racchiudere in pochissimi secondi tutto quello che ha da dire. (che sia comprare un detersivo o salvare una vita umana).
    Per tutti questi motivi, le pubblicità hanno cosi successo (inteso come efficacia - perchè se le pubblicità non fossero efficaci ma solo belle e popolari – non ce ne sarebbero cosi tante) e per tutti questi motivi (non solo per i “grandi testimonial) le pubblicità sono cosi costose.

    Il problema non è che è stato messo un solo libro, un giornale, un bambino o un vecchio.
    La domanda deve essere: “perchè è stato messo un solo libro? perchè non sono state rappresentate situazioni realistiche e quotidiane di vera soddisfazione nella lettura? perchè con tutta quella spesa non si è riusciti a fare qualcosa di meglio?
    (consiglio a tutti di guardare il meraviglioso blog Comunicando il sociale che si occupa di raccogliere e diffondere le migliori “opere” di comunicazione sociale e pubblicità progresso nel mondo).
    Non è sempre qeustione di vedere il brutto, il male o dei complotti, ma di ragionare sulle cose e porsi tante tante domande e ragionare su quello che ci viene proposto (che sia un dentifricio o una buona azione)

  4. 4

    giuliadNo Gravatar said,

    febbraio 9, 2010 @ 16:03

    penso che la lettura vada incentivata in ogni modo possibile, io sono una grande fan delle biblioteche, qui da me in Toscana funzionano benissimo, hanno libri di tutti i generi e non solo “classici” … per i ragazzi la scuola potrebbe fare molto in questo senso, ma molti insegnanti pensano ancora che il libro deve essere noioso per forza, mentre aprendo gli occhi ci sono libri stupendi, scritti per attirare alla lettura…
    certo i genitori devono essere i primi a invogliare, ma che fare quando si entra in casa dove ci sono 5 tv e nemmeno un libro ?, una lettrice di quel ghetto di lettori che legge più di 10 libri l’anno ( di solito una cinquantina..)

  5. 5

    EquAzioniNo Gravatar said,

    febbraio 9, 2010 @ 18:34

    Ciao Chiara, puoi vedere lo spot cliccando sull’immagine che linka direttamente al sito di Palazzo Chigi (a ben vedere questa è un’altra delle critiche mosse dagli utenti della rete a questa campagna: la sua totale indiffondibilità tramite la rete - mai sentito parlare di codici di embed per incorporare i video su siti e blog – o di banner banner un pò più decenti e fruibili di questo?)

    Sono assolutamente d’accordo con tutto quello che scrivi.
    Siamo noi ad insegnare a leggere ai nostri bambini - non la scuola e nemmeno uno spot. Che poi in realtà c’è poco da insegnare! si tratta più che altro di trasmettere l’amore e la passione per la lettura - e ciò può avvenire solo facendo vedere quanto noi stessi siamo appassionati lettori e quanto ci piace impiegare il nostro tempo leggendo e frequentando librerie e biblioteche.
    E’ verissimo, spesso i genitori accusano i figli di non amare la lettura ma quand’è stata l’ultima volta che loro hanno preso in mano un libro?!?
    Ed è un pò questo atteggiamento ipocrita (leggi perchè è importante – anche se io non prendo in mano un libro da quando ho finito la scuola – a meno che non sia ne sia costretto per lavoro..) che ci fa imbestialire in questo spot.

    E tutto questo non toglie che lo spot è stato fatto – e pagato caro! quindi perchè non impegnarsi a farlo un pò meglio?

    E non è nemmeno vero che uno spot non possa servire. Sicuramente è più facile convincere qualcuno a comprare un detersivo o una macchina con una pubblicità piuttosto che convincerlo a leggere, però è innegabile che le pubblicità riescano in parte ad influenzare e condizionare (non necessariamente sempre in senso negativo) le persone e portino anche ad un cambiamento negli atteggiamenti e nei comportamenti a lungo termine. E invece visto che era più facile e redditizio, si è forse puntato più sul convincere le persone a comprare un libro – o una rivista – piuttosto che convincerlo a leggere libri – o riviste..

  6. 6

    ElenaNo Gravatar said,

    febbraio 9, 2010 @ 20:27

    Leggere è divertente!

  7. 7

    EquAzioniNo Gravatar said,

    febbraio 9, 2010 @ 21:41

    Certo Elena
    Leggere NON è importante.
    Leggere NON è utile.
    Leggere NON è il cibo per la mente.

    Leggere è divertente, piacevole, coinvolgente, commuovente, interessante. E solo per questi motivi bisognerebbe leggere. Che poi sia anche utile, importante e tutto il resto, non importa, tanto meglio.

  8. 8

    MartaNo Gravatar said,

    febbraio 9, 2010 @ 23:23

    Mi è venuta l’orticaria fin dalla prima volta che ho visto questo spot.
    Lo trovo il sunto preciso ed esatto di come viene incentivata la cultura in questo paese: con superficialità, marketing sfrenato, superficialità, marketing sfrenato e superficialità (vai di famiglia vestita di bianco, cappellini di paglia.. e vogliamo parlare del tavolo con ciotole piene di limoni? (limoni!?!?). Probabilmente non c’era nessun suonatore di mandolino a disposizione quel giorno, altrimenti c’avrebbero messo pure lui, come accompagnamento per Giovanni Allevi).
    Un vero peccato, un’occasione sprecata (insieme anche a parecchi soldi pubblici). Da testarda bibliofila e lettrice appassionata non mi abbatto, e continuo nel mio piccolo, con il mio lavoro e con il passaparola, a promuovere la lettura.. sperando che prima o poi inizino a farlo anche le istituzioni…

  9. 9

    EquAzioniNo Gravatar said,

    febbraio 10, 2010 @ 11:47

    Caspita GiuliaD !!! una cinquantina di libri?? complimenti.
    Comunque a parte tutto, concordo con quello che scrivi.
    C’è ancora in troppi, intellettual, lettori accaniti e insegnanti compresi, la pessima convinzione che leggere debba essere noioso, altrimenti si perderebbe
    e il carattere elitario e snob che li contraddistingue….

  10. 10

    EquAzioniNo Gravatar said,

    febbraio 10, 2010 @ 12:07

    Grande Marta, non avevo fatto caso ai limoni… pazzesco. Saremo tutti quanti pignoli e pedanti, e instancabilmente criticoni, ma di questa pubblicità non si salva proprio nulla.
    e più la riguardiamo più ci viene il nervoso, come dici tu, per l’occasione ( e i soldi ) sprecati.
    e più la riguardiamo notiamo dettagli assurdi ( e lo ribadiamo, i dettagli in una pubblicità non sono mai casuali)
    ma vi siete accorti che la ragazza sotto il gazebo con i limoni, quando arriva il ragazzo non stava nemmeno leggendo ? se guardate il video piano – con attenzione, vedrete che alza il libro fa ( o meglio la rivista!) proprio un secondo prima, con gesto veloce e innaturale, come se non volesse essere scoperta che stava facendo altro e volesse dire: no no!! non stavo facendo i fatti miei o apparecchiando la tavola, stavo proprio leggendo!!!
    pietoso

  11. 11

    giuliaNo Gravatar said,

    febbraio 11, 2010 @ 17:58

    Ciao, non volevo scatenare una lezione sul marketing, che ho studiato, per cui so come lavorano i pubblicitari.
    Solo che io proprio non mi soffermo a guardare gli spot, per cui tutti questi particolari non li noto, non mi soffermo proprio. E se devo usare uno strumento del Ministero uso al massimo “Ottobre, piovono libri”, con tutte le iniziative correlate, non uno spot.
    Poi che lo slogan sia vecchiotto non v’è dubbio.

    Io mi scandalizzo proprio perchè c’è addirittura bisogno di fare uno spot per invogliare alla lettura!

  12. 12

    EquAzioniNo Gravatar said,

    febbraio 11, 2010 @ 22:40

    Ciao Giulia, non era mia intenzione fare / farti una lezioncina su marketing e tecniche pubblicitarie, ci mancherebbe!
    e’ che non mi è mai capitato di trovare qualcuno che mi dicesse, si in effetti io abbocco a tutte le pubblicità, mi fanno un effetto pazzesco, non riesco proprio a non farmi convincere..
    Tutti, me compreso, che affermano di conoscere come funzionano i meccanismi psicologici delle pubblicità e che pertanto credono di non farsi mica abbindolare dalle sirene degli spot! E invece, e prova ne è che siamo invasi di pubblicità e vengono spese cifre inimmaginabili per esse, che lo vogliamo o no, che lo crediamo o no, a chi in misura maggiore a chi in misura minore, le pubblicità l’obiettivo lo colpiscono quasi sempre, le persone le influenzano eccome.

    Fai benissimo a non soffermarti a guardare gli spot. Ma è anche giusto analizzarne i dettagli e cercare di capire perchè è stata fatta una scelta piuttosto che un’altra.
    Ottobre, piovono libri è un ottima iniziativa, che vale mille spot.
    E sono assolutamente d’accordo sul fatto che è triste che ci sia bisogno di uno spot per invogliare a leggere. Ma tant’è, le statistiche parlano chiaro e forse uno spot è l’unica arma per raggiungere quei milioni di non lettori imbambolati davanti alla tv.
    Che poi spendere que 2 milioni e mezzo di euro in biblioteche e supporto/incentivazione diretta sul territorio sarebbe stato meglio è un altro discorso…
    ciao e a presto!

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