Gita a Consonno – la città (abbandonata) dei balocchi

Tanti anni fa nel cuore della Brianza sorgeva un piccolo borgo, a circa 800 metri sul livello del mare sovrastava il comune di Olginate, sopra a Lecco.   Poi all’inizio degli anni Sessanta, arrivò un uomo, con un grande sogno, e dopo aver costruito una nuova strada che rendesse il borgo più facilmente accessibile, vi portò le sue ruspe e il suo cemento.

consonno-bw

I residenti vennero sfollati e il borgo raso al suolo, nonostante le denunce per il danneggiamento idrogeologico dell’ambiente; nulla fermò l’opera del Conte Bagno: nel 1965 del borgo non rimaneva nient’altro che la chiesetta, la casa del cappellano e il cimitero.

Al suo posto era sorta una piccola Las Vegas lombarda, una città dei balocchi in cui si poteva trovare di tutto: da un improbabile minareto ad una galleria di negozi in stile arabeggiante, da cannoni a armigeri medioevali in posizione di sentinella, da sale da gioco a sale da ballo, da sfingi egiziane a pagode cinesi, da colonne doriche al “Grand Hotel Plaza”.

consonno: stupidità umana

Dopo una decina di anni “ruggenti”,   nell’ottobre 1976 arriva come una vendetta della natura contro gli scempi subiti, una frana che cade sulla nuova strada di accesso e isola Consonno dal mondo trasformandola improvvisamente da città del divertimento a città fantasma.. (fonti http://www.consonno.it/home.htm e http://www.myspace.com/consonno)

A distanza di quasi 35 anni tutto è ancora li,  desolato, abbandonato, preda di vandali e delle forze della natura.  Ma Consonno riesce ancora a esercitare il suo fascino sui tanti che la raggiungono a piedi o in bicicletta, armati di macchina fotografica e un pizzico di senso dell’avventura, per constatare lo scempio sulla natura perpetrato dall’uomo e per vagare in una atmosfera alla Io sono Leggenda.

consonno2009

Lasciati Ale e Francesca a casa, ho scelto la giornata di Halloween per una gita con amici alla cittadina abbandonata di Consonno.  In realtà forse la scelta di Halloween non è stata molto furba, visto che in quello che doveva essere un villaggio deserto abbiamo incrociato decine di altri “esploratori urbani“.  Ciò non toglie che l’esperienza è bella e particolare.  Non cosi tanto emozionante, rischiosa o trasgressiva quanto credevo, ma molto coinvolgente.

Infatti è impossibile non provare un pizzico di avventura e di pericolo controllato, passeggiando tra gli edifici abbandonati,  tra tetti sfondati e vetri infranti, e la vegetazione che sta lentamente riconquistando il suo spazio tra le macerie con rovi , erbacce che ricoprono e avvolgono tutto e addirittura piante che crescono all’interno di edifici e nelle grandi fontane, un pò come descritto nel libro di Alan Weisman “Il mondo senza di noi”.

Purtroppo in seguito ad una serie di rave in cui i soliti deficienti hanno  lasciato immondizia e devastazione ovunque, la cittadina è stata transennata e ufficialmente è vietato aggirarsi tra gli edifici.  Però questo non impedisce di assaporare un’esperienza particolare da paesaggio post-apocalittico e di vedere concretamente cosa l’uomo è in grado di fare all’ambiente.

Proprio a questo riguardo ho fatto alcune riflessioni e ho cavalcato la supposizione di un lettore del sito di Consonno che ho trovato davvero avvincente:

E’ innegabile lo scempio che è stato fatto a questo borgo,  la storia però è scritta quasi sempre dai posteri, che possono godere e sfruttare la conoscenza del “dopo”. La storia, infatti, non perdona i fallimenti e gonfia i meriti di chi raggiunge il risultato. L’idea “Consonno parco giochi” era in anticipo di dieci anni su Gardaland, “Consonno centro commerciale” anticipava di vent’anni la concezione anni ’80 degli acquisti.

Una strada franata e una giunta comunale ostile possono cambiare di molto la storia, ma anche lo stesso giudizio storico: se oggi Consonno fosse come l’ho descritta sarebbero davvero in pochi a dare un giudizio così pesante del Conte Bagno, che da pazzo visionario diventerebbe geniale e intuitivo;   un uomo che non ha avuto alcun rispetto per l’ambiente, nessun cuore per le persone, ma intuizioni e idee per molti aspetti all’avanguardia.    (6.08.2007:  spezzo una lancia per Mario Bagno)

consonno-minareto2009

In effetti, ora di fronte a nuove “grandi opere” si smuovono in tanti, che protestano e che si ribellano.  Tutte queste persone vengono considerate come nemici del progresso,  come facenti parte del Fronte del NO,  come bastiancontrari, come individui egoisti che per salvare il proprio  orticello, che sia un paesino, una vallata o un’intero tratto di costa non importa, mettono a repentaglio l’efficienza, la produttività e il futuro di un intero paese. Questo tipo di atteggiamento è stato chiamato Sindrome di NIMBY (Not in my BackYard – non nel mio giardino, appunto) per sottolinearne proprio la caratteristica egoistica ( caratteristica smentita dai numerosi movimenti che insieme manifestano dalle alpi alla sicilia “contro” le grandi opere.)

Chissà,  se ci fossero stati dei movimenti “nimby” cosi organizzati anche negli anni 70 in grado di catalizzare l’opinione pubblica al punto di bloccare lo scempio del Conte Bagno, forse ora non staremmo qua TUTTI a dire ” che schifo,  guarda che scempio, ma come si fa a fare una pazzia del genere” e a parlare male del conte bagno.   E chissà davvero, se invece al conte Bagno fosse andata bene, ora saremmo tutti qua ad incensarlo per la sua grande opera e magari intitolarlo Cavaliere del Lavoro!

Quindi forse, potrebbe  essere il caso di imparare da Consonno e dai numerosi altri esempi, per riflettere sul nostro operato,sugli effetti devastanti che l’intervento umano ha sull’ambiente e sull’utilità di alcune grandi (o piccole) opere..


Oltre ai link che ho già messo  nell’articolo vi segnalo altre interessanti risorse per chi vuole saperne di più su questo magico e incredibile paese:

Un bel video che ci mostra come era Consonno nel 1972!

Una prima parte del documentario “Il mondo senza di noi” tratto dal libro di Weisman

Related Posts with Thumbnails
Questa voce è stata pubblicata in ambiente, miscellaneous e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>