OGM come gli zombie

Forse da domani, mio padre avrà un amico in meno..   Oggi infatti ho ribattuto ad un articolo scritto su una rivista online da un suo conoscente, genetista all’universita dell’Insubria, riguardante gli Organismi Geneticamente Modificati.

mais-ogm

Su questo tema non ho una posizione ancora definita, nè contro nè a favore.   Rimango dubbioso, non tanto sulla nocività o utilità degli stessi quanto sulle intenzioni e gli scopi delle aziende che li metteranno sul mercato. 

L’articolo mi ha abbastanza coinvolto, e per quanto di solito non mi faccio tirare in mezzo in discussioni sui forum, non ho esitato a dire la mia.

Indipendentemente dalla mia opinione quello che mi ha colpito è l’aspetto ipocrita del ritenere gli ogm la salvezza del pianeta dai pesticidi e la soluzione ai problemi della fame nel mondo ( e il modo di ragionare mi ha ricordato molto  l’articolo “Il biologico fa male alla salute” ).   Si, forse in un mondo ideale, dove regni la correttezza, la giustizia e il rispetto potrebbe anche essere, ma qui e ora dubito proprio e l’introduzione degli OGM porterebbe solo, se non a catastrofi ambientali, a nuove disugualianze.

Come avevo previsto la discussione poi ha preso una brutta piega, e me ne sono tirato fuori.  In troppi forum di destra e di sinistra le persone che scrivono la pensano tutte allo stesso modo e stanno li ” a raccontarsela”, appena arriva uno da fuori e dice  qualcosa di totalmente contrario al sentire comune del forum ecco che gli animi si infiammano  e si va off topic con accuse reciproche al limite della buona creanza.

Ad ogni modo, questo è il mio commento ( lunghissimo come al solito) – ditemi voi se potrebbe essere causa di incidenti diplomatici tra mio padre e il suo amico..  ( se avete voglia di leggere il suo articolo e i successivi commenti invece potete trovarlo qui

OGM come gli zombi – Achille Ghidoni su Il Legno Storto

  • L’estensione di colture Ogm è cresciuta esponenzialmente negli ultimi 15 anni, tra gli obiettivi, la produzione di alimenti qualitativamente migliori, più durevoli, a minor costo, e potenzialmente capaci di ridurre la mortalità da fame nei Paesi sottosviluppati.

Vediamo un po nel dettaglio gli obiettivi:
a minor costo: per chi? i consumatori, la collettività, gli agricoltori, i rivenditori o le multinazionali? Credo che negli ultimi anni si sia dimostrato il fatto che delocalizzazioni, innovazioni tecnologiche e quant’altro abbiamo apportato solo grossi svantaggi a lavoratori e consumatori ed enormi profitti a imprenditori e multinazionali.
più durevoli: a che pro dovrebbero essere più durevoli? per sostenere il tempo necessario a migliaia di km di inutili tragitti quando invece potrebbe essere meglio produrre localmente e consumare cibo fresco?
qualitativamente migliori: può darsi, ma anche no. bisogna capire cos’è la qualità. Una mela grande più di un pugno lucida e dalla buccia immacolata dubito sia qualitativamente migliore di una piccola, dalla buccia opaca e bitorzoluta. Ciononostante questa è la percezione del consumatore che deve scegliere tra una mela al supermercato e una mela in cascina.

  • potenzialmente capaci di ridurre la mortalità da fame nei Paesi sottosviluppati:

La convinzione che le multinazionali o gli stati ricchi possano impiegare gli alimenti ogm per risolvere i problemi del mondo è puramente utopica ed ingenua.
Per risolvere il problema della fame nel mondo non servono alimenti ogm ma minore sfruttamento, maggiore equità e maggiore equilibrio nella redistribuzione della ricchezza e nella ripartizione delle risorse.
La terra ha abbastanza per il bisogno di ognuno ma non per la bramosia di ognuno. questo non l’ha detto l’onorevole Capanna, ne qualche rivoluzionario comunista sovietico o sudamericano ma Gandhi.
e se pensiamo all’acqua potabile che sprechiamo nello sciaquone del water, o per i nostri condizionatori, o ai campi sterminabili di cereali che vengono impiegati per alimentare i nostri bovini forse è proprio vero. e se non possiamo mandare a loro la nostra acqua (non possiamo ? il loro gas o petrolio lo riusciamo a portare a noi con lunghi tubi sotto terra e sotto il mare) forse potremmo abituarci a mangiare carne solo un paio di volte alla settimana e lasciare le LORO terre per le loro colture e non per far coltivare a noi il mangiare delle nostre mucche..
Anche i progressi in medicina potrebbero risolvere i problemi del sud del mondo, ma tuttora non è cosi. Noi qui ci preoccupiamo del viagra, dei lifting e di una banale influenza, e altrove i bambini muoiono di diarrea.

  • Da tempo viene alimentato ingiustamente il sospetto che i ricercatori siano asserviti alle multinazionali.

Se una ricerca viene finanziata da una multinazionale, è INEVITABILE che i ricercatori che sono da essa stipendiati siano se non asserviti, perlomento influenzati da essa. Se gli esiti della ricerca fossero contrari agli interessi della multinazionale perderebbero il posto. E se anche per coerenza professionale fossero disposti a perdere il posto dubito che i risultati verrebbero divulgati.

  • le multinazionali sono immotivatamente criminalizzate

di motivi per criminalizzare le multinazionali ce ne sarebbero migliaia, ma andremmo off topic.

  • le probabilità di danni all’uomo sono stimate come trascurabili.

Cosa significa danni trascurabili?
Mi ricorda tanto la definizione di danni collaterali quando in guerra ci si riferisce alle vittime civili causate dai cosiddetti “missili intelligenti”.

  • Dopo numerosi anni di impiego di Ogm non ci sono evidenze di danni recati all’uomo, agli animali, all’ambiente. I detrattori degli Ogm continuano a sostenere che non si conoscono gli effetti lungo termine del consumo di Ogm. Ma fino a quando ?

Mi risulta che la relazione fra la presenza dell’asbesto (amianto / eternit) e l’insorgenza dei tumori fosse già stata constatata scientificamente negli anni ’60 ma in Italia il suo uso è stato posto fuori legge nel 1992 – 30 ANNI DOPO! Forse quindi, visti i precedenti, è opportuno avere una maggiore cautela nell’introduzione di nuove tecniche, tecnologie e materiali…

  • Mentre il fumo di sigaretta causa ben oltre 100.000 vittime all’anno (tumori e malattie vascolari) solo in Italia,

Assolutamente vero. Ciononostante Stato e Multinazionali continuano a sguazzare nei benefici economici che derivano dal commercio di tabacco. Perchè non dovrebbero farlo con i prodotti ogm?

  • Di un possibile rischio per l’accumulo, nell’ambiente, di eventuali prodotti non degradabili, rilasciati dai residui di organismi transgenici, i ricercatori sono coscienti: la ricerca è costantemente impegnata al miglioramento dei suoi prodotti, e a eliminare eventuali effetti indesiderati.

Forse potrebbe essere il caso di scoprire PRIMA come risolvere il problema delle scorie o dell’accumulo e non delegarlo alle generazioni future o porsi il problema solo quando questo è diventato enorme ed ingestibile… ( e in quel caso le multinazionali avrebbero avuto i loro profitti dagli ogm e gli stati / i cittadini dovranno sobbarcarsi i danni degli ogm e i costi di nuove ricerche per risolvere tali danni)

  • richiedono, quantomeno, l’etichettatura con dichiarazione di contenuto in transgenici, perché (dicono) sia rispettato il diritto all’informazione, ma in realtà con l’obiettivo di favorire la discriminazione contro l’acquisto di alimenti derivati da- o contenenti Ogm.

Se aquisto un alimento voglio sapere cosa contiene, da dove arriva e come è stato prodotto, di una mela voglio sapere se è biologica o se è stata per mesi ricoperta di pesticidi, di un uovo voglio sapere se arriva da una gallina che ha razzolato liberamente o da una gallina alla quale hanno tagliato becco e artigli ed è stata per settimane ingozzata di schifezze sotto la luce artificiale per 24h su 24, e per la soia, il grano o quant’altro voglio sapere se contiene geni modificati.
Che sia fondata sul pregiudizio, sulla propaganda, su questioni etiche più o meno discutibili o su una conoscenza approfondita, la discriminazione di un prodotto o di una marca rimane l’unica arma in mano al consumatore. Ed è giusto che sia cosi. E’ uno degli aspetti, forse quello che odiato dagli imprenditori, del libero mercato

  • a tutti sia garantita la libertà di scelta, ma anche sia accettato il principio che chi rinuncia al progresso debba pagare di tasca propria il costo di tale rinuncia, senza pretendere di farlo pagare anche ad altri.

Vale anche e soprattutto il contrario però, chi accetta il progresso e soprattuto chi ne trae profitto non dovrebbe far pagare ad altri il risultato dei propri sbagli e accollare alla collettività (e alle generazioni future )i disatri che può aver generato..
In definitiva quindi non si sta parlando di mettere in discussione la Scienza, di dubitare del Progresso, la mia è diffidenza verso il Profitto. La ricerca ha costi enormi, è un investimento che deve avere un ancor più enorme ritorno economico. Quello che conta alla fine è il profitto, non le buone azioni. E le buone azioni assumono importanza solo quando comportano un ritorno economico ( di immagine, di pubblicità).
Gli scienziati, e gli esperti come lei saranno sicuramente in buona fede, lavoreranno per il progresso, per il futuro dell’umanità, per la gloria e per la Scienza, ma poi chi comprerà e userà quelle scoperte ha ben altri scopi e ben altri ideali. Questo vale per i medicinali, per le armi, per l’energia atomica e anche per gli OGM.. Non si tratta di porre un freno al progresso, ma di mettere le briglie alla sua folle corsa guidata dal profitto. In alcuni casi può essere opportuno fermarsi, almeno fino a quando con i grandissimi risultati che abbiamo ottenuto finora non avremo dato l’opportunità a chi è rimasto indietro di raggiungerci.

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