Dire parolacce non è mai una buona abitudine, ma quando ci sono bambini di mezzo il trattenersi diventa una questione educativa e di buon esempio. Come per quasi tutto il resto infatti, dal fumare, all’essere gentili col prossimo, dallo stare composti a tavola all’essere onesti, più che quello che si “predica” conta quello che si mette in pratica quotidianamente.
Finchè si tratta di eliminare il linguaggio volgare che purtroppo in troppi casi è divenuto un “intercalare”, è dura ma si può e si deve fare, quello che proprio mi riesce più difficile è trovare “valide” alternative al turpiloquio che ogni tanto nella vita si rende necessario…
E va bene la fantasia, e van bene le buone maniere, però quando ce vò ce vò e sinceramente tra Cactus, Cocomeri, Trote e Brodi o Cuori, il rischio di assomigliare a Ned Flanders dei Simpson è elevato e mi sembra di non essere tanto credibile nè tantomeno di incutere timore nell’interlocutore ( sempre che bastino un paio di improperi per farsi rispettare…)












