Day 6 Linnansaari National Park
Ci alziamo di buon ora (se le 8:30 si considerano mattina presto), facciamo colazione e smontiamo la tenda. Prima di partire però vogliamo approfittare della sauna gratuita. Nonostante i consigli della finlandese dei giorni prima, decidiamo di non portar dentro Ale quindi dobbiamo fare a turno ( e comunque sono divise per sesso). La Frà va per prima ed è titubante ma poi sta dentro tantissimo, o almeno così mi sembra mentre io corro dietro ad Ale che cerca di buttarsi nel lago, mangiarsi tutta la sabbia della spiaggia e tutti i sassi del vialetto!) poi esce paonazza e sudata e dopo una corsettina fino alla riva si butta nell’acqua fredda del lago!
La sua sauna ha la temperatura di 110-120° ed è forse un po’ troppo ma lo sbalzo con l’acqua gelida non è affatto male come si possa pensare. Rientra nuovamente nella sauna e poi di nuovo si rituffa nel lago. Poi è il mio turno: la sauna maschile è a 80° , decisamente più sopportabile. Io odio il caldo e pensavo sarebbe stato un inferno e invece è assolutamente piacevole, si suda abbastanza ma il clima è secco e l’aria calda, dal vapore bollente quando si getta l’acqua sul legno incandescente con l’apposito mestolino, entra nei polmoni e nelle narici e pizzica un po ma sembra proprio allargare il petto e purificare! Poi l’atto di buttarsi in acqua è fantastico.
Stranamente il freddo non si sente affatto e non ha nulla a che vedere con i brividi che si provano al primo spiffero usciti dalla doccia di casa. Con la sauna si passa dai 90° ai 10° senza nemmeno un fremito, solo una sensazione rinvigorente che fa sentire dei leoni. E’ una roba da pazzi (soprattutto se fatta in inverno) ma davvero una bella esperienza.
Ci rivestiamo e vorremmo prima di partire raccogliere un po’ di mirtilli che si trovano a manciate in tutto il sottobosco della foresta del camping ma non faremmo in tempo per arrivare al Parco Nazionale del Linnansaari per prendere il traghetto delle 15:30. Dobbiamo guidare per una quarantina di km fino ad Oravi e poi preparare lo zainone con tutto l’occorrente per una notte di free-camping nel parco e per l’escursione di 8 km sull’isola principale.
Stiamo aspettando un piccolo traghetto che ci porti sull’isola ma vediamo arrivare un piccolo motoscafo; indossiamo i giubbini di salvataggio, Ale compreso e partiamo. All’inizio piano poi a tutta velocità con balzi e schizzi e Ale che non trova il viaggio particolarmente di suo gradimento. Il panorama fatto di isole, laghi, baiette e foreste è bellissimo e fortunatamente il tempo è davvero splendido.
Arriviamo sull’isola, montiamo subito la tenda e decidiamo di partire subito per la camminata. Sono solo le 16:30 e grazie alla luce notturna, anche se dovessimo metterci davvero tanto a fare tutto il percorso non ci sarebbe alcun problema, basta portarsi dietro un pappa pronta per Ale. Ci addentriamo nella foresta, e troviamo decisamente più zanzare e pure belle grosse ma con una spruzzata di Off se ne stanno alla larga per un paio d’ore. Il sentiero è ondulato è fa dentro e fuori la foresta affacciandosi sui laghi all’esterno e all’interno dell’isola. Arriviamo all’altro capo dell’isola dopo un paio d’ore di cammino e troviamo dei tizi accampati con tenda e kayak ( decisamente tutto un altro esplorare in questo modo.. ma con Ale è decisamente impossibile) e più avanti nella baia un paio di yacht di ricconi finlandesi che sorseggiano calici di vino bianco. Quando ci vedono arrivare sono gentilissimi e molto disponibili e si offrono di scendere dalla barca per farci delle foto, poi quando la Frà chiede loro a chi appartenesse una barchetta ancorata sulla rima, ci spiegano che la usano per uscire a pescare e che possiamo usarla per esplorare la costa e vedere il parco dall’acqua. Noi non siamo sicurissimi di voler accettare, non siamo propriamente dei lupi di mare, non abbiamo nemmeno i giubbini di salvataggio e con Ale non sappiamo quanto sia una buona idea. Però Ale sta dormendo tranquillo nella fascia e quando ci ricapita un’occasione così?
Quindi salpiamo per un paio di remate al largo. Dopo qualche difficoltà a coordinare i remi superiamo il promontorio e la vista è splendida. La visuale lontani dalla costa è tutta un’altra cosa e poi che pace!! Decidiamo di non allontanarci troppo ma di rimanere cosi cullati dalle piccole onde create dalle poche altre imbarcazioni che ogni tanto solcano il lago. Dopo poco Ale si sveglia, all’inizio non capisce dove si trova, è stupito, sorride a vedere noi e tutta quella massa d’acqua, ma poi probabilmente il rollio della barca e l’essere in mezzo al lago non lo fa sentire a suo agio e comincia a strillare come un disperato.
Decidiamo di tornare in dietro ma… dopo un paio di remate: CRACK!! Mi rimane in mano un remo spezzato!! Non ci sembra vero.. siamo in mezzo ad un lago, con una barchetta presa in prestito da dei finlandesi che parlano a malapena inglese, con Ale spaventatissimo e ci si rompe un remo rendendo impossibile mantenere la direzione; i primi tentativi di remare con un remo solo sono un fallimento, in pratica giriamo solo in tondo.
Dopo un attimo di panico e qualche ridicolo tentativo di sdrammatizzare provando a remare con le mani da sdraiato sulla punta della barca capiamo che l’unico modo per spostarsi è quello di remare,lentamente e con fatica, tipo canoa cioè con una remata da un lato e una dall’altro e cosi via. Alla fine rimango inginocchiato sul davanti della barca e piano piano riusciamo a tornare verso riva.
Passato il panico rimane l’enorme imbarazzo di dover spiegare ai proprietari l’accaduto, scusarci e magari ripagare il remo. Allo stesso tempo la situazione è cosi surreale che anche se Ale continua a strillare non possiamo fare a meno di ridere. E lo stesso fanno fortunatamente i proprietari dello yacht quando ci vedono spuntare dal promontorio con me in posa da gondoliere e Ale che strilla come un pazzo. Li vediamo dapprima mettersi le mani nei capelli e poi ridere a crepapelle e cominciare a scattarci delle foto.. Appurato che stiamo bene e che la colpa non era nostra ma del legno vecchio continuano a ridersela (e probabilmente rimarremo la loro barzelletta per sempre!) e sono loro a scusarsi con noi per la disavventura. Ci salutiamo ancora tutti ridendo e riprendiamo la camminata.
Arriviamo alla sommità dell’isola da cui si gode di una vista spettacolare su tutto l’arcipelago del parco nazionale del Linnansaari. Dopo una breve sosta per la merenda (anche se sono quasi le 7 ) riprendiamo a camminare. Arriviamo alla tenda verso le 8:30 e cuciniamo qualcosa attorno al fuoco mentre chiacchieriamo con un finlandese che ci spiega che nonostante abbia uno yacht e un cottage è costretto dai figli a star li in tenda perché loro si divertono di piu!
Dopo cena sale un bel freschino quindi ci ripariamo nella tenda e stanchi ci addormentiamo.

















che risate
Fantastico!!
Che avventura…Immagino il gondoliere e il piccolo passeggero che strilla….
Mamma mia non ce la faccio a non ridere!!!