Tempo fa abbiamo avuto modo di vedere “Into the wild” di Sean Penn, uno splendido film che narra la storia (vera) di un moderno e sfortunato Thoreau che decide di abbandonare famiglia e società civile per viaggiare per l’america e avventurarsi in Alaska.
Dopo la visione del film ho cercato in diverse librerie il libro di John Krakauer “Nelle terre estreme” da cui il film è tratto. Il libro è uscito nel 1997 edito dalla Rizzoli e successivamente è stato ristampato in edizione superpocket al prezzo di 7.900 lire. Ovviamente con l’uscita del film nel 2008 delle vecchie edizioni non c’è più traccia e l’unica versione è quella appunto legata al film edita da Corbaccio con copertina rigida e al costo di 16,60€…
Ho deciso quindi di passare ad un altro libro che viene citato nelle riflessioni del protagonista: “La felicità familiare” di Lev Tolstoj.
“Ho vissuto molto e mi sembra di aver trovato quel che occorre per la felicità. Una vita quieta, appartata, nel nostro angolo in campagna, (…), il lavoro, il riposo, la natura, i libri, la musica e l’amore per il prossimo. (…). E al culmine di tutto ciò un’amica come voi, forse una famiglia (…)”.
Questa la frase citata nel film che non poteva che colpirmi e attirarmi a leggerne il libro. Di Tolstoj però non conoscevo nulla, se non i titoli delle sue mastodontiche opere quindi ho cercato un po in internet e sono rimasto stupito nello scoprire un autore completamente diverso da come me lo immaginavo. La sua crisi spirituale e lo studio dei testi sacri, le critiche all’ipocrisia della Chiesa e alle ingiustizie perpetrate dai governanti, l’abolizione della proprietà privata e le influenze della disobbedienza civile di Thoreau, le sue riflessioni sul vegetarianismo e la corrispondenza con Gandhi… Tutte queste premesse mi hanno spinto a preferire il suo libro alla nuova versione commerciale del libro di Krakauer.
Purtroppo devo dire che nonostante queste premesse il libro mi ha lasciato un po deluso, se non altro perchè mi aspettavo un bel racconto romantico e filosofico sulla semplice vita familiare mentre in realtà è tutto il contrario! E’ un romanzo brevissimo che descrive il processo di innamoramento di una ragazzina per il suo tutore di diversi anni più grande di lei, il loro matrimonio, l’iniziale travolgente sentimento e poi il lento decadere della passione in rassegnato affetto. Il libro come si puo immaginare non è proprio scorrevolissimo ma superate le prima metà quando lentamente si svela il dramma familiare di noia, abitudine e lento distacco, la storia si fa più intensa e appassionata.
Non so se mi avvicinerò mai alle opere maggiori di Tolstoj però di sicuro cercherò altri sui scritti riguardo la religione, la politica e il vegetarianismo (la frase “Se i macelli avessero le pareti di vetro saremmo tutti vegetariani“, almeno stando a wikiquote, è sua).
Un’ultima curiosità, sempre su wikiquote ho scoperto che la frase “Il segreto della felicità non è di far sempre ciò che si vuole, ma di voler sempre ciò che si fa.” pronunciata dal protagonista del libro “Il mio posto nel mondo” di Fabio Volo e che mi aveva molto colpito e affascinato, è proprio di Tolstoj.
(letto e iniziato a recensire Aprile 2008)












sul tema dell’animalismo in relazione alle nostre abitudini alimentari ho sentito parlare molto di questo libro, “Eating Animals”, di Jonathan Safran Foer:
http://www.amazon.com/Eating-Animals-Jonathan-Safran-Foer/dp/0316069906
Non l’ho letto, ma da quel che capisco negli USA sta accendendo il dibattito su questi temi.
Che bello leggere che qualcun altro è rimasto folgorato da Into the wild!
Il libro di Krakauer è veramente bello…la storia di Chris Mccandless è davvero bellissima..triste ma bellissima.
Il film rende molto bene la storia, complice anche la splendida colonna sonora imbastita da Eddie Vedder.
Io anche mi devo accingere a leggere Walden, ovvero la vita nei boschi di Thoreau…:-)
Ciao,
recentemente di Tolstoy (spinta anche io dalla curiosità di conoscere meglio questo scrittore, dopo aver letto il libro di krakauer e visto il film), ho letto Guerra e Pace devo dire che è stato bellissimo, uno dei libri più belli che abbia letto forse, all’inizio magari è un pò da ingranare ma poi, quando la storia si evolve vieni trascinato e neanche ti accorgi di divorare delle pagine.
Che dire di Tolstoy… aveva capito tante cose e purtroppo anche lui a vissuto in periodo che non era il suo e questo lo ha portato ad essere un incompreso.
Dovrebbero farlo leggere anche nelle scuole!!!