Non sono un mammo!

mammo

Come dice Caparezza in una sua canzone : “Un vero uomo si dovrebbe alzare per lavare i piatti“, e io aggiungo ma anche per cucinare e badare ai bambini.

Però per favore non parlatemi di Mammi!

Trovo davvero assurde e fastidiose tutte quelle discussioni e polemiche sulla crisi dell’uomo moderno, sul femminismo alla rovescia, sull’ambiguità dei ruoli nella coppia che porterebbero a crisi familiari e confusione nei bambini ecc.. 

Io credo semplicemente che in un rapporto di rispetto e di amore che sia paritario tutto questo mi sembra il minimo e dubito che Ale possa uscirne confuso o gay!

Non sei un uomo se come un frate chiedi perdono.
Non sei un uomo se a fare mazzate non sei buono.
Non sei un uomo se tua moglia di te se ne fotte. Non sei uomo se… se non la gonfi di botte.
Non sei un uomo se non guidi le macchine grosse.
Non sei un uomo se non tiri due ganci alle giostre.
Non sei un uomo se hai paura di tornare in carcere.
Non sei un uomo sei gay se ti metti a piangere.
Non sei un uomo e farai una brutta fine.
Non sei un uomo… se non hai la pancia sferica.
Non sei un uomo senz’abito buono alla domenica.
Non sei un uomo se di notte non vai al bordello.
Non sei un uomo… se non ti tira il pisello.
Non sei un uomo se ti arrendi e non mostri gli artigli.
Non sei un uomo se non prendi a ceffoni I tuoi figli.
Non sei un uomo se il rispetto che hai non ti basta.
Lo sai cosa ti manca? Un ferro nella tasca. Non sei un uomo e farai una brutta fine.

RIT: Non ascoltare questi maldicenti. Non si va avanti con la forza ma con la forza degli argomenti.
Non ascoltare questi mentecatti. Un vero uomo si dovrebbe alzare per lavare I piatti. Un vero uomo dovrebbe lavare I piatti.

Non sei un uomo se non hai lo stereo più potente. E poi si vede dalla foto che hai sulla patente.
Non sei un uomo se perdi tempo a studiare I libri. Se sei un uomo… meglio che inizi con gli scippi.
Non sei un uomo se ti beccano la piantagione.
Non sei un uomo se dalla prigione fai il mio nome.
Non sei un uomo se mi fotti, che se me ne accorgo. Non sei un uomo vivo, tu sei un uomo morto.
Non sei un uomo e farai una brutta fine.

RIT.

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9 Responses so far »

  1. 1

    simoneNo Gravatar said,

    novembre 1, 2009 @ 16:52

    Caro Davide,
    sono d’accordo con te.

    Quello di cui hanno bisogno i bambini è amore, attenzioni e tempo.
    Se tutte queste cose arrivano loro da un uomo e una donna, un uomo e un uomo o da una donna e una donna, poco conta.

    Speriamo lo capiscano in tanti, anche se sai come morì chi visse sperando, vero?!?

    Saluti
    Simone

  2. 2

    saraNo Gravatar said,

    novembre 1, 2009 @ 17:39

    io penso che dei figli che crescono in un clima di amore e rispetto possano crescerecome uomini e donne che danno amore e rispetto. gay o non gay.

    d’altronde, dovrebbe essere ormai chiaro che i ruoli di maschio e di femmina non si differenziano da quanti o quali lavori fnano una persona o l’altra :)

    w le mamme ed i papa’!

  3. 3

    davide.cNo Gravatar said,

    novembre 1, 2009 @ 20:44

    D’accordissimo! La collaborazione E’ fondamentale!!
    Direi che il teatrino della donna “fra i fornelli” e l’uomo seduto sul sofa’ a tifare Italia e pronto a trovarsi la pappa pronta e’ bello che chiuso…

  4. 4

    GloriaNo Gravatar said,

    novembre 1, 2009 @ 23:30

    E’ grazie a questi esempi (anche se rari) che si potrà cambiare quella cultura “di genere” che tanto pesa alle donne, soprattutto in Italia. Ho visto questa foto, ed ho letto queste righe, e continuo a pensare al libro “Dalla parte delle bambine”…

    In una intervista, invece, la mitica Concita De Gregorio diceva che la sua “sfida” era crescere il suo maschietto come si deve, ovvero imparando a fare le faccende e le cose considerate tipicamente femminili…

    Non credo che così si crescano figli gay, ma bambini fortunati, che sappiano dividere il lavoro “sporco” di casa (a chi piace lavare i piatti o stirare? Preferiremmo tutti, uomini e donne, fare altro…), e che magari un giorno accanto alle loro compagne crederanno che sia normale fare le faccende di casa (non dico “aiutare in casa” volutamente), o magari prendersi dei permessi per stare dietro ai figli, e spiegarlo anche ai rispettivi capi…

    Insomma, piuttosto che un figlio gay (che poi non sarebbe un problema) credo che avrete un figlio che le donne si litigheranno!!!

    ;-)

  5. 5

    Claudia-cipiNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 15:22

    Concordo: un uomo che si prende cura dei figli e della casa non è un mammo, ma un papà.
    Ed essere gay non ha niente a che vedere con lo svolgimento delle mansioni domestiche nè con la suddivisione dei ruoli, che paraltro può avvenire in maniere molto diverse e personali in ogni famiglia.

  6. 6

    bombamagagnaNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 23:48

    O_O è una candid camera??
    mio marito gioca con nostro figlio, un paio di volte (quando lavoravo) ha anche preparato la cena, ma badare al figlio e cucinare son due cose in contemporanea..troppe! ;p
    (povero amorucciomio! ;D)

  7. 7

    IkkaNo Gravatar said,

    novembre 3, 2009 @ 12:16

    Non conoscevo questa canzone di Caparezza: molto molto bella.

    La parola mammo fa sorridere anche me!:-)
    Collaborare in casa è un aspetto importante. Anche noi a casa ci dividiamo i compiti, e chi ha più tempo si porta avanti con le faccende!:-)

  8. 8

    paolaNo Gravatar said,

    novembre 11, 2009 @ 17:33

    E’ vero Davide, la definizione “mammo” non è mai piaciuta anche a me.
    Sembra riduttiva e solo la brutta copia della mamma. Il papà deve essere, amore e affidabilità , ma non al femminile.
    Mio marito da quando è nata la prima figlia, si è come si dice “rimboccato le maniche” ed ora con il secondo collaboriamo quasi alla pari!
    Purtroppo però sento ancora tante donne e mamme che descrivono proprio quel teatrino all’italiana di cui sopra si parla. Moglie che prepara la cena al ritorno dal lavoro e marito davanti alla tv….

  9. 9

    EquAzioniNo Gravatar said,

    novembre 11, 2009 @ 17:48

    sarà che io ho messo sotto davide con i bambini (non nostri!!) fin da quando ci conosciamo, coinvolgendolo nelle attività della nostra associazione, Officina dei Colori, ma noi collaboriamo in tutto e per tutto (e oserei aggiungere…ci mancherebbe!!)
    evidentemente l’allenamento è servito!!

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