Educazione e libertà

educazione e libertàEducazione e Libertà – Marcello Bernardi
Pag 191 € 14,00
Fabbri Editore, 2002

Il sottotitolo di questo meraviglioso libro di Marcello Bernardi è “Non c’è educazione senza libertà e non c’è libertà senza educazione” e racchiude alla perfezione tutto il suo concetto di pedagogia libertaria, rispondendo alle accuse di chi considera obbedienza e disciplina le uniche pratiche educative.

Ho letto questo libro qualche anno fa, ancora prima di diventare papà, perchè i concetti di libertà, obbedienza, educazione, indipendenza e disciplina mi hanno sempre intrigato e mi sono sempre posto il problema pedagogico  di come sviluppare la libertà senza sprofondare nel permissivismo e insegnare le buone maniere e  il rispetto delle regole senza rimanere schiavi della disciplina.

Ultimamente l’ho ripreso in mano,  accompagnato da altre numerose letture che riguardano la disciplina, le regole, l’educazione e la libertà, e ne ho riscoperto tutto il fascino.

Contrariamente a molti altri libri che riguardano il rapporto tra bambini e genitori, questo libro non si prefigge di fornire soluzioni ma di suscitare dubbi infatti Bernardi considera le soluzioni date da altri antieducative, in quanto le soluzioni devono devono essere scovate dentro di sè e costruite da sè proprio a partire da una condizione di dubbio.

Pur non fornendo soluzioni, il libro dà innumerevoli spunti di riflessione visto che analizza tutti gli aspetti della vita sociale e della relazione adulto bambino, dal rapporto con la famiglia alla violenza della società, dalla censura alla definizione  dello scopo dell’educazione e del ruolo dell’educatore.  Soprattutto riguardo a quest’ultimo tema, Bernardi affronta l’annosa questione “disciplina contro permissivismo“  (analizzata splendidamente nel libro “Elogio della disciplina“  con l’esempio educatore vasaio / educatore giardiniere) ma suggerisce di andare oltre e superare entrambe le differenti visioni per cominciare a vedere più in generale l’educazione non come una manovra di dominio, una sorta di addomesticazione e nemmeno come una pratica  ma semplicemente come un rapporto, una relazione in cui un soggetto aiuta l’altro ad evolvere e a realizzare tutte le sue potenzialità nel modo migliore, senza dirigerlo, plasmarlo o condizionarlo.

Potrei stare a scrivere un articolo / recensione lunghissimo fatto di tutte le citazioni e frasi che ho sottolineato, cerchiato e annotato o trascrivendo le pagine intere a cui ho fatto l’angolino per ritrovarle al momento giusto ma rovinerei la vostra lettura perciò vi invito semplicemente a leggerlo, farvi venire tutti i dubbi del caso e magari discutere le “vostre” soluzioni sul nostro blog!!

(ho notato proprio ora che è in vendita un libro dello stesso autore, dello stesso editore, con la stessa copertina e lo stesso titolo ma uscito quest’anno con il sottotitolo “Non c’è crescita senza l’opportunità di fare esperienza” – immagino si tratti di una semplice ri-edizione ma non ne sono sicuro quindi ve lo confermerò al primo appuntamento in libreria – e se non lo fosse non mancherò di acquistarlo e leggerlo!)

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3 Responses so far »

  1. 1

    giuliaNo Gravatar said,

    ottobre 18, 2009 @ 09:25

    Io credo che se non fossi stata educata alla responsabilità non sarei mai diventata davvero libera! Forse non centra molto, ma insomma mi pare che ci sia da considerare anche quello. Non credo, inoltre, che ci possano essere libri che ti danno soluzioni in campo educativo per il “semplice” fatto che ogni persona è diversa per cui non ci possono essere delle ricette prenfezionate. Sarà, poi, la mia formazione o deformazione scout ma credo che un ruolo fondamentale abbia l’autoeducazione, ma questa è n’altra storia, poi se vuoi ne parliamo!
    Un abbraccio

    PS non ti arrabbiare, ma permettimi una correzione si scrive il libro dà e non il libro da!

  2. 2

    EquAzioniNo Gravatar said,

    ottobre 22, 2009 @ 23:21

    Esattamente, non ci possono essere soluzioni semplici e ricette valide per tutti perchè siamo tutti diversi!
    E assolutamente, il senso di responsabilità ti permette di sentirti pienamente libera e di vivere appieno la tua libertà. Ma la responsabilità si insegna attraverso la libertà e l’esempio, non attraverso la disciplina e l’autorità e l’educazione intesa come un “plasmare”…

    Per l’errore ortografico non mi offendo anzi, correggo subito. Però sii un po’ più comprensiva… non siamo giornalisti, nè un team di esperti in comunicazione e soprattutto quando scriviamo sul blog spesso lo facciamo a spizzichi e bocconi, mentre cuciniamo, badiamo ad Ale o facciamo mille altre cose quindi spesso capita che nemmeno rileggiamo…
    Poi ti dirò, io lavoro al pc tutto il giorno ed essendo un dattilografo folle che scrive a 10 dita senza guardare oramai ho preso la bruttissima abitudine di ridurre al massimo le battiture e visto che le lettere accentate mi sono scomode o gli apostrofi mi richiedono di schiacciare anche lo shift, spesso li abolisco e basta!!!
    Comunque hai assolutamente ragione e non c’è nessuna giustificazione: la mia prof di italiano diceva sempre: certe regole di ortografie devono essere iscritte nei vostri geni, non è questione di disattenzione o fretta, certi errori non si fanno e basta e anche se fosse stato il tema più bello della storia avrebbe messo un bel 4!!
    ciao

  3. 3

    EquAzioniNo Gravatar said,

    ottobre 22, 2009 @ 23:38

    comunque fai benissimo ad essere pignola e a precisare queste cose, sono errori che potrebbero diventare di uso comune e non essere più visti come tali e non va bene. Anzi consiglio a tutti di leggere “come parlare e scrivere meglio”, “l’anacoluto non è una parolaccia” e alcuni articoli e libri di Beppe Severgnini che oltre ad essere molto istruttivi fanno anche un sacco ridere!

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