Per favore, non regalate: “Fate la nanna”

fate-la-nannaFate la nanna – il semplice metodo che vi insegna a risolvere per sempre l’insonnia del vostro bimbo
Eduard Estivill – Sylvia de Bèjar
Ed. Mandragora 1999
116 pg  € 8

Poco più di 16 mesi fa  mentre eravamo in libreria a fare le nostre solite scorte periodiche, abbiamo incontrato una conoscente e ci siamo fermati a fare quattro chiacchiere. Inevitabilmente il discorso è caduto sul parto imminente e sugli stravolgimenti che l’arrivo di un bimbo avrebbe portato nelle nostre vite.   Ci trovavamo nel reparto Pedagogia e Libri per bambini, proprio davanti ad una pila di “Fate la nanna” e questa conoscente, vedendolo ne ha subito presa in mano una copia, dicendo che ce l’avrebbe regalata perchè bellissimo ed utilissimo.  Nel frattempo, alle sue spalle una ragazza, che si è poi presentata come una educatrice di nido, ci lanciava occhiatacce e segni di diniego riguardo al libro in questione, che riteneva agghiacciante e deleterio.  Alla fine nell’imbarazzo generale (anche noi avevamo sentito parlare, e male, di Estivill) , il libro  è stato riposto nel suo scaffale…

Ora a distanza di 15 mesi dalla nascita di Ale, dopo 8 mesi fantastici in cui Ale ha dormito 12 ore filate, e altri 7 un pò discontinui per via di piccoli malanni, dentini e soprattutto per via della pipì notturna, ci è capitato di trovare in un negozio di libri usati i due libri di Estivill (questo e Dormi, bambino dormi),  dottore spagnolo di una clinica del sonno, che ha elaborato un suo metodo per risolvere il problema dell’insonnia di molte famiglie.  All’inizio eravamo decisi di non comprarli, ma alla fine, come è nostra consuetudine,  abbiamo preferito spendere pochi euro per documentarci su  questo fatidico e terribile metodo ed poterci fare una opinione nostra e non solo per sentito dire.

Ebbene,  il libro,  che si legge in poche ore, consiste in  piccoli consigli per aiutare i genitori ad insegnare ai propri bambini a dormire come si deve.   Dire che è un concentrato di  crudeltà nei confronti nei piccoli, non gli renderebbe giustizia, perchè in realtà alcuni aspetti toccati da Estivill non sono poi cosi campati per aria e in fin dei conti, in linea di principio, se proprio vogliamo, solo su alcuni consigli gli si potrebbe anche dare ragione…  In effetti i presupposti da cui parte Estivill possono essere anche giusti,  anche se non tutti del tutto condivisibili, sono le conclusioni a cui arriva,  e le pratiche che consiglia a essere del tutto sbagliate!

Il problema è il concetto di fondo che Estivill ha dei bambini, e cioè che sono degli esseri subdoli, manipolatori, furbi e in grado di usare ogni arma a loro disposizione per piegare la volontà dei loro genitori e costringerli a sottostare ad  ogni  loro esigenza o vizio. Ecco quindi che il  pianto, la sete, la paura, l’enuresi,  il vomito sono tutti mezzucci della piccola peste,  che fanno parte del suo spettacolino notturno per costringere i suoi genitori a portarlo nel lettone o a dormire a fianco a lui!!

Torneremo su questo argomento  in un post specifico e dedicato al metodo Estivill al termine della lettura anche del secondo libro, che contrariamente a questo assume la forma di una vera e propria mini-guida. Questo invece è un piccolo manuale, un libro rivolto ai genitori, per liberarli da qualunque senso di colpa e farli applicare al metodo in modo rigido e insensibile, un libro infarcito testimonianze di numerose coppie ed esempietti in cui Paolini, Camille e Cesarini sono costretti a passare la notte al buio con la sola compagnia di peluche chiamati Dodo o Pippo, ciucciotti e giostrine...  Insomma un tono estremamente colloquiale, che spinge all’immedesimazione,  in grado di far molta presa in genitori disperati, ma che mi è risultato particolarmente fastidioso.

Se volete leggerlo, fate pure, in fin dei conti è una lettura che a suo modo può risultare istruttiva, ma per favore non regalatelo – quando si ha a che fare con la psiche umana,  e ancora di più con i bambini, non esistono semplici metodi che risolveranno per sempre i problemi

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162 risposte a Per favore, non regalate: “Fate la nanna”

  1. marianna scrive:

    Io voglio premettere una cosa importante: sono stra convinta che tutte le mamme che scrivono su questo forum amino profondamente i loro bambini e cerchino di fare la cosa più giusta per loro.

    Io sono una mamma che lavora fulltime. Da quando mia figlia ha 6 mesi ha smesso di dormire sulla sua culla e tutta la notte come faceva prima e inspiegabilmente si risveglia molte volte per notte, a volte si riaddormenta subito (a letto con me, attaccata al seno) altre volte è proprio sveglia sveglia e stiamo anche 2 ore a giocare :( (

    Sono abbastanza provata: mal di testa, torcicollo, spesso arrivo al sabato con i nervi a fior di pelle…
    Quando mi confido con qualcuno il 50% delle volte mi dicono di portar pazienza, che è una fase e passerà, l’altro 50% mi consiglia il metodo Estvill.

    Beh, io porto pazienza, perchè proprio quel metodo non fa per me, per noi..

    Io non riesco a vedere la mia piccola fuffotta come un tiranno dotato di maligno ingegno che si approfitta del mio amore per fare ciò che vuole (questo è il presupposto del libro), è una bimba di 10 mesi, il suo è solo istinto. Come dice mia madre:”oltre a piangere, in quale altro modo può far valere le sue ragioni?”

    Spesso mi sento dire che se fa così o colà sta facendo i capricci. Ma questa è una categoria di pensiero che non è ancora sviluppata a quest’età, però gli adulti la attribuiscono tranquillamente a bambini anche di 3 mesi..
    Ad esempio se un bimbo piange e quando lo prendi in braccio smette di piangere ti dicono che non ha nulla e che sta facendo i capricci. Perchè, perchè vuole stare con la sua mamma, essere coccolato o giocare e invece noi non abbiamo tempo o voglia? Ma un bimbo di pochi mesi dovrebbe capire che c’è un momento (quando decidiamo noi) per fare le coccole e un altro (sempre quando decidiamo noi) in cui deve stare buono, da solo, sdraiato o seduto da qualche parte? Ma non stiamo pretendendo un po’ troppo?

    • EquAzioni scrive:

      Spesso mi sento dire che se fa così o colà sta facendo i capricci (….) Ad esempio se un bimbo piange e quando lo prendi in braccio smette di piangere ti dicono che non ha nulla e che sta facendo i capricci. Perchè, perchè vuole stare con la sua mamma, essere coccolato o giocare e invece noi non abbiamo tempo o voglia? Ma un bimbo di pochi mesi dovrebbe capire che c’è un momento (quando decidiamo noi) per fare le coccole e un altro (sempre quando decidiamo noi) in cui deve stare buono, da solo, sdraiato o seduto da qualche parte? Ma non stiamo pretendendo un po’ troppo?

      Non potrei essere più d’accordo. Secondo me pensare a capricci da parte di un neonato è pura follia adultocentrica

  2. marianna scrive:

    Per il sonno è un po’ la stessa cosa, solo che la mancanza di sonno ci rende più nervosi e meno lucidi nell’analizzare la situazione… vorremmo solo dorimire!

    Io cerco di rispettare mia figlia, perchè a me è stato insegnato a rispettare gli altri per ottenere rispetto e trovo che sia il miglior insegnamento che i miei mi hanno dato.

    Per me rispettare Irene significa anche sopportare i suoi ritmi di sonno/veglia, non lasciarla piangere quando cerca rassicurazione e non mi sento tiranneggiata come molti sostengono.

    Lei mi insegna ogni giorno qualcosa di nuovo, così come io insegno a lei. E questa notte dopo che mi aveva svegliato e si è riaddormentata a letto com me la guardavo serena e tranquilla, con il suo viso angelico, in fin dei conti recuperiamo di notte il tempo che non possiamo stare insieme di giorno…
    Dormire insieme per me è un atto di amore, magari per molte di voi sono fuori come un balcone, ma di mio marito mi sono innamorata proprio perchè riuscivo a dormirci insieme…

    E noi si dorme pure con la nostra cagnetta, Luna…
    Certo, spero sempre che tra un po’, magari già in primavera si riesca a dormire un po’ di più….

  3. frau scrive:

    standing ovation per marianna!!

  4. rapo scrive:

    Marianna anch’io lavoro (per fortuna part time).
    Ma forse “adesso” a me piace dormire.
    Il libro l’ho solo letto (e qualche anno fa’) e non lo ricordo tutto, solo dei pezzi che mi hanno fatto un sacco ridere e soprattutto mi hanno fatto pensare ad una cosa:
    dai racconti delle mamme che mi circondano sia di bambini e soprattutto di grandi (anche la mia eta) ho riscontrato che alcuni “grandi” non sanno dormire:
    c’è chi “dorme” completamente al buio – tapparelle super tirate giu’ e se c’è un solo filino di luce sono guai;
    c’è chi “dorme” solo con la televisione accessa oppure con una lampada puntata negli occhi;
    c’è chi “dorme” in assoluto silenzio e se abbaia anche solamente una volta un cane dall’altra parte della città lo sente;
    c’è chi “dorme” solo a casa sua nel suo letto anche se è pieno agosto fa un caldo torrido e non puo’ aprire le finestra perchè vive sopra la metro;
    etc……
    Premetto che queste sono solo storie di persone adulte.
    Letto il libro vado ad indagare (non tanto per farlo a posta), chiedo alle mamme di queste persone (o a famigliari o ai racconti delle persone stesse) e scopro che quella persona da piccola si addormentava solo in braccio che l’altro dormiva solo con due giri con la macchiana oppure che ha dormito fino a 12 anni nel letto dei genitori e via dicendo……

    Ho chiesto anche a mia mamma e per fortuna ad un certo punto della mia vita lei mi ha educato a dormire perchè anch’io facevo i cosiddetti capricci, mi addormentavo in macchina e i miei non ne potevano +. Hanno chiesto consiglio a un pediatra (si parla degli anni 70) che gli ha detto “lasciatela nel lettino a piangere e voi cambiate stanza” i miei (poveri in canna) hanno risposto “ma la nostra casa è molto piccola, abbiamo solo una stanza da letto”. Quindi aspettavano in cucina che io piano piano mi calmavo e mi addormentavo nell’unica stanza da letto.
    Poi è venuta mia sorella (mia mamma si è data ben sette anni per farla visto che la prima non dormiva non mangiava ….) e per fortuna la seconda ha dormito sin da subito.

    Quindi io penso che un tantino di polso ci vuole, solo per educarli al dormire. E’ un atto d’amore educare in tutto e per tutto un bimbo.
    Buona Notte

  5. francygabry scrive:

    rapo ha scritto: Quindi io penso che un tantino di polso ci vuole, solo per educarli al dormire. E’ un atto d’amore educare in tutto e per tutto un bimbo.

    Ahimé purtroppo non è che alla fine lo educhi a dormire… è solo che smette di piangere perché si è arreso al fatto che nessuno andrà da lui…

  6. frau scrive:

    rapo ha scritto: Quindi io penso che un tantino di polso ci vuole, solo per educarli al dormire. E’ un atto d’amore educare in tutto e per tutto un bimbo.

    Secondo me “educare” a dormire non è proprio sicuro che sia possibile, ma come intenzione è ottima.
    Ma penso che non si faccia per forza lasciando che il bimbo si “arrangi” in qualche modo in un momento in cui evidentemente ha un’ “esigenza di noi” , che noi per un motivo X non siamo in grado di comprendere, o approvare, o soddisfare…..educare a dormire secondo me significa creare dei rituali, quali che siano, attraverso i quali c’è la massima soddisfazione possibile delle esigenze di riposo del maggior numero di familiari possibile….ogni famiglia trova i suoi, in base alle sue esigenze.

    Personalmente riconosco che la mia infanzia abbia un ruolo nel disegno educativo che credo di avere per il futuro della mia famiglia, io ricordo che mi addormentavo con la mano di mio padre abbracciata e arrotolata nel lenzuolo sperando che non se ne andasse mai, e la mattina gli chiedevo come avesse fatto e perchè non fosse rimasto lì con me….ricordo quanto ero felice quando dormivo nel lettone (cosa che comunque non è avvenuta così spesso) e quindi per me è qualcosa che spetta di diritto ai miei figli….devo dire che comunque siamo d’accordo sia mamma che papà, e che non ci pesa, anzi io sto desistendo dal creare in qualche modo un mega-lettone unendo pure un letto singolo di fianco…progetti per sonni ultra-collettivi

  7. erika81 scrive:

    chiara ha scritto:
    per il sesso sfrenato quindi avete adottato il tavolo della cucina???

    daniela77 ha scritto:
    …e anche questo ha i suoi lati positivi

    hahahahahahah!!! :)
    manca solo il libro di kamasutra!!! :)
    hahahahahahah!!!

  8. annuc scrive:

    Straquoto rapo!!
    …… e poi non tutti riescono a “non dormire”…… quindi non è che chi ce la fa è brava e rispetta il bambino e chi non ce la fa è cattiva e non lo rispetta. Io se non dormo mi ammalo, mi esaurisco e di sicuro non sarei una buona madre. Mi dispiace se non appartengo alla categoria delle super mamme che allattano a richiesta fino ai 18 anni e stanno for ever con il bambino, ma ho delle esigenze pure io…… non dico tanto ma basta di dormire e di fare un minimo di vita. Non vado da più di un anno dal parrucchiere, non mi compro un vestito dal…. non me lo ricordo però la notte voglio dormire! E se il bambino non ha un motivo vero e serio per non dormire dovrà dormire. Ricc dorme con me da tre mesi. Prima dormiva nel duo lettino in camera sua ora, forse a causa dell’inserimento nell’asilo, faceva storie e io l’ho messo nel lettone. Non riesco a stare sveglia e poi il giorno dopo andare a lavorare e non fare errori. Faccio l’infermiera perciò fate voi……. Per ora è nel mio letto poi vedremo. Non sono contenta di questa situazione ma per ora va bene anche perchè siamo solo io ed il bambino. Se avessi avuto un compagno di sicuro non avrei voluto il bambino nel lettone. Io il polso per ora non l’ho avuto, almeno non del tutto. Va bene ascoltare le richieste del bambino (e infatti Ricc è nel lettone) ma ragazze A TUTTO C’E’ UN LIMITE.

  9. francygabry scrive:

    Infatti annuc, a tutto c’è un limite e questo limite è diverso da famiglia a famiglia. Anche io sono stata male perché non dormivo, ho anche avuto 2 collassi ma non per questo avrei mai lasciato piangere mio figlio senza andare da lui a consolarlo: una volta che ci ho provato me ne sono pentita e non l’ho più fatto.
    Ogni genitore è libero di fare la scelta che ritiene più giusta e sana per tutta la famiglia, solo non dite che lo fate “per il vostro bambino” o per “educarlo a dormire” perché non è asolutamente così: siate oneste con voi stesse e con chi vi legge perché lo fate per voi e solo per voi.
    Nessun bambino al mondo vuole dormire da solo nel suo letto ed è felice di ricevere un’educazione che va contro il suo istinto: è una forzatura, ne siate consce

  10. frau scrive:

    annuc, nessuno sta dicendo che chi lascia piangere i bambini sia un mostro di madre, e chi “non dorme” sia migliore….io, che me lo metto nel lettone, lo allatto quanto vuole, se lo sento piangere corro, comunque non lo faccio per sentirmi brava o perchè “poverino piange”, ma perchè sono convinta che il suo pianto sia una forma di comunicazione, che il mio ruolo sia quello di tentare un’interpretazione di questo, e che se la mia presenza basta a placarlo, mi pare di aver trovato comunque una buona soluzione.

    una mamma che deve alzarsi la mattina presto e non riesce a riposarsi con un sonno frammentato, ha tutto il diritto di trovare una soluzione, perchè per citare Chiara, la libertà dell’uno finisce dove inizia quella dell’altro, e una mamma stanca morta non è comunque di giovamento a nessun bambino.

    come dice FrancyGabry ogni famiglia ha il SUO limite, ci sono tante coppie che non dormirebbero mai coi figli per una questione di coppia, mentre noi ad esempio se dormiamo…dormiamo, e ci fa piacere farlo tutti insieme. Tra l’altro ci tengo a dire che mio figlio il suo sonno se lo fa tanto nel lettino quanto nel lettone, le sveglie per le poppe sono le stesse, a meno che non venga svegliato dalla gatta che gioca mentre noi ceniamo :roll: cioè lui poppa 3-4 volte e non è che metterlo nel lettone lo fa dormire 13 ore filate, è una comodità mia che non devo uscire dal letto e alzarmi ma solo rotolare :wink:

    Premesso che sono contraria al lasciar piangere (mio figlio, io, a casa mia, poi non giudico nessuno se si trova con questo metodo) lo troverei anche scocciante a meno di non avere una casa moooolto grande….sentire il pianto continuo da una stanza all’altra non mi sembra più riposante che andarlo a prendere in braccio, almeno sta zitto!

    FrancyGabry mi pare esagerato però dire che nessun bambino voglia dormire da solo nel suo letto, ci sono tanti che comunque hanno sonni tranquilli e felici spontaneamente, poi certo gli piacerà sempre anche il contatto con i genitori ma non direi che il sonno in solitaria sia sempre una forzatura imposta.

  11. marianna scrive:

    Io ho iniziato il mio post con una premessa, ritengo che tutte le mamme che scrivono su questo forum amino i loro figli e cerchino di fare il meglio, e non lo dico per placare gli animi di chi non la pensa come me; ritengo che chi si sbatte per cercare una soluzione migliore come i pannolini lavabili, sia un genitore che ha molto a cuore suo figlio e il suo futuro.

    Perciò mi spiace se qualcuno ha interpretato il mio post come un giudizio negativo, assicuro che non è così; volevo solo fare una riflessione sui “capricci” che secondo me, un bimbo di un anno fa… tutto qui.

  12. chiara scrive:

    “francygabry ha scritto:
    Ahimé purtroppo non è che alla fine lo educhi a dormire… è solo che smette di piangere perché si è arreso al fatto che nessuno andrà da lui…”

    beh messa così sembra davvero brutta

    io invece aggiungerei “nessuno va da lui quando dopo pappa nanna gioco coccola la giornata è finita ed è buio” … quindi non è che nessuno va da lui quindi “oddio mi hanno abbandonato” è SOLO che è notte, di notte si dorme, dorme il mondo e dormo anche io :wink:

    credo che sia come dire no alle caramelle o alle patatine fritte
    se dico no alle caramelle e si butta sul pavimento o sbatte la testa al muro è lo stesso, io la caramella mica gliela dò, sta li e finchè non smette… cavoli suoi o no?

    sul dormire per me è la stessa cosa, non muore, nessuno lo sta scuoiando anche se dal pianto potrebbe sembrare (ai vicini forse), e la mamma non è scappata in costa rica

    è ora di dormire… niente di +

    io non riesco a vederci nessun male
    e nessuno dei miei figli ha pianto + di 2 sere consecutive x dire
    ma dormono tutti dalle 20 alle 8

    concordo assolutamente sul fatto che i bambini che non sanno addormentarsi sono potenziali insonni da grandi, dormire secondo me è fondamentale come nutrirsi in maniera adeguata, un bambino che dorme bene e sa addormentarsi è già indipendente

    io non amo le cose che accadono solo se… in braccio, lettone, tetta
    e se domani x qualsiasi motivo mamma e papà non ci sono? cosa fa?

    a parte che poi di solito succede che li mandi dai nonni e li le storie non le fanno?
    e allora?? ci prendono per il sedere!!! xche mi spiace dirlo ma sanno già farlo a 2 anni!!

  13. chiara scrive:

    ” Nessun bambino al mondo vuole dormire da solo nel suo letto ed è felice di ricevere un’educazione che va contro il suo istinto: è una forzatura, ne siate consce”

    ma su questa cosa non sono per niente d’accordo!!
    nessuno dei miei due bambini ha mai voluto dormire nel lettone con me quando x esempio stavano male o quando il papa non c’era!
    enrico e alberto dormono in camera insieme, ma enrico tutte le sante sere chiede di andare a dormire sul lettone in salotto di sopra anzichè in cameretta con suo fratello (si noti che vivono insieme tutto il giorno e si cercano anche quando uno sta facendo la kakka sul water!!)

    secondo me sta cosa che i bambini vogliono stare sempre appesi a noi non è vera, o quanto meno non è vera per tutti!
    beh messa così sembra davvero brutta
    io invece aggiungerei “nessuno va da lui quando dopo pappa nanna gioco coccola la giornata è finita ed è buio” … quindi non è che nessuno va da lui quindi “oddio mi hanno abbandonato” è SOLO che è notte, di notte si dorme, dorme il mondo e dormo anche io :wink:

    credo che sia come dire no alle caramelle o alle patatine fritte
    se dico no alle caramelle e si butta sul pavimento o sbatte la testa al muro è lo stesso, io la caramella mica gliela dò, sta li e finchè non smette… cavoli suoi o no?
    sul dormire per me è la stessa cosa, non muore, nessuno lo sta scuoiando anche se dal pianto potrebbe sembrare (ai vicini forse), e la mamma non è scappata in costa rica

    è ora di dormire… niente di +
    io non riesco a vederci nessun male
    e nessuno dei miei figli ha pianto + di 2 sere consecutive x dire
    ma dormono tutti dalle 20 alle 8

    concordo assolutamente sul fatto che i bambini che non sanno addormentarsi sono potenziali insonni da grandi, dormire secondo me è fondamentale come nutrirsi in maniera adeguata, un bambino che dorme bene e sa addormentarsi è già indipendente
    io non amo le cose che accadono solo se… in braccio, lettone, tetta
    e se domani x qualsiasi motivo mamma e papà non ci sono? cosa fa?
    a parte che poi di solito succede che li mandi dai nonni e li le storie non le fanno?
    e allora?? ci prendono per il sedere!!! xche mi spiace dirlo ma sanno già farlo a 2 anni!!

  14. francygabry scrive:

    Quando ho scritto “nessun bambino vuole dormire da solo” intendevo dire dalla nascita, che per istinto non ce l’hanno questo bisogno, ce lo abituiamo noi a dromire nel lettino ma non si è mai visto al mondo un neonato che esce dalla pancja della mamma ed è felice di dormire nella culla tutto solo… magari pure in una stanza buia e lontano da tutto. Questo intendevo.
    Anche mio figlio dorme da solo nel suo lettino, ce l’ho abituato rispettando i suoi tempi e senza mai lasciarlo piangere.

    Mi spiace ma non sono d’accordo con i messaggi che ho letto negli ultimi post, nessun bambino secondo me “fa i capricci”, mi fa orrore questa espressione, figuriamoci poi un bambino di 2 anni o meno.
    I bambini sanno benissimo cosa vogliono e lo chiedono: se voi avete sete di notte vi alzate e bevete, loro piangono e chiamano mamma. Se hanno bisogno del contatto fisico per addormantarsi lo chiedono, non mi pare un capriccio questo.
    Se voi chiedete insistentemente una cosa vostro marito vi dice per caso “no adesso basta, stai facendo i capricci?!?”. Un bambino non è poi tanto diverso dagli adulti ma chissà come mai con i bambini ci permettiamo delle cose che con degli adulti non faremmo mai.
    Non sono d’accordo col paragone della caramella Chiara, la mamma non è una caramella, se chiedono contatto la notte non è come volere una caramella… non mi pare siano proprio sullo stesso piano.

    Come mai siamo così pronti a correre di giorno ma la notte guai a chi fiata? Secondo voi per un bambino piccolo c’è così grande differenza tra notte e giorno?
    Se lo lasciate piangere lo state solo abituando al fatto che la notte non potrà mai contare su du voi.

    Chiara, sei stata fortunata se i tuoi bambini hanno pianto solo 2 sere, ne conosco altri che lo fanno durare mesi…
    Comunque non voglio innescare una polemica, volevo solo invitarvi a riflettere che molte decisioni che pensate di prendere per i vostri figli invece le prendete per voi stesse… sappiate accettarne poi tutte le conseguenze

  15. chiara scrive:

    “sappiate accettarne poi tutte le conseguenze”

    stai dicendo una cosa scontata, non capisco perchè continui a rimarcarla
    anche perchè, senza innescare la polemica, tu stai dando per scontato che il correre giorno e notte non porti nessuna conseguenza
    è ovvio che stiamo dibattendo di niente infondo, perchè la casistica è troppo vasta, e come detto unanimemente non esiste un manuale

    detto questo, io non corro nemmeno di giorno
    non è una questione di correre di giorno o di notte, è una questione di indipendenza, che per me prevede anche la frustrazione di piangere e non arriva nessuno
    ciò non direttamente legato al sonno, ma in generale
    io ho 3 figli che chiedono le cose, e le chiedono SUBITO
    allora i casi sono due, o loro imparano ad aspettare, o assumiamo una domestica a testa

    questo per dire che per me è il discorso nanna si applica a tutte le altre cose
    io non posso replicarmi, quindi se sto lavando l’elisabetta gli altri due aspettano, come aspetta elisabetta quando sto facendo la doccia ad alberto e via dicendo

    per me la crescita deve necessariamente passare anche attraverso la frustrazione (che prima imparano a gestire meglio è) e la noia!
    io ai miei figli insegno anche ad annoiarsi, xche è fondamentale che sappiano distrarsi da soli
    se corro di notte allora corro anche di giorno?
    e se loro chiedono io corro comunque?
    mi sfugge dove sta il limite di questa cosa nel tuo discorso

  16. chiara scrive:

    “che molte decisioni che pensate di prendere per i vostri figli invece le prendete per voi stesse”

    per me anche correre comunque è una necessità della mamma
    sono convinta che spesso si corre a fa smettere di piangere perchè è una nostra necessità
    che non ha nulla a che vedere con l’educazione

    NB ovvio che questi discorsi non hanno nessun senso su un bambino appena nato! ma dai 8/10 mesi sicuramente si

  17. giulietta scrive:

    quoto, quoto, quoto tutto quel che ha detto francygabry!!!!!
    posto che ogni bambino è un caso a sè (quindi se è felice di dormire da solo nel suo lettino, benvenga, anche se, come dice francygabry, io di bimbi così dalla nascita nn ne ho mai visti…), ritengo che il contatto con la mamma, in continuum con quanto è avvenuto x 9 mesi nella pancia, nn è un capriccio, ma un bisogno, come quello di mangiare o di bere, e soddisfarlo nn può certo far male o viziare. fino a che nn vengono “corrotti” da noi adulti, i bimbi nn fanno capricci, esprimono solo una necessità (a un bimbo di due mesi la cioccolata farebbe schifo! vuole solo il latte della mamma, perchè è l’unica cosa di cui ha bisogno x nutrirsi; a quest’età piacere e necessità coincidono): è la natura umana che ha fatto le cose in modo che mamma e bimbo siano per i primi mesi in perenne contatto; nn scordiamo che è il contatto costante che facilita l’allattamento al seno (l’unico modo pensato dalla natura x nutrire e far vivere il neonato), che il bambino ha bisogno di nutrirsi (al seno,secondo natura) anche di notte, che x far ciò mamma e bimbo devono dormire insieme. questo perchè agli albori del genere umano (e la nascita e il puerperio sono rimasti immutati da allora, perchè basati sui geni umani), un bambino che, lasciato da solo dalla mamma (di giorno e soprattutto di notte), nn avesse pianto x richiamare l’attenzione, sarebbe andato incontro a morte certa, quindi x la legge della natura sono sopravvissuti solo i + forti, ossia quelli in grado di richiamare l’attenzione della mamma: e i neonati rispondono ai loro geni, nn possono certo sapere che nel loro lettino nn gli succederà nulla o che la mamma è lì vicino o nella stanza a fianco; x loro è come trovarsi da soli nella foresta; allo stesso modo, i geni dei conigli impongono loro, contrariamente a quelli della razza umana, di nn richiamare l’attenzione, x’ la mamma coniglio lascia i cuccioli nella tana x andare a cercare cibo e se i coniglietti “facessero rumore” potrebbero attirare predatori.
    poi nn capisco x’ si ritiene che il “richiamare l’attenzione della mamma” da parte di un bambino debba avere un’accezione negativa: certo che richiama l’attenzione, ha BISOGNO della mamma!!! se noi volessimo comunicare con qualcuno e questo nn ci ascoltasse, richiameremmo la sua attenzione prepotentemente!!! x’ un bimbo nn può farlo con la persona x lui + importante???
    vebbè, abbiamo “riscatenato l’inferno” in questo post! :D
    è bellissimo condividere le proprie idee, anche e soprattutto perchè sono contrastanti!!!
    baci a tuttiiii!
    p.s.: corro a prendere in braccio la mia cucciola!!!

  18. francygabry scrive:

    qualcuno ha letto Besame mucho?

  19. giulietta scrive:

    cerrrrrrrrtooooo!! è di carlos gonzales; ho letto anche dello stesso autore “il mio bambino non mi mangia” e sulla nanna i meravigliosi “il mio bambino non mi dorme” e di W.Sears “genitori di giorno e di notte” edito da La Leche League, di cui ho letto anche “l’arte dell’allattamento materno” e giovedì all’incontro mensile prenderò anche tutte le altre pubblicazioni, stupende e fondamentali! le avessi scoperte prima!!! sinceramente io ho riscontri concreti ogni giorno con la mia pupa di quello che sostiene la Leche League e di quello che ho letto nei libri che ho citato, per cui credo che sto facendo bene, ma questo se lo sente ogni mamma e ogni mamma trova il suo metodo!

  20. francygabry scrive:

    Chiara per rispondere alle tue domande, mi riferivo a chi cerca di soddisfare in tutto e per tutto i bisogni del figlio durante il giorno ma poi quando scatta l’ora della nanna magicamente si cambia.
    Ho usato “correre” perché quando si ha un bambino o più di uno e si lavora pure, in genere è proprio una corsa sempre per riuscire a fare tutto.
    Io non ho detto che appena un bambino chiede A tac scatta la mamma con A e quando chiede B scatta subito la mamma e da B.
    Non parlo della velocità con cui si soddisfano i bisogni, che può variare ovviamente a seconda del momento e di cosa si sta facendo, ma della CERTEZZA che un bisogno sarà soddisfatto.
    Mio figlio è tranquillo e sicuro che se chiede una cosa di cui ha bisogno l’avrà (e non parlo della caramella, che comunque data ogni tanto anche quella ci vuole): per questo se gli chiedo di aspettare perché in quel momento non posso, in genere lui capisce e aspetta, non ha l’ansia del “subito”. Con le dovute eccezioni, è sempre un bambino di 2 anni e mezzo e se è stanco non ha ancora la maturità per gestire la sua stanchezza e il disagio di dover aspettare.

    Comunque io non sto giudicando nessuno, veramente non è una polemica che volevo lanciare: solo che trovo poca coerenza e poca consapevolezza nell’affermare “lo lascio piangere perché lo sto educando ed è quello di cui mio figlio ha bisogno, lo faccio per il suo bene”.

  21. annuc scrive:

    Francygabry, “che nessun bambino alla nascita voglia dormire da solo” è una tua teoria. Quando è nato Riccardo desideravo ardentemente poter dormire con lui magari nei suoi pisolini diurni…. beh non ha mai voluto. Quando lo mettevo con me nel lettone urlava e piangeva e si camlmava solo nella sua culla con mia grande frustrazione.

    “FrancyGabry ha scritto:Mi spiace ma non sono d’accordo con i messaggi che ho letto negli ultimi post, nessun bambino secondo me “fa i capricci”, mi fa orrore questa espressione, figuriamoci poi un bambino di 2 anni o meno.”
    Anche questa è una tua opinione.

    “FrancyGabry ha scritto: bambini sanno benissimo cosa vogliono e lo chiedono: se voi avete sete di notte vi alzate e bevete, loro piangono e chiamano mamma. Se hanno bisogno del contatto fisico per addormantarsi lo chiedono, non mi pare un capriccio questo.”
    Infatti sanno benissimo cosa vogliono, ma non sempre è corretto averlo. Mio figlio una notte si è svegliato dicendo pìpì; siccome lo conosco sapevo benissimo che era una bugia ma mi sono alzata comunque. Gli ho tolto il pannolino e l’ho messo sul vasino che è in camera sua in mezzo ai giochi. Non ha fatto nulla ma si è messo a giocare….. poi quando ho provato a prenderlo dicendogli “non hai fatto niente torniamo a letto” lui urlava “cacca” ma siccome sapevo che non era vero ed erano le due di notte l’ho vestito e messo a letto e se vuoi saperlo gli ho pure dato una patta sul sedere….e questi cosa sono se non capricci????? Ed io devo assecondarlo e perdere ore di sonno??????? Per cosa, perchè vuole giocare???????

    “FrancyGabry ha scritto:SE voi chiedete insistentemente una cosa vostro marito vi dice per caso “no adesso basta, stai facendo i capricci?!?”. Un bambino non è poi tanto diverso dagli adulti ma chissà come mai con i bambini ci permettiamo delle cose che con degli adulti non faremmo mai.”
    Se un adulto fa i capricci (e succede spesso) è giusto che qualcuno glielo dica…… e se vuoi saperlo mio figlio lo tratto molto meglio di un adulto proprio perchè è un bambino….. che se un adulto mi svegliava alle due di notte per giocare non mi sarei limitata a dargli una piccola patta sul sedere ma sempre con il sorriso…… ME LO SAREI MANGIATO :twisted:

    “FrancyGabry ha scritto:Come mai siamo così pronti a correre di giorno ma la notte guai a chi fiata? Secondo voi per un bambino piccolo c’è così grande differenza tra notte e giorno?”
    Io non corro neppure di giorno…… che è il principe d’egitto???????? Poi dovrà affrontare la vita vera

  22. crimartix scrive:

    Detto ciò io sono del parere che un bimbo piccolo da solo nella sua cameretta se non sia addormenta subito o se si sveglia la notte possa essere terrorizzato e se lo li lascia piangere avrà sempre più paura di essere lasciato da solo.
    Ma ripeto, io non ho quasi mai avuto bisogno di decidere se lasciarla piangere o no. E credo si che i bambini possano fare i capricci, ma certamente non prima dei 18 mesi circa.
    Poi lettino o lettone dipende da come ci si trova.
    Insomma, non credo che ci sia bisogno di continuare a discutere sulle stesse cose. Il concetto di fondo è sempre quello: ogni bambino è diverso e ogni famiglia è diversa.
    Tutti d’accordo? :D

  23. daniela scrive:

    …e ogni figlio risponde e si comporta in base alla famiglia in cui vive, quindi se stiamo bene significa che abbiamo il NOSTRO metodo giusto.

    Se stiamo male forse qualcosa non va e allora possono servire i consigli, ma sono solo consigli.
    Per fortuna non ci danno le istruzioni per l’uso….

    ps. ma quelli che si addormentano solo in auto da grandi avranno i colpi di sonno mentre guidano?
    (solo per dire che è difficile stabilire una relazione diretta tra ogni nostra scelta su di loro e il loro futuro… putroppo o per fortuna la vedo molto + complicata…)

  24. francygabry scrive:

    Io ho dato semplicemente le mie opinioni basandomi sul mio visuto e soprattutto sui libri e articoli che ho letto di pediatri e psicologi che di bambini ne hanno visti tanti ma tanti…

    Ripeto, non sto giudicando nessuno, ho solo invitato a non dire “lo faccio per lui” ma bensì a prendersi le proprie responsabilità e a dire piuttosto “lo faccio perché così voglio io”.
    Provate a documentarvi pure voi se pensate che un bambino per istinto voglia quello che gli date lasciandolo piangere o costringendolo a diventare manipolativo e a inventarsi di dover fare la pipì pur di essere ascoltato…

    Per quanto riguarda le “patte” sul sedere, anche quelle ve le ha chieste vostro figlio? Ci sono Paesi europei dove è VIETATO toccare i bambini, anche sul sedere, e spero che presto questa legge arrivi anche in Italia… già qualcosa si sta muovendo.
    Perché si va nel penale se si da uno schiaffo ad un adulto ma ai bambini si possono dare sculacciate e schiaffi?

    Comunque, mi fermo qui, visto che i miei messaggi scatenano tanta rabbia.
    Scusate se volevo dare un’opinione fuori dal coro.

  25. frau scrive:

    credo che la “zuffa” nasca dal fatto che ognuna di noi ha le idee ben chiare ma ci perdiamo nei dettagli…..cioè
    -si parla di neonati o di bambini grandi (dai 2 anni in su per esempio)?
    -si parla dell’addormentamento o degli eventuali risvegli notturni?
    -si parla di pro e contro del lettone come prassi o come soluzione d’emergenza?
    -si parla dello stare sveglie a giocare o dell’andare a vedere che succede se si svegliano e piangono facendoli riaddormentare?
    -si parla di autorevolezza e determinazione o di tentativi di sopravvivenza?
    ………………………………….

    nessun libro e nessun forum cambieranno mai quello che ciascuna di noi ” a naso” si sente di fare con i SUOI figli, loro e non altri, quei bambini, con quel carattere, in quella casa etc etc

    il mio secondo me è ancora piccolo per sperticarsi in “capricci” veri e propri (per me capriccio=bambino parac#lo) ma devo dire che

    “chiaraweb ha scritto:a parte che poi di solito succede che li mandi dai nonni e li le storie non le fanno?
    e allora?? ci prendono per il sedere!!! xche mi spiace dirlo ma sanno già farlo a 2 anni!!”

    questo lo leggo in modo positivo, nel senso che mi rende contenta vedere che il mio lettone, le mie tette e il mio maternage intenso hanno comunque portato a una certa autonomia e indipendenza, visto che non sono il presupposto unico per le nanne, anzi! Pappo si addormenta con i nonni, con mia sorella, tranquillamente e senza storie, perciò sta bene lui, sto bene io, stanno bene tutti!

    sul “paragone della caramella” come è stato chiamato, anch’io non sono d’accordo perchè penso che un conto sia un pianto per volere “qualcosa” un conto per avere “qualcuno” vicino, quando per una ragione X c’è un disagio che non fa dormire bene, che è una cosa fondamentale per la salute (ovviamente non per stare su a giocare o simili!) . Diversa è la necessità di sopportare frustrazione o noia, o di attendere il proprio turno davanti alla soddisfazione di alcuni bisogni (che ritengo fondamentale ed è anche per questo che non voglio il figlio unico), ma come già detto parliamo di bimbi più grandicelli, direi dai 18-24 mesi.

  26. laura scrive:

    con la prima figlia non sono MAI MAI riuscita a fare la ninna con lei nel lettone, eppure lo desideravo IO!! come la mettevo voleva giocare e non riusciva a prendere sonno, poi da quando è riuscita a comunicare verbalmente, mi chiedeva esplicitamente di andare nel suo letto, l’unico posto dove le piaceva dormire. Con il secondo, il terrorista, invece, impossibile farlo dormire nel suo letto, fino a un anno e mezzo solo in braccio (a me, e solo mentre camminavo); atroce. Naturalmente ci ho provato varie volte. Per il mio bene avrei fatto meglio a provare a vedere se dopo essere diventato cianotico quando provavo a metterlo nel suo lettino, poi si abituava. Ma non so, al punto del violaceo ho sempre subito desistito; avrò mancato di metodo, ma non ce l’ho fatta. A un anno è mezzo si è convinto a dormire.. nel lettone… sotto i due anni al mio ennesimo tentativo di metterlo nel suo lettino per miracolo ci è voluto restare. Ho sbagliato? ho fatto bene? Davvero, boh. So solo che non potevo fare in altro modo, ma certo col secondo figlio ho messo a dura prova la mia resistenza psicofisica, con enormi conseguenze sul mio lavoro, dove ero fragile, suscettibile e tendente al pianto improvviso. Il che quando si insegna non è proprio il top. Forse c’era un’altra soluzione, ma ora guardandomi indietro, penso che è andata bene così, sono felilce di avere trovato la forza per assecondare i miei due figli. Io credo fortemente in un ruolo educativo ma la notte non so fino a che punto si possa applicare. Come sono di notte non sono di giorno.
    Cmq è vero che non tutti i bimbi desiderano dormire con la mamma. La mia prima figlia non lo voleva, ne sono certa, il secondo invece sì.
    E sono d’accordo anche sul fatto che è un argomento troppo delicato su cui va bene confrontarsi ma senza emettere giudizi sulle scelte di altre mamme.

  27. annuc scrive:

    “FrancyGabry ha scritto:Per quanto riguarda le “patte” sul sedere, anche quelle ve le ha chieste vostro figlio? Ci sono Paesi europei dove è VIETATO toccare i bambini, anche sul sedere, e spero che presto questa legge arrivi anche in Italia… già qualcosa si sta muovendo.
    Perché si va nel penale se si da uno schiaffo ad un adulto ma ai bambini si possono dare sculacciate e schiaffi”

    E speriamo di no che di bambini maleducati, perchè le mamme non li toccano, ne siamo già pieni! Hai detto bene… “se do uno schiaffo ad un adulto”: tanto per chiarire io non ho mai dato schiaffi a mio figlio e sono contraria e infatti ho parlato di patte sul sedere. Secondo le patte sul sedere agli adulti le diamo eccome…. ma in altri modi… basta essere nel mondo del lavoro per capirlo magari si limitassero alle patte…… Per il resto anche se esce sta legge assurda…. meno male che a casa mia faccio quello che voglio. Ci mancherebbe che una legge debba dirmi come educare mio figlio, faresti meglio ad augurarti che escano leggi tutelanti la figura della mamma lavoratrice invece che è uno schifo la situazione italiana, altro che preoccuparsi di innocenti pacche sul sedere!!!!!!!

  28. rapo71 scrive:

    “FrancyGabry ha scritto:Ogni genitore è libero di fare la scelta che ritiene più giusta e sana per tutta la famiglia, solo non dite che lo fate “per il vostro bambino” o per “educarlo a dormire” perché non è asolutamente così: siate oneste con voi stesse e con chi vi legge perché lo fate per voi e solo per voi.”
    Io lo faro’ (se c’è bisogno) principalmente per mia figlia e poi per me e mio marito.
    Vi do una notizia: la bimba sono due e tre giorni che dorme quasi tutta la notte (si sveglia solo la mattina alle 5-5 e mezza e va alla grande!!), non adottando nessun tipo di metodo in particolare, “forse” l’allarme nanna è rientrato. Ieri sera aveva un po’ di febbre ma è stata ugualmente molto brava. Oggi non posso leggere tutte le risposte, ho molto da fare a lavoro, ma mi interessano….lo faro.

    “FrancyGabry ha scritto:Nessun bambino al mondo vuole dormire da solo nel suo letto ed è felice di ricevere un’educazione che va contro il suo istinto: è una forzatura, ne siate consce”
    La mia maggiore, quando è diventata + grande me l’ha proprio detto: “mamma voglio dormire nel mio letto, dormo meglio”. E comunque l’ho sempre capito perchè c’è stato un periodo (intorno ad 1-1 anno e mezzo) che stavamo tutte e due male e io non riuscivo ad avere la forsa di riportarla nel suo lettino e quindi lei rimaneva nel lettone (mio marito ronfa e quando se ‘arsa’ ma poi la mattina se lamenta), che la mattina vedevo che la bimba era poco riposata e un po’ irritata. Passata l’influenza stagionale a me e a lei mi sono rimboccata le maniche e abbiamo ricominciato con il lettino (anche se lei sembrava inizialmente contrariata). Bisogna solo abituarli …. è questo il trucco. Non serve mica farli piangere tutta la notte…..con gradazione si comincia e soprattutto mai prenderlo in braccio…..ha mangiato è pulito ha bevuto adesso si deve solo calmare ed addormentare. TUTTO QUI!

    Conosco anche un altro bimbo (adesso divenuto “grande”) che ha sempre voluto dormire da solo…..MIO MARITO…..forse mi butterebbe fuori dal letto anche a me…..
    Almeno dai racconti di mia suocera. Sembra che la grande ha ripreso da lui. Invece la piccola ha ripreso un pochino da me….io sono + coccolona.
    Anche mia sorella l’ho vista un sacco indipendente nel dormire, sin da piccola, a pensarci!!!!

  29. rapo71 scrive:

    Un ultima cosa: per me è una forzatura farli dormire nel lettone…..dopo nella maggior parte della loro vita mica dormiranno con altri due adulti nel letto. bohh!!!

  30. giulietta scrive:

    è evidente che si parla di bambini di età diverse (pochi mesi e un anno o +).
    quindi come giustamente ha detto chiara, le esigenze sono diverse…

  31. frau scrive:

    sicuramente verrà un pò contorto, ma voglio cercare di spiegare una cosa, che è un pò alla base dell’ attachment parenting -che perdonatemi ma non trovo una traduzione esaustiva-

    la teoria in soldoni è che un bambino che fa il pieno nella prima infanzia, di attenzioni, coccole, contatto fisico, attaccamento dei genitori, diventi un adulto sicuro di sè e indipendente.

    ovvero, ad esempio, i bambini che stanno nel lettone abitualmente, prima o poi manifesteranno spontaneamente il desiderio di una maggiore autonomia, chiedendo esplicitamente un letto e una cameretta tutta per loro.

    diversamente, a volte (ma NON sempre, ogni bambino è DIVERSO) il lettone diventa una specie di oggetto del desiderio, e hai quei bambini che di notte cercano di infilarcisi (come ero io, e mia sorella, messe in cameretta da sole da quando avevamo pochi mesi)

    fare in modo che il bambino faccia “il pieno” non significa avere dei genitori, e in particolare una madre, sacrificale, che corra al cospetto del principe d’egitto( :wink: )tutto il giorno e tutta la notte, senza dormire, finendo esausta e non avendo tempo nemmeno di fare pipì.
    (tra l’altro non so se siamo fortunati o è il nostro atteggiamento che rilassa il bambino, ma io tutte ‘ste corse non mi si è proprio mai posta l’occasione di farle)

    ora per spiegarmi ho usato l’esempio del lettone, ma vale un pò per tutto. La famosa schiera di persone che mettono bocca in automatico su tutto quello che fa una neomamma, sicuramente nota a tutte noi, sapete quante me ne ha dette e quante ne continua a dire sull’allattamento prolungato, il lettone, il fatto che non lo lascio praticamente mai, che sta spessissimo nella fascia, e ne potrei dire molte altre……ma mio figlio con nostra grande soddisfazione è sempre stato un bambino socievole, non mammone, che stava in braccio a tutti, ripeto si addormenta anche con nonni e zia, gioca tranquillo anche da solo,ama gli altri bambini, per cui per il momento la teoria funziona molto bene!

  32. francygabry scrive:

    Non posso che quotarti in tutto Frau! Io anche sono stata molto premiata dall’atteggiamento di mio figlio, per questo volevo dare un parere su come a volte cambiando approccio certe cose si possono risolvere alla radice… volevo aiutare ma non ci sono riuscita. Neanche io ho mai avuto bisogno di servire mio figlio come un principe… :wink:

  33. chiara scrive:

    Frau il fatto che la teoria funzioni è una supposizione, nel senso che magari funzionava anche al contrario

    e non lo sapremo mai :wink:

  34. frau scrive:

    ma certo che è una supposizione! nel senso che qui da noi funziona, quindi dato che io mi ci trovo così bene…cavallo che vince non si cambia! Poi ribadisco, credo che ogni caso sia diverso e che ogni mamma debba confrontarsi con i figli che ha e di conseguenza adotti delle soluzioni, nell’interesse di quella famiglia nel suo insieme!

    Fondamentalmente, ogni metodo è buono se funziona e soddisfa il più possibile tutti!

  35. daniela scrive:

    Infatti, era una battuta per dire che non c’è un’equazione tipo dorme nel lettone=futuro bimbo felice (dome da solo=futuro bimbo frustrato) nè dorme nel lettone=futuro bimbo mammone (dorme da solo=futuro bimbo indipendente). La relazione credo nasca all’interno di un sistema + complesso, di cui fanno parte anche le ns esigenze e il ns carattere. Certo un bimbo che si addormenta SOLO in un modo forse dà + da pensare, ma il rapporto tra scelta adottata e futuro del bambino credo non stia nella scelta in sè, ma nel come tutta la famiglia la vive…

    Per questo a me piace il metodo di chiara e piace quello di frau (vi uso come idealtipi eh… :lol: ): entrambe stanno bene e sono felici e i loro bimbi sereni. La ricetta giusta è forse capire se si è è chiara o + frau e comportarsi di conseguenza, sapendo ascoltare loro e noi.
    Io non penso che chi mette un bimbo nel lettino lo faccia solo per sè: lo fa per sè quanto chi lo tiene nel lettone perchè è + comodo o perchè le piace coccolarlo o perchè risponde alla sua idea di essere mamma.

  36. daniela scrive:

    per il sesso, bah non so se bisogna arrivare al kamasutra, di certo bisogna sviluppare l’arte di arrangiarsi se dormono in camerona!!!

  37. chiara scrive:

    Ma infatti, è giusto che ognuno trovi la sua dimensione, io sono una fanatica sopra tutto del concetto che la mamma sa sempre cosa è meglio per sè e per il proprio figlio.

    Il problema è ciò che ci circonda, quando diventi mamma vieni catapultato in una realtà nuova, e cioè quella in cui TUTTI dalla tipa che pulisce i pavimenti in ospedale, alla nurse, al pediatra, alla suocera, alla mamma, all’amica, alla fruttivendola SANNO cosa è meglio per te e per tuo figlio, loro SANNO SEMPRE xche tuo figlio piange e tu no, loro sono sicuri che tuo figlio ha le coliche, sanno xche tuo figlio fa la kakka verde… LORO SANNO … TU NO

    Questa situazione in una persona non molto sicura di sè fa vacillare e rattrappire l’istinto materno… allora poi vai dove tira il vento, ascolti tizio caio e sempronio, e vai a tentoni, nel dubbio di sbagliare accorri sempre e comunque…

    e talvolta questa situazione ti porta magari a leggere Estivill … provarci (tanto ormai hai ascoltato tutti tanto vale tentare) e “scoprire” che poi funziona.

    E’ ovvio che un libro può rivelarsi una genialata per qualcuno e per qualcun altro no… xche i genitori sono diversi e i figli anche, come si fa a trovare un metodo? non esiste… e fin qua ci siamo tutte!

    Sul discorso lettone o mica lettone, nanna o pigiama party… io penso che siano equilibri che si trovano coi figli, se poi sono equilibri che funzionano ben venga!

    Giusti o non giusti nessuno lo può dire, conseguenze o conseguenze… ciò che siamo sono le conseguenze! quindi ovvio che mio figlio sarà diverso dal figlio di Frau ecc

    Credo che si dia anche troppa importanza a ciò che noi diamo ai nostri figli adesso, io non penso che tutto quello che diciamo facciamo decidiamo adesso li renda così diversi da grandi…

    io conosco persone che hanno avuto una vita simile alla mia … e hanno svoltato in maniera completamente differente, c’e’ chi davanti a una mazzata fotonica della vita si è ribellato e chi ha taciuto ha abbassato lo sguardo ed è andato avanti.

    Per me molto di quello che siamo e saremo è instillato nella ns anima, è questione di istinto, carattere… chiamatelo come volete, ma non siamo necessariamente + sicuri perchè abbiamo dormito nel lettone o succhiato da una tetta…
    io non ho mai dormito nel lettone, mia mamma ha sempre lavorato e ho preso parecchie tirate di capelli (ah si, scusate ma io sono una che pensa che uno sculaccione ogni tanto ci sta benissimo!! altro che leggi e leggi) eppure ho una grande sicurezza di me, in 38 anni ritengo di aver fatto grandi cose e sono felice della mia vita anche se aggratiss mi ha dato poco niente…

    la sera a quest’ora i miei figli sono a letto… e io STO BENE
    tra mezz’ora mi siedo sul divano con mio marito a guardarmi Greys anatomy e quando luyi va a letto finisco di lavorare…

    forse il mondo vorrebbe farmi sentire una madre del piffero x questo, o xche non ho allattato, o xche a 15 mesi ho spedito i bambini all’asilo… ma per fortuna dopo tanti anni di “farsi benvolere” finalmente me ne infischio!

    Ho dei figli ma non per questo ho una palla al piede, non accorro quando è palese che hanno le p@lle in giostra e se si annoiano li lascio annoiare e non accorro a fare palline di pongo…
    impongo dei tempi che devono necessariamente essere i tempi di tutti

    e se non sono in corsa per migliore mamma del secolo beh… poco male!!!

    secondo me bisogna anche sentirsi liberi di essere comunque sempre se stessi anche se abbiamo dei figli

    almeno per me … E’ VITALE!!

  38. chiara scrive:

    a me dispiace sinceramente quando percepisco confusione e insicurezza, e di carattere vorrei fare o dire qualcosa per dare una direzione che secondo me può funzionare

    penso che i bambini percepiscano di più le nostre insicurezze e le nostre indecisioni o le nostre incoerenze
    avere le idee chiare è fantastico, anche se magari tra qualche anno penseremo che “forse si poteva fare diversamente”

    ecco credo che sia giusto scegliere una rotta e mantenerla, penso che il senso di sicurezza lo percepiscano e di quello si nutrano (trasmesso anche attraverso la routine delle cose ecc).

  39. barbamamma scrive:

    che bella discussione…..
    anche noi dormiamo nel lettone e alterniamo a sidebed, prima che nascesse Manu eravamo abbastanza convinti che avrebbe avuto il suo lettino. Quando è nato abbiamo avuto qualche problema di regurgito ed ero tranquilla solo a tenerlo vicino a me…..insomma il nostro inizio di sonno condiviso è stato un pò forzato dalla situazione “mamma in ansia” ma oggi siamo tutti e tre felicissimi.
    Tutti nel lettone non è la ricetta, la panacea, ma è un modo, semplicemente un sistema come un altro…

    anche io ho letto “facciamo la nanna” (non fate la nanna) e il libro della lega….
    in realtà, a mio avviso, nessuno dei due mi ha dato un “sistema”per la notte anche se sostengono (il secondo in maniera evidente) il sonno condiviso.
    A questo punto credo sia importante non condannare le mamme che mettono il loro figlio da solo in cameretta ma nemmeno dare addosso a quelle che se lo tengono beatamente nel letto, e di solito sono queste quelle che subiscono la lezione del “non te lo levi più, se vuoi un consiglio abitualo subito, che errore!” oppure ti guardano con quello sguardo come a dire bel vizio gli hai dato, brava! :evil:
    e per questo capita spesso che questa situazione del lettone venga negata o giustificata dalla mamma “dorme con me però solo perchè……”non mi è mai capitato nessuno che dicesse perchè ci piace, di solito si ammette dopo aver capito che la persona con cui parli non ti sta condannando (ma poi che glie frega agli altri????vabbè che qui come dice Chiara ce ne sarebbe da dire sui consigli non richiesti e gli interventi di mezzo mondo, anche di quello che non ha mai figliato)

    oggi che ha 14 mesi ho applicato il sidebed perchè è più grande e quindi sta un po stretto ma ogni notte mi cerca, allunga la mano sul viso o sul seno e mi trova li, io sono felice di dormire abbracciata a lui, sto bene, sono serena e lo sono anche figlio e padre (a volte gli manca e chiede di averlo in mezzo tra di noi :love )

    sono una sostenitrice del lettone, della fascia, del concetto del continuum, mi sono informata ed ho scoperto che non è un sistema delterio, per la formazione del carattere di un figlio, che dormire insieme non è da condannare, che è naturale, che nei paesi orientali è nella norma condividere la stessa stanza…..
    non si rischia di avere figli mammoni, tutt’altro

  40. julie scrive:

    camera da letto ai genitori! Bè con la nascita di Emanuele le cose sono un po’ cambiate ed ho capito che il problema principale è la sopravvivenza e la serenità di TUTTA la famiglia.
    Noi tuttora non abbiamo fatto una scelta, ovvero ogni notte è a sè.
    Inizialmente dormiva accanto al letto nella “cuccia” come la chiamavamo :lol: , ovvero la navetta, perchè avevo paura di non sentirlo. Poi ho iniziato a sentirlo un po’ troppo: ogni volta che respirava un po’ più forte, faceva un versetto o aveva uno scatto mi svegliavo

    Mio marito, alla mia ennesima crisi di pianto, ha deciso di spostarlo in camera sua e siamo riusciti ad andare avanti. C’è da precisare che fino al 4° mese circa di giorno dormiva quasi esclusivamente in braccio a me.

    Ora la sera lo mettiamo nel lettino in camera sua, gli diamo delle pacchette sul sederino, che ha un effetto ondulatorio, e lui in pochissimo tempo si addormenta. Di notte lo allatto a letto così a volte riesco ad addormentarmi con lui accanto a me. Quando mi sveglio lo porto nel suo letto perchè non riesce a dormire accanto a noi: ogni volta che mi giro, che si sposta il piumone, che il papà respira un po’ più forte (non si può dire che russa :lol: ) fa dei lamenti e alla fine si sveglia.

    A volte di notte lo lasciamo piangere un po’ nel suo letto perchè dopo 2 ore che le provi tutte, provi anche anche quella! A volte mi sento una cattiva mamma però non mi sento egoista o di agire solo per me stessa. Il benessere del bambino è legato anche al mio e a quello del suo papà e non dormire per 3 ore di seguito per più notti ha delle grandissime conseguenze :cry:

    Non so cosa succederà nei prossimi giorni o settimane o mesi ma ora la nostra priorità è dormire!!!
    Ogni famiglia cerca di fare del suo meglio e cerca di dare il meglio al proprio figlio e non tutto ciò che facciamo ora è direttamente legato a come sarà il bimbo in futuro. Io ho dormito per i primi 5 anni circa nel lettone con i miei fratelli e mia mamma e rimango cmq una persona molto insicura.

    Credo che ci vorrebbe un bel libro sul sonno scritto dalle mamme e dai papà, ci sentiremo tutti più normali!!!

  41. rapo71 scrive:

    Anch’io a volte gli do’ le pacchettine sul sederino la sera per farla dormire….oppure la faccio anche piannucolare (sembra per lei tipo una ninna nanna). Lo fa sempre di giorno e a volte la sera, quello della ninna nanna.

    Vi porto un esempio:
    conosco una famiglia composta da mamma, papa’, figlio di 6 anni e mezzo i e figlia di 3 anni e mezzo. Allora la sera la mamma nel lettone fa addormentare i pargoli (senza papa’) ma nel frattempo si addormenta lei, quindi dopo un po’ interviene il papa’ (a volte no) e porta i bimbi nei rispettivi lettini. Dopo un-due ore arriva nel lettone il primo bimbo e dopo mezz’ora circa piange l’altra (adesso gli hanno abbassato la sbarra e quindi scente da sola e va nel lettone) quindi sono di nuovo tutti e 4 nel lettone (il papa’ non riesce a dormire). Quindi a volte si ricomincia daccapo aspetta che si addormentino tutti riporta i bimbi a posto, però dopo poco si ricomincia il balletto dei letti……e quindi papa’ che fa!! va a letto del + piccolo….e forse un ora di sonno se la fa. Ora + spesso va a dormire direttamente a letto del figlio + grande da subito….così dorme tutta la notte.

    Per me questo balletto dei letti è un ammazza sonno per tutti (forse tranne la mamma)….i bimbi non riescono a dormire se non nel lettone, e per me sono già grandicelli per fare ancora sta cosa. Non vi sembra? :roll:

    Apposta dico: cercate di abituarlo al SUO di lettino….oppure ve lo ritroverete in mezzo anche a 12 anni…e poi se sono due o +?
    Se esistessero dei letti a 4 o + piazze!!!!????

  42. annuc scrive:

    Putroppo io, nonostante Riccardo abbia dormito da subito nella sua culla in camera sua, mi sono ritrovata Riccardo a due anni nel lettone……. :( Devo dire che per ora non si parla di tirarlo via, spero che con il tempo vorrà tornarci lui. L’omeopata alla quale mi ero rivolta perchè mi prescrivesse dei fiori di bach per farlo tornare nel lettino, mi ha detto di stare tranquilla che se Riccardo ha già dimostrato di dormire da solo per due anni, quando sarà il momento giusto ci tornerà. Mi chiedo solo quando sarà questo momento giusto……. intanto i fiori di bach non me li ha voluti prescivere e mi ha detto che sse Ricc è nel lettone in fondo è perchè lo voglio io……. :oops:

  43. frau scrive:

    certo penso che così sia moolto faticoso…ora non conosco i dettagli di questa famiglia, ma trovo qualcosa di sbagliato nel fatto che la mamma da sola metta a letto tutti e poi il papà arrivi e li sposti..così come che si debba mettere nel letto del figlio..conosco anch’io una coppia che non dorme più insieme da quando sono nate le figlie (oggi 7 e 4 anni, lettone con mamma) ma è chiaro che ci sono dei problemi proprio tra loro 2! anche perchè come ho già scritto i genitori devono scegliere una linea comune, anche sulla nanna, soprattutto su lettone o non lettone. Mio marito ci dorme bene e se lo mette nel letto anche da solo, ma se ad esempio avesse avuto difficoltà io con tutto il mio attachment avrei cercato una modalità diversa, ad esempio il sidebed.
    il mega lettone…..è un progetto a cui stiamo pensando

  44. frau scrive:

    sinceramente non credo che esistano dei rimedi, omeopatici, di bach, o di qualunque altro tipo che facciano tornare il bimbo nel lettino…e credo che tutto quello che succede nella vita di un bambino piccolo dipenda da noi genitori.. è chiaro che devi trovare tu la vostra soluzione, soppesare i pro e i contro dello stato attuale delle cose…per tirare acqua al mulino della mia “teoria” potrei dire che ha bisogno ora di fare quel “pieno” che non ha fatto prima, ma è solo una teoria e magari è sbagliata.

  45. ladytachina scrive:

    Premesso che, come avete detto tutte, il miglior metodo è quello che calza alla perfezione per noi e che quindi ci rende felici…vi dico la mia.

    Per le prime 2 settimane Ginevra ha dormito una notte si e uno no SU DI ME, sul mio petto, era l’unico modo per farla dormire e per dormire anche noi. Mi mettevo nel mezzo del letto con i cuscini da un lato e mio marito dall’altro, mezza sdraiata e così rimanevo sino al mattino, lei non si è mai mossa di un millimetro.

    Poi abbiamo iniziato a lasciarla nella carrozzina e si è sempre fatta le sue orette di nanna, intervallate dalle poppate.
    Il problema per noi era l’addormentamento..una tragedia.
    Passeggiavo, anche mio marito eh (ma meno :grr ) per la casa, a volte anche 1 ora e poi giù nel lettino, e questo ogni volta che doveva dormire . Di giorno però non appena toccava il lettino spalancava gli occhietti e l’unico modo per farla riposare era tenersela in braccio oppure uscire a passeggio.

    Verso i 2 mesi e mezzo ho iniziato ad avere mal di schiena e ho detto basta, si cambia!
    Ho iniziato piano piano e c’è voluto 1 mese, si 1 mese. E’ stata dura e lunga ma ce l’abbiamo fatta.
    Certo ci sono periodi in cui non ne vuole sapere e appena la metti giù strilla, e allora con calma stiamo lì con lei e poi usciamo e se piange rientriamo, poi passa. In linea di massima si è abituata.

    Diciamo ch eil cambiamento c’è stato anche dandole degli orarai abbastanza fissi per la sveglia al mattino (vabbè la domenica :mrgreen: ), il riposino la pappa e la nanna la sera, soprattutto quella.
    Quando arrivo a casa sono stanca e con mille faccende da fare e alle 20.30 si va a nanna.
    Certo capita che si esce e si ritarda ma cerco sempre di rispettare gli orari, e ci troviamo bene.

    Ovviamente le critiche da parte di tutto il parentame sono arrivate subito ed è stata dura soprattutto con loro e con mio marito (che non ne era convinto) far capire l’importanza di orari da rispettare e l’addormentarsi da sola.
    Poi hanno capito e la suocera nemmeno tanto tempo fa mi ha fatto i complimenti.

  46. rapo71 scrive:

    So che forse potrei risultare antipatica perchè cerco di dare i soliti “consigli” e so quanto siamo immerse da parentame e conoscenti che danno consigli. Ma lo ripeto: non aspettate il mal di schiena….o altro….cercate di abituarlo “quasi” da subito ad addormentarsi al Suo di lettino. Dico quasi perchè penso che è ovvio i mesi di allattamento “selvaggio” (quello ogni 3 ore o meno) è quasi impossibile di notte farlo dormire sempre nel SUO di lettino.
    ladytachina 6 un mito !!!! nonostante il parere contrario di tutti hai tenuto il punto per un mese e anche adesso. Volere è potere!!!!! Se si vuole si puo’ fare!!!!
    Comunque le cose vadano il parentame ha sempre da ridire….sempre….e perchè qua e perchè la’……..io faccio l’indifferente e faccio come me pare……così è successo anche con i lavabili…..e che puzza e non è igenico e che schifo la cacca.

    Le gocce omeopatiche per farlo dormire l’ha sperimentate sul primo figlio anche la signora del mio racconto (quella che si addormenta nel lettone) e non sono servite a un tubo, come anche la camomilla tutte le sere.
    Il mio parere sul menage familiare della suddetta signora e che la favoletta per farli addormentare si legge nella stanza dei bimbi che stanno sotto le coperte proprie, non nel lettone, soprattutto a quell’eta. Il bambino si deve addormentare nel suo lettino…

  47. crimartix scrive:

    verso i due anni anche Martina ha avuto un periodaccio? In realtà era un pochino più avanti, avrà avuto circa 26 mesi e guarda caso è coinciso con l’inserimento al nido. Proprio lei che ha sempre dormito e si è sempre addormentata da sola, non solo strillava appena la lasciavo nel lettino (prima, dopo tutto il rituale libro, ninna-nanna bacini ecc, la mettevo giù e me ne andavo e chiudevo pure la porta :shock: ), ma la notte si svegliava urlando molto spesso. Lì per lì è stato un incubo, poi si è rivelata una fase passeggera (al max un paio di mesi direi). Il problema dell’addormentamento lo abbiamo risolto lasciando la porta aperta, mettendo una mini-lucina da notte (era la mia 8) ed è davvero fioca), aspettando vicino alla porta qualche minuto e poi tornando ogni tanto se aveva bisogno di essere tranquillizzata. Per i risvegli invece ci è voluta TANTA determinazione e un paio di volte è finita nel lettone anche lei… in genere cercavo di non prenderla in braccio altrimenti addio, ma di calmarla con carezze e paroline e poi toccava aspettare che si riaddormentasse. In genere cercavo di aspettare vicino alla porta e dopo qualche minuto tentavo la fuga, ma spesso se ne accorgeva e si ricominciava da capo… a volte tutta la tiritera durava anche mezz’ora :cry non vi dico che fatica tenere gli occhi aperti! Non ho mai pensato di lasciarla piangere perché si vedeva che era proprio TERRORIZZATA, non so se da incubi o da altre paure, quindi non volevo peggiorare la situazione. In tutto ciò va detto che io non lavoro, quindi anche se il giorno ero un po’ di fuori tutt’al più rischiavo si bruciare il pranzo e niente di peggio. La situazione poi è rientrata da sé e l’unico strascico rimasto è la lucina e dover restare un paio di minuti accanto alla porta prima di andare via.

  48. EquAzioni scrive:

    vorrei solo far presente a tutti quelli che sono intervenuti che l’oggetto di discussione si è leggermente spostato….
    io ho lanciato questa discussione per sapere che ne pensavate del “metodo” estivill
    siamo tutti d’accordo che ogni bambino, ogni famiglia, ogni contesto.. sono a se
    e ognuno adotterà le soluzioni (che non stan scritte su nessun libro, tanto meno su quello di estivill) che riterrà migliori
    il punto è: siamo diventati genitori? ok, accettiamolo, diventiamo responsabili e, che cavolo, se nostro figlio piange non ci arrendiamo subito pensando che prima della gravidanza eravamo abituati a dormire 10 ore filate….
    il metodo estivill non insegna al bambino a dormire, insegna al bambino ad arrendersi, ad accettare che la mamma e il papà non torneranno anche se lui li sta chiamando….
    e da quando vorremmo cominciare? estivill parla dei 6 mesi (e non prima, chiediamoci il x’), ma lascia intendere che come ogni cosa se si anticipa non può far male a nessuno
    c’è una grande differenza nel affrontare un simile metodo con un bimbo di 6 mesi o di 6 anni!
    ma estivill mette tutto sotto lo stesso….letto :lol:
    sembra che i bambini nascano furbi, perfidi e strateghi….altro che con la camicia!
    dunque, per concludere io sono assolutamente contraria all’estivill
    detto questo io preferisco che mio figlio dorma nel suo letto. anche se capita, a volte, che dorma nel lettone.
    i bambini sono abitudinari, bè, creiamo delle belle abitudini. una storia? ok, non saranno 10, ma 1. prima di iniziare a leggerla ricordiamogli che dopo quella storia si fa la nanna. e poi si va.
    conosco troppe persone che hanno applicato l’estivill
    una sola di queste ha avuto la mia “approvazione”. so da quanto tempo non dormiva. so quanto abbia provato, quanto ce l’abbia messa tutta. ma la sua situazione al di fuori dalle mura domestiche non era decisamente dalla sua. non ce la faceva davvero +, era uno straccio. e così, con le lacrime agli occhi, mi ha detto di averlo fatto
    ora si addormenta però sempre accanto a suo figlio.
    nessuna delle altre persone ha fatto invece molti tentativi….mi han raccontato appunto che prima erano abituati a dormire di + e che “si sa che i bambini devono farsi i polmoni”…..
    aaaaahhhhhhhh
    passo e chiudo.
    francesca

  49. CloseTheDoor scrive:

    Grazie di questo post, che dice molto meglio di me quello che penso di questo test-icolo (scusate).

    A me un’amica ha regalato il libro di Estivill quando ero incinta, ma non riesco a credere che lo abbia mai letto. Mi sono venuti i capelli dritti quando ho visto come dipinge i bambini, e mi sono convinta che puo’ far presa solo su un genitore esasperato e che *non ha il più piccolo ricordo di sé bambino*.

    Ho cercato di documentarmi e ho letto che Estivill, oltre che paragonare i bambini a degli spremiagrumi per cui ci vuole il libretto d’istruzioni (=il suo “metodo” per dormire) , non è un pediatra e non ha fatto altro che plagiare Richard Ferber, conosciuto per l’omonimo “Ferber method” tanto in voga quanto contestato in America. Già così basterebbe.
    Poi però ho scoperto che Richard Ferber si è sentito in dovere di rivedere le proprie posizioni, e mettere in chiaro che NON è favorevole a lasciare i bambini da soli al buio a piangere e vomitare, e che è diventato molto più elastico rispetto per esempio al dormire tutti nel lettone…
    Poi, avete notato che sulla copertina di “Fate la nanna” il bambino che dorme si trova sul petto del papà? Con una sola immagine si nega tutto il contenuto del libro.

    In realtà credo che il “metodo Estivill” sia una specie di scorciatoia psicologica per i genitori per “lasciar piangere il bambino”. Che può essere legittimo, se si pensa che stia facendo i capricci, ma allora chiamiamo le cose col loro nome: mio figlio fa i capricci e io lo lascio piangere.

    Più in generale, per me è demenziale l’idea di un metodo “a prescindere” che va bene sempre uguale dai 6 mesi ai 5 anni (Estivill, p. 61). Mi sa tanto di “guida per ammaestrare un dobermann”.

    Possiamo nominare delle alternative? Elizabeth Pantley, Tracy Hogg, T Berry Brazelton. Ecco, tutto ma non Estivill. Piuttosto andiamo a vedere l’originale plagiato, Ferber. Avremo almeno la garanzia che ha avuto l’onestà intellettuale di cambiare idea!

  50. mirco scrive:

    La mia esperienza è la seguente: Francesco, il mio primo bimbo ha sempre fatto fatica a dormire; essendo il primo si usavano tutti i metodi che a noi sembravano migliori: prendergli la mano ficnhé si addormentava, sdraiarsi con lui nel lettino per non lasciarlo solo, farlo addormentare cullandolo e così via. Risultato? ancora adesso che ha 8 anni fa fatica a prendere sonno da solo nel letto, preferendo addormentarsi con noi sul divano e di notte, sebbene dorma fino al mattino, dorme ma non riposa. Quando è nata Chiara, 3 anni dopo ci è stato proposto questo libricino: abbiamo provato a mettere in pratica questi consigli… Beh, vi dico che in 4-5 giorni la bimba ha cominciato a dormire da sola, ancora adesso, che ha 5 anni, anche se di notte si alza e ci viene a chiamare per fare la pipì, al mattino non solo ha dormito, ma assapora il gusto del riposo e affronta la giornata in maniera molto più serena e meno ansiosa. Ora, circa 4 mesi fa è nato Giovanni: vedendo la differenza dei due metodi non abbiamo avuo dubbi su cosa fare e da una settimana stiamo adottando il metodo del libro “Fate la nanna”. Abbiamo il tempo di una giornata per coccolarci e goderci i nostri bambini, dalla pausa pranzo alla sera: perché privarli del meritato riposo, non del sonno, del riposo? In fin dei conti, il libro non dice di lasciarli soli a piangere in una stanza buia fino allo sfinimento; c’è tutto un percorso e un metodo da seguire per arrivare all’obiettivo. Allo stesso modo, mai dire di no ai nostri bimbi, altrimenti iniziano a piangere, strillare, singhiozzare… ed è da crudeli lasciare che un bambino pianga… A me, a noi è servito tantissimo, e anche se non lo regaliamo, lo consigliamo. Poi ognuno è libero di scgegliere il modo migliore per far crescere i propri figli.

    • EquAzioni scrive:

      @Mirco e Michela:
      Il fatto non è se funziona o no l’estivill. Certo che funziona. Chiunque si arrenderebbe dopo 5 notti di pianti inascoltati… Ma cosi non si insegna a dormire, si insegna ad arrendersi e a cedere. E’ un po come l’educazione autoritaria e/o violenta. i bambini alla fine rigano dritto, ma mica perchè hanno imparato ad essere buoni. solo perchè hanno imparato a reprimersi, ad arrendersi e a sottomettersi al potere.
      non èil vostro caso. si vede da come raccontate della vostra esperienza, non c’è l’arroganza di chi è convinto che ilbambino strumentalizzi l’adulto nè l’indifferenza di chi pensa che un po di pianti non hanno fatto mai male a nessuno.
      il problema principale sono gli effetti che il metodo potrebbe avere e che non sono documentati.
      il problema è che estivil afferma che il suo metodo è provato al 99% e quell’uno per cento non ha funzionato perchè il bambino aveva altri problemi – ahah.. ma questo lo scoprio dopo però… e cosi ai problemi relazionali psicologici che gia aveva ilbambino si sommano quelli causati dall’abbandono da estivill?!=
      il problema è, come linkato da altre commentatrici, che uno studio di questo tipo dovrebbe essere supportato da statistiche e documentazioni, gruppi di controllo e quant’altro e invece riguardo a estivil non c’è alcun tipo di documentazione in giro. ed in effetti pare strano che un libro cosi non abbia uno straccio di bibliografia o note a margine con dati statistici e riferimenti di sorta…

      • Chiara scrive:

        Io non credo che il bambino si arrenda dopo aver pianto nel letto e che quindi è per questo che la 3°, 4°, 5° volta o quello che è si addormenta e basta perché ha capito l’equazione io piango=i genitori non mi vengono incontro, non mi aiutano.
        Seguendo questo ragionamento, allora il bimbo non dovrebbe più piangere per tutta la sua vita quando ci sono i genitori: né quando ha fame, né quando ha bisogno di coccole, né quando si annoia.Mai. Tanto ormai ha capito…

        Non mi torna molto. Credo piuttosto che il metodo funzioni per un altro motivo. I bimbi seguono le emozioni e le sensazioni più che i pensieri. La 1° volta, secondo me, piangono perché probabilmente hanno paura (paura di rimanere soli, paura di staccarsi dalla mamma o comunque disagio, come gli animali, del resto, che non dormono mai pesantemente in quanto troppo pericoloso). La 2° volta la paura ritorna ma forse non come la 1° volta. I bambini hanno iniziato probabilmente a familiarizzare con il lettino e iniziano a capire che lì dentro, anche se sono soli, non gli succede nulla. Una volta che trovano la sicurezza necessaria si addormentano e basta.

        Puó essere?

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