Per favore, non regalate: “Fate la nanna”

fate-la-nannaFate la nanna – il semplice metodo che vi insegna a risolvere per sempre l’insonnia del vostro bimbo
Eduard Estivill – Sylvia de Bèjar
Ed. Mandragora 1999
116 pg  € 8

Poco più di 16 mesi fa  mentre eravamo in libreria a fare le nostre solite scorte periodiche, abbiamo incontrato una conoscente e ci siamo fermati a fare quattro chiacchiere. Inevitabilmente il discorso è caduto sul parto imminente e sugli stravolgimenti che l’arrivo di un bimbo avrebbe portato nelle nostre vite.   Ci trovavamo nel reparto Pedagogia e Libri per bambini, proprio davanti ad una pila di “Fate la nanna” e questa conoscente, vedendolo ne ha subito presa in mano una copia, dicendo che ce l’avrebbe regalata perchè bellissimo ed utilissimo.  Nel frattempo, alle sue spalle una ragazza, che si è poi presentata come una educatrice di nido, ci lanciava occhiatacce e segni di diniego riguardo al libro in questione, che riteneva agghiacciante e deleterio.  Alla fine nell’imbarazzo generale (anche noi avevamo sentito parlare, e male, di Estivill) , il libro  è stato riposto nel suo scaffale…

Ora a distanza di 15 mesi dalla nascita di Ale, dopo 8 mesi fantastici in cui Ale ha dormito 12 ore filate, e altri 7 un pò discontinui per via di piccoli malanni, dentini e soprattutto per via della pipì notturna, ci è capitato di trovare in un negozio di libri usati i due libri di Estivill (questo e Dormi, bambino dormi),  dottore spagnolo di una clinica del sonno, che ha elaborato un suo metodo per risolvere il problema dell’insonnia di molte famiglie.  All’inizio eravamo decisi di non comprarli, ma alla fine, come è nostra consuetudine,  abbiamo preferito spendere pochi euro per documentarci su  questo fatidico e terribile metodo ed poterci fare una opinione nostra e non solo per sentito dire.

Ebbene,  il libro,  che si legge in poche ore, consiste in  piccoli consigli per aiutare i genitori ad insegnare ai propri bambini a dormire come si deve.   Dire che è un concentrato di  crudeltà nei confronti nei piccoli, non gli renderebbe giustizia, perchè in realtà alcuni aspetti toccati da Estivill non sono poi cosi campati per aria e in fin dei conti, in linea di principio, se proprio vogliamo, solo su alcuni consigli gli si potrebbe anche dare ragione…  In effetti i presupposti da cui parte Estivill possono essere anche giusti,  anche se non tutti del tutto condivisibili, sono le conclusioni a cui arriva,  e le pratiche che consiglia a essere del tutto sbagliate!

Il problema è il concetto di fondo che Estivill ha dei bambini, e cioè che sono degli esseri subdoli, manipolatori, furbi e in grado di usare ogni arma a loro disposizione per piegare la volontà dei loro genitori e costringerli a sottostare ad  ogni  loro esigenza o vizio. Ecco quindi che il  pianto, la sete, la paura, l’enuresi,  il vomito sono tutti mezzucci della piccola peste,  che fanno parte del suo spettacolino notturno per costringere i suoi genitori a portarlo nel lettone o a dormire a fianco a lui!!

Torneremo su questo argomento  in un post specifico e dedicato al metodo Estivill al termine della lettura anche del secondo libro, che contrariamente a questo assume la forma di una vera e propria mini-guida. Questo invece è un piccolo manuale, un libro rivolto ai genitori, per liberarli da qualunque senso di colpa e farli applicare al metodo in modo rigido e insensibile, un libro infarcito testimonianze di numerose coppie ed esempietti in cui Paolini, Camille e Cesarini sono costretti a passare la notte al buio con la sola compagnia di peluche chiamati Dodo o Pippo, ciucciotti e giostrine...  Insomma un tono estremamente colloquiale, che spinge all’immedesimazione,  in grado di far molta presa in genitori disperati, ma che mi è risultato particolarmente fastidioso.

Se volete leggerlo, fate pure, in fin dei conti è una lettura che a suo modo può risultare istruttiva, ma per favore non regalatelo – quando si ha a che fare con la psiche umana,  e ancora di più con i bambini, non esistono semplici metodi che risolveranno per sempre i problemi

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51 Responses so far »

  1. 1

    DésiréeNo Gravatar said,

    settembre 21, 2009 @ 14:20

    Io ho comprato questo libro quando Ale aveva pochi mesi, non mi ero informata prima su questo genere di letture e quindi non ne avevo sentito ancora parlare, semplicemente l’ho visto sullo scaffale e l’ho preso, visto che l’argomento inevitabilmente mi toccava. Devo dire che il rapporto del mio cicciolo con il sonno non era così tremendo ma capitano dei periodi in cui questo rapporto può cambiare per vari motivi e allora eravamo nel pieno di uno di questi periodi e leggendo il libro pensavo che qualcosa poteva anche servirmi. Però mi sono accorta subito che l’approccio non era giusto. Già voi l’avete spiegato benissimo, i bimbi sono molto più complessi di come Estivill li descrive!!!!!!

  2. 2

    GloriaNo Gravatar said,

    settembre 21, 2009 @ 21:15

    Io, come voi, ero decisa a non comprarlo… Così, nell’ordine, ho comprato “Besame Mucho” di Carlos Gonzales, e “Facciamo la nanna” della fantastica Grazia Honegger Fresco. Ultimo, “Fai la nanna, bastardo” di “Ron Biber”, un libretto scherzoso, giusto per chiudere il cerchio. Mi riconosco moltissimo nei primi due libri, e anche con la mia prima bimba, dietro consiglio di tanti (lasciala piangere, si fa i polmoni, etc…) non riuscivo ad applicare questi metodi crudeli. Entrambi i libri in diversi punti citavano il famosissimo “Fate la nanna”, anche con toni non proprio dolci.

    Così, nonostante fossi certa che non avrei approvato il metodo, un giorno me lo sono trovato sotto le mani in libreria e alla fine l’ho comprato, perché volevo “leggere con i miei occhi” certe affermazioni, estrapolate dal metodo. Devo ammettere, però, che non sono riuscita a leggerlo tutto. Troppo crudele, troppo inapplicabile, assolutamente incompatibile con l’allattamento prolungato e le tante coccole che mi sono goduta con la prima bimba (che tuttora a due anni e mezzo si sveglia la notte) e mi sto godendo ora con la seconda, ancora così indifesa a 9 mesi da non poter essere lontanamente (almeno ai miei occhi) associata alle figure di bimbo che descrive Estivill.

    Insomma, di tutto questo l’unica riflessione certa è che mi spiace di aver contribuito ad arricchire Estivill…

  3. 3

    LindaNo Gravatar said,

    settembre 22, 2009 @ 08:29

    Non ho mai avuto di vedere sugli scaffali il libro fate la nanna, forse perchè di rado riesco a rimanere più di 10 minuti in libreria (di solito finisco nello scaffale bimbi a vedere la pimpa) però da quello che ho potuto leggere nei post dei molti blogger, questo metodo proprio non si può applicare a chi cerca ogni giorno di capire il proprio figlio.
    Il mio piccolo non ha mai dormito con noi nel lettone, di notti brutte le ha fatte ma sempre con un genitore che lo teneva in braccio o che lo consolava. Sono dell’idea che un bambino ascoltato e coccolato cresca sereno e in armonia con il resto della famiglia.
    Se mi capiterà di vedere questo libro forse non lo comprerò, ma di sicuro per curiosità lo guarderò almeno per rendermi conto di persona cosa insegna.

  4. 4

    AndreaNo Gravatar said,

    settembre 22, 2009 @ 10:42

    Tullia, 9 mesi, ha sempre dormito con noi nel lettone, in questo modo non abbiamo mai perso una notte – talvolta ha un sonno un po’ agitato, ma talvolta anche noi lo abbiamo, specie se si è mangiato pesante…;-)

    Non abbiamo letto molto in proposito, e certo abbiamo evitato e sconsigliato il metodo di sto’ pazzo (btw, di scientifico il metodo non ha alcunchè, e le pubblicazioni scientifiche del suo autore, visionabili su PubMed http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/, certo non lo indicano come esperto universalmente conosciuto in materia). Quel che abbiamo fatto è trarre insegnamento dal comportamento che altri mammiferi adottano nelle cure parentali: mai nessuno ha avuto una gatta o una cagna? si potrebbeimparare da loro… ve li vedete portare i loro cuccioli nella stanza accanto per “ritirarli” dopo 8 ore?

    Eppure pare sia quel che fanno molte bestie umane, senz’ombra di dubbio quidate dalla scienza…;-)

    ciao ciao

  5. 5

    kikiNo Gravatar said,

    settembre 22, 2009 @ 19:14

    Teresa da quando è nata dorme con noi, l’ho allattata fino a due anni e spesso anche la notte, tra le sei e le sette di solito. Teresa ha sempre dormito 12 ore, io mi sono sempre sentita serena ad averla sotto controllo.La soluzione per noi ideale è futon leggermente rialzato e lettino attaccato al nostro, materassi alla stessa altezza.

  6. 6

    DorisNo Gravatar said,

    settembre 24, 2009 @ 13:13

    Veronica, ormai 16 mesi, dorme nel lettino di fianco a noi….ma di notte vuole poppare… cosa c’è di meglio portarla nel lettone e continuare a dormire ascoltando la sua gratitudine? Per lei è rassicurante e per me… riposante…. sono d’accordo con kiki.. ho anch’io il futon… conodo… viva Carlos Gonzales…

  7. 7

    EquAzioniNo Gravatar said,

    settembre 27, 2009 @ 13:29

    Besame Mucho non l’abbiamo ancora letto ma contiamo di farlo al più presto visto che ne abbiamo sentito parlare da tantissimi in modo entusiasta. Fai la nanna bastardo volevo regalarmelo quando la Frà era in cinta, poi però non mi è capitato di rivederlo sugli scaffali e mi è passato di mente.
    Si Estivil è crudele ma temo che per molti sia tutt’altro che inapplicabile, in fondo, è molto più comodo rimanere “sordi” alle richieste di aiuto e alle esigenze dei nostri bambini piuttosto che star loro vicini ed aiutarli. Di certo è un qualcosa di inconcepibile per noi.
    non ti preoccupare di aver arricchito Estivil, l’importante è riuscire a fargli abbastanza cattiva pubblicità!
    (ho visto che anche tu sei Web developer! ti ho scritto in Linkedin) ciao, Davide

  8. 8

    MichelaNo Gravatar said,

    ottobre 22, 2009 @ 22:49

    Può essere interpretatom crudele,
    ma vi assicuro che il metodo funziona eccome….
    Io ho trascorso 8 mesi in cui Marco, il mio secondo figlio, non dormiva mai e piangeva sempre.
    Ero anch’io contraria al metodo specialmente dopo averne sentito parlare da gente che diceva che devi lasciare il bimbo piangere sfinito…
    Beh…i piccoli non vengono abbandonati, ma ogni 3 minuti per la prima sera si torna da loro per tranquillizzarli, parlandogli con voce tranquilla e serena, in modo che si sentano comunque amati e non abbandonati.
    Vi posso assicurare che dopo 8 mesi di non dormire mai e averlo sempre in braccio, la prima sera mi sono armata di coraggio e ogni 3 minuti tornavo in cameretta dal piccolo, che si calmava, e in questo modo ha smesso di piangere e in un’ora, senza grandi tragedie, ha preso sonno da solo, senza vomito o altre schifezze che vengono descritte da tanti genitori che forse non hanno mai letto il libro fino in fondo o trascorso notti e giorni, per mesi, completamente insonni, ha dormito tutta la notte e il giorno dopo sembrava un’altro perchè era finalmente riuscito a riposare, da quella sera alle 08.30 inizia a chiedere di andare a letto, in qualche minuto si addormenta senza pianti o capricci.
    Tra l’altro, forse non lo sapete, ma se sentite qualche persona che si occupa di psicopedagogia o anche il vostro pediatra, vi potrà spiegare che durante la notte abbiamo tutti, compresi i nostri bimbi, dei brevi risvegli e se ci accorgessimo di non essere nella stessa situazione di quando ci siamo addormentati ci spaventeremo a morte…..
    P.s. Amamma che dice di sentirsi appagata a cullare la propria figlia do perfettamente ragione, anche io con la prima l’ho sempre fatto ma lei è sempre stata una bimba che ha dormito.
    Ripeto, auguro a nessuno di avere il problema dei bimbi che non dormono ed essere costretti ad usare questo metodo, che può sembrare crudele, ma vi assicuro che in casi estremi ( ripeto solo in casi estremi) serve.

  9. 9

    EquAzioniNo Gravatar said,

    ottobre 22, 2009 @ 23:04

    Ciao Michela. grazie per il tuo commento.
    Il fatto che funzioni non ne può giustificare la crudeltà…
    Ma assolutamente come dici tu, in casi estremi, quando si ha gia provato di tutto e non ce la si fa proprio più, il tentativo lo si può anche fare.
    io non mi sento di giudicare nessuno se non coloro che pretendono di educare e crescere un bambino seguendo dei manualetti e perdipiu interpretandolo a proprio modo e seguendo solo le regole che fanno comodo (mi riferisco proprio al farlo piangere all’infinito piuttosto che tornare ogni 3 minuti).
    Indubbiamente dormire bene serve anche ai bambini, quindi dopo svariati mesi di insonnia infantile forse può essere meglio strillare per qualche ora ma poi prendere l’abitudine a farsi un buon sonno.
    e assolutamente, piuttosto che correre il rischio di farsi e fare del male al bambino (perchè è assolutamente vero che mesi di insonnia + strilla disperate) possano condurre a “tentazioni omicide”) puo valerne la pena.
    Pero sinceramente spererei di trovare altre strade.

  10. 10

    frauNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:17

    ciao!
    me ne avevano parlato quando ero incinta, l’ho sfogliato appena in libreria e ho deciso che per carità nn lo avrei mai comprato!
    sostanzialmente l’approccio lasciar-piangere-non-intervenire a tutti i costi mi sembra allucinante e anche antiquato. io sono una mamma molto attaccata, sono dell’idea che i bambini piccoli (e intendo 0-3) non siano tenuti a “industriarsi” a fare a meno dei genitori in dei momenti normalissimi come ad esempio addormentarsi..chi di noi non voleva i genitori al fianco? che poi ci si riesca è un’altro discorso, che a volte possa essere necessario ci può stare,ma come regola io sono proprio contraria!!!poi nel libro ci sono definizioni assurde,come “il trattamento” dei bambini col metodo, e altre regole fisse ad esempio sulle poppate…per me senza senso!

  11. 11

    kandyNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:19

    io l’ho letto e applicato :D e devo dire che la mia bimba di tre mesi dorme da due nella sua cameretta,nel suo lettino al buio da sola.
    non è stato poi così traumatico,niente scene terribili e niente pianti,solo un’abitudine come le altre.
    trovo sia giusto abituarli sino da piccini, senza per questo fargli mancare niente,anzi coccole a non finire,crescono così in fretta!

  12. 12

    rufuNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:19

    letto e applicato con tommi quando aveva circa un anno e mezzo, dopo un anno e mezzo che NON DORMIVAMO in tre.
    l’ho un po’ modificato perchè certe cose mi sembravano dure.
    tommaso ha imparato a riprendere sonno ai risvegli, tutto qui, senza urlare tutte le volte che si svegliava.

    secondo me è un fatto soggettivo, conosco tante mamme che passano la notte sveglie, io sinceramente non ci riesco.

  13. 13

    EquAzioniNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:24

    ciao a tutti
    per dare più punti di vista sull’argomento ci tengo a riportare alcuni commenti che sono nati da una discussione da me proposta riguardo a questo libro sul forum di ecobaby
    molte altre mamme hanno letto e applicato il metodo in modo soddisfacente: queste le loro esperienze.
    che ne pensate?

  14. 14

    crocettinaNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:30

    E’ stato la mia salvezza!!! Ho applicato il metodo da fine luglio quando siamo tornati da una vacanza allucinante perchè lei di notte non dormiva e voleva sempre stare attaccata alla tetta anche se poi la usava solo come ciuccio e non perchè aveva fame (ma era già da un pò che faceva così). La prima sera è stato traumatico per entrambe, tanto che mi sono chiesta se valeva la pena continuare, ho deciso per il sì e adesso lei si addormenta da sola, alla sera e al pomeriggio, nel suo lettino o dai nonni (che la dovranno curare quando io sarò al lavoro) e non si sveglia più la notte, o almeno se lo fa si riaddormenta da sola. So che molti pensano che sia un metodo brutale, ma io non avevo scelta, ero proprio arrivata alla frutta e dovevo fare qualcosa se non volevo entrare a far parte della categoria delle madri infanticide che fanno del male ai figli perchè non li soportano più.

  15. 15

    chiaraNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:32

    Io l’ho letto molto tardi, e cioè dopo aver fatto 2 figli, so che ho riso da matti, xche certe cose che diceva erano troppo divertenti.

    Secondo me c’e’ da dire che le persone si aspettano troppo da un libro sui bambini, personalmente ho sempre letto molto poco sulla puericultura anche quando ero in gravidanza, xche mi fa ridere pensare che ci sia gente che si sente eletta a un tale livello da poter dare consigli, spesso sono solo sproloqui soggettivi.

    Estivill l’ho letto perchè ne avevo tanto sentito parlare e quando dicevo che i miei figli dormivano tutta la notte e anche al pomeriggio tutti mi chiedevano se avevo letto sto estivill.

    In sostanza io ho sempre usato il metodo senza saperlo, con l’aggravante quindi che io dopo 5 minuti non tornavo a fare pat pat sulla spalla.

    I miei figli dormono dalle 12 alle 13 ore la notte e 2/4 ore al pomeriggio, non li ho mai minacciati, non li ho mai lasciati piangere per + di 15 minuti… e non mi sembrano bambini traumatizzati dal fatto che alle 20.30 vanno a letto xche è arrivata l’ora di mamma e papà.

    Non mi sono mai sentita chiedere di venire nel lettone, nè di non andare a letto, probabilmente perchè intrensecamente in me c’e’ quella famosa fermezza di cui parla Estivill, i miei figli sanno che quando dico una cosa è quella e non si discute.

  16. 16

    chiaraNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:33

    ….
    Sono circondata di amici che hanno i bambini nel lettone x buona parte della notte (e parliamo anche di bambini di 5 anni) e di gente che con bambini di 3 anni si sveglia ancora 3/4 volte per notte.

    Ora, potete venirmi a dire quello che volete, le coccole e 3000 altre cose, ma non c’e’ nessuna spiegazione al sistematico risveglio ogni 2 ore di un bambino di 3 anni, se non che il bambino non sa dormire, non sa addormentarsi e ha paura del buio.

    Da 0 a 6/8 mesi non si discute, sono cuccioli che non sanno nemmeno stare al mondo, ma dopo secondo me è giusto che i bambini imparino il ritmo della vita.

    Imparino che al buio non succede niente di brutto, imparino ad addormentarsi, ed imparino a girarsi dall’altra parte se si svegliano alle 3 della mattina. Non mi sembra un castigo, mi sembra la normalità.

    Credo che spesso il problema sia dei genitori stessi, che pur di non sopportare il pianto, pur di sentirsi genitori 10 e lode, pur di ottenere tutto e subito cedono a qualsiasi ritmo (se peraltro te lo puoi permettere, xche se devi andare al lavoro e lavorare 8/10 ore non ce la farai mai, ed è innegabile che per tuo figlio devi adattare la tua vita, ma non certo ai pigiama party notturni fino a 2 o 3 anni, fatti esclusi ovviamente i periodi in cui è malato ecc).

    Ma quando lavori e hai 2 o 3 figli non ti puoi neanche permettere il lusso di alzarti per tutti quanti 10 volte per notte, a meno che non ti fai di stupefacenti, e non mi pare il caso.

    Concordo con Estivill quando dice che il sonno si impara e che i bambini insonni da piccoli saranno probabilmente degli insonni anche da grandi. ….

  17. 17

    chiaraNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:33

    …..
    Io aggiungo che i bambini che non dormono passano il resto del tempo a rognare e a rompere le p@lle, xche fondamentalmente sono stanchi! dormire per un bambino significa metabolizzare psicologicamente tutte le informazioni che ha recepito durante il giorno, quindi credo che sia una cosa di fondamentale importanza.

    Sul discorso poi MA POVERINOOOOOOOOOO
    quando un bambino a 2 anni dorme ancora tra te e tuo marito secondo me BISOGNA farsi delle domande.

    Io non ho mai accettato che il mio matrimonio si confondesse tra le richieste dei miei figli oltre i 6 mesi, la sera per me è imprescindibile che io e mio marito ci guardiamo un film insieme sul divano senza scimmiette che saltano a dx e sx e che chiedono a gran voce di vedere i Puffi.

    E la mattina i bambini devo pure andare a svegliarli! quindi suppongo che il sonno gli sia proprio necessario, sennò non dormirebbero… o no?

    Scusate la lunghezza di qst post, ma il problema della nanna è un problema che sento molto, per me dormire è una necessità che viene prima del mangiare!!

  18. 18

    chiara80No Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:34

    Io quoto chiara quasi in tutto, dico quasi perchè mio marito arriva casa sempre dopo le 20, senza contare quando è in trasferta, come in questi giorni quando non torna… e vedo che mio figlio aspetta davvero quelle 2 ore da passare con suo padre… mi rendo conto che così facendo con mio marito quasi non ci vediamo senza figli: perchè 2 ore poi tra il coricarsi e mettere qualche cosa a posto fanno le 23… (se accendo il ferro da stiro giurato che finisco a metà notte).

    Poi sono convinta che ognuno di noi col suo bambino deve trovarselo da solo il suo equilibrio, magari leggere può essere uno spunto, libri pseudo pedagogici a casa mia ce ne sono, ma mica li prendo come oro colato.
    Il tempo comunque scappa via e i primi tempi in cui le notti magari si passano quasi in bianco, si dimenticano… e magari ci scappa un altro marmocchio che ti rimette in gioco. (ora no!!!!)

  19. 19

    kandyNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:35

    concordo anche io con chiara,l’ho letto per curiosità ma alla fine sono cose che sai già se vuoi avere anche tu una tua vita privata, daccordo i figli ma tutto ha un limite!

  20. 20

    kiaNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:36

    Il mio cucciolo non dormiva mai! Non dormiva di giorno, non dormiva di notte, urlava a squarciagola se non era sempre in braccio… insomma un incubo! Siamo andati avanti tra pisolini notturni al massimo di 2 ore consecutive, poppate lunghissime e frequentissime (aveva un bel problema di rigurgito, ma la pediatra continuava a dirmi che finchè cresceva di peso voleva dire che andava tutto bene e non dovevo fare niente… e che probabilmente recuperava facendo 1 – 2 pasti in più…) e veglia del dopo-poppata per favorire la digestione ed evitare le scene tipo esorcista per un casino di tempo. Ero più che distrutta e anche un po’ disperata perchè niente sembrava funzionare, neanche il biberon di latte artificiale dato la sera, che dicono dia una maggiore sensazione di sazietà. L’unica differenza era che il rigurgito puzzava di più!
    Non riuscivamo neanche a tenerlo nel lettone con noi perchè ci davamo fastidio a vicenda, rovinando anche le 2-3 ore di sonno a notte che ci concedeva.
    Una vicina ci ha poi regalato (chissà come mai… regalo interessato!) il famigerato “fate la nanna” e sia io che mio marito ce lo siamo letto e ci abbiamo ragionato parecchio. ….

  21. 21

    kiaNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:37

    Intanto era arrivato il tempo del primo approccio con la mela grattuggiata, il popo dormiva un po’ di più ma continuava a svegliarsi urlando dodicimila volte per notte, io avevo ripreso a lavorare ed ero sempre più distrutta.
    Progressivamente ho eliminato la poppata delle tre di notte, passando prima al biberon di camomilla, poi a semplice acqua, infine limitandomi a ninnarlo un po’ per farlo addormentare. Poi siamo passati alla fase due: al risveglio lo calmavamo accarezzandogli la testolina, parlandogli dolcemente e cantando ninne nanne ma senza più prenderlo in braccio. La piccola iena non ha gradito la novità ed è stato veramente duro tenere il punto… ma alla fine ha cominciato a farci l’abitudine Purtroppo di notte continuava a svegliarsi spesso…
    Così ridendo e scherzando siamo arrivati agli otto mesi e mezzo. Abbiamo quindi deciso che era ora di fare sul serio: abbiamo spostato il lettino nella sua cameretta ed abbiamo cominciato ad applicare il metodo. Michele, essendo un tipino dal carattere particolarmente deciso, non ha per niente rispettato la tempistica descritta nel libro: dopo 3 settimane si disperava ancora con pianti e grida rabbiose degne di hollywood, soprattutto se a metterlo a letto ero io.

  22. 22

    kiaNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:38

    Quando andava mio marito, infatti, piangeva molto meno. Pensandoci su ho capito che era perchè io gli avevo sempre cantato la ninnananna e fatto un po’ di coccole prima di lasciarlo da solo, quindi da me si aspettava ancora lo stesso trattamento e si inc… non poco quando lo mollavo lì con un bacino e una carezzina e basta. Mio marito, invece, è sempre stato più spiccio, quindi da lui si aspettava di meno. Sono quindi tornata sui miei passi, riducendo progressivamente le effusioni mentre lui si trovava già nel lettino ed aumentando i momenti di gioco pre-nanna e la cosa ha funzionato: in capo ad un paio di mesi siamo riusciti ad eliminare i risvegli notturni e ad abituarlo all’idea che poteva anche addormentarsi da solo.
    Ora è una pacchia, per lui andare a letto è una gioia, abbraccia il suo orsetto e ridacchia soddisfatto, poi dorme tutta la notte filata e fa il riposino sia di mattina che di pomeriggio.
    E’ stato un percorso più lungo di quello descritto nel libro, ma abbiamo provato con mano che le reazioni che ottenevamo non coincidevano con quelle (un po’ utopistiche) descritte, del resto non tutti i bambini hanno lo stesso carattere e sta ai genitori, che sanno con chi hanno a che fare, decidere come agire.

  23. 23

    ragoypNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:41

    Io l’ho letto e non applicato. Lo trovo esageratamente estremo. Ho poi letto questo, una bella critica frase frase al Facciamo la nanna. Mooooooooooolto più umano!!!!!

    Ma non so, secondo me se i figli dormono fin da piccoli tutta la notte è semplicemente culo!!!!! Sentendo qua e la c’è chi non dorme nè da solo nè in compagnia!!! O magari un figlio dorme e un altro no (stessa mamma, stesso padre, stessa famiglia, semplicemente bambini diversi). Io ho avuto questa fortuna: dal primo giorno mio figlio ha sempre dormito tutta la notte. E io non ho mai fatto niente di speciale. Certo dorme ancora nel lettino vicino a me, se vuole viene nel mio letto, poi magari torna nel suo, insomma fa quello che gli pare, ma almeno io ho sempre dormito!!! Non so se sarebbe lo stesso se dormisse in un’altra stanza. Il problema non me lo sono ancora posta. Certo prima o poi ce lo metterò, ma quando sentirò che sarà il momento. Sinceramente a me non interessa dove si dorme, non credo che chi dorme da solo cresca meglio di chi dorme con i genitori, l’importante per me è che si dorma e che tutti siano contenti. Sono molto istintiva e faccio le cose come me le sento. Forse sbaglierò, ma trovatemi chi non sbaglia in campo “figli”!!!! Perciò anche a me fanno ridere i “manuali universali”, o i “consigli sicuri di amiche, mamme, nonne ecc .” Magari uno può prendere qualche idea, ma poi “il metodo” ce lo si fa da soli. Mio figlio, però, fa un sacco di storie per andare a dormire, ma lui fa storie su tutto, quindi non mi preoccupo più di tanto!!!!
    PS: in ogni modo io sono per il dormire tutti in camere separate, mariti, mogli, figli…..ognuno in santa pace almeno la notte!!!!!

  24. 24

    crimartixNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:46

    Io quoto Chiara, anche se non ho letto Estevil e non so se sarei d’accordo con lui. Io sono una delle fortunate: Martina ha cominciato a saltare la poppata notturna a 3 settimane e a 2 mesi già si faceva le sue 5-6 ore filate di sonno notturno, nella culla accanto a me. A 8 mesi è passata nel lettino in camera sua (dove già faceva i sonnellini, quindi non è stato traumatico) e non ha fatto una piega. Tuttora va a dormire alle 20 – 20.30 e si fa le sue 11 ore filate, qualche volta di più, qualche volta di meno, anche se ora comincia ad avere difficoltà con il sonnellino, ma prima o poi lo so che lo dovrà saltare. Se si sveglia la notte con qualche richiesta, in genere si riaddormenta subito da sola, a meno che non stia male.

    Io credo che la ricetta magica non esista e che il sonno dei bimbi sia un misto di k**o e di abitudini: lei praticamente va a letto alla stessa ora da quando aveva 5 mesi e fino ai 2 anni e mezzo non ha MAI sgarrato (ok, questo vuol dire che non si esce la sera, ma io sinceramente non ho mai avuto voglia di uscire trascinandomi dietro una bimba piagnucolosa e iper-eccitata dal sonno e dalla novità). Da qualche mese, se capita, ogni tanto usciamo con lei e va a dormire più tardi, ma è una cosa molto occasionale. Anche lei sa che quando si va a letto si va a letto e basta. Anche se ora dorme in un letto “normale” non prova a scendere o cose simili. Se non si addormenta subito chiacchera con i suoi pupazzi finché non le viene sonno.

    Io non ho usato nessun metodo, anche se mi sono basata su due libri inglesi che avevo letto (lì i bimbi vanno TUTTI a letto presto, non come qui che quando dico a che ora va a letto lei mi guardano come se fossi un marziano), ho cercato di usare sempre la stessa routine e gli stessi rituali (libro, ninna nanna etc). Dall’anno scorso, quando passò un brutto periodo di incubi e risvegli notturni (in cui abbiamo tenuto duro per non arrenderci e portarla nel lettone, passando anche mezz’ora a ciondolare dal sonno accanto a lei per rassicurarla) ha bisogno solo per qualche minuto che io stia sulla porta della sua camera, e poi prosegue da sola e ha anche una mini-lucina. Insomma non credo nel farli piangere, perché penso che un bambino terrorizzato non vada a letto volentieri, ma non ne ho neanche avuto bisogno!

  25. 25

    frauNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:47

    x me è sbagliato il presupposto per cui si cerca un “manuale” per come “usare” i pupi! ogni bambino,ogni famiglia ha le sue esigenze diverse.

    noi siamo per il lettone “ospitale”, ma c’è anche da dire che Andrea per ora è l’unico, che ha 9 mesi, che io allatto full time e sono la prima a addormentarmi mentre poppa nel lettone anche se si addormenta nel lettino, che abbiamo una casa mini e che lui sta comunque in camera con noi che per il sesso sfrenato o posticipiamo frenando un pò o migriamo…non so come sarà quando crescerà e quando gli arriveranno i fratellini/sorelline, in linea di massima io sono per gli spazi per tutti, e l’accoglienza su necessità…certo che se un bimbo a tre anni si sveglia ogni due ore c’è da indagare altrove…per me i bimbi rispecchiano molto l’ambiente che li circonda, forse prima di cercare le soluzioni nei libri bisognerebbe capirsi attraverso loro. lui ha sempre dormito regolare,anche i risvegli sono quelli, quindi non posso proprio lamentarmi!

  26. 26

    danielaNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:49

    Ma questa nanna dove la fanno i vostri bimbi?

    La mia bimba ha un anno e mezzo e, nonostante sia minuta, a me il lettino a cancelli pare troppo piccolo. Lei si muove molto, ha cominciato a scalciare prestissimo in pancia, scalcia quando la allatto, scalcia quando mangia, in collo balla…
    A dirla così pare agitata, in realtà è una bimba vivace si, ma molto tranquilla. Solo che si muove tantissimo! Nell’ovetto o nel passeggino non ha mai dormito più di mezzora: appena si rigirava, sententosi stretta si svegliava, mentre se ha spazio dorme tranquilla. Al mare in tenda la mettevo a dormire nel materasso matrimoniale da 1,5 m e la ritrovavo nei posti + disparati.
    Adesso ho il lettino vicino al lettone con una sponda abbassata e spesso la ritrovo nel lettone.
    Quindi, a parte la scelta tra metodi, io ho il problema della scelta tra letti!

  27. 27

    crocettinaNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:50

    E’ stato la mia salvezza!!! Ho applicato il metodo da fine luglio quando siamo tornati da una vacanza allucinante perchè lei di notte non dormiva e voleva sempre stare attaccata alla tetta anche se poi la usava solo come ciuccio e non perchè aveva fame (ma era già da un pò che faceva così).
    La prima sera è stato traumatico per entrambe, tanto che mi sono chiesta se valeva la pena continuare, ho deciso per il sì e adesso lei si addormenta da sola, alla sera e al pomeriggio, nel suo lettino o dai nonni (che la dovranno curare quando io sarò al lavoro) e non si sveglia più la notte, o almeno se lo fa si riaddormenta da sola. So che molti pensano che sia un metodo brutale, ma io non avevo scelta, ero proprio arrivata alla frutta e dovevo fare qualcosa se non volevo entrare a far parte della categoria delle madri infanticide che fanno del male ai figli perchè non li soportano più.

  28. 28

    crocettinaNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:51

    Elisa dorme nel suo lettino e nella sua cameretta, dorme praticamente tutta la notte, solo un paio di vote mi è capitato di fare notti in bianco da quando ho messo in pratica il metodo del libro, io penso sia stato per i denti. Tanto per fare un esempio, ieri sera l’ho messa nel lettino alle 21.30 dopo la poppata, si è addormentata nel giro di 10 minuti, ma senza piangere e si è svegliata stamattina alle 9!!!

  29. 29

    annucNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:52

    Anche Riccardo naviga nel lettino……. ma non mi faccio problemi tanto c’è il paracolpi. Ho notato che più spazio hanno a disposizione più ne occupano. Le volte (poche) che metto ricc a dormire nel lettone, vaga per tutto il letto e più di una volta è caduto. Anche per questo non mi piace farlo dormire con me. Ma lui generalmente non fa problemi.

  30. 30

    sveNo Gravatar said,

    novembre 25, 2009 @ 18:52

    io non ho letto il libro.. ho cercato di abituare Oscar a degli orari.. e la sera va a letto sempre senza problemi…
    dorme praticamente tutta notte.. si sveglia un paio di volte per cercare il ciuccio.. e da solo non riesce a trovarlo..
    tra un mesetto vorrei spostarlo nella sua camera.. per una mia comodità l’ho nel suo lettino in camera nostra.. ma mai viene nel lettone.. se non la domenica mattina per giocare con noi :)

    (che capitato un mesetto fa che mi facesse fare notti in bianco… pesanti.. ma poverino non stava proprio bene :( )

    mettendolo in camera da solo come posso fare perchè si abitui a riaddormentarsi da solo in questi risvegli.. !?!? senza farci andare in camera sua..
    o forse chiedo troppo per un bimbo di 11 mesi :) ?

  31. 31

    crimatixNo Gravatar said,

    novembre 25, 2009 @ 18:53

    noi tenevamo 6-7 ciucci nel lettino!!

  32. 32

    EquAzioniNo Gravatar said,

    novembre 27, 2009 @ 00:33

    riassumo brevemente la nostra esperienza “nanna” col piccolo ale:
    da appena nato ale ha sempre dormito nella culla accanto al nostro letto facendosi dormitone a volte anche filate di 10-12 ore, con intervalli-poppatina, specialmente i primi mesi!! di giorno invece ha sempre dormito poco e con orari assolutamente non regolari.
    intorno agli 8-9 mesi non è stato benissimo per un paio di settimane e da lì nel suo ritmo del sonno sembra che si sia “rotto” qualcosa, ma niente di che: solo qualche sveglia notturna in più.
    certo è capitato anche a me di avere nottatacce, per quanto debba ammettere, nel complesso, di essere stata fortunata
    ma nemmeno in quelle occasioni ho mai provato ad applicare il metodo. forse non ero allo stremo delle mie forze (e non mi permetterei mai di giudicare chi lo fosse!!) ma a mio avviso questo non è un buon motivo per applicarlo!! ( ripeto. capisco che uno possa sentirsi costretto, ma non convinto!! ho un’amica che ha provato e al mattino mi ha raccontato di non aver ugualmente chiuso occhio. prima lo sentiva piangere e poi si chiedeva se fosse stato giusto…)
    a quasi 18 mesi ale si addormenta con la tetta (quasi sempre) e poi dorme nel suo lettino, in camera sua
    quando si sveglia (per fare la pipì e per bere) lo porto con me nel lettone dove si riaddormenta ancora con la tetta e poi di nuovo nel suo lettino.
    la svegia notturna è una, sempre alla stessa ora, o al massimo 2.
    ripeto, sono fortunata, non sono più brava di altre!
    ma indipendentemente da questo non credo sia giusto portare dei bambini ad addormentarsi per rassegnazione
    non sono dei piccoli strateghi che arrivano a VOMITARE per attirare la nostra attenzione
    rimpongo dunque la domanda a chi di voi ha applicato il metodo: pensate questo dei vostri bambini???

  33. 33

    sveNo Gravatar said,

    novembre 27, 2009 @ 00:35

    sapete che invece Oscar ogni tanto lo fa di vomitare!??!
    quando magari sto facendo altro.. e non gioco con lui capita che si infili le mani in gola.. e faccia il “verso”.. per attirare la mia attenzione..
    non capita spesso, ogni tanto cerco di ignorarlo cmq.. ma ogni tanto lo sgrido.. visto che se ne parla… avete consigli a riguardo?

  34. 34

    fridaNo Gravatar said,

    novembre 27, 2009 @ 12:18

    ciaoatutte,
    dopo una nottataccia infernale, mi sembra doveroso partecipare alla discussione…
    Tommaso quando era piccolino dormiva senza problemi; a 1 mese ha inziato a tirare 12-13 ore con sveglia alle 8 , tanto chelaprima volta ce la mattina mi sono svegliata e ho visto che ore erano, mentre realizzavo di on essermi mai svegliata per llattare, sono andata nel panico credendo fosse morto :grr
    Poi pian piano ha iniziato con sveglie notturne più o meno regolari ma si addormentava con la tetta senza particolari problemi. quando siamo passati dalla culla al lettino, sempre in camera nostra per motivi di spazo, ha inziato a non volerne sapere più di fare la nanna ed era un continuo svegliarsi…Nello stesso periodo ciè capitato tra le mani in libreria tra l’usato, il fatidico manuale e ci è sembrato un segnale! Alcune cose ci sono sembrate attendibili e coincidenti con l’esperienza che stavamo vivendo in quel periodo per cui con qualche(parecchie) riluttanza da parte mia abbiamo deciso di tentare anche quella strada. Non ho da dire che l’applicazione del metodo (già chiamarlo così mi sembra di stare parlano di una tortura) richiede una buona dose di freddezza e forse di disperazione, ma in effetti Tommaso nel giro di una settimana ha imparato a dormire nel lettino, per cui ci siamo chiesti se fino ad allora non avessimo sbagliato noi nel cercare di imporgli questa sana abitudine. Poi, complice l’estate insieme ad amici con altri bimbi, il mare e la necessità di farli piangere il meno possibile, perché se partiva il primo era la fine, abbismo ceduto alla nanna nel lettone con noi…Al rientro, coinciso col mio ritorno al lavoro, le cose sono peggiorate al punto da arrivare alla tetta a richiesta ogni ora, cosa mai successa neppure nei primi mesi. Anche in quel caso , dovendo alzarmi per andare al lavoro ho preferito metterlo nel lettone e dormire qualche ora in più piiuttosto che faticare per cercare di farlo dormire da solo :grr Ma giuroche non ce la facevo più ad andare avanticosì, andavo al lavoro come uno zombie e al rientro dovevo occuparmi di lui visto che ci diamo il cambio con il papà non avendo nonni ed affini.

  35. 35

    fridaNo Gravatar said,

    novembre 27, 2009 @ 12:18

    ….
    Le cose sono continuate così tra addormentamenti nel suol ettino, risvegli notturni più o meno regolare per venire da noi. Da quando ha iniziato il nido a settembre si è regolarizzato molto per cui alle 20.30 chiede il biberon di latte e tende lebraccia al papo per andare a nanna. Da qualche girono invece tuttosembra essere tornato come ai vecchi tempi: strilli e strepiti appena ci si avvicina al suo letto, anche se magari si era già addormetato nel tragitto per arrivare in camera…, ore di pianti e urla in piedi chiedendo di essere preso in braccio per anare nel lettone. Insomma uno sfinimento, specie perché ha una resistenza indicibile e dopo ore di ’sta manfrina, nel bel mezzo della notte si sveglia e ricomincia la solfa.
    Adesso siamo al capolinea perché sta per arrivare la sorellina e, poiché sempre per lo spazio esiguo in casa dormiremo tutti e 4 felicemente nella stessa stanza (speriamo solo fino all’anno prox! ), siamo un po’ preoccupati per come gestiremo la faccenda. Scusate lo sfogo, ma è stata una lunga e dura nottata considerando anche l’insonnia gravidica e la nausea che ha ricominciato a perseguitarmi :cry
    Concludo dicendo che a parte acuni spunti, la lettura del “libro” , secondo me può tranquiillamente essere evitata dal momento che i bimbi non sono delle macchinette da programmare a nostro piacimento e con simili strategie. La questione del sonno credo vada un po’ a K….come quella dele pappe e un pochino alle nostre abitudini e alle circostanze in cui la famiglia si trov a vivere.
    Ciònon toglie però che consigli e suggerimenti da parte vostra ovviamente sono ben accetti

  36. 36

    rufulinoNo Gravatar said,

    dicembre 1, 2009 @ 15:41

    sve, una volta o due lascia che vomiti, e facendo finta di niente passi a pulire.
    non lo farà una terza.
    non sgridarlo…quello che vuole è creare un’interruzione alla tua attività.
    piuttosto, se riesci, spezza di tua volontà i ritmi dell’”altro” dedicando anche solo qualche minuto al gioco, se non richiesto spesso è ancor più apprezzato

  37. 37

    frauNo Gravatar said,

    dicembre 1, 2009 @ 15:42

    noi ci confermiamo sempre più come mammoni-paponi e soprattutto lettoni!
    comunque siamo fortunati,perchè sta bene a tutti e tre e abbiamo un equilibrio familiare notturno grossomodo consolidato! a proposito di lettino, Andrea ci fa la prima parte della notte, ma ultimamente quando si sveglia, per poppate o incubi,si alza proprio in piedi,anche piangendo, e saltella ormai pericolosamente,tanto che l’ho trovato con la sponda sotto le ascelle,si era praticamente sollevato e se avesse sporto la testa in basso poteva anche cadere!
    ma i vostri si sono mai buttati dal lettino?cioè lui ancora non cammina però si tira su e cammina di lato reggendosi con le mani…anche volendo (ma tanto non voglio) lasciarlo solo per dormire, non posso, ho paura che cada!ormai non ce lo lascio nemmeno a giocare per andare a fare pipì

  38. 38

    frabNo Gravatar said,

    dicembre 4, 2009 @ 17:53

    io ho letto “fate la nanna” mentre aspettavo Valeria… non ho mai dovuto applicare il metodo perchè lei è sempre stata bravissima. a 10 giorni l’abbiamo messa nella sua cameretta. fino a due mesi faceva due risvegli notturni, poi ha tolto una poppata e già a 5 mesi dormiva tutta la notte.
    io ho notato che quando avevo la bimba in camera dormivo malissimo, perchè i bimbi sono “rumorosi” e mi svegliavo per un nonnulla. poi non riesco ad allattare a letto, preferisco la poltrona, che avevo messo nella sua cameretta.
    Con Alessia è stata un pò più tosta, ma avendo già esperienza non mi sono fatta impietosire 8) (cuore di pietra).
    Io credo che questi libri siano interessanti nel momento in cui li leggi non come una verità assoluta, ma come una possibilità, un momento di confronto. Ognuno prende quello che va meglio per sè, e non credo che Estevill si senta dio in terra pronto a dire la verità assoluta. Lui parla per sua esperienza, poi ognuno prende quello che vuole.
    Bisogna pensare che ci sono tanti genitori veramente impreparati, nel senso che si trovano nel panico assoluto per stupidaggini (quelle che io reputo stupidaggini) quindi forse a loro, un libro che spiega anche solo come far fare la nanna al proprio figlio, (quindi essere genitori più riposati e quindi che ragionano meglio) potrebbe essere fondamentale.
    Poi ad essere sincera, quello che dice Estevill lo ha a grandi linee detto il pediatra dell’ospedale quando ha fatto un incontro con le mamme che avevano appena partorito .

  39. 39

    crocettinaNo Gravatar said,

    dicembre 4, 2009 @ 17:54

    Io, come già detto in un altro post, ho applicato il metodo perchè ero veramente arrivata alla frutta.. forse mi è andata di c… e con Elisa ha funzionato da subito o forse doveva andare così e se, avevo un pò di pazienza, magari tutto si sarebbe sistemato senza nessun metodo, il fatto è che io davvero non ce la facevo più (e mio marito anche). Però non ho preso alla lettera tutto quello che dice nel libro Estevil, per esempio quando dice che, se il bimbo sta male non va tirato su dal lettino (per lui tutto va fatto tenendolo li dentro), va bene tutto, ma se lei sta male nel lettone ci viene eccome!!!

  40. 40

    EquAzioniNo Gravatar said,

    dicembre 4, 2009 @ 20:25

    una volta o due lascia che vomiti, e facendo finta di niente passi a pulire.
    non lo farà una terza.

    OH M I O D I O…

    quello che vuole è creare un’interruzione alla tua attività.

    se “fa il verso” probabilmente è vero, se arriva a vomitare per davvero non direi…
    e comunque in entrambi i casi, forse sarebbe il caso di dargliela un pò di attenzione!

    Il commento di Rufolino racchiude tutto quello che mi fa più paura in Estivil… (davide)

  41. 41

    bibiNo Gravatar said,

    dicembre 12, 2009 @ 11:47

    Ciao a Tutti,
    io ho letto “Fate la nanna” quando Gabriele aveva due mesi (e, ovviamente si svegliava più volte la notte per mangiare) ma mi ha angosciato e non l’ho mai applicato.
    Oggi Gabri ha quasi due anni e, dopo aver dormito per mesi nel lettino, in camera nostra, ora si è traferito direttamente nel lettone. E’stato un passaggio istintivo per tutti: me, mio marito e il piccolo. Quest’estate con il caldo era mio figlio stesso a preferire il lettino, forse perchè più fresco. Con l’inverno si va a dormire insieme. Nella fase di addormentamento, dopo aver guardato un libro insieme, a volte mi ritrovo a fare discorsi da sola perchè lui e mio marito si sono già addormentati! Risultato finale: si dorme tutti e tre 8 o 9 ore filate. Certo, la sera non si guardano più i film alla tele fino a tardi (ma sento di non perdermi niente) e si va a dormire massimo alle 11. Ma stiamo benone.
    E’una tenerezza infinita avere gabriele che mi accarezza la faccia prima di addormentarci e, se si sveglia di notte, sentirlo che mi dà bacini sulla schiena. Non mi sono chiesta se tutto questo sia giusto o sbagliato (oddio…forse è tutto sbagliato) ma stiamo bene così al momento. E, in fondo, mi dico, quanto durerà questo stato di grazia? Quando avrà 3 o 4 anni avrà ancora voglia di queste coccole?
    La vita di coppia? Lo ammetto, ci sono molti meno momenti di intimità ma quando ci sono ci sembra, con mio marito, di essere tornati fidanzati quando si cercava tempo e spazio per coccolarsi un po’. E anche questo fa star bene!
    Questa è la mia esperienza. Rispetto quelle di tutti gli altri. Solo: con il metodo Fate la nanna credo sia importante non superare i tre minuti di pianto consigliati!

  42. 42

    rufulinoNo Gravatar said,

    dicembre 12, 2009 @ 14:28

    se “fa il verso” probabilmente è vero, se arriva a vomitare per davvero non direi…
    e comunque in entrambi i casi, forse sarebbe il caso di dargliela un pò di attenzione!

    Il commento di Rufolino racchiude tutto quello che mi fa più paura in Estivil… (davide)

    l’ho detto anche io, di dargli attenzione e soprattutto in momenti non solo espressivamente “richiesti” ma anche quando non se lo aspetta…
    e non sono una criminale, ho tre bambini e vivo per loro.
    ma un bambino che si infila le dita in gola per attirare l’attenzione può anche solo farlo come un gioco, sta di fatto che non è un comportamento che deve renderlo “interessante” o si rischia che lo prenda come abitudine o peggio come richiamo.
    e alla lunga, causa il vomito non per sofferenza ma semplicemente perchè stimola eccessivamente la glottide.

    resto dell’idea che non vada sgridato ma che il gesto vada ignorato (occhio, NON il bambino, ma il gesto) perchè è l’unico modo per evitare che lo faccia ancora.

  43. 43

    rufulinoNo Gravatar said,

    dicembre 12, 2009 @ 14:30

    per concludere, io non penso che esista un bambino che si provoca il vomito per attirare l’attenzione, o meglio, non a questa età.
    il vomito è una reazione NATURALE a determinati stimoli, quando un bimbo piange fino a vomitare non è perchè lo stia facendo apposta ma perchè ha pianto troppo, o con troppa forza e ha causato un’irritazione del primo tratto del suo apparato digerente.

    quindi, quella di estivill è senza dubbio una stupidaggine (come molte altre) ma ho letto il libro e non trovo che sia TUTTO da buttare, il metodo come tale secondo me non esiste, perchè il bambino va preso in considerazione in quanto individuo.

    se Oscar si è accorto che per chiamare la mamma il dito in gola funziona alla grande, sta a lei fargli capire che per chiamare la mamma basta dire “mamma”. se in seguito a queste dita in gola Oscar vomita, e può succedere, meno peso darà all’accaduto, prima lui capirà che non è quello il modo per attirare l’attenzione della sua mamma.

    io non mi permetterei mai di dire a Sve di considerarlo di più, perchè do’ per scontato che sia una mamma attenta e premurosa, ma le ho detto che io, se fossi in lei, DIVERSIFICHEREI il tipo di attenzioni per far si che l’episodio non si ripeta e se dovesse capitare non lo deve sgridare, perchè il suo modo di comunicare in questa fase è sbagliato ma il compito della sua mamma è ascoltare quello giusto, non dare peso a quello errato.

    spero di essermi spiegata.

  44. 44

    EquAzioniNo Gravatar said,

    dicembre 12, 2009 @ 15:15

    il vomito è una reazione NATURALE a determinati stimoli, quando un bimbo piange fino a vomitare non è perchè lo stia facendo apposta ma perchè ha pianto troppo, o con troppa forza e ha causato un’irritazione del primo tratto del suo apparato digerente.

    infatti. il problema è che Estivill consiglia di non preoccuparsene e di ignorare il “comportamento inopportuno” del bambino proprio perchè considera il suo vomitare una reazione naturale alla sollecitazione/irritazione della golae ( messa in atto apposta dal bambino per attirare l’attenzione). Secondo me questo è crudele e pericoloso.
    E’ vero, i bambini, quelli piu grandicelli sanno benissimo come attirare l’attenzione , non tanto perchè siano manipolatori, ma semplicemente perchè fortunatamente non sono scemi, ma IGNORARLI secondo me è pericoloso e controproducente. Come dici tu, se il bambino vuole attenzione, forse è il caso di dargliela, e sottolineo io (dall’ultimo tuo commento si capisce meglio che tu lo ritieni scontato, ma purtroppo spesso non lo è) forse è il caso di dargliela ancor prima che ce la richieda. Non bisogna dare troppo peso o ingigantire il comportamento inopportuno ma ignorarlo secondo me porterebbe ad innalzare la soglia di shock/pericolosità. Se mi accorgo che chiamando mamma a bassa voce, la mamma non risponde, urlerò, se urlando, continua ad ignorarmi, piangeò, se pianendo non ottengo nulla, piangerò magari fino a vomitare, se anche cosi non otterrò nulla, cercherò di farmi del male ( E ANCHE IN QUESTO CASO ESTIVIL DICE DI IGNORARLO …!! :o ),.
    esagererò, ma, anche il suicidio, in fin dei conti, non è l’ennesimo tentativo, fallito, di attirare l’attenzione ( inteso come l’affetto e l’aiuto) degli altri ???!!??

    quindi, quella di estivill è senza dubbio una stupidaggine (come molte altre) ma ho letto il libro e non trovo che sia TUTTO da buttare

    Assolutamente d’accordo, anche secondo me non è tutto da buttare, alcune idee sono valide e utili ma nel complesso è pieno di stupidaggini e di consigli pericolosi. Come ho scritto nel post , parte da presupposti giustissimi per arrivare a conclusioni che più sbagliate non si può.
    E la pericolosità dei suoi consigli si moltiplica se pensiamo “alla leggerezza” con cui questo libro viene regalato, letto e applicato. Troppi genitori, “citando estivill” dicono di lasciar piangere il proprio bambino, ad oltranza e con la porta chiusa (tutte cose che invece estivil stesso dice di non fare!). Sbagliano loro, e non Estivil, ma in un certo senso, il successo del libro deriva proprio da una deresponsabilizzazione dei genitori e dalla legittimazione di certi comportamenti e atteggiamenti “educativi” che mi spaventano davvero. In fin dei conti, c’è scritto quello che molti genitori impreparati, ansiosi o in crisi vorrebbero sentirsi dire, il bambino è un manipolatore, deve dormire da solo nella sua camera, deve addormentarsi da solo, se piange fa per finta e se vomita lo fa apposta, non curatevene. Non avrà traumi perchè basta passare 10 minuti di armonia e affetto prima di applicare il metodo.. !!

    non lo deve sgridare, perchè il suo modo di comunicare in questa fase è sbagliato ma il compito della sua mamma è ascoltare quello giusto, non dare peso a quello errato.

    ASSOLUTAMENTE VERO.
    ciao RufUlino mi spiace di aver frainteso il tuo commento precedente.

  45. 45

    ziaroby84No Gravatar said,

    dicembre 12, 2009 @ 22:50

    Io quoto Rufus :wink: anche se il mio è ancora piccolo e non siamo ancora a quei livelli.

    Volevo aggiungere la mia piccola esperiena, anche se non ho letto Estevill…
    Renato è sempre stato piuttosto bravo, la notte l’ha sempre sentita e si svegliava solo per mangiare (al max stava sveglio mezzora dopo il pasto). Il giorno invece i primi due mesi sono stati faticosi: sempre in braccio e se si addormentava appena lo mettevo giù si svegliava… E di provare a lasciarlo piangere non c’ho mai pensato, anche perché era troooppo piccolo. Poi quando le coliche sono passate e il nuovo latte è stato ben accettato ha iniziato a dormire un po’ (ma poco eh) anche il giorno, sempre addormentandosi in braccio, con la differenza che una volta messo giù, un’oretta la tirava. Ah, non ho detto che non ha mai voluto il ciuccio… Verso i 4 mesi, un giorno che ero stufa di tenerlo in braccio, l’ho lasciato nel passeggino e avanti e indietro finché s’è addormentato. Da allora si è sempre addormentato nel passeggino (meglio avanti e indietro che sempre in braccio). Ogni tanto provavo a lasciarlo nel lettino da solo, ma niente…urla e urla! Una settimana fa ho deciso: perché non inizio a farlo dormire nel lettone con me, così magari si abitua ad addormentarsi senza l’essere cullato dal passeggino? E così è stato… ha iniziato ad addormentarsi vicino a me (e dopo ovviamente lo mettevo nel suo lettino) e ieri sera…sssss, diciamolo piano…s’è addormentato da solo nel lettino e anche stamattina per il riposino….
    Ammesso e non concesso che continui così non credo di aver avuto chissà quale metodo, ma semplicemente di essere stata fortunata. Però sperimentare non guasta!
    Quindi ragazze, armatevi di pazienza e sperate di aver fortuna!!!

  46. 46

    crocettinaNo Gravatar said,

    dicembre 14, 2009 @ 11:17

    Come ho già scritto in altri post, io ho voluto applicare questo metodo perchè ormai allo stremo, però non mi considero una cattiva madre per questo (avrei rischiato di esserlo se non risolvevo il problema però, e voi non immaginate neanche quanto…) non ho mai neanche pensato che mia figlia fosse una “manipolatrice” in grado di mettere in atto certi comportamenti solo per attirare l’attenzione, un paio di volte è capitato che facesse la cacca, se avessi preso per oro colato quello che diceva Estivil, avrei dovuto pensare che lo faceva per avere più attenzione, invece il mio pensiero è stato ” le scappava e l’ha fatta” tutto qui, non ne ho fatto una tragedia. Insomma, spero di essermi spiegata.

  47. 47

    rufulinoNo Gravatar said,

    dicembre 14, 2009 @ 11:32

    x fortuna non sono scemi a nessuna età, comunque a me spaventa molto di più l’etichetta di “bambino che vuole attirare l’attenzione” perchè fondamentalmente secondo me il bambino non dovrebbe aver bisogno di questo.

    molto fa il comportamento del genitore, non nell’occasione in cui il bimbo manifesti un maggior bisogno di attenzioni (bisogno peraltro lecito!) quanto nel quotidiano, perchè se noi genitori riusciamo a dare ai bambini i loro spazi, i bambini non avranno bisogno di comportamenti “particolari” per attirare quella che dovrebbe essere la nostra NATURALE attenzione.

    io non sono una che risponde al primo “uh” perchè credo che anche un bambino debba imparare a rispettare i tempi dell’adulto (comunque non si può generalizzare, ci sono volte in cui ritengo giusto correre e volte in cui chiedo loro di aspettare), ma vorrei che crescessero imparando ad interagire con gli altri, adulti e non, senza aspettarsi che tutto arrivi nell’esatto momento in cui viene richiesto, perchè nella vita di tutti i giorni questo non accade.

    rileggendomi mi sono resa conto che il mio pareva un consiglio hitleriano :o ma non era questo il mio intento!

    pulire il vomito senza dar peso al vomito significa pulirlo senza urlare ODDIOOOOOOOOO HAI VOMITATO! perchè questo rinforzerebbe nel bimbo l’idea che “vomitare=adesso mamma starà di più con me”, idea sbagliata a priori per N motivi…

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    KatiaNo Gravatar said,

    dicembre 27, 2009 @ 22:03

    ma l’avete letto senza mettere avanti presunzione e prosopopea? non c’è nulla di crudele in ciò che CONSIGLIA. Già, perchè nessuno è obbligato a fare alcunchè
    non esiste fortuno o sfortuna nel dormire: i bambini imparano la bellezza del sonno proprio come imparano tutto il resto
    la fortuna o la sfortuna sta solo nel trovare dei genitori con mente elastica
    non bisogna essere rigidi, in nulla e mai
    ma certo è che ci deve essere differenza tra adulto e bambino
    se uno fa un figlio per giocare al pigiamaparty tutte le sere, meglio che metta due preservsativi va!

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    ElenaNo Gravatar said,

    gennaio 4, 2010 @ 11:34

    L’AAIMH Associazione austrialiana per la salute mentale del bambino mette in guardia contro il metodo di Estivill, anche l’ACP Associazione Culturale Pediatri italiana e varie associazioni di pediatri americane e canadesi hanno prodotto documenti che mettono in luce la pericolosità di questo metodo.

    di seguito il link di un articolo scientifico sul tema:
    http://db.acp.it/Quaderni.nsf/3a1c1953f006da72c12571170039ab35/9af08d4ad404b472c125722e0035d269?OpenDocument&ExpandSection=2

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    EquAzioniNo Gravatar said,

    gennaio 4, 2010 @ 22:52

    Link assolutamente fantastico e utilissimo Elena, grazie!
    Per comodità (l’articolo è abbastanza lungo e tecnico) riporto la conclusione,che è davvero preoccupante:

    Non c’è, in letteratura, nessun lavoro scientifico a firma di E. Estivill; pertanto ai dati riportati sul suo libretto ad uso dei genitori non può essere applicata una valutazione critica circa l’efficacia stati-stica e clinica a fronte dei risultati riportati (823 bambini di età 6 mesi-5 anni con il 96% di risultati “pienamente soddisfacenti”).
    Il testo di Estivill propone l’autosomministrazione di un protocollo di EG (Estinzione Graduale) che è efficace a breve, ma non a lungo termine. Non possiamo inoltre ignorare che le ultime linee-guida dell’AAP per la prevenzione della SIDS includono il room-sharing ovvero la condivisione della stanza dei genitori almeno per i bambini di età inferiore a 6 mesi, e inoltre la recente Position Paper della Australian Association for Infant Mental Health sul “Controlled Crying” (simile all’EG) richiama alla prudenza i medici e i ricercatori, prospettando le possibili conseguenze psicologiche negative di questo tipo di intervento.

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    EquAzioniNo Gravatar said,

    gennaio 4, 2010 @ 22:53

    In effetti una delle tante cose che mi aveva colpito nei “manuali” di Estivill era proprio la totale e più assoluta assenza di note bibliografiche e riferimenti a studi e statistiche ufficiali (che sono la norma in saggi di qualunque tipo – figuriamoci in quelli medico – scientifico.. ) – a parte , ovviamente , la sua statistica di “efficacia al 98%!!!”

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