Per favore, non regalate: “Fate la nanna”

fate-la-nannaFate la nanna – il semplice metodo che vi insegna a risolvere per sempre l’insonnia del vostro bimbo
Eduard Estivill – Sylvia de Bèjar
Ed. Mandragora 1999
116 pg  € 8

Poco più di 16 mesi fa  mentre eravamo in libreria a fare le nostre solite scorte periodiche, abbiamo incontrato una conoscente e ci siamo fermati a fare quattro chiacchiere. Inevitabilmente il discorso è caduto sul parto imminente e sugli stravolgimenti che l’arrivo di un bimbo avrebbe portato nelle nostre vite.   Ci trovavamo nel reparto Pedagogia e Libri per bambini, proprio davanti ad una pila di “Fate la nanna” e questa conoscente, vedendolo ne ha subito presa in mano una copia, dicendo che ce l’avrebbe regalata perchè bellissimo ed utilissimo.  Nel frattempo, alle sue spalle una ragazza, che si è poi presentata come una educatrice di nido, ci lanciava occhiatacce e segni di diniego riguardo al libro in questione, che riteneva agghiacciante e deleterio.  Alla fine nell’imbarazzo generale (anche noi avevamo sentito parlare, e male, di Estivill) , il libro  è stato riposto nel suo scaffale…

Ora a distanza di 15 mesi dalla nascita di Ale, dopo 8 mesi fantastici in cui Ale ha dormito 12 ore filate, e altri 7 un pò discontinui per via di piccoli malanni, dentini e soprattutto per via della pipì notturna, ci è capitato di trovare in un negozio di libri usati i due libri di Estivill (questo e Dormi, bambino dormi),  dottore spagnolo di una clinica del sonno, che ha elaborato un suo metodo per risolvere il problema dell’insonnia di molte famiglie.  All’inizio eravamo decisi di non comprarli, ma alla fine, come è nostra consuetudine,  abbiamo preferito spendere pochi euro per documentarci su  questo fatidico e terribile metodo ed poterci fare una opinione nostra e non solo per sentito dire.

Ebbene,  il libro,  che si legge in poche ore, consiste in  piccoli consigli per aiutare i genitori ad insegnare ai propri bambini a dormire come si deve.   Dire che è un concentrato di  crudeltà nei confronti nei piccoli, non gli renderebbe giustizia, perchè in realtà alcuni aspetti toccati da Estivill non sono poi cosi campati per aria e in fin dei conti, in linea di principio, se proprio vogliamo, solo su alcuni consigli gli si potrebbe anche dare ragione…  In effetti i presupposti da cui parte Estivill possono essere anche giusti,  anche se non tutti del tutto condivisibili, sono le conclusioni a cui arriva,  e le pratiche che consiglia a essere del tutto sbagliate!

Il problema è il concetto di fondo che Estivill ha dei bambini, e cioè che sono degli esseri subdoli, manipolatori, furbi e in grado di usare ogni arma a loro disposizione per piegare la volontà dei loro genitori e costringerli a sottostare ad  ogni  loro esigenza o vizio. Ecco quindi che il  pianto, la sete, la paura, l’enuresi,  il vomito sono tutti mezzucci della piccola peste,  che fanno parte del suo spettacolino notturno per costringere i suoi genitori a portarlo nel lettone o a dormire a fianco a lui!!

Torneremo su questo argomento  in un post specifico e dedicato al metodo Estivill al termine della lettura anche del secondo libro, che contrariamente a questo assume la forma di una vera e propria mini-guida. Questo invece è un piccolo manuale, un libro rivolto ai genitori, per liberarli da qualunque senso di colpa e farli applicare al metodo in modo rigido e insensibile, un libro infarcito testimonianze di numerose coppie ed esempietti in cui Paolini, Camille e Cesarini sono costretti a passare la notte al buio con la sola compagnia di peluche chiamati Dodo o Pippo, ciucciotti e giostrine...  Insomma un tono estremamente colloquiale, che spinge all’immedesimazione,  in grado di far molta presa in genitori disperati, ma che mi è risultato particolarmente fastidioso.

Se volete leggerlo, fate pure, in fin dei conti è una lettura che a suo modo può risultare istruttiva, ma per favore non regalatelo – quando si ha a che fare con la psiche umana,  e ancora di più con i bambini, non esistono semplici metodi che risolveranno per sempre i problemi

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110 Responses so far »

  1. 1

    DésiréeNo Gravatar said,

    settembre 21, 2009 @ 14:20

    Io ho comprato questo libro quando Ale aveva pochi mesi, non mi ero informata prima su questo genere di letture e quindi non ne avevo sentito ancora parlare, semplicemente l’ho visto sullo scaffale e l’ho preso, visto che l’argomento inevitabilmente mi toccava. Devo dire che il rapporto del mio cicciolo con il sonno non era così tremendo ma capitano dei periodi in cui questo rapporto può cambiare per vari motivi e allora eravamo nel pieno di uno di questi periodi e leggendo il libro pensavo che qualcosa poteva anche servirmi. Però mi sono accorta subito che l’approccio non era giusto. Già voi l’avete spiegato benissimo, i bimbi sono molto più complessi di come Estivill li descrive!!!!!!

  2. 2

    GloriaNo Gravatar said,

    settembre 21, 2009 @ 21:15

    Io, come voi, ero decisa a non comprarlo… Così, nell’ordine, ho comprato “Besame Mucho” di Carlos Gonzales, e “Facciamo la nanna” della fantastica Grazia Honegger Fresco. Ultimo, “Fai la nanna, bastardo” di “Ron Biber”, un libretto scherzoso, giusto per chiudere il cerchio. Mi riconosco moltissimo nei primi due libri, e anche con la mia prima bimba, dietro consiglio di tanti (lasciala piangere, si fa i polmoni, etc…) non riuscivo ad applicare questi metodi crudeli. Entrambi i libri in diversi punti citavano il famosissimo “Fate la nanna”, anche con toni non proprio dolci.

    Così, nonostante fossi certa che non avrei approvato il metodo, un giorno me lo sono trovato sotto le mani in libreria e alla fine l’ho comprato, perché volevo “leggere con i miei occhi” certe affermazioni, estrapolate dal metodo. Devo ammettere, però, che non sono riuscita a leggerlo tutto. Troppo crudele, troppo inapplicabile, assolutamente incompatibile con l’allattamento prolungato e le tante coccole che mi sono goduta con la prima bimba (che tuttora a due anni e mezzo si sveglia la notte) e mi sto godendo ora con la seconda, ancora così indifesa a 9 mesi da non poter essere lontanamente (almeno ai miei occhi) associata alle figure di bimbo che descrive Estivill.

    Insomma, di tutto questo l’unica riflessione certa è che mi spiace di aver contribuito ad arricchire Estivill…

  3. 3

    LindaNo Gravatar said,

    settembre 22, 2009 @ 08:29

    Non ho mai avuto di vedere sugli scaffali il libro fate la nanna, forse perchè di rado riesco a rimanere più di 10 minuti in libreria (di solito finisco nello scaffale bimbi a vedere la pimpa) però da quello che ho potuto leggere nei post dei molti blogger, questo metodo proprio non si può applicare a chi cerca ogni giorno di capire il proprio figlio.
    Il mio piccolo non ha mai dormito con noi nel lettone, di notti brutte le ha fatte ma sempre con un genitore che lo teneva in braccio o che lo consolava. Sono dell’idea che un bambino ascoltato e coccolato cresca sereno e in armonia con il resto della famiglia.
    Se mi capiterà di vedere questo libro forse non lo comprerò, ma di sicuro per curiosità lo guarderò almeno per rendermi conto di persona cosa insegna.

  4. 4

    AndreaNo Gravatar said,

    settembre 22, 2009 @ 10:42

    Tullia, 9 mesi, ha sempre dormito con noi nel lettone, in questo modo non abbiamo mai perso una notte – talvolta ha un sonno un po’ agitato, ma talvolta anche noi lo abbiamo, specie se si è mangiato pesante…;-)

    Non abbiamo letto molto in proposito, e certo abbiamo evitato e sconsigliato il metodo di sto’ pazzo (btw, di scientifico il metodo non ha alcunchè, e le pubblicazioni scientifiche del suo autore, visionabili su PubMed http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/, certo non lo indicano come esperto universalmente conosciuto in materia). Quel che abbiamo fatto è trarre insegnamento dal comportamento che altri mammiferi adottano nelle cure parentali: mai nessuno ha avuto una gatta o una cagna? si potrebbeimparare da loro… ve li vedete portare i loro cuccioli nella stanza accanto per “ritirarli” dopo 8 ore?

    Eppure pare sia quel che fanno molte bestie umane, senz’ombra di dubbio quidate dalla scienza…;-)

    ciao ciao

  5. 5

    kikiNo Gravatar said,

    settembre 22, 2009 @ 19:14

    Teresa da quando è nata dorme con noi, l’ho allattata fino a due anni e spesso anche la notte, tra le sei e le sette di solito. Teresa ha sempre dormito 12 ore, io mi sono sempre sentita serena ad averla sotto controllo.La soluzione per noi ideale è futon leggermente rialzato e lettino attaccato al nostro, materassi alla stessa altezza.

  6. 6

    DorisNo Gravatar said,

    settembre 24, 2009 @ 13:13

    Veronica, ormai 16 mesi, dorme nel lettino di fianco a noi….ma di notte vuole poppare… cosa c’è di meglio portarla nel lettone e continuare a dormire ascoltando la sua gratitudine? Per lei è rassicurante e per me… riposante…. sono d’accordo con kiki.. ho anch’io il futon… conodo… viva Carlos Gonzales…

  7. 7

    EquAzioniNo Gravatar said,

    settembre 27, 2009 @ 13:29

    Besame Mucho non l’abbiamo ancora letto ma contiamo di farlo al più presto visto che ne abbiamo sentito parlare da tantissimi in modo entusiasta. Fai la nanna bastardo volevo regalarmelo quando la Frà era in cinta, poi però non mi è capitato di rivederlo sugli scaffali e mi è passato di mente.
    Si Estivil è crudele ma temo che per molti sia tutt’altro che inapplicabile, in fondo, è molto più comodo rimanere “sordi” alle richieste di aiuto e alle esigenze dei nostri bambini piuttosto che star loro vicini ed aiutarli. Di certo è un qualcosa di inconcepibile per noi.
    non ti preoccupare di aver arricchito Estivil, l’importante è riuscire a fargli abbastanza cattiva pubblicità!
    (ho visto che anche tu sei Web developer! ti ho scritto in Linkedin) ciao, Davide

  8. 8

    MichelaNo Gravatar said,

    ottobre 22, 2009 @ 22:49

    Può essere interpretatom crudele,
    ma vi assicuro che il metodo funziona eccome….
    Io ho trascorso 8 mesi in cui Marco, il mio secondo figlio, non dormiva mai e piangeva sempre.
    Ero anch’io contraria al metodo specialmente dopo averne sentito parlare da gente che diceva che devi lasciare il bimbo piangere sfinito…
    Beh…i piccoli non vengono abbandonati, ma ogni 3 minuti per la prima sera si torna da loro per tranquillizzarli, parlandogli con voce tranquilla e serena, in modo che si sentano comunque amati e non abbandonati.
    Vi posso assicurare che dopo 8 mesi di non dormire mai e averlo sempre in braccio, la prima sera mi sono armata di coraggio e ogni 3 minuti tornavo in cameretta dal piccolo, che si calmava, e in questo modo ha smesso di piangere e in un’ora, senza grandi tragedie, ha preso sonno da solo, senza vomito o altre schifezze che vengono descritte da tanti genitori che forse non hanno mai letto il libro fino in fondo o trascorso notti e giorni, per mesi, completamente insonni, ha dormito tutta la notte e il giorno dopo sembrava un’altro perchè era finalmente riuscito a riposare, da quella sera alle 08.30 inizia a chiedere di andare a letto, in qualche minuto si addormenta senza pianti o capricci.
    Tra l’altro, forse non lo sapete, ma se sentite qualche persona che si occupa di psicopedagogia o anche il vostro pediatra, vi potrà spiegare che durante la notte abbiamo tutti, compresi i nostri bimbi, dei brevi risvegli e se ci accorgessimo di non essere nella stessa situazione di quando ci siamo addormentati ci spaventeremo a morte…..
    P.s. Amamma che dice di sentirsi appagata a cullare la propria figlia do perfettamente ragione, anche io con la prima l’ho sempre fatto ma lei è sempre stata una bimba che ha dormito.
    Ripeto, auguro a nessuno di avere il problema dei bimbi che non dormono ed essere costretti ad usare questo metodo, che può sembrare crudele, ma vi assicuro che in casi estremi ( ripeto solo in casi estremi) serve.

  9. 9

    EquAzioniNo Gravatar said,

    ottobre 22, 2009 @ 23:04

    Ciao Michela. grazie per il tuo commento.
    Il fatto che funzioni non ne può giustificare la crudeltà…
    Ma assolutamente come dici tu, in casi estremi, quando si ha gia provato di tutto e non ce la si fa proprio più, il tentativo lo si può anche fare.
    io non mi sento di giudicare nessuno se non coloro che pretendono di educare e crescere un bambino seguendo dei manualetti e perdipiu interpretandolo a proprio modo e seguendo solo le regole che fanno comodo (mi riferisco proprio al farlo piangere all’infinito piuttosto che tornare ogni 3 minuti).
    Indubbiamente dormire bene serve anche ai bambini, quindi dopo svariati mesi di insonnia infantile forse può essere meglio strillare per qualche ora ma poi prendere l’abitudine a farsi un buon sonno.
    e assolutamente, piuttosto che correre il rischio di farsi e fare del male al bambino (perchè è assolutamente vero che mesi di insonnia + strilla disperate) possano condurre a “tentazioni omicide”) puo valerne la pena.
    Pero sinceramente spererei di trovare altre strade.

  10. 10

    frauNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:17

    ciao!
    me ne avevano parlato quando ero incinta, l’ho sfogliato appena in libreria e ho deciso che per carità nn lo avrei mai comprato!
    sostanzialmente l’approccio lasciar-piangere-non-intervenire a tutti i costi mi sembra allucinante e anche antiquato. io sono una mamma molto attaccata, sono dell’idea che i bambini piccoli (e intendo 0-3) non siano tenuti a “industriarsi” a fare a meno dei genitori in dei momenti normalissimi come ad esempio addormentarsi..chi di noi non voleva i genitori al fianco? che poi ci si riesca è un’altro discorso, che a volte possa essere necessario ci può stare,ma come regola io sono proprio contraria!!!poi nel libro ci sono definizioni assurde,come “il trattamento” dei bambini col metodo, e altre regole fisse ad esempio sulle poppate…per me senza senso!

  11. 11

    kandyNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:19

    io l’ho letto e applicato :D e devo dire che la mia bimba di tre mesi dorme da due nella sua cameretta,nel suo lettino al buio da sola.
    non è stato poi così traumatico,niente scene terribili e niente pianti,solo un’abitudine come le altre.
    trovo sia giusto abituarli sino da piccini, senza per questo fargli mancare niente,anzi coccole a non finire,crescono così in fretta!

  12. 12

    rufuNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:19

    letto e applicato con tommi quando aveva circa un anno e mezzo, dopo un anno e mezzo che NON DORMIVAMO in tre.
    l’ho un po’ modificato perchè certe cose mi sembravano dure.
    tommaso ha imparato a riprendere sonno ai risvegli, tutto qui, senza urlare tutte le volte che si svegliava.

    secondo me è un fatto soggettivo, conosco tante mamme che passano la notte sveglie, io sinceramente non ci riesco.

  13. 13

    EquAzioniNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:24

    ciao a tutti
    per dare più punti di vista sull’argomento ci tengo a riportare alcuni commenti che sono nati da una discussione da me proposta riguardo a questo libro sul forum di ecobaby
    molte altre mamme hanno letto e applicato il metodo in modo soddisfacente: queste le loro esperienze.
    che ne pensate?

  14. 14

    crocettinaNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:30

    E’ stato la mia salvezza!!! Ho applicato il metodo da fine luglio quando siamo tornati da una vacanza allucinante perchè lei di notte non dormiva e voleva sempre stare attaccata alla tetta anche se poi la usava solo come ciuccio e non perchè aveva fame (ma era già da un pò che faceva così). La prima sera è stato traumatico per entrambe, tanto che mi sono chiesta se valeva la pena continuare, ho deciso per il sì e adesso lei si addormenta da sola, alla sera e al pomeriggio, nel suo lettino o dai nonni (che la dovranno curare quando io sarò al lavoro) e non si sveglia più la notte, o almeno se lo fa si riaddormenta da sola. So che molti pensano che sia un metodo brutale, ma io non avevo scelta, ero proprio arrivata alla frutta e dovevo fare qualcosa se non volevo entrare a far parte della categoria delle madri infanticide che fanno del male ai figli perchè non li soportano più.

  15. 15

    chiaraNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:32

    Io l’ho letto molto tardi, e cioè dopo aver fatto 2 figli, so che ho riso da matti, xche certe cose che diceva erano troppo divertenti.

    Secondo me c’e’ da dire che le persone si aspettano troppo da un libro sui bambini, personalmente ho sempre letto molto poco sulla puericultura anche quando ero in gravidanza, xche mi fa ridere pensare che ci sia gente che si sente eletta a un tale livello da poter dare consigli, spesso sono solo sproloqui soggettivi.

    Estivill l’ho letto perchè ne avevo tanto sentito parlare e quando dicevo che i miei figli dormivano tutta la notte e anche al pomeriggio tutti mi chiedevano se avevo letto sto estivill.

    In sostanza io ho sempre usato il metodo senza saperlo, con l’aggravante quindi che io dopo 5 minuti non tornavo a fare pat pat sulla spalla.

    I miei figli dormono dalle 12 alle 13 ore la notte e 2/4 ore al pomeriggio, non li ho mai minacciati, non li ho mai lasciati piangere per + di 15 minuti… e non mi sembrano bambini traumatizzati dal fatto che alle 20.30 vanno a letto xche è arrivata l’ora di mamma e papà.

    Non mi sono mai sentita chiedere di venire nel lettone, nè di non andare a letto, probabilmente perchè intrensecamente in me c’e’ quella famosa fermezza di cui parla Estivill, i miei figli sanno che quando dico una cosa è quella e non si discute.

  16. 16

    chiaraNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:33

    ….
    Sono circondata di amici che hanno i bambini nel lettone x buona parte della notte (e parliamo anche di bambini di 5 anni) e di gente che con bambini di 3 anni si sveglia ancora 3/4 volte per notte.

    Ora, potete venirmi a dire quello che volete, le coccole e 3000 altre cose, ma non c’e’ nessuna spiegazione al sistematico risveglio ogni 2 ore di un bambino di 3 anni, se non che il bambino non sa dormire, non sa addormentarsi e ha paura del buio.

    Da 0 a 6/8 mesi non si discute, sono cuccioli che non sanno nemmeno stare al mondo, ma dopo secondo me è giusto che i bambini imparino il ritmo della vita.

    Imparino che al buio non succede niente di brutto, imparino ad addormentarsi, ed imparino a girarsi dall’altra parte se si svegliano alle 3 della mattina. Non mi sembra un castigo, mi sembra la normalità.

    Credo che spesso il problema sia dei genitori stessi, che pur di non sopportare il pianto, pur di sentirsi genitori 10 e lode, pur di ottenere tutto e subito cedono a qualsiasi ritmo (se peraltro te lo puoi permettere, xche se devi andare al lavoro e lavorare 8/10 ore non ce la farai mai, ed è innegabile che per tuo figlio devi adattare la tua vita, ma non certo ai pigiama party notturni fino a 2 o 3 anni, fatti esclusi ovviamente i periodi in cui è malato ecc).

    Ma quando lavori e hai 2 o 3 figli non ti puoi neanche permettere il lusso di alzarti per tutti quanti 10 volte per notte, a meno che non ti fai di stupefacenti, e non mi pare il caso.

    Concordo con Estivill quando dice che il sonno si impara e che i bambini insonni da piccoli saranno probabilmente degli insonni anche da grandi. ….

  17. 17

    chiaraNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:33

    …..
    Io aggiungo che i bambini che non dormono passano il resto del tempo a rognare e a rompere le p@lle, xche fondamentalmente sono stanchi! dormire per un bambino significa metabolizzare psicologicamente tutte le informazioni che ha recepito durante il giorno, quindi credo che sia una cosa di fondamentale importanza.

    Sul discorso poi MA POVERINOOOOOOOOOO
    quando un bambino a 2 anni dorme ancora tra te e tuo marito secondo me BISOGNA farsi delle domande.

    Io non ho mai accettato che il mio matrimonio si confondesse tra le richieste dei miei figli oltre i 6 mesi, la sera per me è imprescindibile che io e mio marito ci guardiamo un film insieme sul divano senza scimmiette che saltano a dx e sx e che chiedono a gran voce di vedere i Puffi.

    E la mattina i bambini devo pure andare a svegliarli! quindi suppongo che il sonno gli sia proprio necessario, sennò non dormirebbero… o no?

    Scusate la lunghezza di qst post, ma il problema della nanna è un problema che sento molto, per me dormire è una necessità che viene prima del mangiare!!

  18. 18

    chiara80No Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:34

    Io quoto chiara quasi in tutto, dico quasi perchè mio marito arriva casa sempre dopo le 20, senza contare quando è in trasferta, come in questi giorni quando non torna… e vedo che mio figlio aspetta davvero quelle 2 ore da passare con suo padre… mi rendo conto che così facendo con mio marito quasi non ci vediamo senza figli: perchè 2 ore poi tra il coricarsi e mettere qualche cosa a posto fanno le 23… (se accendo il ferro da stiro giurato che finisco a metà notte).

    Poi sono convinta che ognuno di noi col suo bambino deve trovarselo da solo il suo equilibrio, magari leggere può essere uno spunto, libri pseudo pedagogici a casa mia ce ne sono, ma mica li prendo come oro colato.
    Il tempo comunque scappa via e i primi tempi in cui le notti magari si passano quasi in bianco, si dimenticano… e magari ci scappa un altro marmocchio che ti rimette in gioco. (ora no!!!!)

  19. 19

    kandyNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:35

    concordo anche io con chiara,l’ho letto per curiosità ma alla fine sono cose che sai già se vuoi avere anche tu una tua vita privata, daccordo i figli ma tutto ha un limite!

  20. 20

    kiaNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:36

    Il mio cucciolo non dormiva mai! Non dormiva di giorno, non dormiva di notte, urlava a squarciagola se non era sempre in braccio… insomma un incubo! Siamo andati avanti tra pisolini notturni al massimo di 2 ore consecutive, poppate lunghissime e frequentissime (aveva un bel problema di rigurgito, ma la pediatra continuava a dirmi che finchè cresceva di peso voleva dire che andava tutto bene e non dovevo fare niente… e che probabilmente recuperava facendo 1 – 2 pasti in più…) e veglia del dopo-poppata per favorire la digestione ed evitare le scene tipo esorcista per un casino di tempo. Ero più che distrutta e anche un po’ disperata perchè niente sembrava funzionare, neanche il biberon di latte artificiale dato la sera, che dicono dia una maggiore sensazione di sazietà. L’unica differenza era che il rigurgito puzzava di più!
    Non riuscivamo neanche a tenerlo nel lettone con noi perchè ci davamo fastidio a vicenda, rovinando anche le 2-3 ore di sonno a notte che ci concedeva.
    Una vicina ci ha poi regalato (chissà come mai… regalo interessato!) il famigerato “fate la nanna” e sia io che mio marito ce lo siamo letto e ci abbiamo ragionato parecchio. ….

  21. 21

    kiaNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:37

    Intanto era arrivato il tempo del primo approccio con la mela grattuggiata, il popo dormiva un po’ di più ma continuava a svegliarsi urlando dodicimila volte per notte, io avevo ripreso a lavorare ed ero sempre più distrutta.
    Progressivamente ho eliminato la poppata delle tre di notte, passando prima al biberon di camomilla, poi a semplice acqua, infine limitandomi a ninnarlo un po’ per farlo addormentare. Poi siamo passati alla fase due: al risveglio lo calmavamo accarezzandogli la testolina, parlandogli dolcemente e cantando ninne nanne ma senza più prenderlo in braccio. La piccola iena non ha gradito la novità ed è stato veramente duro tenere il punto… ma alla fine ha cominciato a farci l’abitudine Purtroppo di notte continuava a svegliarsi spesso…
    Così ridendo e scherzando siamo arrivati agli otto mesi e mezzo. Abbiamo quindi deciso che era ora di fare sul serio: abbiamo spostato il lettino nella sua cameretta ed abbiamo cominciato ad applicare il metodo. Michele, essendo un tipino dal carattere particolarmente deciso, non ha per niente rispettato la tempistica descritta nel libro: dopo 3 settimane si disperava ancora con pianti e grida rabbiose degne di hollywood, soprattutto se a metterlo a letto ero io.

  22. 22

    kiaNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:38

    Quando andava mio marito, infatti, piangeva molto meno. Pensandoci su ho capito che era perchè io gli avevo sempre cantato la ninnananna e fatto un po’ di coccole prima di lasciarlo da solo, quindi da me si aspettava ancora lo stesso trattamento e si inc… non poco quando lo mollavo lì con un bacino e una carezzina e basta. Mio marito, invece, è sempre stato più spiccio, quindi da lui si aspettava di meno. Sono quindi tornata sui miei passi, riducendo progressivamente le effusioni mentre lui si trovava già nel lettino ed aumentando i momenti di gioco pre-nanna e la cosa ha funzionato: in capo ad un paio di mesi siamo riusciti ad eliminare i risvegli notturni e ad abituarlo all’idea che poteva anche addormentarsi da solo.
    Ora è una pacchia, per lui andare a letto è una gioia, abbraccia il suo orsetto e ridacchia soddisfatto, poi dorme tutta la notte filata e fa il riposino sia di mattina che di pomeriggio.
    E’ stato un percorso più lungo di quello descritto nel libro, ma abbiamo provato con mano che le reazioni che ottenevamo non coincidevano con quelle (un po’ utopistiche) descritte, del resto non tutti i bambini hanno lo stesso carattere e sta ai genitori, che sanno con chi hanno a che fare, decidere come agire.

  23. 23

    ragoypNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:41

    Io l’ho letto e non applicato. Lo trovo esageratamente estremo. Ho poi letto questo, una bella critica frase frase al Facciamo la nanna. Mooooooooooolto più umano!!!!!

    Ma non so, secondo me se i figli dormono fin da piccoli tutta la notte è semplicemente culo!!!!! Sentendo qua e la c’è chi non dorme nè da solo nè in compagnia!!! O magari un figlio dorme e un altro no (stessa mamma, stesso padre, stessa famiglia, semplicemente bambini diversi). Io ho avuto questa fortuna: dal primo giorno mio figlio ha sempre dormito tutta la notte. E io non ho mai fatto niente di speciale. Certo dorme ancora nel lettino vicino a me, se vuole viene nel mio letto, poi magari torna nel suo, insomma fa quello che gli pare, ma almeno io ho sempre dormito!!! Non so se sarebbe lo stesso se dormisse in un’altra stanza. Il problema non me lo sono ancora posta. Certo prima o poi ce lo metterò, ma quando sentirò che sarà il momento. Sinceramente a me non interessa dove si dorme, non credo che chi dorme da solo cresca meglio di chi dorme con i genitori, l’importante per me è che si dorma e che tutti siano contenti. Sono molto istintiva e faccio le cose come me le sento. Forse sbaglierò, ma trovatemi chi non sbaglia in campo “figli”!!!! Perciò anche a me fanno ridere i “manuali universali”, o i “consigli sicuri di amiche, mamme, nonne ecc .” Magari uno può prendere qualche idea, ma poi “il metodo” ce lo si fa da soli. Mio figlio, però, fa un sacco di storie per andare a dormire, ma lui fa storie su tutto, quindi non mi preoccupo più di tanto!!!!
    PS: in ogni modo io sono per il dormire tutti in camere separate, mariti, mogli, figli…..ognuno in santa pace almeno la notte!!!!!

  24. 24

    crimartixNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:46

    Io quoto Chiara, anche se non ho letto Estevil e non so se sarei d’accordo con lui. Io sono una delle fortunate: Martina ha cominciato a saltare la poppata notturna a 3 settimane e a 2 mesi già si faceva le sue 5-6 ore filate di sonno notturno, nella culla accanto a me. A 8 mesi è passata nel lettino in camera sua (dove già faceva i sonnellini, quindi non è stato traumatico) e non ha fatto una piega. Tuttora va a dormire alle 20 – 20.30 e si fa le sue 11 ore filate, qualche volta di più, qualche volta di meno, anche se ora comincia ad avere difficoltà con il sonnellino, ma prima o poi lo so che lo dovrà saltare. Se si sveglia la notte con qualche richiesta, in genere si riaddormenta subito da sola, a meno che non stia male.

    Io credo che la ricetta magica non esista e che il sonno dei bimbi sia un misto di k**o e di abitudini: lei praticamente va a letto alla stessa ora da quando aveva 5 mesi e fino ai 2 anni e mezzo non ha MAI sgarrato (ok, questo vuol dire che non si esce la sera, ma io sinceramente non ho mai avuto voglia di uscire trascinandomi dietro una bimba piagnucolosa e iper-eccitata dal sonno e dalla novità). Da qualche mese, se capita, ogni tanto usciamo con lei e va a dormire più tardi, ma è una cosa molto occasionale. Anche lei sa che quando si va a letto si va a letto e basta. Anche se ora dorme in un letto “normale” non prova a scendere o cose simili. Se non si addormenta subito chiacchera con i suoi pupazzi finché non le viene sonno.

    Io non ho usato nessun metodo, anche se mi sono basata su due libri inglesi che avevo letto (lì i bimbi vanno TUTTI a letto presto, non come qui che quando dico a che ora va a letto lei mi guardano come se fossi un marziano), ho cercato di usare sempre la stessa routine e gli stessi rituali (libro, ninna nanna etc). Dall’anno scorso, quando passò un brutto periodo di incubi e risvegli notturni (in cui abbiamo tenuto duro per non arrenderci e portarla nel lettone, passando anche mezz’ora a ciondolare dal sonno accanto a lei per rassicurarla) ha bisogno solo per qualche minuto che io stia sulla porta della sua camera, e poi prosegue da sola e ha anche una mini-lucina. Insomma non credo nel farli piangere, perché penso che un bambino terrorizzato non vada a letto volentieri, ma non ne ho neanche avuto bisogno!

  25. 25

    frauNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:47

    x me è sbagliato il presupposto per cui si cerca un “manuale” per come “usare” i pupi! ogni bambino,ogni famiglia ha le sue esigenze diverse.

    noi siamo per il lettone “ospitale”, ma c’è anche da dire che Andrea per ora è l’unico, che ha 9 mesi, che io allatto full time e sono la prima a addormentarmi mentre poppa nel lettone anche se si addormenta nel lettino, che abbiamo una casa mini e che lui sta comunque in camera con noi che per il sesso sfrenato o posticipiamo frenando un pò o migriamo…non so come sarà quando crescerà e quando gli arriveranno i fratellini/sorelline, in linea di massima io sono per gli spazi per tutti, e l’accoglienza su necessità…certo che se un bimbo a tre anni si sveglia ogni due ore c’è da indagare altrove…per me i bimbi rispecchiano molto l’ambiente che li circonda, forse prima di cercare le soluzioni nei libri bisognerebbe capirsi attraverso loro. lui ha sempre dormito regolare,anche i risvegli sono quelli, quindi non posso proprio lamentarmi!

  26. 26

    danielaNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:49

    Ma questa nanna dove la fanno i vostri bimbi?

    La mia bimba ha un anno e mezzo e, nonostante sia minuta, a me il lettino a cancelli pare troppo piccolo. Lei si muove molto, ha cominciato a scalciare prestissimo in pancia, scalcia quando la allatto, scalcia quando mangia, in collo balla…
    A dirla così pare agitata, in realtà è una bimba vivace si, ma molto tranquilla. Solo che si muove tantissimo! Nell’ovetto o nel passeggino non ha mai dormito più di mezzora: appena si rigirava, sententosi stretta si svegliava, mentre se ha spazio dorme tranquilla. Al mare in tenda la mettevo a dormire nel materasso matrimoniale da 1,5 m e la ritrovavo nei posti + disparati.
    Adesso ho il lettino vicino al lettone con una sponda abbassata e spesso la ritrovo nel lettone.
    Quindi, a parte la scelta tra metodi, io ho il problema della scelta tra letti!

  27. 27

    crocettinaNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:50

    E’ stato la mia salvezza!!! Ho applicato il metodo da fine luglio quando siamo tornati da una vacanza allucinante perchè lei di notte non dormiva e voleva sempre stare attaccata alla tetta anche se poi la usava solo come ciuccio e non perchè aveva fame (ma era già da un pò che faceva così).
    La prima sera è stato traumatico per entrambe, tanto che mi sono chiesta se valeva la pena continuare, ho deciso per il sì e adesso lei si addormenta da sola, alla sera e al pomeriggio, nel suo lettino o dai nonni (che la dovranno curare quando io sarò al lavoro) e non si sveglia più la notte, o almeno se lo fa si riaddormenta da sola. So che molti pensano che sia un metodo brutale, ma io non avevo scelta, ero proprio arrivata alla frutta e dovevo fare qualcosa se non volevo entrare a far parte della categoria delle madri infanticide che fanno del male ai figli perchè non li soportano più.

  28. 28

    crocettinaNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:51

    Elisa dorme nel suo lettino e nella sua cameretta, dorme praticamente tutta la notte, solo un paio di vote mi è capitato di fare notti in bianco da quando ho messo in pratica il metodo del libro, io penso sia stato per i denti. Tanto per fare un esempio, ieri sera l’ho messa nel lettino alle 21.30 dopo la poppata, si è addormentata nel giro di 10 minuti, ma senza piangere e si è svegliata stamattina alle 9!!!

  29. 29

    annucNo Gravatar said,

    novembre 2, 2009 @ 09:52

    Anche Riccardo naviga nel lettino……. ma non mi faccio problemi tanto c’è il paracolpi. Ho notato che più spazio hanno a disposizione più ne occupano. Le volte (poche) che metto ricc a dormire nel lettone, vaga per tutto il letto e più di una volta è caduto. Anche per questo non mi piace farlo dormire con me. Ma lui generalmente non fa problemi.

  30. 30

    sveNo Gravatar said,

    novembre 25, 2009 @ 18:52

    io non ho letto il libro.. ho cercato di abituare Oscar a degli orari.. e la sera va a letto sempre senza problemi…
    dorme praticamente tutta notte.. si sveglia un paio di volte per cercare il ciuccio.. e da solo non riesce a trovarlo..
    tra un mesetto vorrei spostarlo nella sua camera.. per una mia comodità l’ho nel suo lettino in camera nostra.. ma mai viene nel lettone.. se non la domenica mattina per giocare con noi :)

    (che capitato un mesetto fa che mi facesse fare notti in bianco… pesanti.. ma poverino non stava proprio bene :( )

    mettendolo in camera da solo come posso fare perchè si abitui a riaddormentarsi da solo in questi risvegli.. !?!? senza farci andare in camera sua..
    o forse chiedo troppo per un bimbo di 11 mesi :) ?

  31. 31

    crimatixNo Gravatar said,

    novembre 25, 2009 @ 18:53

    noi tenevamo 6-7 ciucci nel lettino!!

  32. 32

    EquAzioniNo Gravatar said,

    novembre 27, 2009 @ 00:33

    riassumo brevemente la nostra esperienza “nanna” col piccolo ale:
    da appena nato ale ha sempre dormito nella culla accanto al nostro letto facendosi dormitone a volte anche filate di 10-12 ore, con intervalli-poppatina, specialmente i primi mesi!! di giorno invece ha sempre dormito poco e con orari assolutamente non regolari.
    intorno agli 8-9 mesi non è stato benissimo per un paio di settimane e da lì nel suo ritmo del sonno sembra che si sia “rotto” qualcosa, ma niente di che: solo qualche sveglia notturna in più.
    certo è capitato anche a me di avere nottatacce, per quanto debba ammettere, nel complesso, di essere stata fortunata
    ma nemmeno in quelle occasioni ho mai provato ad applicare il metodo. forse non ero allo stremo delle mie forze (e non mi permetterei mai di giudicare chi lo fosse!!) ma a mio avviso questo non è un buon motivo per applicarlo!! ( ripeto. capisco che uno possa sentirsi costretto, ma non convinto!! ho un’amica che ha provato e al mattino mi ha raccontato di non aver ugualmente chiuso occhio. prima lo sentiva piangere e poi si chiedeva se fosse stato giusto…)
    a quasi 18 mesi ale si addormenta con la tetta (quasi sempre) e poi dorme nel suo lettino, in camera sua
    quando si sveglia (per fare la pipì e per bere) lo porto con me nel lettone dove si riaddormenta ancora con la tetta e poi di nuovo nel suo lettino.
    la svegia notturna è una, sempre alla stessa ora, o al massimo 2.
    ripeto, sono fortunata, non sono più brava di altre!
    ma indipendentemente da questo non credo sia giusto portare dei bambini ad addormentarsi per rassegnazione
    non sono dei piccoli strateghi che arrivano a VOMITARE per attirare la nostra attenzione
    rimpongo dunque la domanda a chi di voi ha applicato il metodo: pensate questo dei vostri bambini???

  33. 33

    sveNo Gravatar said,

    novembre 27, 2009 @ 00:35

    sapete che invece Oscar ogni tanto lo fa di vomitare!??!
    quando magari sto facendo altro.. e non gioco con lui capita che si infili le mani in gola.. e faccia il “verso”.. per attirare la mia attenzione..
    non capita spesso, ogni tanto cerco di ignorarlo cmq.. ma ogni tanto lo sgrido.. visto che se ne parla… avete consigli a riguardo?

  34. 34

    fridaNo Gravatar said,

    novembre 27, 2009 @ 12:18

    ciaoatutte,
    dopo una nottataccia infernale, mi sembra doveroso partecipare alla discussione…
    Tommaso quando era piccolino dormiva senza problemi; a 1 mese ha inziato a tirare 12-13 ore con sveglia alle 8 , tanto chelaprima volta ce la mattina mi sono svegliata e ho visto che ore erano, mentre realizzavo di on essermi mai svegliata per llattare, sono andata nel panico credendo fosse morto :grr
    Poi pian piano ha iniziato con sveglie notturne più o meno regolari ma si addormentava con la tetta senza particolari problemi. quando siamo passati dalla culla al lettino, sempre in camera nostra per motivi di spazo, ha inziato a non volerne sapere più di fare la nanna ed era un continuo svegliarsi…Nello stesso periodo ciè capitato tra le mani in libreria tra l’usato, il fatidico manuale e ci è sembrato un segnale! Alcune cose ci sono sembrate attendibili e coincidenti con l’esperienza che stavamo vivendo in quel periodo per cui con qualche(parecchie) riluttanza da parte mia abbiamo deciso di tentare anche quella strada. Non ho da dire che l’applicazione del metodo (già chiamarlo così mi sembra di stare parlano di una tortura) richiede una buona dose di freddezza e forse di disperazione, ma in effetti Tommaso nel giro di una settimana ha imparato a dormire nel lettino, per cui ci siamo chiesti se fino ad allora non avessimo sbagliato noi nel cercare di imporgli questa sana abitudine. Poi, complice l’estate insieme ad amici con altri bimbi, il mare e la necessità di farli piangere il meno possibile, perché se partiva il primo era la fine, abbismo ceduto alla nanna nel lettone con noi…Al rientro, coinciso col mio ritorno al lavoro, le cose sono peggiorate al punto da arrivare alla tetta a richiesta ogni ora, cosa mai successa neppure nei primi mesi. Anche in quel caso , dovendo alzarmi per andare al lavoro ho preferito metterlo nel lettone e dormire qualche ora in più piiuttosto che faticare per cercare di farlo dormire da solo :grr Ma giuroche non ce la facevo più ad andare avanticosì, andavo al lavoro come uno zombie e al rientro dovevo occuparmi di lui visto che ci diamo il cambio con il papà non avendo nonni ed affini.

  35. 35

    fridaNo Gravatar said,

    novembre 27, 2009 @ 12:18

    ….
    Le cose sono continuate così tra addormentamenti nel suol ettino, risvegli notturni più o meno regolare per venire da noi. Da quando ha iniziato il nido a settembre si è regolarizzato molto per cui alle 20.30 chiede il biberon di latte e tende lebraccia al papo per andare a nanna. Da qualche girono invece tuttosembra essere tornato come ai vecchi tempi: strilli e strepiti appena ci si avvicina al suo letto, anche se magari si era già addormetato nel tragitto per arrivare in camera…, ore di pianti e urla in piedi chiedendo di essere preso in braccio per anare nel lettone. Insomma uno sfinimento, specie perché ha una resistenza indicibile e dopo ore di ’sta manfrina, nel bel mezzo della notte si sveglia e ricomincia la solfa.
    Adesso siamo al capolinea perché sta per arrivare la sorellina e, poiché sempre per lo spazio esiguo in casa dormiremo tutti e 4 felicemente nella stessa stanza (speriamo solo fino all’anno prox! ), siamo un po’ preoccupati per come gestiremo la faccenda. Scusate lo sfogo, ma è stata una lunga e dura nottata considerando anche l’insonnia gravidica e la nausea che ha ricominciato a perseguitarmi :cry
    Concludo dicendo che a parte acuni spunti, la lettura del “libro” , secondo me può tranquiillamente essere evitata dal momento che i bimbi non sono delle macchinette da programmare a nostro piacimento e con simili strategie. La questione del sonno credo vada un po’ a K….come quella dele pappe e un pochino alle nostre abitudini e alle circostanze in cui la famiglia si trov a vivere.
    Ciònon toglie però che consigli e suggerimenti da parte vostra ovviamente sono ben accetti

  36. 36

    rufulinoNo Gravatar said,

    dicembre 1, 2009 @ 15:41

    sve, una volta o due lascia che vomiti, e facendo finta di niente passi a pulire.
    non lo farà una terza.
    non sgridarlo…quello che vuole è creare un’interruzione alla tua attività.
    piuttosto, se riesci, spezza di tua volontà i ritmi dell’”altro” dedicando anche solo qualche minuto al gioco, se non richiesto spesso è ancor più apprezzato

  37. 37

    frauNo Gravatar said,

    dicembre 1, 2009 @ 15:42

    noi ci confermiamo sempre più come mammoni-paponi e soprattutto lettoni!
    comunque siamo fortunati,perchè sta bene a tutti e tre e abbiamo un equilibrio familiare notturno grossomodo consolidato! a proposito di lettino, Andrea ci fa la prima parte della notte, ma ultimamente quando si sveglia, per poppate o incubi,si alza proprio in piedi,anche piangendo, e saltella ormai pericolosamente,tanto che l’ho trovato con la sponda sotto le ascelle,si era praticamente sollevato e se avesse sporto la testa in basso poteva anche cadere!
    ma i vostri si sono mai buttati dal lettino?cioè lui ancora non cammina però si tira su e cammina di lato reggendosi con le mani…anche volendo (ma tanto non voglio) lasciarlo solo per dormire, non posso, ho paura che cada!ormai non ce lo lascio nemmeno a giocare per andare a fare pipì

  38. 38

    frabNo Gravatar said,

    dicembre 4, 2009 @ 17:53

    io ho letto “fate la nanna” mentre aspettavo Valeria… non ho mai dovuto applicare il metodo perchè lei è sempre stata bravissima. a 10 giorni l’abbiamo messa nella sua cameretta. fino a due mesi faceva due risvegli notturni, poi ha tolto una poppata e già a 5 mesi dormiva tutta la notte.
    io ho notato che quando avevo la bimba in camera dormivo malissimo, perchè i bimbi sono “rumorosi” e mi svegliavo per un nonnulla. poi non riesco ad allattare a letto, preferisco la poltrona, che avevo messo nella sua cameretta.
    Con Alessia è stata un pò più tosta, ma avendo già esperienza non mi sono fatta impietosire 8) (cuore di pietra).
    Io credo che questi libri siano interessanti nel momento in cui li leggi non come una verità assoluta, ma come una possibilità, un momento di confronto. Ognuno prende quello che va meglio per sè, e non credo che Estevill si senta dio in terra pronto a dire la verità assoluta. Lui parla per sua esperienza, poi ognuno prende quello che vuole.
    Bisogna pensare che ci sono tanti genitori veramente impreparati, nel senso che si trovano nel panico assoluto per stupidaggini (quelle che io reputo stupidaggini) quindi forse a loro, un libro che spiega anche solo come far fare la nanna al proprio figlio, (quindi essere genitori più riposati e quindi che ragionano meglio) potrebbe essere fondamentale.
    Poi ad essere sincera, quello che dice Estevill lo ha a grandi linee detto il pediatra dell’ospedale quando ha fatto un incontro con le mamme che avevano appena partorito .

  39. 39

    crocettinaNo Gravatar said,

    dicembre 4, 2009 @ 17:54

    Io, come già detto in un altro post, ho applicato il metodo perchè ero veramente arrivata alla frutta.. forse mi è andata di c… e con Elisa ha funzionato da subito o forse doveva andare così e se, avevo un pò di pazienza, magari tutto si sarebbe sistemato senza nessun metodo, il fatto è che io davvero non ce la facevo più (e mio marito anche). Però non ho preso alla lettera tutto quello che dice nel libro Estevil, per esempio quando dice che, se il bimbo sta male non va tirato su dal lettino (per lui tutto va fatto tenendolo li dentro), va bene tutto, ma se lei sta male nel lettone ci viene eccome!!!

  40. 40

    EquAzioniNo Gravatar said,

    dicembre 4, 2009 @ 20:25

    una volta o due lascia che vomiti, e facendo finta di niente passi a pulire.
    non lo farà una terza.

    OH M I O D I O…

    quello che vuole è creare un’interruzione alla tua attività.

    se “fa il verso” probabilmente è vero, se arriva a vomitare per davvero non direi…
    e comunque in entrambi i casi, forse sarebbe il caso di dargliela un pò di attenzione!

    Il commento di Rufolino racchiude tutto quello che mi fa più paura in Estivil… (davide)

  41. 41

    bibiNo Gravatar said,

    dicembre 12, 2009 @ 11:47

    Ciao a Tutti,
    io ho letto “Fate la nanna” quando Gabriele aveva due mesi (e, ovviamente si svegliava più volte la notte per mangiare) ma mi ha angosciato e non l’ho mai applicato.
    Oggi Gabri ha quasi due anni e, dopo aver dormito per mesi nel lettino, in camera nostra, ora si è traferito direttamente nel lettone. E’stato un passaggio istintivo per tutti: me, mio marito e il piccolo. Quest’estate con il caldo era mio figlio stesso a preferire il lettino, forse perchè più fresco. Con l’inverno si va a dormire insieme. Nella fase di addormentamento, dopo aver guardato un libro insieme, a volte mi ritrovo a fare discorsi da sola perchè lui e mio marito si sono già addormentati! Risultato finale: si dorme tutti e tre 8 o 9 ore filate. Certo, la sera non si guardano più i film alla tele fino a tardi (ma sento di non perdermi niente) e si va a dormire massimo alle 11. Ma stiamo benone.
    E’una tenerezza infinita avere gabriele che mi accarezza la faccia prima di addormentarci e, se si sveglia di notte, sentirlo che mi dà bacini sulla schiena. Non mi sono chiesta se tutto questo sia giusto o sbagliato (oddio…forse è tutto sbagliato) ma stiamo bene così al momento. E, in fondo, mi dico, quanto durerà questo stato di grazia? Quando avrà 3 o 4 anni avrà ancora voglia di queste coccole?
    La vita di coppia? Lo ammetto, ci sono molti meno momenti di intimità ma quando ci sono ci sembra, con mio marito, di essere tornati fidanzati quando si cercava tempo e spazio per coccolarsi un po’. E anche questo fa star bene!
    Questa è la mia esperienza. Rispetto quelle di tutti gli altri. Solo: con il metodo Fate la nanna credo sia importante non superare i tre minuti di pianto consigliati!

  42. 42

    rufulinoNo Gravatar said,

    dicembre 12, 2009 @ 14:28

    se “fa il verso” probabilmente è vero, se arriva a vomitare per davvero non direi…
    e comunque in entrambi i casi, forse sarebbe il caso di dargliela un pò di attenzione!

    Il commento di Rufolino racchiude tutto quello che mi fa più paura in Estivil… (davide)

    l’ho detto anche io, di dargli attenzione e soprattutto in momenti non solo espressivamente “richiesti” ma anche quando non se lo aspetta…
    e non sono una criminale, ho tre bambini e vivo per loro.
    ma un bambino che si infila le dita in gola per attirare l’attenzione può anche solo farlo come un gioco, sta di fatto che non è un comportamento che deve renderlo “interessante” o si rischia che lo prenda come abitudine o peggio come richiamo.
    e alla lunga, causa il vomito non per sofferenza ma semplicemente perchè stimola eccessivamente la glottide.

    resto dell’idea che non vada sgridato ma che il gesto vada ignorato (occhio, NON il bambino, ma il gesto) perchè è l’unico modo per evitare che lo faccia ancora.

  43. 43

    rufulinoNo Gravatar said,

    dicembre 12, 2009 @ 14:30

    per concludere, io non penso che esista un bambino che si provoca il vomito per attirare l’attenzione, o meglio, non a questa età.
    il vomito è una reazione NATURALE a determinati stimoli, quando un bimbo piange fino a vomitare non è perchè lo stia facendo apposta ma perchè ha pianto troppo, o con troppa forza e ha causato un’irritazione del primo tratto del suo apparato digerente.

    quindi, quella di estivill è senza dubbio una stupidaggine (come molte altre) ma ho letto il libro e non trovo che sia TUTTO da buttare, il metodo come tale secondo me non esiste, perchè il bambino va preso in considerazione in quanto individuo.

    se Oscar si è accorto che per chiamare la mamma il dito in gola funziona alla grande, sta a lei fargli capire che per chiamare la mamma basta dire “mamma”. se in seguito a queste dita in gola Oscar vomita, e può succedere, meno peso darà all’accaduto, prima lui capirà che non è quello il modo per attirare l’attenzione della sua mamma.

    io non mi permetterei mai di dire a Sve di considerarlo di più, perchè do’ per scontato che sia una mamma attenta e premurosa, ma le ho detto che io, se fossi in lei, DIVERSIFICHEREI il tipo di attenzioni per far si che l’episodio non si ripeta e se dovesse capitare non lo deve sgridare, perchè il suo modo di comunicare in questa fase è sbagliato ma il compito della sua mamma è ascoltare quello giusto, non dare peso a quello errato.

    spero di essermi spiegata.

  44. 44

    EquAzioniNo Gravatar said,

    dicembre 12, 2009 @ 15:15

    il vomito è una reazione NATURALE a determinati stimoli, quando un bimbo piange fino a vomitare non è perchè lo stia facendo apposta ma perchè ha pianto troppo, o con troppa forza e ha causato un’irritazione del primo tratto del suo apparato digerente.

    infatti. il problema è che Estivill consiglia di non preoccuparsene e di ignorare il “comportamento inopportuno” del bambino proprio perchè considera il suo vomitare una reazione naturale alla sollecitazione/irritazione della golae ( messa in atto apposta dal bambino per attirare l’attenzione). Secondo me questo è crudele e pericoloso.
    E’ vero, i bambini, quelli piu grandicelli sanno benissimo come attirare l’attenzione , non tanto perchè siano manipolatori, ma semplicemente perchè fortunatamente non sono scemi, ma IGNORARLI secondo me è pericoloso e controproducente. Come dici tu, se il bambino vuole attenzione, forse è il caso di dargliela, e sottolineo io (dall’ultimo tuo commento si capisce meglio che tu lo ritieni scontato, ma purtroppo spesso non lo è) forse è il caso di dargliela ancor prima che ce la richieda. Non bisogna dare troppo peso o ingigantire il comportamento inopportuno ma ignorarlo secondo me porterebbe ad innalzare la soglia di shock/pericolosità. Se mi accorgo che chiamando mamma a bassa voce, la mamma non risponde, urlerò, se urlando, continua ad ignorarmi, piangeò, se pianendo non ottengo nulla, piangerò magari fino a vomitare, se anche cosi non otterrò nulla, cercherò di farmi del male ( E ANCHE IN QUESTO CASO ESTIVIL DICE DI IGNORARLO …!! :o ),.
    esagererò, ma, anche il suicidio, in fin dei conti, non è l’ennesimo tentativo, fallito, di attirare l’attenzione ( inteso come l’affetto e l’aiuto) degli altri ???!!??

    quindi, quella di estivill è senza dubbio una stupidaggine (come molte altre) ma ho letto il libro e non trovo che sia TUTTO da buttare

    Assolutamente d’accordo, anche secondo me non è tutto da buttare, alcune idee sono valide e utili ma nel complesso è pieno di stupidaggini e di consigli pericolosi. Come ho scritto nel post , parte da presupposti giustissimi per arrivare a conclusioni che più sbagliate non si può.
    E la pericolosità dei suoi consigli si moltiplica se pensiamo “alla leggerezza” con cui questo libro viene regalato, letto e applicato. Troppi genitori, “citando estivill” dicono di lasciar piangere il proprio bambino, ad oltranza e con la porta chiusa (tutte cose che invece estivil stesso dice di non fare!). Sbagliano loro, e non Estivil, ma in un certo senso, il successo del libro deriva proprio da una deresponsabilizzazione dei genitori e dalla legittimazione di certi comportamenti e atteggiamenti “educativi” che mi spaventano davvero. In fin dei conti, c’è scritto quello che molti genitori impreparati, ansiosi o in crisi vorrebbero sentirsi dire, il bambino è un manipolatore, deve dormire da solo nella sua camera, deve addormentarsi da solo, se piange fa per finta e se vomita lo fa apposta, non curatevene. Non avrà traumi perchè basta passare 10 minuti di armonia e affetto prima di applicare il metodo.. !!

    non lo deve sgridare, perchè il suo modo di comunicare in questa fase è sbagliato ma il compito della sua mamma è ascoltare quello giusto, non dare peso a quello errato.

    ASSOLUTAMENTE VERO.
    ciao RufUlino mi spiace di aver frainteso il tuo commento precedente.

  45. 45

    ziaroby84No Gravatar said,

    dicembre 12, 2009 @ 22:50

    Io quoto Rufus :wink: anche se il mio è ancora piccolo e non siamo ancora a quei livelli.

    Volevo aggiungere la mia piccola esperiena, anche se non ho letto Estevill…
    Renato è sempre stato piuttosto bravo, la notte l’ha sempre sentita e si svegliava solo per mangiare (al max stava sveglio mezzora dopo il pasto). Il giorno invece i primi due mesi sono stati faticosi: sempre in braccio e se si addormentava appena lo mettevo giù si svegliava… E di provare a lasciarlo piangere non c’ho mai pensato, anche perché era troooppo piccolo. Poi quando le coliche sono passate e il nuovo latte è stato ben accettato ha iniziato a dormire un po’ (ma poco eh) anche il giorno, sempre addormentandosi in braccio, con la differenza che una volta messo giù, un’oretta la tirava. Ah, non ho detto che non ha mai voluto il ciuccio… Verso i 4 mesi, un giorno che ero stufa di tenerlo in braccio, l’ho lasciato nel passeggino e avanti e indietro finché s’è addormentato. Da allora si è sempre addormentato nel passeggino (meglio avanti e indietro che sempre in braccio). Ogni tanto provavo a lasciarlo nel lettino da solo, ma niente…urla e urla! Una settimana fa ho deciso: perché non inizio a farlo dormire nel lettone con me, così magari si abitua ad addormentarsi senza l’essere cullato dal passeggino? E così è stato… ha iniziato ad addormentarsi vicino a me (e dopo ovviamente lo mettevo nel suo lettino) e ieri sera…sssss, diciamolo piano…s’è addormentato da solo nel lettino e anche stamattina per il riposino….
    Ammesso e non concesso che continui così non credo di aver avuto chissà quale metodo, ma semplicemente di essere stata fortunata. Però sperimentare non guasta!
    Quindi ragazze, armatevi di pazienza e sperate di aver fortuna!!!

  46. 46

    crocettinaNo Gravatar said,

    dicembre 14, 2009 @ 11:17

    Come ho già scritto in altri post, io ho voluto applicare questo metodo perchè ormai allo stremo, però non mi considero una cattiva madre per questo (avrei rischiato di esserlo se non risolvevo il problema però, e voi non immaginate neanche quanto…) non ho mai neanche pensato che mia figlia fosse una “manipolatrice” in grado di mettere in atto certi comportamenti solo per attirare l’attenzione, un paio di volte è capitato che facesse la cacca, se avessi preso per oro colato quello che diceva Estivil, avrei dovuto pensare che lo faceva per avere più attenzione, invece il mio pensiero è stato ” le scappava e l’ha fatta” tutto qui, non ne ho fatto una tragedia. Insomma, spero di essermi spiegata.

  47. 47

    rufulinoNo Gravatar said,

    dicembre 14, 2009 @ 11:32

    x fortuna non sono scemi a nessuna età, comunque a me spaventa molto di più l’etichetta di “bambino che vuole attirare l’attenzione” perchè fondamentalmente secondo me il bambino non dovrebbe aver bisogno di questo.

    molto fa il comportamento del genitore, non nell’occasione in cui il bimbo manifesti un maggior bisogno di attenzioni (bisogno peraltro lecito!) quanto nel quotidiano, perchè se noi genitori riusciamo a dare ai bambini i loro spazi, i bambini non avranno bisogno di comportamenti “particolari” per attirare quella che dovrebbe essere la nostra NATURALE attenzione.

    io non sono una che risponde al primo “uh” perchè credo che anche un bambino debba imparare a rispettare i tempi dell’adulto (comunque non si può generalizzare, ci sono volte in cui ritengo giusto correre e volte in cui chiedo loro di aspettare), ma vorrei che crescessero imparando ad interagire con gli altri, adulti e non, senza aspettarsi che tutto arrivi nell’esatto momento in cui viene richiesto, perchè nella vita di tutti i giorni questo non accade.

    rileggendomi mi sono resa conto che il mio pareva un consiglio hitleriano :o ma non era questo il mio intento!

    pulire il vomito senza dar peso al vomito significa pulirlo senza urlare ODDIOOOOOOOOO HAI VOMITATO! perchè questo rinforzerebbe nel bimbo l’idea che “vomitare=adesso mamma starà di più con me”, idea sbagliata a priori per N motivi…

  48. 48

    KatiaNo Gravatar said,

    dicembre 27, 2009 @ 22:03

    ma l’avete letto senza mettere avanti presunzione e prosopopea? non c’è nulla di crudele in ciò che CONSIGLIA. Già, perchè nessuno è obbligato a fare alcunchè
    non esiste fortuno o sfortuna nel dormire: i bambini imparano la bellezza del sonno proprio come imparano tutto il resto
    la fortuna o la sfortuna sta solo nel trovare dei genitori con mente elastica
    non bisogna essere rigidi, in nulla e mai
    ma certo è che ci deve essere differenza tra adulto e bambino
    se uno fa un figlio per giocare al pigiamaparty tutte le sere, meglio che metta due preservsativi va!

  49. 49

    ElenaNo Gravatar said,

    gennaio 4, 2010 @ 11:34

    L’AAIMH Associazione austrialiana per la salute mentale del bambino mette in guardia contro il metodo di Estivill, anche l’ACP Associazione Culturale Pediatri italiana e varie associazioni di pediatri americane e canadesi hanno prodotto documenti che mettono in luce la pericolosità di questo metodo.

    di seguito il link di un articolo scientifico sul tema:
    http://db.acp.it/Quaderni.nsf/3a1c1953f006da72c12571170039ab35/9af08d4ad404b472c125722e0035d269?OpenDocument&ExpandSection=2

  50. 50

    EquAzioniNo Gravatar said,

    gennaio 4, 2010 @ 22:52

    Link assolutamente fantastico e utilissimo Elena, grazie!
    Per comodità (l’articolo è abbastanza lungo e tecnico) riporto la conclusione,che è davvero preoccupante:

    Non c’è, in letteratura, nessun lavoro scientifico a firma di E. Estivill; pertanto ai dati riportati sul suo libretto ad uso dei genitori non può essere applicata una valutazione critica circa l’efficacia stati-stica e clinica a fronte dei risultati riportati (823 bambini di età 6 mesi-5 anni con il 96% di risultati “pienamente soddisfacenti”).
    Il testo di Estivill propone l’autosomministrazione di un protocollo di EG (Estinzione Graduale) che è efficace a breve, ma non a lungo termine. Non possiamo inoltre ignorare che le ultime linee-guida dell’AAP per la prevenzione della SIDS includono il room-sharing ovvero la condivisione della stanza dei genitori almeno per i bambini di età inferiore a 6 mesi, e inoltre la recente Position Paper della Australian Association for Infant Mental Health sul “Controlled Crying” (simile all’EG) richiama alla prudenza i medici e i ricercatori, prospettando le possibili conseguenze psicologiche negative di questo tipo di intervento.

  51. 51

    EquAzioniNo Gravatar said,

    gennaio 4, 2010 @ 22:53

    In effetti una delle tante cose che mi aveva colpito nei “manuali” di Estivill era proprio la totale e più assoluta assenza di note bibliografiche e riferimenti a studi e statistiche ufficiali (che sono la norma in saggi di qualunque tipo – figuriamoci in quelli medico – scientifico.. ) – a parte , ovviamente , la sua statistica di “efficacia al 98%!!!”

  52. 52

    AnnaNo Gravatar said,

    febbraio 10, 2010 @ 14:45

    Ciao a tutti. Rimango sconcertata nel vedere quanto certe persone riversino il proprio bisogno di affetto sul figlio/figlia, anzichè verso il proprio compagno.
    Se non si hanno problemi con un bambino che non dorme è OVVIO che non si riesca a capire questo libro.
    Io inconsapevolmente ho applicato questo metodo anni fa quando facevo baby sitter, ora sto per diventare mamma. Con 2 bambini che tenevo ad esempio, il secondo dei quali non voleva dormire e svegliava il fratello a tutte le ore della notte, e la mamma esaurita mi ha chiesto di aiutarla. D’istinto ho capito che dovevo lasciarlo piangere, è una guerra fredda. Loro sanno benissimo cosa possono fare e quanto possono spingersi in là con i capricci in base alle diverse persone. E’ vero, è stato penoso vederlo vomitare per il pianto ma l’ho pulito e rimesso giù e alla fine, dopo 3 volte, alla 4a aveva capito che con me quando si andava a letto SI ANDAVA A LETTO A DORMIRE. Prova ne fu il fatto che io lo mettevo nel suo lettino persino senza ciuccio a 5 mesi, mentre la mamma non riusciva a farlo dormire nemmeno dopo 1 ora di cullamento in braccio. Le ho detto di fare come me e nel giro di poco ha capito e non ha più fatto problemi. OVVIAMENTE quando un bambino così piccolo piange, prima ci si deve assicurare che non abbia coliche o altri malesseri ma se poi ci si accorge che è un capriccio allora non bisogna assecondarlo. Il sonno è importante anche per le mamme per essere più energiche il giorno dopo e poter prestare tutte le attenzioni necessarie il giorno successivo. Trovo allucinante vedere questi bambini che vengono allattati fino a 3 anni, con tanto di denti spuntati, o che dormono nel lettone regolarmente tra mamma e papà, poco igienico e sicuramente poco sano anche per la coppia. Cercate di tagliare un po’ il cordone ombelicale. Sono i nostri figli, non i nostri compagni, sono loro che hanno bisogno di noi, non il contrario.
    CIAO Anna futura mamma ad Agosto.

  53. 53

    EquAzioniNo Gravatar said,

    febbraio 10, 2010 @ 16:17

    Anna, hai proprio ragione. è una guerra fredda !
    Fredda come la relazione che si instaura con il bambino quando si è convinti che sia un piccolo tiranno capriccioso e ricattatorio. Fredda come la tua reazione di fronte alla disperazione e al vomito. Fredda come la logica che sta dietro a questo metodo e la conclusione che se ne trae.

    Noi non abbiamo mai criticato chi mette in pratica questo metodo per disperazione, come ultima spiaggia, quando proprio non ce la si fa piu e l’alternativa sarebbe mettere a rischio la salute mentale e fisica della madre, della coppia e del bambino.
    Noi critichiamo (e non solo noi genitori apprensivi, morbosi, e alternativi ma anche pediatri e psicologi) il metodo in sè e la leggerezza con cui viene proposto e applicato.
    Se anche ci fossero “problemi” di insonnia infantile, e questo metodo apparentemente li risolvesse, questo non significa che il metodo sia 1)scientifico 2)giusto 3) umano.
    E se non dorme nemmeno cosi? Lo droghiamo? Lo picchiamo? Lo facciamo fuori quel piccolo bastardo capriccioso?

    A 5 mesi!!! a 5 anni forse capirei, forse. ma dire che a 5 mesi siano capricci e vizietti e piccoli mezzucci per dormire insieme è pura follia (o cieca – e appunto – fredda razionalità)
    E poi come capisci se ha dei malesseri o fa finta (a 5 mesi) ? te lo dice ? o segui il tuo istinto di donna?
    spero davvero che quando diventerai mamma, ad agosto, e avrai il tuo piccolo fra le braccia, tu ti possa ricredere (per il suo bene). e che tu possa capire che non è affetto morboso quello che spinge ad allattare a lungo o a dormire insieme, e che bimbi e compagni hanno bisogno in egual modo.
    Spero di rileggere dei tuoi commenti e spero che tornerai a leggerci quando sarai mamma (e tu possa trovare utili i nostri articoli e non solo sconcertanti)
    ciao
    (davide)

  54. 54

    giuliettaNo Gravatar said,

    febbraio 15, 2010 @ 17:44

    premesso che sono socia della Leche League (che promuove il sonno condiviso, vd il libro “Genitori di giorno e di notte”) e non condivido affatto il metodo estivill (ma non giudico nessuno, anche perchè ogni bimbo è un caso a sè), volevo raccontarmi la mia esperienza.
    silvia ha dormito x il primo mese, mese e mezzo nella carrozzina a fianco al ns letto.
    dormiva abbastanza, solo che ci mettevo tanto ad addormentarla in braccio, perchè dovevo metterla nella carrozzina solo dopo che si era profondamente addormentata, altrimenti si risvegliava subito e dopo averla messa giù dovevo continuare a cullarla per 15/20 minuti.
    il problema era che la carrozzina è molto alta rispetto al letto e io nel fare tutte queste operazioni dovevo stare seduta e non potevo rilassarmi o dormire.
    dopo un po’ di problemi (una volta ero stanchissima e lei si era risvegliata dopo soli 20 min che l’avevo messa giù), per riposarmi la mattina l’ho messa insieme a me sul mio cuscino e abbiamo dorito meravigliosamente.
    così pian piano l’ho fatta dormire nel lettone, tutta dalla mia parte perchè mio marito aveva paura di schiacciarla, mentre vi assicuro che io, che pure dormo profondamente, sono sensibilissima nei suoi confronti: lei da subito ha dormito meglio e molto di + e soprattutto io dormivo molto di + e mi alzavo solo x poppare (purtroppo nn riesco a farlo stesa, x’ mi fa male la schiena, ma nn mi arrendo, questa sarà la mia prox tappa!).

  55. 55

    giuliettaNo Gravatar said,

    febbraio 15, 2010 @ 17:49

    poi mi è venuta un’idea: ho messo il lettino con le sbarre, senza una delle spondine laterali, con il materasso appiccicato a quello del lettone: ulteriore svolta in positivo! silvia adora il suo lettino, con la casina delle api e i suoi giochi; di notte si addormenta lì, con me che le respiro vicina vicina, però è nel suo lettino, così qunado io o mio marito ci rigiriamo, non la sballonzoliamo e non si risveglia.
    solo dopo aver adottato questo metodo mi sono documentata (ho letto i due meravigliosi “genitori di giorno e di notte” e “il mio bambino non mi dorme”) e ho scoperto che la mia idea si chiama side-bed o side-car; ho inoltre scoperto un sacco di cose meravigliose sul sonno dei bimbi, sulle differenze con quello degli adulti e sul fatto che è assolutamente normale che si risveglino la notte e che allattando al seno, la mamma e il bimbo assumono dei cicli di sonno uguali.
    ora sono molto + riposata (anche perchè quando ci alziamo di notte x poppare, in 10 min siamo di nuovo a dormire, perchè silvia è ormai molto veloce a poppare e di notte si addormenta al seno) e so che la mia pupa ha la sicurezza della sua mamma vicino, che le permetterà di essere + autonoma quando sarà il momento!
    baci a tutti!!!

  56. 56

    rapoNo Gravatar said,

    febbraio 15, 2010 @ 17:51

    io il libro l’ho letto (qualche anno fa – quando avevo solo la prima), non perchè ne avevo bisogno ma perchè un collega lo stava leggendo (e ne avuto bisogno) e a me mi ha incuriosito.
    Mentre lo leggevo ho visto che in qualche modo io già lo applicavo con la prima bimba, che comunque è sempre stata bravissima e molto dormigliona (al punto di non mangiare).
    La seconda è un’altra razza: dorme poco e mangia di +.
    E ultimamente sto pensando di andare a riprendere le fotocopie del libro e applicare il metodo Rachele/Estivil.
    Perchè siamo arrivati quasi alla frutta e fra un po’ potrebbe anche essere un po’ + difficile perchè la bimba ha già un anno e sta diventando capricciosetta (è così anche perchè io ho avuto poca determinazione rispetto alla prima pupa e anche il suo carattere molto forte e io un po’ + vecchia).
    Posso sembrare dura, ma io (anche se è passato un po’ di tempo) mi ricordo perfettamente le stupidagini che facevo per attirare l’attenzione di mia madre.
    Io sinceramente cerco di essere al contempo AUTOREVOLE (ma no autoritaria) ma sempre molto affettuosa con le mie bimbe e quando fanno quelle porcate (tipo vomito) mi incavolo notevolmente e se riesco a tenere il punto la cosa va sempre alla grande.
    Il problema è che sono vecchia….. :cry …. e con la seconda soprattutto a volte ho ceduto e adesso sto ottenendo questi risultati: la notte si sveglia piangendo troppo spesso.

  57. 57

    mariannaNo Gravatar said,

    febbraio 15, 2010 @ 18:30

    Io voglio premettere una cosa importante: sono stra convinta che tutte le mamme che scrivono su questo forum amino profondamente i loro bambini e cerchino di fare la cosa più giusta per loro.

    Io sono una mamma che lavora fulltime. Da quando mia figlia ha 6 mesi ha smesso di dormire sulla sua culla e tutta la notte come faceva prima e inspiegabilmente si risveglia molte volte per notte, a volte si riaddormenta subito (a letto con me, attaccata al seno) altre volte è proprio sveglia sveglia e stiamo anche 2 ore a giocare :( (

    Sono abbastanza provata: mal di testa, torcicollo, spesso arrivo al sabato con i nervi a fior di pelle…
    Quando mi confido con qualcuno il 50% delle volte mi dicono di portar pazienza, che è una fase e passerà, l’altro 50% mi consiglia il metodo Estvill.

    Beh, io porto pazienza, perchè proprio quel metodo non fa per me, per noi..

    Io non riesco a vedere la mia piccola fuffotta come un tiranno dotato di maligno ingegno che si approfitta del mio amore per fare ciò che vuole (questo è il presupposto del libro), è una bimba di 10 mesi, il suo è solo istinto. Come dice mia madre:”oltre a piangere, in quale altro modo può far valere le sue ragioni?”

    Spesso mi sento dire che se fa così o colà sta facendo i capricci. Ma questa è una categoria di pensiero che non è ancora sviluppata a quest’età, però gli adulti la attribuiscono tranquillamente a bambini anche di 3 mesi..
    Ad esempio se un bimbo piange e quando lo prendi in braccio smette di piangere ti dicono che non ha nulla e che sta facendo i capricci. Perchè, perchè vuole stare con la sua mamma, essere coccolato o giocare e invece noi non abbiamo tempo o voglia? Ma un bimbo di pochi mesi dovrebbe capire che c’è un momento (quando decidiamo noi) per fare le coccole e un altro (sempre quando decidiamo noi) in cui deve stare buono, da solo, sdraiato o seduto da qualche parte? Ma non stiamo pretendendo un po’ troppo?

  58. 58

    mariannaNo Gravatar said,

    febbraio 15, 2010 @ 18:32

    Per il sonno è un po’ la stessa cosa, solo che la mancanza di sonno ci rende più nervosi e meno lucidi nell’analizzare la situazione… vorremmo solo dorimire!

    Io cerco di rispettare mia figlia, perchè a me è stato insegnato a rispettare gli altri per ottenere rispetto e trovo che sia il miglior insegnamento che i miei mi hanno dato.

    Per me rispettare Irene significa anche sopportare i suoi ritmi di sonno/veglia, non lasciarla piangere quando cerca rassicurazione e non mi sento tiranneggiata come molti sostengono.

    Lei mi insegna ogni giorno qualcosa di nuovo, così come io insegno a lei. E questa notte dopo che mi aveva svegliato e si è riaddormentata a letto com me la guardavo serena e tranquilla, con il suo viso angelico, in fin dei conti recuperiamo di notte il tempo che non possiamo stare insieme di giorno…
    Dormire insieme per me è un atto di amore, magari per molte di voi sono fuori come un balcone, ma di mio marito mi sono innamorata proprio perchè riuscivo a dormirci insieme…

    E noi si dorme pure con la nostra cagnetta, Luna…
    Certo, spero sempre che tra un po’, magari già in primavera si riesca a dormire un po’ di più….

  59. 59

    frauNo Gravatar said,

    febbraio 15, 2010 @ 18:33

    standing ovation per marianna!!

  60. 60

    EquAzioniNo Gravatar said,

    febbraio 15, 2010 @ 22:19

    Spesso mi sento dire che se fa così o colà sta facendo i capricci (….) Ad esempio se un bimbo piange e quando lo prendi in braccio smette di piangere ti dicono che non ha nulla e che sta facendo i capricci. Perchè, perchè vuole stare con la sua mamma, essere coccolato o giocare e invece noi non abbiamo tempo o voglia? Ma un bimbo di pochi mesi dovrebbe capire che c’è un momento (quando decidiamo noi) per fare le coccole e un altro (sempre quando decidiamo noi) in cui deve stare buono, da solo, sdraiato o seduto da qualche parte? Ma non stiamo pretendendo un po’ troppo?

    Non potrei essere più d’accordo. Secondo me pensare a capricci da parte di un neonato è pura follia adultocentrica

  61. 61

    rapoNo Gravatar said,

    febbraio 20, 2010 @ 10:58

    Marianna anch’io lavoro (per fortuna part time).
    Ma forse “adesso” a me piace dormire.
    Il libro l’ho solo letto (e qualche anno fa’) e non lo ricordo tutto, solo dei pezzi che mi hanno fatto un sacco ridere e soprattutto mi hanno fatto pensare ad una cosa:
    dai racconti delle mamme che mi circondano sia di bambini e soprattutto di grandi (anche la mia eta) ho riscontrato che alcuni “grandi” non sanno dormire:
    c’è chi “dorme” completamente al buio – tapparelle super tirate giu’ e se c’è un solo filino di luce sono guai;
    c’è chi “dorme” solo con la televisione accessa oppure con una lampada puntata negli occhi;
    c’è chi “dorme” in assoluto silenzio e se abbaia anche solamente una volta un cane dall’altra parte della città lo sente;
    c’è chi “dorme” solo a casa sua nel suo letto anche se è pieno agosto fa un caldo torrido e non puo’ aprire le finestra perchè vive sopra la metro;
    etc……
    Premetto che queste sono solo storie di persone adulte.
    Letto il libro vado ad indagare (non tanto per farlo a posta), chiedo alle mamme di queste persone (o a famigliari o ai racconti delle persone stesse) e scopro che quella persona da piccola si addormentava solo in braccio che l’altro dormiva solo con due giri con la macchiana oppure che ha dormito fino a 12 anni nel letto dei genitori e via dicendo……

    Ho chiesto anche a mia mamma e per fortuna ad un certo punto della mia vita lei mi ha educato a dormire perchè anch’io facevo i cosiddetti capricci, mi addormentavo in macchina e i miei non ne potevano +. Hanno chiesto consiglio a un pediatra (si parla degli anni 70) che gli ha detto “lasciatela nel lettino a piangere e voi cambiate stanza” i miei (poveri in canna) hanno risposto “ma la nostra casa è molto piccola, abbiamo solo una stanza da letto”. Quindi aspettavano in cucina che io piano piano mi calmavo e mi addormentavo nell’unica stanza da letto.
    Poi è venuta mia sorella (mia mamma si è data ben sette anni per farla visto che la prima non dormiva non mangiava ….) e per fortuna la seconda ha dormito sin da subito.

    Quindi io penso che un tantino di polso ci vuole, solo per educarli al dormire. E’ un atto d’amore educare in tutto e per tutto un bimbo.
    Buona Notte

  62. 62

    francygabryNo Gravatar said,

    febbraio 20, 2010 @ 11:05

    rapo ha scritto: Quindi io penso che un tantino di polso ci vuole, solo per educarli al dormire. E’ un atto d’amore educare in tutto e per tutto un bimbo.

    Ahimé purtroppo non è che alla fine lo educhi a dormire… è solo che smette di piangere perché si è arreso al fatto che nessuno andrà da lui…

  63. 63

    frauNo Gravatar said,

    febbraio 20, 2010 @ 11:09

    rapo ha scritto: Quindi io penso che un tantino di polso ci vuole, solo per educarli al dormire. E’ un atto d’amore educare in tutto e per tutto un bimbo.

    Secondo me “educare” a dormire non è proprio sicuro che sia possibile, ma come intenzione è ottima.
    Ma penso che non si faccia per forza lasciando che il bimbo si “arrangi” in qualche modo in un momento in cui evidentemente ha un’ “esigenza di noi” , che noi per un motivo X non siamo in grado di comprendere, o approvare, o soddisfare…..educare a dormire secondo me significa creare dei rituali, quali che siano, attraverso i quali c’è la massima soddisfazione possibile delle esigenze di riposo del maggior numero di familiari possibile….ogni famiglia trova i suoi, in base alle sue esigenze.

    Personalmente riconosco che la mia infanzia abbia un ruolo nel disegno educativo che credo di avere per il futuro della mia famiglia, io ricordo che mi addormentavo con la mano di mio padre abbracciata e arrotolata nel lenzuolo sperando che non se ne andasse mai, e la mattina gli chiedevo come avesse fatto e perchè non fosse rimasto lì con me….ricordo quanto ero felice quando dormivo nel lettone (cosa che comunque non è avvenuta così spesso) e quindi per me è qualcosa che spetta di diritto ai miei figli….devo dire che comunque siamo d’accordo sia mamma che papà, e che non ci pesa, anzi io sto desistendo dal creare in qualche modo un mega-lettone unendo pure un letto singolo di fianco…progetti per sonni ultra-collettivi

  64. 64

    erika81No Gravatar said,

    febbraio 20, 2010 @ 11:12

    chiara ha scritto:
    per il sesso sfrenato quindi avete adottato il tavolo della cucina???

    daniela77 ha scritto:
    …e anche questo ha i suoi lati positivi

    hahahahahahah!!! :)
    manca solo il libro di kamasutra!!! :)
    hahahahahahah!!!

  65. 65

    annucNo Gravatar said,

    febbraio 20, 2010 @ 11:15

    Straquoto rapo!!
    …… e poi non tutti riescono a “non dormire”…… quindi non è che chi ce la fa è brava e rispetta il bambino e chi non ce la fa è cattiva e non lo rispetta. Io se non dormo mi ammalo, mi esaurisco e di sicuro non sarei una buona madre. Mi dispiace se non appartengo alla categoria delle super mamme che allattano a richiesta fino ai 18 anni e stanno for ever con il bambino, ma ho delle esigenze pure io…… non dico tanto ma basta di dormire e di fare un minimo di vita. Non vado da più di un anno dal parrucchiere, non mi compro un vestito dal…. non me lo ricordo però la notte voglio dormire! E se il bambino non ha un motivo vero e serio per non dormire dovrà dormire. Ricc dorme con me da tre mesi. Prima dormiva nel duo lettino in camera sua ora, forse a causa dell’inserimento nell’asilo, faceva storie e io l’ho messo nel lettone. Non riesco a stare sveglia e poi il giorno dopo andare a lavorare e non fare errori. Faccio l’infermiera perciò fate voi……. Per ora è nel mio letto poi vedremo. Non sono contenta di questa situazione ma per ora va bene anche perchè siamo solo io ed il bambino. Se avessi avuto un compagno di sicuro non avrei voluto il bambino nel lettone. Io il polso per ora non l’ho avuto, almeno non del tutto. Va bene ascoltare le richieste del bambino (e infatti Ricc è nel lettone) ma ragazze A TUTTO C’E’ UN LIMITE.

  66. 66

    francygabryNo Gravatar said,

    febbraio 20, 2010 @ 11:16

    Infatti annuc, a tutto c’è un limite e questo limite è diverso da famiglia a famiglia. Anche io sono stata male perché non dormivo, ho anche avuto 2 collassi ma non per questo avrei mai lasciato piangere mio figlio senza andare da lui a consolarlo: una volta che ci ho provato me ne sono pentita e non l’ho più fatto.
    Ogni genitore è libero di fare la scelta che ritiene più giusta e sana per tutta la famiglia, solo non dite che lo fate “per il vostro bambino” o per “educarlo a dormire” perché non è asolutamente così: siate oneste con voi stesse e con chi vi legge perché lo fate per voi e solo per voi.
    Nessun bambino al mondo vuole dormire da solo nel suo letto ed è felice di ricevere un’educazione che va contro il suo istinto: è una forzatura, ne siate consce

  67. 67

    frauNo Gravatar said,

    febbraio 21, 2010 @ 14:20

    annuc, nessuno sta dicendo che chi lascia piangere i bambini sia un mostro di madre, e chi “non dorme” sia migliore….io, che me lo metto nel lettone, lo allatto quanto vuole, se lo sento piangere corro, comunque non lo faccio per sentirmi brava o perchè “poverino piange”, ma perchè sono convinta che il suo pianto sia una forma di comunicazione, che il mio ruolo sia quello di tentare un’interpretazione di questo, e che se la mia presenza basta a placarlo, mi pare di aver trovato comunque una buona soluzione.

    una mamma che deve alzarsi la mattina presto e non riesce a riposarsi con un sonno frammentato, ha tutto il diritto di trovare una soluzione, perchè per citare Chiara, la libertà dell’uno finisce dove inizia quella dell’altro, e una mamma stanca morta non è comunque di giovamento a nessun bambino.

    come dice FrancyGabry ogni famiglia ha il SUO limite, ci sono tante coppie che non dormirebbero mai coi figli per una questione di coppia, mentre noi ad esempio se dormiamo…dormiamo, e ci fa piacere farlo tutti insieme. Tra l’altro ci tengo a dire che mio figlio il suo sonno se lo fa tanto nel lettino quanto nel lettone, le sveglie per le poppe sono le stesse, a meno che non venga svegliato dalla gatta che gioca mentre noi ceniamo :roll: cioè lui poppa 3-4 volte e non è che metterlo nel lettone lo fa dormire 13 ore filate, è una comodità mia che non devo uscire dal letto e alzarmi ma solo rotolare :wink:

    Premesso che sono contraria al lasciar piangere (mio figlio, io, a casa mia, poi non giudico nessuno se si trova con questo metodo) lo troverei anche scocciante a meno di non avere una casa moooolto grande….sentire il pianto continuo da una stanza all’altra non mi sembra più riposante che andarlo a prendere in braccio, almeno sta zitto!

    FrancyGabry mi pare esagerato però dire che nessun bambino voglia dormire da solo nel suo letto, ci sono tanti che comunque hanno sonni tranquilli e felici spontaneamente, poi certo gli piacerà sempre anche il contatto con i genitori ma non direi che il sonno in solitaria sia sempre una forzatura imposta.

  68. 68

    mariannaNo Gravatar said,

    febbraio 22, 2010 @ 14:20

    Io ho iniziato il mio post con una premessa, ritengo che tutte le mamme che scrivono su questo forum amino i loro figli e cerchino di fare il meglio, e non lo dico per placare gli animi di chi non la pensa come me; ritengo che chi si sbatte per cercare una soluzione migliore come i pannolini lavabili, sia un genitore che ha molto a cuore suo figlio e il suo futuro.

    Perciò mi spiace se qualcuno ha interpretato il mio post come un giudizio negativo, assicuro che non è così; volevo solo fare una riflessione sui “capricci” che secondo me, un bimbo di un anno fa… tutto qui.

  69. 69

    chiaraNo Gravatar said,

    febbraio 23, 2010 @ 14:22

    “francygabry ha scritto:
    Ahimé purtroppo non è che alla fine lo educhi a dormire… è solo che smette di piangere perché si è arreso al fatto che nessuno andrà da lui…”

    beh messa così sembra davvero brutta

    io invece aggiungerei “nessuno va da lui quando dopo pappa nanna gioco coccola la giornata è finita ed è buio” … quindi non è che nessuno va da lui quindi “oddio mi hanno abbandonato” è SOLO che è notte, di notte si dorme, dorme il mondo e dormo anche io :wink:

    credo che sia come dire no alle caramelle o alle patatine fritte
    se dico no alle caramelle e si butta sul pavimento o sbatte la testa al muro è lo stesso, io la caramella mica gliela dò, sta li e finchè non smette… cavoli suoi o no?

    sul dormire per me è la stessa cosa, non muore, nessuno lo sta scuoiando anche se dal pianto potrebbe sembrare (ai vicini forse), e la mamma non è scappata in costa rica

    è ora di dormire… niente di +

    io non riesco a vederci nessun male
    e nessuno dei miei figli ha pianto + di 2 sere consecutive x dire
    ma dormono tutti dalle 20 alle 8

    concordo assolutamente sul fatto che i bambini che non sanno addormentarsi sono potenziali insonni da grandi, dormire secondo me è fondamentale come nutrirsi in maniera adeguata, un bambino che dorme bene e sa addormentarsi è già indipendente

    io non amo le cose che accadono solo se… in braccio, lettone, tetta
    e se domani x qualsiasi motivo mamma e papà non ci sono? cosa fa?

    a parte che poi di solito succede che li mandi dai nonni e li le storie non le fanno?
    e allora?? ci prendono per il sedere!!! xche mi spiace dirlo ma sanno già farlo a 2 anni!!

  70. 70

    chiaraNo Gravatar said,

    febbraio 23, 2010 @ 14:23

    ” Nessun bambino al mondo vuole dormire da solo nel suo letto ed è felice di ricevere un’educazione che va contro il suo istinto: è una forzatura, ne siate consce”

    ma su questa cosa non sono per niente d’accordo!!
    nessuno dei miei due bambini ha mai voluto dormire nel lettone con me quando x esempio stavano male o quando il papa non c’era!
    enrico e alberto dormono in camera insieme, ma enrico tutte le sante sere chiede di andare a dormire sul lettone in salotto di sopra anzichè in cameretta con suo fratello (si noti che vivono insieme tutto il giorno e si cercano anche quando uno sta facendo la kakka sul water!!)

    secondo me sta cosa che i bambini vogliono stare sempre appesi a noi non è vera, o quanto meno non è vera per tutti!
    beh messa così sembra davvero brutta
    io invece aggiungerei “nessuno va da lui quando dopo pappa nanna gioco coccola la giornata è finita ed è buio” … quindi non è che nessuno va da lui quindi “oddio mi hanno abbandonato” è SOLO che è notte, di notte si dorme, dorme il mondo e dormo anche io :wink:

    credo che sia come dire no alle caramelle o alle patatine fritte
    se dico no alle caramelle e si butta sul pavimento o sbatte la testa al muro è lo stesso, io la caramella mica gliela dò, sta li e finchè non smette… cavoli suoi o no?
    sul dormire per me è la stessa cosa, non muore, nessuno lo sta scuoiando anche se dal pianto potrebbe sembrare (ai vicini forse), e la mamma non è scappata in costa rica

    è ora di dormire… niente di +
    io non riesco a vederci nessun male
    e nessuno dei miei figli ha pianto + di 2 sere consecutive x dire
    ma dormono tutti dalle 20 alle 8

    concordo assolutamente sul fatto che i bambini che non sanno addormentarsi sono potenziali insonni da grandi, dormire secondo me è fondamentale come nutrirsi in maniera adeguata, un bambino che dorme bene e sa addormentarsi è già indipendente
    io non amo le cose che accadono solo se… in braccio, lettone, tetta
    e se domani x qualsiasi motivo mamma e papà non ci sono? cosa fa?
    a parte che poi di solito succede che li mandi dai nonni e li le storie non le fanno?
    e allora?? ci prendono per il sedere!!! xche mi spiace dirlo ma sanno già farlo a 2 anni!!

  71. 71

    francygabryNo Gravatar said,

    febbraio 25, 2010 @ 14:24

    Quando ho scritto “nessun bambino vuole dormire da solo” intendevo dire dalla nascita, che per istinto non ce l’hanno questo bisogno, ce lo abituiamo noi a dromire nel lettino ma non si è mai visto al mondo un neonato che esce dalla pancja della mamma ed è felice di dormire nella culla tutto solo… magari pure in una stanza buia e lontano da tutto. Questo intendevo.
    Anche mio figlio dorme da solo nel suo lettino, ce l’ho abituato rispettando i suoi tempi e senza mai lasciarlo piangere.

    Mi spiace ma non sono d’accordo con i messaggi che ho letto negli ultimi post, nessun bambino secondo me “fa i capricci”, mi fa orrore questa espressione, figuriamoci poi un bambino di 2 anni o meno.
    I bambini sanno benissimo cosa vogliono e lo chiedono: se voi avete sete di notte vi alzate e bevete, loro piangono e chiamano mamma. Se hanno bisogno del contatto fisico per addormantarsi lo chiedono, non mi pare un capriccio questo.
    Se voi chiedete insistentemente una cosa vostro marito vi dice per caso “no adesso basta, stai facendo i capricci?!?”. Un bambino non è poi tanto diverso dagli adulti ma chissà come mai con i bambini ci permettiamo delle cose che con degli adulti non faremmo mai.
    Non sono d’accordo col paragone della caramella Chiara, la mamma non è una caramella, se chiedono contatto la notte non è come volere una caramella… non mi pare siano proprio sullo stesso piano.

    Come mai siamo così pronti a correre di giorno ma la notte guai a chi fiata? Secondo voi per un bambino piccolo c’è così grande differenza tra notte e giorno?
    Se lo lasciate piangere lo state solo abituando al fatto che la notte non potrà mai contare su du voi.

    Chiara, sei stata fortunata se i tuoi bambini hanno pianto solo 2 sere, ne conosco altri che lo fanno durare mesi…
    Comunque non voglio innescare una polemica, volevo solo invitarvi a riflettere che molte decisioni che pensate di prendere per i vostri figli invece le prendete per voi stesse… sappiate accettarne poi tutte le conseguenze

  72. 72

    chiaraNo Gravatar said,

    febbraio 26, 2010 @ 14:25

    “sappiate accettarne poi tutte le conseguenze”

    stai dicendo una cosa scontata, non capisco perchè continui a rimarcarla
    anche perchè, senza innescare la polemica, tu stai dando per scontato che il correre giorno e notte non porti nessuna conseguenza
    è ovvio che stiamo dibattendo di niente infondo, perchè la casistica è troppo vasta, e come detto unanimemente non esiste un manuale

    detto questo, io non corro nemmeno di giorno
    non è una questione di correre di giorno o di notte, è una questione di indipendenza, che per me prevede anche la frustrazione di piangere e non arriva nessuno
    ciò non direttamente legato al sonno, ma in generale
    io ho 3 figli che chiedono le cose, e le chiedono SUBITO
    allora i casi sono due, o loro imparano ad aspettare, o assumiamo una domestica a testa

    questo per dire che per me è il discorso nanna si applica a tutte le altre cose
    io non posso replicarmi, quindi se sto lavando l’elisabetta gli altri due aspettano, come aspetta elisabetta quando sto facendo la doccia ad alberto e via dicendo

    per me la crescita deve necessariamente passare anche attraverso la frustrazione (che prima imparano a gestire meglio è) e la noia!
    io ai miei figli insegno anche ad annoiarsi, xche è fondamentale che sappiano distrarsi da soli
    se corro di notte allora corro anche di giorno?
    e se loro chiedono io corro comunque?
    mi sfugge dove sta il limite di questa cosa nel tuo discorso

  73. 73

    chiaraNo Gravatar said,

    febbraio 26, 2010 @ 15:26

    “che molte decisioni che pensate di prendere per i vostri figli invece le prendete per voi stesse”

    per me anche correre comunque è una necessità della mamma
    sono convinta che spesso si corre a fa smettere di piangere perchè è una nostra necessità
    che non ha nulla a che vedere con l’educazione

    NB ovvio che questi discorsi non hanno nessun senso su un bambino appena nato! ma dai 8/10 mesi sicuramente si

  74. 74

    giuliettaNo Gravatar said,

    febbraio 27, 2010 @ 14:27

    quoto, quoto, quoto tutto quel che ha detto francygabry!!!!!
    posto che ogni bambino è un caso a sè (quindi se è felice di dormire da solo nel suo lettino, benvenga, anche se, come dice francygabry, io di bimbi così dalla nascita nn ne ho mai visti…), ritengo che il contatto con la mamma, in continuum con quanto è avvenuto x 9 mesi nella pancia, nn è un capriccio, ma un bisogno, come quello di mangiare o di bere, e soddisfarlo nn può certo far male o viziare. fino a che nn vengono “corrotti” da noi adulti, i bimbi nn fanno capricci, esprimono solo una necessità (a un bimbo di due mesi la cioccolata farebbe schifo! vuole solo il latte della mamma, perchè è l’unica cosa di cui ha bisogno x nutrirsi; a quest’età piacere e necessità coincidono): è la natura umana che ha fatto le cose in modo che mamma e bimbo siano per i primi mesi in perenne contatto; nn scordiamo che è il contatto costante che facilita l’allattamento al seno (l’unico modo pensato dalla natura x nutrire e far vivere il neonato), che il bambino ha bisogno di nutrirsi (al seno,secondo natura) anche di notte, che x far ciò mamma e bimbo devono dormire insieme. questo perchè agli albori del genere umano (e la nascita e il puerperio sono rimasti immutati da allora, perchè basati sui geni umani), un bambino che, lasciato da solo dalla mamma (di giorno e soprattutto di notte), nn avesse pianto x richiamare l’attenzione, sarebbe andato incontro a morte certa, quindi x la legge della natura sono sopravvissuti solo i + forti, ossia quelli in grado di richiamare l’attenzione della mamma: e i neonati rispondono ai loro geni, nn possono certo sapere che nel loro lettino nn gli succederà nulla o che la mamma è lì vicino o nella stanza a fianco; x loro è come trovarsi da soli nella foresta; allo stesso modo, i geni dei conigli impongono loro, contrariamente a quelli della razza umana, di nn richiamare l’attenzione, x’ la mamma coniglio lascia i cuccioli nella tana x andare a cercare cibo e se i coniglietti “facessero rumore” potrebbero attirare predatori.
    poi nn capisco x’ si ritiene che il “richiamare l’attenzione della mamma” da parte di un bambino debba avere un’accezione negativa: certo che richiama l’attenzione, ha BISOGNO della mamma!!! se noi volessimo comunicare con qualcuno e questo nn ci ascoltasse, richiameremmo la sua attenzione prepotentemente!!! x’ un bimbo nn può farlo con la persona x lui + importante???
    vebbè, abbiamo “riscatenato l’inferno” in questo post! :D
    è bellissimo condividere le proprie idee, anche e soprattutto perchè sono contrastanti!!!
    baci a tuttiiii!
    p.s.: corro a prendere in braccio la mia cucciola!!!

  75. 75

    francygabryNo Gravatar said,

    febbraio 27, 2010 @ 15:28

    qualcuno ha letto Besame mucho?

  76. 76

    giuliettaNo Gravatar said,

    febbraio 28, 2010 @ 14:28

    cerrrrrrrrtooooo!! è di carlos gonzales; ho letto anche dello stesso autore “il mio bambino non mi mangia” e sulla nanna i meravigliosi “il mio bambino non mi dorme” e di W.Sears “genitori di giorno e di notte” edito da La Leche League, di cui ho letto anche “l’arte dell’allattamento materno” e giovedì all’incontro mensile prenderò anche tutte le altre pubblicazioni, stupende e fondamentali! le avessi scoperte prima!!! sinceramente io ho riscontri concreti ogni giorno con la mia pupa di quello che sostiene la Leche League e di quello che ho letto nei libri che ho citato, per cui credo che sto facendo bene, ma questo se lo sente ogni mamma e ogni mamma trova il suo metodo!

  77. 77

    francygabryNo Gravatar said,

    marzo 1, 2010 @ 14:29

    Chiara per rispondere alle tue domande, mi riferivo a chi cerca di soddisfare in tutto e per tutto i bisogni del figlio durante il giorno ma poi quando scatta l’ora della nanna magicamente si cambia.
    Ho usato “correre” perché quando si ha un bambino o più di uno e si lavora pure, in genere è proprio una corsa sempre per riuscire a fare tutto.
    Io non ho detto che appena un bambino chiede A tac scatta la mamma con A e quando chiede B scatta subito la mamma e da B.
    Non parlo della velocità con cui si soddisfano i bisogni, che può variare ovviamente a seconda del momento e di cosa si sta facendo, ma della CERTEZZA che un bisogno sarà soddisfatto.
    Mio figlio è tranquillo e sicuro che se chiede una cosa di cui ha bisogno l’avrà (e non parlo della caramella, che comunque data ogni tanto anche quella ci vuole): per questo se gli chiedo di aspettare perché in quel momento non posso, in genere lui capisce e aspetta, non ha l’ansia del “subito”. Con le dovute eccezioni, è sempre un bambino di 2 anni e mezzo e se è stanco non ha ancora la maturità per gestire la sua stanchezza e il disagio di dover aspettare.

    Comunque io non sto giudicando nessuno, veramente non è una polemica che volevo lanciare: solo che trovo poca coerenza e poca consapevolezza nell’affermare “lo lascio piangere perché lo sto educando ed è quello di cui mio figlio ha bisogno, lo faccio per il suo bene”.

  78. 78

    annucNo Gravatar said,

    marzo 2, 2010 @ 14:46

    Francygabry, “che nessun bambino alla nascita voglia dormire da solo” è una tua teoria. Quando è nato Riccardo desideravo ardentemente poter dormire con lui magari nei suoi pisolini diurni…. beh non ha mai voluto. Quando lo mettevo con me nel lettone urlava e piangeva e si camlmava solo nella sua culla con mia grande frustrazione.

    “FrancyGabry ha scritto:Mi spiace ma non sono d’accordo con i messaggi che ho letto negli ultimi post, nessun bambino secondo me “fa i capricci”, mi fa orrore questa espressione, figuriamoci poi un bambino di 2 anni o meno.”
    Anche questa è una tua opinione.

    “FrancyGabry ha scritto: bambini sanno benissimo cosa vogliono e lo chiedono: se voi avete sete di notte vi alzate e bevete, loro piangono e chiamano mamma. Se hanno bisogno del contatto fisico per addormantarsi lo chiedono, non mi pare un capriccio questo.”
    Infatti sanno benissimo cosa vogliono, ma non sempre è corretto averlo. Mio figlio una notte si è svegliato dicendo pìpì; siccome lo conosco sapevo benissimo che era una bugia ma mi sono alzata comunque. Gli ho tolto il pannolino e l’ho messo sul vasino che è in camera sua in mezzo ai giochi. Non ha fatto nulla ma si è messo a giocare….. poi quando ho provato a prenderlo dicendogli “non hai fatto niente torniamo a letto” lui urlava “cacca” ma siccome sapevo che non era vero ed erano le due di notte l’ho vestito e messo a letto e se vuoi saperlo gli ho pure dato una patta sul sedere….e questi cosa sono se non capricci????? Ed io devo assecondarlo e perdere ore di sonno??????? Per cosa, perchè vuole giocare???????

    “FrancyGabry ha scritto:SE voi chiedete insistentemente una cosa vostro marito vi dice per caso “no adesso basta, stai facendo i capricci?!?”. Un bambino non è poi tanto diverso dagli adulti ma chissà come mai con i bambini ci permettiamo delle cose che con degli adulti non faremmo mai.”
    Se un adulto fa i capricci (e succede spesso) è giusto che qualcuno glielo dica…… e se vuoi saperlo mio figlio lo tratto molto meglio di un adulto proprio perchè è un bambino….. che se un adulto mi svegliava alle due di notte per giocare non mi sarei limitata a dargli una piccola patta sul sedere ma sempre con il sorriso…… ME LO SAREI MANGIATO :twisted:

    “FrancyGabry ha scritto:Come mai siamo così pronti a correre di giorno ma la notte guai a chi fiata? Secondo voi per un bambino piccolo c’è così grande differenza tra notte e giorno?”
    Io non corro neppure di giorno…… che è il principe d’egitto???????? Poi dovrà affrontare la vita vera

  79. 79

    crimartixNo Gravatar said,

    marzo 2, 2010 @ 14:48

    Detto ciò io sono del parere che un bimbo piccolo da solo nella sua cameretta se non sia addormenta subito o se si sveglia la notte possa essere terrorizzato e se lo li lascia piangere avrà sempre più paura di essere lasciato da solo.
    Ma ripeto, io non ho quasi mai avuto bisogno di decidere se lasciarla piangere o no. E credo si che i bambini possano fare i capricci, ma certamente non prima dei 18 mesi circa.
    Poi lettino o lettone dipende da come ci si trova.
    Insomma, non credo che ci sia bisogno di continuare a discutere sulle stesse cose. Il concetto di fondo è sempre quello: ogni bambino è diverso e ogni famiglia è diversa.
    Tutti d’accordo? :D

  80. 80

    danielaNo Gravatar said,

    marzo 2, 2010 @ 16:49

    …e ogni figlio risponde e si comporta in base alla famiglia in cui vive, quindi se stiamo bene significa che abbiamo il NOSTRO metodo giusto.

    Se stiamo male forse qualcosa non va e allora possono servire i consigli, ma sono solo consigli.
    Per fortuna non ci danno le istruzioni per l’uso….

    ps. ma quelli che si addormentano solo in auto da grandi avranno i colpi di sonno mentre guidano?
    (solo per dire che è difficile stabilire una relazione diretta tra ogni nostra scelta su di loro e il loro futuro… putroppo o per fortuna la vedo molto + complicata…)

  81. 81

    francygabryNo Gravatar said,

    marzo 3, 2010 @ 10:50

    Io ho dato semplicemente le mie opinioni basandomi sul mio visuto e soprattutto sui libri e articoli che ho letto di pediatri e psicologi che di bambini ne hanno visti tanti ma tanti…

    Ripeto, non sto giudicando nessuno, ho solo invitato a non dire “lo faccio per lui” ma bensì a prendersi le proprie responsabilità e a dire piuttosto “lo faccio perché così voglio io”.
    Provate a documentarvi pure voi se pensate che un bambino per istinto voglia quello che gli date lasciandolo piangere o costringendolo a diventare manipolativo e a inventarsi di dover fare la pipì pur di essere ascoltato…

    Per quanto riguarda le “patte” sul sedere, anche quelle ve le ha chieste vostro figlio? Ci sono Paesi europei dove è VIETATO toccare i bambini, anche sul sedere, e spero che presto questa legge arrivi anche in Italia… già qualcosa si sta muovendo.
    Perché si va nel penale se si da uno schiaffo ad un adulto ma ai bambini si possono dare sculacciate e schiaffi?

    Comunque, mi fermo qui, visto che i miei messaggi scatenano tanta rabbia.
    Scusate se volevo dare un’opinione fuori dal coro.

  82. 82

    frauNo Gravatar said,

    marzo 3, 2010 @ 14:52

    credo che la “zuffa” nasca dal fatto che ognuna di noi ha le idee ben chiare ma ci perdiamo nei dettagli…..cioè
    -si parla di neonati o di bambini grandi (dai 2 anni in su per esempio)?
    -si parla dell’addormentamento o degli eventuali risvegli notturni?
    -si parla di pro e contro del lettone come prassi o come soluzione d’emergenza?
    -si parla dello stare sveglie a giocare o dell’andare a vedere che succede se si svegliano e piangono facendoli riaddormentare?
    -si parla di autorevolezza e determinazione o di tentativi di sopravvivenza?
    ………………………………….

    nessun libro e nessun forum cambieranno mai quello che ciascuna di noi ” a naso” si sente di fare con i SUOI figli, loro e non altri, quei bambini, con quel carattere, in quella casa etc etc

    il mio secondo me è ancora piccolo per sperticarsi in “capricci” veri e propri (per me capriccio=bambino parac#lo) ma devo dire che

    “chiaraweb ha scritto:a parte che poi di solito succede che li mandi dai nonni e li le storie non le fanno?
    e allora?? ci prendono per il sedere!!! xche mi spiace dirlo ma sanno già farlo a 2 anni!!”

    questo lo leggo in modo positivo, nel senso che mi rende contenta vedere che il mio lettone, le mie tette e il mio maternage intenso hanno comunque portato a una certa autonomia e indipendenza, visto che non sono il presupposto unico per le nanne, anzi! Pappo si addormenta con i nonni, con mia sorella, tranquillamente e senza storie, perciò sta bene lui, sto bene io, stanno bene tutti!

    sul “paragone della caramella” come è stato chiamato, anch’io non sono d’accordo perchè penso che un conto sia un pianto per volere “qualcosa” un conto per avere “qualcuno” vicino, quando per una ragione X c’è un disagio che non fa dormire bene, che è una cosa fondamentale per la salute (ovviamente non per stare su a giocare o simili!) . Diversa è la necessità di sopportare frustrazione o noia, o di attendere il proprio turno davanti alla soddisfazione di alcuni bisogni (che ritengo fondamentale ed è anche per questo che non voglio il figlio unico), ma come già detto parliamo di bimbi più grandicelli, direi dai 18-24 mesi.

  83. 83

    lauraNo Gravatar said,

    marzo 3, 2010 @ 14:56

    con la prima figlia non sono MAI MAI riuscita a fare la ninna con lei nel lettone, eppure lo desideravo IO!! come la mettevo voleva giocare e non riusciva a prendere sonno, poi da quando è riuscita a comunicare verbalmente, mi chiedeva esplicitamente di andare nel suo letto, l’unico posto dove le piaceva dormire. Con il secondo, il terrorista, invece, impossibile farlo dormire nel suo letto, fino a un anno e mezzo solo in braccio (a me, e solo mentre camminavo); atroce. Naturalmente ci ho provato varie volte. Per il mio bene avrei fatto meglio a provare a vedere se dopo essere diventato cianotico quando provavo a metterlo nel suo lettino, poi si abituava. Ma non so, al punto del violaceo ho sempre subito desistito; avrò mancato di metodo, ma non ce l’ho fatta. A un anno è mezzo si è convinto a dormire.. nel lettone… sotto i due anni al mio ennesimo tentativo di metterlo nel suo lettino per miracolo ci è voluto restare. Ho sbagliato? ho fatto bene? Davvero, boh. So solo che non potevo fare in altro modo, ma certo col secondo figlio ho messo a dura prova la mia resistenza psicofisica, con enormi conseguenze sul mio lavoro, dove ero fragile, suscettibile e tendente al pianto improvviso. Il che quando si insegna non è proprio il top. Forse c’era un’altra soluzione, ma ora guardandomi indietro, penso che è andata bene così, sono felilce di avere trovato la forza per assecondare i miei due figli. Io credo fortemente in un ruolo educativo ma la notte non so fino a che punto si possa applicare. Come sono di notte non sono di giorno.
    Cmq è vero che non tutti i bimbi desiderano dormire con la mamma. La mia prima figlia non lo voleva, ne sono certa, il secondo invece sì.
    E sono d’accordo anche sul fatto che è un argomento troppo delicato su cui va bene confrontarsi ma senza emettere giudizi sulle scelte di altre mamme.

  84. 84

    annucNo Gravatar said,

    marzo 3, 2010 @ 17:54

    “FrancyGabry ha scritto:Per quanto riguarda le “patte” sul sedere, anche quelle ve le ha chieste vostro figlio? Ci sono Paesi europei dove è VIETATO toccare i bambini, anche sul sedere, e spero che presto questa legge arrivi anche in Italia… già qualcosa si sta muovendo.
    Perché si va nel penale se si da uno schiaffo ad un adulto ma ai bambini si possono dare sculacciate e schiaffi”

    E speriamo di no che di bambini maleducati, perchè le mamme non li toccano, ne siamo già pieni! Hai detto bene… “se do uno schiaffo ad un adulto”: tanto per chiarire io non ho mai dato schiaffi a mio figlio e sono contraria e infatti ho parlato di patte sul sedere. Secondo le patte sul sedere agli adulti le diamo eccome…. ma in altri modi… basta essere nel mondo del lavoro per capirlo magari si limitassero alle patte…… Per il resto anche se esce sta legge assurda…. meno male che a casa mia faccio quello che voglio. Ci mancherebbe che una legge debba dirmi come educare mio figlio, faresti meglio ad augurarti che escano leggi tutelanti la figura della mamma lavoratrice invece che è uno schifo la situazione italiana, altro che preoccuparsi di innocenti pacche sul sedere!!!!!!!

  85. 85

    rapo71No Gravatar said,

    marzo 4, 2010 @ 11:59

    “FrancyGabry ha scritto:Ogni genitore è libero di fare la scelta che ritiene più giusta e sana per tutta la famiglia, solo non dite che lo fate “per il vostro bambino” o per “educarlo a dormire” perché non è asolutamente così: siate oneste con voi stesse e con chi vi legge perché lo fate per voi e solo per voi.”
    Io lo faro’ (se c’è bisogno) principalmente per mia figlia e poi per me e mio marito.
    Vi do una notizia: la bimba sono due e tre giorni che dorme quasi tutta la notte (si sveglia solo la mattina alle 5-5 e mezza e va alla grande!!), non adottando nessun tipo di metodo in particolare, “forse” l’allarme nanna è rientrato. Ieri sera aveva un po’ di febbre ma è stata ugualmente molto brava. Oggi non posso leggere tutte le risposte, ho molto da fare a lavoro, ma mi interessano….lo faro.

    “FrancyGabry ha scritto:Nessun bambino al mondo vuole dormire da solo nel suo letto ed è felice di ricevere un’educazione che va contro il suo istinto: è una forzatura, ne siate consce”
    La mia maggiore, quando è diventata + grande me l’ha proprio detto: “mamma voglio dormire nel mio letto, dormo meglio”. E comunque l’ho sempre capito perchè c’è stato un periodo (intorno ad 1-1 anno e mezzo) che stavamo tutte e due male e io non riuscivo ad avere la forsa di riportarla nel suo lettino e quindi lei rimaneva nel lettone (mio marito ronfa e quando se ‘arsa’ ma poi la mattina se lamenta), che la mattina vedevo che la bimba era poco riposata e un po’ irritata. Passata l’influenza stagionale a me e a lei mi sono rimboccata le maniche e abbiamo ricominciato con il lettino (anche se lei sembrava inizialmente contrariata). Bisogna solo abituarli …. è questo il trucco. Non serve mica farli piangere tutta la notte…..con gradazione si comincia e soprattutto mai prenderlo in braccio…..ha mangiato è pulito ha bevuto adesso si deve solo calmare ed addormentare. TUTTO QUI!

    Conosco anche un altro bimbo (adesso divenuto “grande”) che ha sempre voluto dormire da solo…..MIO MARITO…..forse mi butterebbe fuori dal letto anche a me…..
    Almeno dai racconti di mia suocera. Sembra che la grande ha ripreso da lui. Invece la piccola ha ripreso un pochino da me….io sono + coccolona.
    Anche mia sorella l’ho vista un sacco indipendente nel dormire, sin da piccola, a pensarci!!!!

  86. 86

    rapo71No Gravatar said,

    marzo 4, 2010 @ 15:00

    Un ultima cosa: per me è una forzatura farli dormire nel lettone…..dopo nella maggior parte della loro vita mica dormiranno con altri due adulti nel letto. bohh!!!

  87. 87

    giuliettaNo Gravatar said,

    marzo 4, 2010 @ 15:54

    è evidente che si parla di bambini di età diverse (pochi mesi e un anno o +).
    quindi come giustamente ha detto chiara, le esigenze sono diverse…

  88. 88

    frauNo Gravatar said,

    marzo 4, 2010 @ 19:02

    sicuramente verrà un pò contorto, ma voglio cercare di spiegare una cosa, che è un pò alla base dell’ attachment parenting -che perdonatemi ma non trovo una traduzione esaustiva-

    la teoria in soldoni è che un bambino che fa il pieno nella prima infanzia, di attenzioni, coccole, contatto fisico, attaccamento dei genitori, diventi un adulto sicuro di sè e indipendente.

    ovvero, ad esempio, i bambini che stanno nel lettone abitualmente, prima o poi manifesteranno spontaneamente il desiderio di una maggiore autonomia, chiedendo esplicitamente un letto e una cameretta tutta per loro.

    diversamente, a volte (ma NON sempre, ogni bambino è DIVERSO) il lettone diventa una specie di oggetto del desiderio, e hai quei bambini che di notte cercano di infilarcisi (come ero io, e mia sorella, messe in cameretta da sole da quando avevamo pochi mesi)

    fare in modo che il bambino faccia “il pieno” non significa avere dei genitori, e in particolare una madre, sacrificale, che corra al cospetto del principe d’egitto( :wink: )tutto il giorno e tutta la notte, senza dormire, finendo esausta e non avendo tempo nemmeno di fare pipì.
    (tra l’altro non so se siamo fortunati o è il nostro atteggiamento che rilassa il bambino, ma io tutte ’ste corse non mi si è proprio mai posta l’occasione di farle)

    ora per spiegarmi ho usato l’esempio del lettone, ma vale un pò per tutto. La famosa schiera di persone che mettono bocca in automatico su tutto quello che fa una neomamma, sicuramente nota a tutte noi, sapete quante me ne ha dette e quante ne continua a dire sull’allattamento prolungato, il lettone, il fatto che non lo lascio praticamente mai, che sta spessissimo nella fascia, e ne potrei dire molte altre……ma mio figlio con nostra grande soddisfazione è sempre stato un bambino socievole, non mammone, che stava in braccio a tutti, ripeto si addormenta anche con nonni e zia, gioca tranquillo anche da solo,ama gli altri bambini, per cui per il momento la teoria funziona molto bene!

  89. 89

    francygabryNo Gravatar said,

    marzo 5, 2010 @ 09:03

    Non posso che quotarti in tutto Frau! Io anche sono stata molto premiata dall’atteggiamento di mio figlio, per questo volevo dare un parere su come a volte cambiando approccio certe cose si possono risolvere alla radice… volevo aiutare ma non ci sono riuscita. Neanche io ho mai avuto bisogno di servire mio figlio come un principe… :wink:

  90. 90

    chiaraNo Gravatar said,

    marzo 5, 2010 @ 13:03

    Frau il fatto che la teoria funzioni è una supposizione, nel senso che magari funzionava anche al contrario

    e non lo sapremo mai :wink:

  91. 91

    frauNo Gravatar said,

    marzo 5, 2010 @ 15:05

    ma certo che è una supposizione! nel senso che qui da noi funziona, quindi dato che io mi ci trovo così bene…cavallo che vince non si cambia! Poi ribadisco, credo che ogni caso sia diverso e che ogni mamma debba confrontarsi con i figli che ha e di conseguenza adotti delle soluzioni, nell’interesse di quella famiglia nel suo insieme!

    Fondamentalmente, ogni metodo è buono se funziona e soddisfa il più possibile tutti!

  92. 92

    danielaNo Gravatar said,

    marzo 5, 2010 @ 18:10

    Infatti, era una battuta per dire che non c’è un’equazione tipo dorme nel lettone=futuro bimbo felice (dome da solo=futuro bimbo frustrato) nè dorme nel lettone=futuro bimbo mammone (dorme da solo=futuro bimbo indipendente). La relazione credo nasca all’interno di un sistema + complesso, di cui fanno parte anche le ns esigenze e il ns carattere. Certo un bimbo che si addormenta SOLO in un modo forse dà + da pensare, ma il rapporto tra scelta adottata e futuro del bambino credo non stia nella scelta in sè, ma nel come tutta la famiglia la vive…

    Per questo a me piace il metodo di chiara e piace quello di frau (vi uso come idealtipi eh… :lol: ): entrambe stanno bene e sono felici e i loro bimbi sereni. La ricetta giusta è forse capire se si è è chiara o + frau e comportarsi di conseguenza, sapendo ascoltare loro e noi.
    Io non penso che chi mette un bimbo nel lettino lo faccia solo per sè: lo fa per sè quanto chi lo tiene nel lettone perchè è + comodo o perchè le piace coccolarlo o perchè risponde alla sua idea di essere mamma.

  93. 93

    danielaNo Gravatar said,

    marzo 5, 2010 @ 23:11

    per il sesso, bah non so se bisogna arrivare al kamasutra, di certo bisogna sviluppare l’arte di arrangiarsi se dormono in camerona!!!

  94. 94

    chiaraNo Gravatar said,

    marzo 6, 2010 @ 09:15

    Ma infatti, è giusto che ognuno trovi la sua dimensione, io sono una fanatica sopra tutto del concetto che la mamma sa sempre cosa è meglio per sè e per il proprio figlio.

    Il problema è ciò che ci circonda, quando diventi mamma vieni catapultato in una realtà nuova, e cioè quella in cui TUTTI dalla tipa che pulisce i pavimenti in ospedale, alla nurse, al pediatra, alla suocera, alla mamma, all’amica, alla fruttivendola SANNO cosa è meglio per te e per tuo figlio, loro SANNO SEMPRE xche tuo figlio piange e tu no, loro sono sicuri che tuo figlio ha le coliche, sanno xche tuo figlio fa la kakka verde… LORO SANNO … TU NO

    Questa situazione in una persona non molto sicura di sè fa vacillare e rattrappire l’istinto materno… allora poi vai dove tira il vento, ascolti tizio caio e sempronio, e vai a tentoni, nel dubbio di sbagliare accorri sempre e comunque…

    e talvolta questa situazione ti porta magari a leggere Estivill … provarci (tanto ormai hai ascoltato tutti tanto vale tentare) e “scoprire” che poi funziona.

    E’ ovvio che un libro può rivelarsi una genialata per qualcuno e per qualcun altro no… xche i genitori sono diversi e i figli anche, come si fa a trovare un metodo? non esiste… e fin qua ci siamo tutte!

    Sul discorso lettone o mica lettone, nanna o pigiama party… io penso che siano equilibri che si trovano coi figli, se poi sono equilibri che funzionano ben venga!

    Giusti o non giusti nessuno lo può dire, conseguenze o conseguenze… ciò che siamo sono le conseguenze! quindi ovvio che mio figlio sarà diverso dal figlio di Frau ecc

    Credo che si dia anche troppa importanza a ciò che noi diamo ai nostri figli adesso, io non penso che tutto quello che diciamo facciamo decidiamo adesso li renda così diversi da grandi…

    io conosco persone che hanno avuto una vita simile alla mia … e hanno svoltato in maniera completamente differente, c’e’ chi davanti a una mazzata fotonica della vita si è ribellato e chi ha taciuto ha abbassato lo sguardo ed è andato avanti.

    Per me molto di quello che siamo e saremo è instillato nella ns anima, è questione di istinto, carattere… chiamatelo come volete, ma non siamo necessariamente + sicuri perchè abbiamo dormito nel lettone o succhiato da una tetta…
    io non ho mai dormito nel lettone, mia mamma ha sempre lavorato e ho preso parecchie tirate di capelli (ah si, scusate ma io sono una che pensa che uno sculaccione ogni tanto ci sta benissimo!! altro che leggi e leggi) eppure ho una grande sicurezza di me, in 38 anni ritengo di aver fatto grandi cose e sono felice della mia vita anche se aggratiss mi ha dato poco niente…

    la sera a quest’ora i miei figli sono a letto… e io STO BENE
    tra mezz’ora mi siedo sul divano con mio marito a guardarmi Greys anatomy e quando luyi va a letto finisco di lavorare…

    forse il mondo vorrebbe farmi sentire una madre del piffero x questo, o xche non ho allattato, o xche a 15 mesi ho spedito i bambini all’asilo… ma per fortuna dopo tanti anni di “farsi benvolere” finalmente me ne infischio!

    Ho dei figli ma non per questo ho una palla al piede, non accorro quando è palese che hanno le p@lle in giostra e se si annoiano li lascio annoiare e non accorro a fare palline di pongo…
    impongo dei tempi che devono necessariamente essere i tempi di tutti

    e se non sono in corsa per migliore mamma del secolo beh… poco male!!!

    secondo me bisogna anche sentirsi liberi di essere comunque sempre se stessi anche se abbiamo dei figli

    almeno per me … E’ VITALE!!

  95. 95

    chiaraNo Gravatar said,

    marzo 6, 2010 @ 10:18

    a me dispiace sinceramente quando percepisco confusione e insicurezza, e di carattere vorrei fare o dire qualcosa per dare una direzione che secondo me può funzionare

    penso che i bambini percepiscano di più le nostre insicurezze e le nostre indecisioni o le nostre incoerenze
    avere le idee chiare è fantastico, anche se magari tra qualche anno penseremo che “forse si poteva fare diversamente”

    ecco credo che sia giusto scegliere una rotta e mantenerla, penso che il senso di sicurezza lo percepiscano e di quello si nutrano (trasmesso anche attraverso la routine delle cose ecc).

  96. 96

    barbamammaNo Gravatar said,

    marzo 6, 2010 @ 11:20

    che bella discussione…..
    anche noi dormiamo nel lettone e alterniamo a sidebed, prima che nascesse Manu eravamo abbastanza convinti che avrebbe avuto il suo lettino. Quando è nato abbiamo avuto qualche problema di regurgito ed ero tranquilla solo a tenerlo vicino a me…..insomma il nostro inizio di sonno condiviso è stato un pò forzato dalla situazione “mamma in ansia” ma oggi siamo tutti e tre felicissimi.
    Tutti nel lettone non è la ricetta, la panacea, ma è un modo, semplicemente un sistema come un altro…

    anche io ho letto “facciamo la nanna” (non fate la nanna) e il libro della lega….
    in realtà, a mio avviso, nessuno dei due mi ha dato un “sistema”per la notte anche se sostengono (il secondo in maniera evidente) il sonno condiviso.
    A questo punto credo sia importante non condannare le mamme che mettono il loro figlio da solo in cameretta ma nemmeno dare addosso a quelle che se lo tengono beatamente nel letto, e di solito sono queste quelle che subiscono la lezione del “non te lo levi più, se vuoi un consiglio abitualo subito, che errore!” oppure ti guardano con quello sguardo come a dire bel vizio gli hai dato, brava! :evil:
    e per questo capita spesso che questa situazione del lettone venga negata o giustificata dalla mamma “dorme con me però solo perchè……”non mi è mai capitato nessuno che dicesse perchè ci piace, di solito si ammette dopo aver capito che la persona con cui parli non ti sta condannando (ma poi che glie frega agli altri????vabbè che qui come dice Chiara ce ne sarebbe da dire sui consigli non richiesti e gli interventi di mezzo mondo, anche di quello che non ha mai figliato)

    oggi che ha 14 mesi ho applicato il sidebed perchè è più grande e quindi sta un po stretto ma ogni notte mi cerca, allunga la mano sul viso o sul seno e mi trova li, io sono felice di dormire abbracciata a lui, sto bene, sono serena e lo sono anche figlio e padre (a volte gli manca e chiede di averlo in mezzo tra di noi :love )

    sono una sostenitrice del lettone, della fascia, del concetto del continuum, mi sono informata ed ho scoperto che non è un sistema delterio, per la formazione del carattere di un figlio, che dormire insieme non è da condannare, che è naturale, che nei paesi orientali è nella norma condividere la stessa stanza…..
    non si rischia di avere figli mammoni, tutt’altro

  97. 97

    julieNo Gravatar said,

    marzo 6, 2010 @ 11:31

    camera da letto ai genitori! Bè con la nascita di Emanuele le cose sono un po’ cambiate ed ho capito che il problema principale è la sopravvivenza e la serenità di TUTTA la famiglia.
    Noi tuttora non abbiamo fatto una scelta, ovvero ogni notte è a sè.
    Inizialmente dormiva accanto al letto nella “cuccia” come la chiamavamo :lol: , ovvero la navetta, perchè avevo paura di non sentirlo. Poi ho iniziato a sentirlo un po’ troppo: ogni volta che respirava un po’ più forte, faceva un versetto o aveva uno scatto mi svegliavo

    Mio marito, alla mia ennesima crisi di pianto, ha deciso di spostarlo in camera sua e siamo riusciti ad andare avanti. C’è da precisare che fino al 4° mese circa di giorno dormiva quasi esclusivamente in braccio a me.

    Ora la sera lo mettiamo nel lettino in camera sua, gli diamo delle pacchette sul sederino, che ha un effetto ondulatorio, e lui in pochissimo tempo si addormenta. Di notte lo allatto a letto così a volte riesco ad addormentarmi con lui accanto a me. Quando mi sveglio lo porto nel suo letto perchè non riesce a dormire accanto a noi: ogni volta che mi giro, che si sposta il piumone, che il papà respira un po’ più forte (non si può dire che russa :lol: ) fa dei lamenti e alla fine si sveglia.

    A volte di notte lo lasciamo piangere un po’ nel suo letto perchè dopo 2 ore che le provi tutte, provi anche anche quella! A volte mi sento una cattiva mamma però non mi sento egoista o di agire solo per me stessa. Il benessere del bambino è legato anche al mio e a quello del suo papà e non dormire per 3 ore di seguito per più notti ha delle grandissime conseguenze :cry:

    Non so cosa succederà nei prossimi giorni o settimane o mesi ma ora la nostra priorità è dormire!!!
    Ogni famiglia cerca di fare del suo meglio e cerca di dare il meglio al proprio figlio e non tutto ciò che facciamo ora è direttamente legato a come sarà il bimbo in futuro. Io ho dormito per i primi 5 anni circa nel lettone con i miei fratelli e mia mamma e rimango cmq una persona molto insicura.

    Credo che ci vorrebbe un bel libro sul sonno scritto dalle mamme e dai papà, ci sentiremo tutti più normali!!!

  98. 98

    rapo71No Gravatar said,

    marzo 6, 2010 @ 12:00

    Anch’io a volte gli do’ le pacchettine sul sederino la sera per farla dormire….oppure la faccio anche piannucolare (sembra per lei tipo una ninna nanna). Lo fa sempre di giorno e a volte la sera, quello della ninna nanna.

    Vi porto un esempio:
    conosco una famiglia composta da mamma, papa’, figlio di 6 anni e mezzo i e figlia di 3 anni e mezzo. Allora la sera la mamma nel lettone fa addormentare i pargoli (senza papa’) ma nel frattempo si addormenta lei, quindi dopo un po’ interviene il papa’ (a volte no) e porta i bimbi nei rispettivi lettini. Dopo un-due ore arriva nel lettone il primo bimbo e dopo mezz’ora circa piange l’altra (adesso gli hanno abbassato la sbarra e quindi scente da sola e va nel lettone) quindi sono di nuovo tutti e 4 nel lettone (il papa’ non riesce a dormire). Quindi a volte si ricomincia daccapo aspetta che si addormentino tutti riporta i bimbi a posto, però dopo poco si ricomincia il balletto dei letti……e quindi papa’ che fa!! va a letto del + piccolo….e forse un ora di sonno se la fa. Ora + spesso va a dormire direttamente a letto del figlio + grande da subito….così dorme tutta la notte.

    Per me questo balletto dei letti è un ammazza sonno per tutti (forse tranne la mamma)….i bimbi non riescono a dormire se non nel lettone, e per me sono già grandicelli per fare ancora sta cosa. Non vi sembra? :roll:

    Apposta dico: cercate di abituarlo al SUO di lettino….oppure ve lo ritroverete in mezzo anche a 12 anni…e poi se sono due o +?
    Se esistessero dei letti a 4 o + piazze!!!!????

  99. 99

    annucNo Gravatar said,

    marzo 6, 2010 @ 13:35

    Putroppo io, nonostante Riccardo abbia dormito da subito nella sua culla in camera sua, mi sono ritrovata Riccardo a due anni nel lettone……. :( Devo dire che per ora non si parla di tirarlo via, spero che con il tempo vorrà tornarci lui. L’omeopata alla quale mi ero rivolta perchè mi prescrivesse dei fiori di bach per farlo tornare nel lettino, mi ha detto di stare tranquilla che se Riccardo ha già dimostrato di dormire da solo per due anni, quando sarà il momento giusto ci tornerà. Mi chiedo solo quando sarà questo momento giusto……. intanto i fiori di bach non me li ha voluti prescivere e mi ha detto che sse Ricc è nel lettone in fondo è perchè lo voglio io……. :oops:

  100. 100

    frauNo Gravatar said,

    marzo 6, 2010 @ 14:36

    certo penso che così sia moolto faticoso…ora non conosco i dettagli di questa famiglia, ma trovo qualcosa di sbagliato nel fatto che la mamma da sola metta a letto tutti e poi il papà arrivi e li sposti..così come che si debba mettere nel letto del figlio..conosco anch’io una coppia che non dorme più insieme da quando sono nate le figlie (oggi 7 e 4 anni, lettone con mamma) ma è chiaro che ci sono dei problemi proprio tra loro 2! anche perchè come ho già scritto i genitori devono scegliere una linea comune, anche sulla nanna, soprattutto su lettone o non lettone. Mio marito ci dorme bene e se lo mette nel letto anche da solo, ma se ad esempio avesse avuto difficoltà io con tutto il mio attachment avrei cercato una modalità diversa, ad esempio il sidebed.
    il mega lettone…..è un progetto a cui stiamo pensando

  101. 101

    frauNo Gravatar said,

    marzo 6, 2010 @ 15:37

    sinceramente non credo che esistano dei rimedi, omeopatici, di bach, o di qualunque altro tipo che facciano tornare il bimbo nel lettino…e credo che tutto quello che succede nella vita di un bambino piccolo dipenda da noi genitori.. è chiaro che devi trovare tu la vostra soluzione, soppesare i pro e i contro dello stato attuale delle cose…per tirare acqua al mulino della mia “teoria” potrei dire che ha bisogno ora di fare quel “pieno” che non ha fatto prima, ma è solo una teoria e magari è sbagliata.

  102. 102

    ladytachinaNo Gravatar said,

    marzo 6, 2010 @ 16:40

    Premesso che, come avete detto tutte, il miglior metodo è quello che calza alla perfezione per noi e che quindi ci rende felici…vi dico la mia.

    Per le prime 2 settimane Ginevra ha dormito una notte si e uno no SU DI ME, sul mio petto, era l’unico modo per farla dormire e per dormire anche noi. Mi mettevo nel mezzo del letto con i cuscini da un lato e mio marito dall’altro, mezza sdraiata e così rimanevo sino al mattino, lei non si è mai mossa di un millimetro.

    Poi abbiamo iniziato a lasciarla nella carrozzina e si è sempre fatta le sue orette di nanna, intervallate dalle poppate.
    Il problema per noi era l’addormentamento..una tragedia.
    Passeggiavo, anche mio marito eh (ma meno :grr ) per la casa, a volte anche 1 ora e poi giù nel lettino, e questo ogni volta che doveva dormire . Di giorno però non appena toccava il lettino spalancava gli occhietti e l’unico modo per farla riposare era tenersela in braccio oppure uscire a passeggio.

    Verso i 2 mesi e mezzo ho iniziato ad avere mal di schiena e ho detto basta, si cambia!
    Ho iniziato piano piano e c’è voluto 1 mese, si 1 mese. E’ stata dura e lunga ma ce l’abbiamo fatta.
    Certo ci sono periodi in cui non ne vuole sapere e appena la metti giù strilla, e allora con calma stiamo lì con lei e poi usciamo e se piange rientriamo, poi passa. In linea di massima si è abituata.

    Diciamo ch eil cambiamento c’è stato anche dandole degli orarai abbastanza fissi per la sveglia al mattino (vabbè la domenica :mrgreen: ), il riposino la pappa e la nanna la sera, soprattutto quella.
    Quando arrivo a casa sono stanca e con mille faccende da fare e alle 20.30 si va a nanna.
    Certo capita che si esce e si ritarda ma cerco sempre di rispettare gli orari, e ci troviamo bene.

    Ovviamente le critiche da parte di tutto il parentame sono arrivate subito ed è stata dura soprattutto con loro e con mio marito (che non ne era convinto) far capire l’importanza di orari da rispettare e l’addormentarsi da sola.
    Poi hanno capito e la suocera nemmeno tanto tempo fa mi ha fatto i complimenti.

  103. 103

    rapo71No Gravatar said,

    marzo 7, 2010 @ 15:43

    So che forse potrei risultare antipatica perchè cerco di dare i soliti “consigli” e so quanto siamo immerse da parentame e conoscenti che danno consigli. Ma lo ripeto: non aspettate il mal di schiena….o altro….cercate di abituarlo “quasi” da subito ad addormentarsi al Suo di lettino. Dico quasi perchè penso che è ovvio i mesi di allattamento “selvaggio” (quello ogni 3 ore o meno) è quasi impossibile di notte farlo dormire sempre nel SUO di lettino.
    ladytachina 6 un mito !!!! nonostante il parere contrario di tutti hai tenuto il punto per un mese e anche adesso. Volere è potere!!!!! Se si vuole si puo’ fare!!!!
    Comunque le cose vadano il parentame ha sempre da ridire….sempre….e perchè qua e perchè la’……..io faccio l’indifferente e faccio come me pare……così è successo anche con i lavabili…..e che puzza e non è igenico e che schifo la cacca.

    Le gocce omeopatiche per farlo dormire l’ha sperimentate sul primo figlio anche la signora del mio racconto (quella che si addormenta nel lettone) e non sono servite a un tubo, come anche la camomilla tutte le sere.
    Il mio parere sul menage familiare della suddetta signora e che la favoletta per farli addormentare si legge nella stanza dei bimbi che stanno sotto le coperte proprie, non nel lettone, soprattutto a quell’eta. Il bambino si deve addormentare nel suo lettino…

  104. 104

    crimartixNo Gravatar said,

    marzo 7, 2010 @ 15:45

    verso i due anni anche Martina ha avuto un periodaccio? In realtà era un pochino più avanti, avrà avuto circa 26 mesi e guarda caso è coinciso con l’inserimento al nido. Proprio lei che ha sempre dormito e si è sempre addormentata da sola, non solo strillava appena la lasciavo nel lettino (prima, dopo tutto il rituale libro, ninna-nanna bacini ecc, la mettevo giù e me ne andavo e chiudevo pure la porta :shock: ), ma la notte si svegliava urlando molto spesso. Lì per lì è stato un incubo, poi si è rivelata una fase passeggera (al max un paio di mesi direi). Il problema dell’addormentamento lo abbiamo risolto lasciando la porta aperta, mettendo una mini-lucina da notte (era la mia 8) ed è davvero fioca), aspettando vicino alla porta qualche minuto e poi tornando ogni tanto se aveva bisogno di essere tranquillizzata. Per i risvegli invece ci è voluta TANTA determinazione e un paio di volte è finita nel lettone anche lei… in genere cercavo di non prenderla in braccio altrimenti addio, ma di calmarla con carezze e paroline e poi toccava aspettare che si riaddormentasse. In genere cercavo di aspettare vicino alla porta e dopo qualche minuto tentavo la fuga, ma spesso se ne accorgeva e si ricominciava da capo… a volte tutta la tiritera durava anche mezz’ora :cry non vi dico che fatica tenere gli occhi aperti! Non ho mai pensato di lasciarla piangere perché si vedeva che era proprio TERRORIZZATA, non so se da incubi o da altre paure, quindi non volevo peggiorare la situazione. In tutto ciò va detto che io non lavoro, quindi anche se il giorno ero un po’ di fuori tutt’al più rischiavo si bruciare il pranzo e niente di peggio. La situazione poi è rientrata da sé e l’unico strascico rimasto è la lucina e dover restare un paio di minuti accanto alla porta prima di andare via.

  105. 105

    EquAzioniNo Gravatar said,

    marzo 10, 2010 @ 13:52

    vorrei solo far presente a tutti quelli che sono intervenuti che l’oggetto di discussione si è leggermente spostato….
    io ho lanciato questa discussione per sapere che ne pensavate del “metodo” estivill
    siamo tutti d’accordo che ogni bambino, ogni famiglia, ogni contesto.. sono a se
    e ognuno adotterà le soluzioni (che non stan scritte su nessun libro, tanto meno su quello di estivill) che riterrà migliori
    il punto è: siamo diventati genitori? ok, accettiamolo, diventiamo responsabili e, che cavolo, se nostro figlio piange non ci arrendiamo subito pensando che prima della gravidanza eravamo abituati a dormire 10 ore filate….
    il metodo estivill non insegna al bambino a dormire, insegna al bambino ad arrendersi, ad accettare che la mamma e il papà non torneranno anche se lui li sta chiamando….
    e da quando vorremmo cominciare? estivill parla dei 6 mesi (e non prima, chiediamoci il x’), ma lascia intendere che come ogni cosa se si anticipa non può far male a nessuno
    c’è una grande differenza nel affrontare un simile metodo con un bimbo di 6 mesi o di 6 anni!
    ma estivill mette tutto sotto lo stesso….letto :lol:
    sembra che i bambini nascano furbi, perfidi e strateghi….altro che con la camicia!
    dunque, per concludere io sono assolutamente contraria all’estivill
    detto questo io preferisco che mio figlio dorma nel suo letto. anche se capita, a volte, che dorma nel lettone.
    i bambini sono abitudinari, bè, creiamo delle belle abitudini. una storia? ok, non saranno 10, ma 1. prima di iniziare a leggerla ricordiamogli che dopo quella storia si fa la nanna. e poi si va.
    conosco troppe persone che hanno applicato l’estivill
    una sola di queste ha avuto la mia “approvazione”. so da quanto tempo non dormiva. so quanto abbia provato, quanto ce l’abbia messa tutta. ma la sua situazione al di fuori dalle mura domestiche non era decisamente dalla sua. non ce la faceva davvero +, era uno straccio. e così, con le lacrime agli occhi, mi ha detto di averlo fatto
    ora si addormenta però sempre accanto a suo figlio.
    nessuna delle altre persone ha fatto invece molti tentativi….mi han raccontato appunto che prima erano abituati a dormire di + e che “si sa che i bambini devono farsi i polmoni”…..
    aaaaahhhhhhhh
    passo e chiudo.
    francesca

  106. 106

    CloseTheDoorNo Gravatar said,

    marzo 10, 2010 @ 18:16

    Grazie di questo post, che dice molto meglio di me quello che penso di questo test-icolo (scusate).

    A me un’amica ha regalato il libro di Estivill quando ero incinta, ma non riesco a credere che lo abbia mai letto. Mi sono venuti i capelli dritti quando ho visto come dipinge i bambini, e mi sono convinta che puo’ far presa solo su un genitore esasperato e che *non ha il più piccolo ricordo di sé bambino*.

    Ho cercato di documentarmi e ho letto che Estivill, oltre che paragonare i bambini a degli spremiagrumi per cui ci vuole il libretto d’istruzioni (=il suo “metodo” per dormire) , non è un pediatra e non ha fatto altro che plagiare Richard Ferber, conosciuto per l’omonimo “Ferber method” tanto in voga quanto contestato in America. Già così basterebbe.
    Poi però ho scoperto che Richard Ferber si è sentito in dovere di rivedere le proprie posizioni, e mettere in chiaro che NON è favorevole a lasciare i bambini da soli al buio a piangere e vomitare, e che è diventato molto più elastico rispetto per esempio al dormire tutti nel lettone…
    Poi, avete notato che sulla copertina di “Fate la nanna” il bambino che dorme si trova sul petto del papà? Con una sola immagine si nega tutto il contenuto del libro.

    In realtà credo che il “metodo Estivill” sia una specie di scorciatoia psicologica per i genitori per “lasciar piangere il bambino”. Che può essere legittimo, se si pensa che stia facendo i capricci, ma allora chiamiamo le cose col loro nome: mio figlio fa i capricci e io lo lascio piangere.

    Più in generale, per me è demenziale l’idea di un metodo “a prescindere” che va bene sempre uguale dai 6 mesi ai 5 anni (Estivill, p. 61). Mi sa tanto di “guida per ammaestrare un dobermann”.

    Possiamo nominare delle alternative? Elizabeth Pantley, Tracy Hogg, T Berry Brazelton. Ecco, tutto ma non Estivill. Piuttosto andiamo a vedere l’originale plagiato, Ferber. Avremo almeno la garanzia che ha avuto l’onestà intellettuale di cambiare idea!

  107. 107

    mircoNo Gravatar said,

    aprile 8, 2010 @ 13:59

    La mia esperienza è la seguente: Francesco, il mio primo bimbo ha sempre fatto fatica a dormire; essendo il primo si usavano tutti i metodi che a noi sembravano migliori: prendergli la mano ficnhé si addormentava, sdraiarsi con lui nel lettino per non lasciarlo solo, farlo addormentare cullandolo e così via. Risultato? ancora adesso che ha 8 anni fa fatica a prendere sonno da solo nel letto, preferendo addormentarsi con noi sul divano e di notte, sebbene dorma fino al mattino, dorme ma non riposa. Quando è nata Chiara, 3 anni dopo ci è stato proposto questo libricino: abbiamo provato a mettere in pratica questi consigli… Beh, vi dico che in 4-5 giorni la bimba ha cominciato a dormire da sola, ancora adesso, che ha 5 anni, anche se di notte si alza e ci viene a chiamare per fare la pipì, al mattino non solo ha dormito, ma assapora il gusto del riposo e affronta la giornata in maniera molto più serena e meno ansiosa. Ora, circa 4 mesi fa è nato Giovanni: vedendo la differenza dei due metodi non abbiamo avuo dubbi su cosa fare e da una settimana stiamo adottando il metodo del libro “Fate la nanna”. Abbiamo il tempo di una giornata per coccolarci e goderci i nostri bambini, dalla pausa pranzo alla sera: perché privarli del meritato riposo, non del sonno, del riposo? In fin dei conti, il libro non dice di lasciarli soli a piangere in una stanza buia fino allo sfinimento; c’è tutto un percorso e un metodo da seguire per arrivare all’obiettivo. Allo stesso modo, mai dire di no ai nostri bimbi, altrimenti iniziano a piangere, strillare, singhiozzare… ed è da crudeli lasciare che un bambino pianga… A me, a noi è servito tantissimo, e anche se non lo regaliamo, lo consigliamo. Poi ognuno è libero di scgegliere il modo migliore per far crescere i propri figli.

  108. 108

    michelaNo Gravatar said,

    aprile 9, 2010 @ 15:31

    carissimi, mi sento in dovere di portare la mia testimonianza sul libro “Fate la nanna”.
    Se chi lo “giudica” non ha provato il metodo, mi spiace ma non lo credo correto.
    Mio figlio di 8 anni, come la maggior parte dei bambini, ha ricevuto tutte le attenzioni possibili, dal portarlo a letto con noi, ad addormentarlo dolcemente a qualsiasi altra forma” naturale” per poter far si che non si traumatizzi per dormire, visto che è sempre stato un bimbo molto”sveglio”.Quando ho avuto mia figlia, mi sono decisa, ho messo in pratica il metodo e nel giro di 4 giorni, senza chissà quali crudeltà, Chiara aveva capito quanto era bello dormire per riposare. Nel suo lettino, con la sua bambola, sicura che mamma e papà erano comunque vicino a lei. Ora ha 5 anni, quando lei è stanca, ci saluta e dice:”Ciao a tutti scusate ma io devo andare a dormire nel mio lettone!”. E così parte con tranquillitàsenza nessun problema. Francesco invece ancora adesso a 8 anni, possibilmente vorrebbe prender sonno nel divano con noi vicino, per poi essere portato a peso a letto. Credo che la differenza sia evidente…. se poi c’èchi ci è riuscito lo stesso, buon per lui….. a me è servito un sacco e non ci vedo crudeltà alcuna…… saluti
    michela

  109. 109

    EquAzioniNo Gravatar said,

    aprile 12, 2010 @ 21:25

    @Michela : Qui nessuno giudica nessuno. tantomeno quei genitori “disperati” che per evitare di fare pazzie a causa delle notti insonni arrivano loro malgrado a scegliere di praticare l’estivill..
    ma non è che se non si è provato qualcosa non si può esprimerne un opinione al riguardo. Tra l’altro noi non critichiamo nemmeno il metodo in se, o meglio i suoi presupposti, ma l’uso
    “leggero – superficiale” che troppi genitori ne fanno. Da quello che scrivi mi sembra proprio che il vosto modo di applicarlo sia stato sensato e umano. Ben diverso dal dire, piangi che ti fai i polmoni, piccolo essere manipolatore. Io sono qua e ti voglio bene, ma sappi che da me non avrai pietà,quindi ti conviene dormire…”
    Allo stesso tempoo non sarei cosi categorico nel distinguere le abitudini di sonno in base all’aver applicato il metodo o no. i bambini sono diversi e quello che puo aver funzionato per tua figlia potrebbe non aver funzionato comunque per tuo figlio. ed è questo il problema principale di Estivill, il voler essere un metodo sicuro al 100 % e standardizzato per tutti….

  110. 110

    EquAzioniNo Gravatar said,

    aprile 12, 2010 @ 21:36

    @Mirco e Michela:
    Il fatto non è se funziona o no l’estivill. Certo che funziona. Chiunque si arrenderebbe dopo 5 notti di pianti inascoltati… Ma cosi non si insegna a dormire, si insegna ad arrendersi e a cedere. E’ un po come l’educazione autoritaria e/o violenta. i bambini alla fine rigano dritto, ma mica perchè hanno imparato ad essere buoni. solo perchè hanno imparato a reprimersi, ad arrendersi e a sottomettersi al potere.
    non èil vostro caso. si vede da come raccontate della vostra esperienza, non c’è l’arroganza di chi è convinto che ilbambino strumentalizzi l’adulto nè l’indifferenza di chi pensa che un po di pianti non hanno fatto mai male a nessuno.
    il problema principale sono gli effetti che il metodo potrebbe avere e che non sono documentati.
    il problema è che estivil afferma che il suo metodo è provato al 99% e quell’uno per cento non ha funzionato perchè il bambino aveva altri problemi – ahah.. ma questo lo scoprio dopo però… e cosi ai problemi relazionali psicologici che gia aveva ilbambino si sommano quelli causati dall’abbandono da estivill?!=
    il problema è, come linkato da altre commentatrici, che uno studio di questo tipo dovrebbe essere supportato da statistiche e documentazioni, gruppi di controllo e quant’altro e invece riguardo a estivil non c’è alcun tipo di documentazione in giro. ed in effetti pare strano che un libro cosi non abbia uno straccio di bibliografia o note a margine con dati statistici e riferimenti di sorta…

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