Creatività ed ecologia in pausa caffè
Tempo fa avevo lanciato la proposta di portare una tazza al lavoro da utilizzare al posto dei bicchieri di plastica utilizzati durante la pausa caffè o per bere dai cosiddetti “boccioni” e Francesca aveva colto l’occasione per lanciare la proposta anche su Facebook ( se avete un account diffondete l’idea con i vostri amici!) Alcuni amici e colleghi avevano accolto l’invito e anche se molti dopo qualche giorno si erano stufati di doversi sciacquare la tazza dopo la pausa ( … ! ) qualcuno era rimasto conquistato da questo piccolo gesto contro la crisi e l’inquinamento.
Qualche giorno fa ho notato con piacere altri colleghi che non conoscevo sorseggiare del te in bustina dalla propria tazza fumante. E non ho potuto fare a meno di apprezzare oltre alle infinite possibilità che ci possiamo regalare in termini di gusto (c’è chi porta il te nerò, chi quello ai frutti di bosco, chi la tisana alle erbe e chi il nescafè) la personalizzazione che deriva dalla tazza che ciascuno ha deciso di portarsi dietro (e che inevitabilmente rivela un pò della propria personalità…)
Per caso con una ricerca internet ho trovato questo sito che ci presenta proprio alcune tazze “di design”. Forse non sono tutte così pratiche da portare con sè, o rivelano anche troppo degli stati d’animo che in ufficio andrebbero tenuti nascosti, ma alcune sono davvero geniali!
Rilancio pertanto l’invito e spero che al rientro dalle ferie saremo sempre di più a portare una tazza al lavoro ! Anzi ho pensato che potrebbe essere interessante pubblicare su questo blog una foto della vostra tazza al lavoro! Chi volesse partecipare a questo “concorso” può mandare le sue foto a questo indirizzo info@officinadeicolori.it











Palmy
said,
luglio 24, 2009 @ 17:40
Molto carina quest’idea, vedrò di organizzarmi…
Linda
said,
luglio 27, 2009 @ 10:30
Ciao Francesca sono Linda,
come va?
in questi giorni ho cambiato indirizzo web.. adesso puoi trovarmi qui: http://paneamoreecreativita.it/
Ti auguro una buona estate e conto di risentirti nel mio nuovo sito.
Ciao a presto
Linda
^_^
Franny
said,
agosto 5, 2009 @ 18:35
E perchè limitarsi alla tazza? Nell’ufficio in cui lavoravo qualche anno fa mi portavo anche il cucchiaino, per evitare la palettina di plastica, e un asciugamano, per non usare la carta.
Lory
said,
agosto 11, 2009 @ 16:53
Bellissima idea!
Appena torno al lavoro, armata di tazza e cucchiaino e… perché no anche di barattolo di zucchero per evitare e bustine, vi mando la foto.
Bacioni a presto
Lory
EquAzioni
said,
agosto 13, 2009 @ 17:51
bravissima!! apsettiamo la foto allora!!
Tommaso
said,
agosto 27, 2009 @ 05:44
Ciao!
Nella mia università a torino avevamo provato qualche tempo fa a usare i bicchierini normali in plastica (i mug nella macchinetta non ci entrano) e scriverci sopra il nome per poi lavarli, è andato tutto bene per circa una settimana e abbiamo coinvolto tante persone. Poi purtroppo siamo stati intimati a smettere, sotto minaccia di denuncia ai nas, perché la pratica non era igienica. Sob!
Però qui negli usa ci sono sempre dei bollitori per il caffè da cui ognuno riempie il proprio termos riutilizzabile, se non fosse che questo caffè è imbevibile sarebbe una bella idea!
EquAzioni
said,
agosto 31, 2009 @ 14:12
beh certo Franny, è assolutamente vero, perchè limitarsi alla tazza? infatti in ufficio ho il mio bel cassettino con tazza, set di posatine da campeggio, pacchetto di biscotti e merendine, te in bustina, caffe in polvere e zucchero, e capita molto raramente che non mi porti la cosiddetta “schiscetta”.
in pratica se per qualche ragione dovessi rimanere rinchiuso in ufficio per qualche catastrofe potrei sopravvivere per diversi giorni…
Però bisogna ammettere che non tutti hanno la possibilità di portarsi tutto il corredino al lavoro, molti “capi” storcerebbero il naso… Quindi cominciamo dalle piccole cose che creerebbero meno scandali tra i colleghi! ciao
EquAzioni
said,
agosto 31, 2009 @ 22:06
ciao tommaso, quella dei bicchierini di plastica da usare più volte nell’arco della giornata per prendersi il caffe alla macchinetta mi sembra un’ottima idea e un buonissimo inizio. Peccato davvero che persone ignoranti si mettano in mezzo con stupide obiezioni che non stanno nè in cielo nè in terra.. Dove ci sarebbe mancanza di igiene? Non so che tipo di macchinetta fosse, ma in quelle classiche da ufficio non mi sembra che il bicchierino entri in contatto con nessuna parte della macchina quindi che tipo di contamizaione potrebbe esserci? Mah che dire. di certo anche io, forse, non avrei rischiato una denuncia, sempre che la minaccia fosse fondata… (ma essendo in italia, non mi stupirebbe)
Per quanto riguarda il bollitore, se proprio non ti riesci ad abituare alla lunga sbobba nera americana, potresti suggerire ai colleghi di sostituilo con un fornelletto elettrico per poter così usare una bella moka!!
Tommaso
said,
settembre 1, 2009 @ 06:54
Ciao
Purtroppo per il caffè l’obiezione non era del tutto insensata, abbiamo delle macchinette grosse tutte automatiche che tengono il bicchierino per la parte alta, proprio dove si beve, quindi in effetti l’igiene non è il massimo.
L’unica soluzione sarebbe cambiare macchinetta e cercarne una che tocchi il bicchiere dal fondo, ma visti gli scarsi finanziamenti attuali la segreteria non vuol sentir parlare di spese per cambiare una macchinetta che tutto sommato funziona benissimo!
Noi studenti normalmente non abbiamo un posto fisso dove poter tenere le cose, però abbiamo attrezzato un’aula con due fornetti, quindi se vogliamo possiamo portare il pranzo da casa nel tupperware e scaldarlo, ed è piuttosto comodo.
In primavera invece sono stato ospite per tre mesi in un ufficio con frigorifero e forno, quindi ne approfittavo portando di tutto da casa, dall’insalata alle teglie di lasagne (e i capi erano i primi a farlo!), oltre che ovviamente piatti e posate.