Orti e decoro

Qualche sera ci è toccata l’ultima riunione di condominio prima delle vacanze.  La serata è stata rovente, sia per il caldo soffocante dello stanzino affittato dall’oratorio, sia per i litigi che immancabilmente in queste situazioni si scatenano.orto-aiuola

Senza stare a tediarvi con le grane del nostro condominio, volevo solo prendere spunto dalla discussione che ci ha visto più coinvolti per parlarvi dell’associazione orto e decoro (sul decoro in generale ho in serbo un articolo da mesi e spero di pubblicarlo a breve).  Infatti in molti durante la riunione si sono lamentati del comportamento indecoroso di alcuni condomini  che hanno deciso di sfruttare il proprio giardino non per avere prato inglese, fontanelle, alberelli e aiuole fiorite bensì per la più triviale e oscena pratica di coltivare ortaggi!!

Al di là del fatto che dopo essermi indebitato con un mutuo per tutta la vita penso di avere il diritto di fare quel che voglio nel mio giardino (se questo non arreca danno o disturbo ad altri) e che penso sia assolutamente più proficuo, se proprio devo sprecare / consumare acqua, innaffiare le melanzane piuttosto che i gladioli, non riesco proprio a capire perchè mai la vista di un orticello dovrebbe offendere il buon gusto ed essere un attentato al decoro…   Certo, c’è orto e orto, ma se viene curato e tenuto bene è un piacere anche per la vista, è uno splendido passatempo per gli  anziani, estremamente educativo per i bambini e appagante per chiunque vi si dedichi!!

Comunque, il giorno successivo, ancora stanco per la nottataccia, sfoglio il giornale al bar e cosa trovo nella sezione di Milano?  Un articolo su un cinese che si è preso la briga di coltivare un piccolo orto in alcune aiule fra i parcheggi di una via di Milano.  Se all’inizio ha destato stupore e molta curiosità,  quando poi i vicini hanno capito che faceva sul serio e l’hanno visto raccogliere i frutti del suo lavoro quotidiano si sono infastiditi e hanno pensato di chiamare i vigili perchè  “un’aiuola è suolo pubblico e quindi  quel cinese  non può comportarsi come se fosse di sua proprietà» , non importa se  “l’aiuola che coltiva è pulita e rigogliosa, nelle altre ci sono solo cartacce e terra secca” il decoro, il rispetto della res publica, l’invidia della gente hanno preso il sopravvento e questo bizzarro immigrato è finito su tutti i giornali.   Non vi dico come le discussioni della sera prima abbiano ricominciato a frullarmi nella testa e  non ho potuto fare a meno di pensare agli orti urbani, al guerrilla gardening e ai balconi dell’indipendenza, di cui spero di parlarvi in futuro.

Il video della notizia lo potete trovare  qui. Mi chiedo se a questo punto il Comune gli concederà un pezzettino di terra nei tanti orti che fortunatamente si vedono in alcuni parchi e lungo i navigli, così potrà continuare a dedicarsi ai suoi ortaggi che sicuramente saranno un pochino meno inquinati dallo smog delle auto parcheggiate ed in transito…

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3 Responses so far »

  1. 1

    nicoz balboaNo Gravatar said,

    luglio 20, 2009 @ 12:32

    che brutto paese, la gente è davvero incattivita. questo post invece d farmi sorridere per l’assurdità della notizia mi riempie il cuore d tristezza per la grettezza umana! a
    :(

    a me disturbano molto d + i giardini “fontanati/infiorati” ma visto che nn si è la maggioranza nn si ha voce in capitolo in questaitalia d prepotenti!!

  2. 2

    giuliaNo Gravatar said,

    luglio 20, 2009 @ 15:27

    Sto proprio informandomi sulla questione degli orti urbani e so che ce ne sono anche a Milano! La gente è davvero chiusa a volte.
    Anche a me non dispiacerebbe che dove abita a Milano il mio ragazzo potesse nascere un bell’orticello, chissà se la signora bianchi lo accetterebbe, dato che il cortile è stato rimesso a nuovo da poco e una volta mi ha detto che ci si può entrare solo con l’ambulanza!
    Che tipa!!!

  3. 3

    giuliaNo Gravatar said,

    luglio 20, 2009 @ 15:41

    Ti segnalo un vecchio articolo di Altra Economia, non so se già lo hai letto, ma è interessante:”CITTADINI CONTADINI” di M. Correggia AE n°56 – dicembre 2004 e poi ce ne sono anche di più recenti

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