65 ore di lavoro a settimana, e cioè 5 giorni da 13 ore o se preferite solo 9 ore e mezza ma tutti i giorni…
No, non stiamo parlando delle condizioni di lavoro di uomini e donne ridotti a schiavi nelle fabbriche di fine ’800. (Purtroppo) ci stiamo riferendo alla proposta avanzata da molti governi europei – tra cui anche l’Italia – e sostenuta dal Consiglio Europeo per innalzare il massimo di ore lavorative dalle attuali 48 fino appunto a 65…

E’ colpa della crisi, e della competizione con i paesi che hanno minori restrizioni in termini di diritti dei lavoratori e di sicurezza.
Non importa se la disoccupazione è sempre più un problema e con la crisi si sta accentuando un pò ovunque. Non importa se il fine della tecnologia dovrebbe essere il farci lavorare di meno a con maggiore efficienza e produttività. Non importa se il progresso dovrebbe condurci ad un minore impegno lavorativo (in termini di ore) in cambio di una maggiore pienezza di vita, di relazioni e di felicità.
La crisi, il mercato, la competizione, la tecnologia ci stanno invece portando a considerare di fare grossi passi indietro in termini di conquiste e diritti dei lavoratori, e rivalutare settimane lavorative dagli orari assurdi. Fortunatamente, in questo caso, il Parlamento Europeo si è opposto e il 17 dicembre ha ribadito il limite delle 48 ore settimanali e ha respinto le deroghe che una 15 di stati europei stanno già applicando per superare tale limite.












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…Qui in Calabria questi orari li facciamo già…sia che il lavoro sia “in regola”, sia che si tratti di lavoro nero…