Sciopero della pagnotta – carovita, boicottaggi e autoproduzione

Dopo lo sciopero della pastasciutta il 13 settembre dello scorso anno, quest’anno è la volta dello sciopero della pagnotta, oggi 18 settembre. 16 associazioni di consumatori, oltre a darsi appuntamento a Montecitorio per presentare al governo una serie di proposte per abbassare il carovita, propongono a tutti i cittadini un boicottaggio generalizzato. Invitano infatti a non acquistare per tutta la giornata principalmente pane, ma anche tutti quei prodotti che nell’ultimo anno hanno registrato gli aumenti maggiori.

Tra le varie proposte delle associazioni a tutela delle famiglie e dei consumatori ci sono:

  • una tariffa sociale elettrica estesa anche al gas e l’Iva sul gas metano al 10% anche per il riscaldamento,
  • sanzioni per le scuole e gli insegnanti che non rispettano il tetto di spesa previsto dalla legge,
  • cartellini “antispeculazione” che indichino il prezzo di vendita al dettaglio accanto a quello finale,
  • un meccanismo che obblighi le società petrolifere ad adeguare il prezzo della benzina alla discesa dei prezzi del greggio, non solo ai rincari,
  • la riduzione delle accise da tempo promessa dal governo.
  • un recupero fiscale (con detrazioni o bonus) per almeno 300 euro a famiglia, delle maggior tasse che le famiglie stanno pagando per via dell’inflazione.

Per quanto ci riguarda, indubbiamente pensiamo che i “boicottaggi” possano servire a mandare segnali importanti ad aziende e politici. Indubbiamente campagne di questo genere permettono di allargare alla maggior parte dei consumatori la consapevolezza dell’influenza delle proprie scelte di acquisto sull’economia e sulle politiche delle aziende. E magari anche permettere di scoprire nuove forme di risparmio.

Forme di risparmio che vanno dal non farsi abbindolare dalla pubblicità e dalle marche e valutare oggettivamente la qualità di un prodotto indipendentemente dalla confezione o da quante volte abbiamo sentire dire in televisione che è buono, fino al non fermarsi al negozio sottocasa ma cercare nella propria zona chi offre gli sconti maggiori. Altre soluzioni e forme di risparmio sono una riduzione volontaria e generalizzata dei consumi, e le tecniche di autoproduzione.

Queste ultime oltre a dare una enorme soddisfazione personale e garantire spesso un discreto risparmio economico (lo ammettiamo, a volte compensato/annullato da un dispendio di tempo) permettono grandi vantaggi in termini generali di ambiente, inquinamento, traffico, stress, recupero del patrimonio culturale culinario e non solo, e soprattutto permettono a ciascuno di noi di liberarsi almeno in piccola parte dalla dipendenza dal mercato.

Più cose so fare e posso farmi da solo, meno cose sono costretto ad acquistaree per tutte le altre .. no! non c’è mastercard.. ma il dono, lo scambio e la reciprocità)

Quindi perchè non iniziare oggi stesso, con lo sciopero della pagnotta, a farsi il pane in casa?

Per scoprire quante cose si possono autoprodurre tenetevi aggiornati con la nostra sezione interamente dedicata all’autoproduzione e leggete questo post

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