Archive for luglio, 2008

Come fare il gelato in casa

Niente trucchi niente inganni. Qui di seguito vi spiegherò come fare un ottimo e genuino gelato senza dover comprare costosi e ingombranti marchingegni. E soprattutto saprete cosa state mangiando!

Ingredienti:
- 200-250 ml di panna fresca da montare
- 2 uova
- 2 cucchiai di zucchero/miele
- 1 cucchiaino di vaniglia liquida

- 3 ciotole

Procedimento:
Prima di cominciare, un piccolo trucco: mettete una delle ciotole nel freezer, in modo che vi risulterà più facile montare gli albumi.
Nella prima ciotola, la più grande, montate la panna.
Nella seconda ciotola, la più piccola, sbattete i tuorli insieme allo zucchero/miele e alla vaniglia fino ad ottenere un composto omogeneo.
Nella terza ciotola, quella precedentemente messa nel freezer, montate invece gli albumi.
Versate e mescolate gli albumi e i tuorli nella ciotola della panna mooolto lentamente, in modo da non “smontare” la panna e gli albumi.

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Come un piccolo baco da seta

Tempo fa, ispirata dalla simpatica e colorata copertina, ho acquistato il libro “Baby-gami – Fagotti e marsupi per principianti”, di cui ho già parlato in un mio precedente post.
Ad essere sincera inizialmente ero un pò scettica riguardo alla prima tecnica illustrata nel libro, quella dell’infagottamento.

Poi la sera infernale. Ale, visibilmente stremato dalla stanchezza, era agitato, non sembrava riuscire a calmarsi in alcun modo ed erano già parecchie ore che non dormiva.
Le abbiamo quindi provate tutte: tetta, massaggi per coliche, bagnetto, coccole, ninnananne, passeggiate, ciuccio, acqua.. tutto insomma, ma niente.
Allora mi è venuto in mente il libro letto qualche tempo prima e mi sono detta, perchè non provarci?
Ed è allora che è avvenuto il miracolo.
Con un lenzuolino leggero ho infagottato il mio piccolo indemoniato, non troppo stretto, ma il giusto perchè non si agitasse muovendo gambe e braccia all’impazzata.
In un primo momento è parso non gradire, ma poi all’improvviso, appena terminata la fasciatura.. si è calmato!
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Carrozzina, navetta o….

Qualche mese dopo aver scoperto di essere incinta ho iniziato a girare per negozi di articoli per bambini in cerca del “kit di base” per non farsi trovare impreparati all’arrivo del pargolo.
Fondamentale per i primi mesi di vita è la carrozzina, che ho scoperto, a 28 anni dalla mia nascita, aver cambiato nome.
Già, ora l’antica carrizzina si è trasformata in una tecnologica “navetta”.
La cosa mi ha fatto sorridere nonchè tornare alla mente un artista contemporaneo, Jacques Carelman, il quale aveva già pensato ad altre possibili evoluzioni di questo indispensabile oggetto.
Quali?

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Maus – Art Spiegelman

mausMAUS – Art Spiegelman
€ 14,50 pg 300
Einaudi 2000

Maus: in tedesco topo;
Raus!: in tedesco “Fuori!” era il comando rivolto ai deportati usato dai Kapò e dalle SS.

E’ da questo gioco di parole che nasce il titolo di questo splendido fumetto di Art Spiegelman che narra la vita del padre sopravvissuto all’Olocausto passando per Auschwitz e Dachau.
La particolarità dell’opera è che tutti i personaggi vengono rappresentati da animali: i tedeschi sono gatti, i francesi sono rane, i polacchi sono maiali e, ovviamente, gli ebrei sono topi.

L’idea di associare gli ebrei a topi, o ratti, non è affatto di Spiegelman ma risale proprio ai nazisti che li consideravano esseri spregevoli, che infestavano la loro società e che per questo erano da annientare. Questo è un estratto di un articolo di giornale della Pomerania in Germania a metà degli anni Trenta, proprio durante l’ascesa della follia di Hitler, che viene riportato all’inizio della seconda parte di Maus:

“Mickey Mouse è il più miserevole ideale mai esistito… I sentimenti salutari dicono ad ogni giovane indipendente e a ogni persona dignitosa che il parassita sporco e immondo, il peggiore portatore di malattie del regno animale, non può essere il tipo ideale di animale… Basta con la brutalizzazione giudaica della gente! Abbasso Mickey Mouse! Indossate la svastica!” Read the rest of this entry »

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Un bagno a misura di bambino

Le parole d’ordine quando si cambia o si lava un bimbo sono praticità e comodità.
Quando bisogna cambiare o lavare un bambino non bisogna MAI lasciarlo solo, MAI: nemmeno il tempo di correre a prendere i pannolini nella stanza accanto!
A questo scopo oltre ad un fasciatoio ben organizzato e alla giusta altezza è utile avere anche ciò che io chiamo “portatutto”.
Si può acquistare nei negozi, ma è talmente semplice da fare che ho preferito crearne uno su misura, utilizzando le stoffe che più preferivo.
Si tratta di un telo sul quale sono applicate delle tasche dove si possono riporre tutti quegli oggetti che possono tornare utili per la toilette del pargolo.
Nel caso il portatutto si utilizzi nel bagno per un bimbo piccolo, quindi, è utile per riporvi creme, pre-pannolini, pannolini, garzine sterili, spugne, forbicine, spazzola, termometro,…
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Cari uomini, non avete più scuse!!

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Questa mattina saltando da un sito all’altro sono finita su un blog dove ho scoperto un’invenzione davvero geniale e non posso fare a meno di linkarne il tutorial di modo che tutti possano costruirsi una MACCHINA PIEGA MAGLIETTE!

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Mobilità sostenibile – cosa significa?

Il superamento dei livelli di inquinamento è ormai all’ordine del giorno in molte città, il traffico è sempre congestionato, e i mezzi pubblici sono sempre troppo pochi e troppo pieni. Andare in bici è diventato uno sport estremo e anche muoversi a piedi, magari in carrozzina o con un passeggino può davvero rivelarsi impresa ardua. Se a tutto ciò aggiungiamo, pedaggi, soste a pagamento, multe, incidenti, pirati della strada, smog e inquinamento acustico, verrebbe da pensare proprio “ma chi ce lo fa fare di spostarci ogni giorno per le nostre città?”.

Si dà il caso che però la mobilità urbana non è solo un piacere, ma spesso un’esigenza irrinunciabile, quindi da più fronti, cittadinanza, terzo settore, amministrazioni locali e politica, si sente sempre più spesso parlare di mobilità sostenibile.

Ma cos’è la mobilità sostenibile?

La mobilità sostenibile è un sistema di mobilità urbana in grado di conciliare il diritto alla mobilità con l’esigenza di ridurre le cosiddette esternalità negative ad essa connesse. In pratica si tratta di tutti quei provvedimenti che permettono di garantire gli spostamenti urbani della popolazione riducendone gli effetti negativi in termini di emissioni nocive, smog, inquinamento acustico, congestione del traffico e incidenti.

Questi provvedimenti possono essere di vario tipo, ognuno di essi ha costi e benefici diversi sulla mobilità, impatti diversi sull’economia sociale e famigliare e a livello mediatico e infine rappresentano impostazioni politiche molto diverse.

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Tutorial – Da materassino yoga a ciabatte

L’estate è arrivata e tutti i corsi sono finiti, compreso quello di yoga. E il vostro materassino è stato prontamente riposto nell’armadio, in attesa di scoprire quale sarà il suo destino, nel caso deciderete di non riprendere mai il corso di yoga.

Un’idea potrebbe essere quella di dargli nuova vita, portandolo con noi al mare o in piscina, una volta trasformato in una paio di ciabatte!! Come? Vi servono un materassino, un paio di forbici e della colla a caldo.
Guardate l’inizio di questo video:

Il video è molto chiaro anche per chi non parla inglese, ma se qualcuno ha ugualmente difficoltà vi aiuto io con una breve spiegazione.

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Wind chime per neonati

Visto il successo riscosso dal primo mobiles mi sono rimessa subito all’opera ed ecco che ora il mio bimbo non solo ha qualcosa di più interessante da guardare del soffitto, ma ha un oggetto che stimola, oltre alla vista, anche il suo udito. Tra i materiali dei laboratori dell’associazione ho recuperato una decina di vecchie chiavi con le quali ho costruito un piccolo wind chime. Sono chiavi molto vecchie per lo più di forme un pò particolari, che probabilmente aprivano cassettoni, armadi o cantine. Così, oltre a risultare piacevoli alla vista producono anche suoni diversi quando sbattono una contro l’altra. Lo trovo molto meglio dei suoni prodotti dai classici wind chime di bambù che si possono acquistare nei negozio. Anche la disposizione a spirale delle chiavi non è casuale, ma calcolata per creare più livelli visivi, oltre che sonori.

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Mobiles per neonati

Con un bimbo piccolo a casa il tempo è decisamente poco, ma la voglia di creare è tantissima, specie se si tratta di qualcosa che può servire per lui.
Ma cosa? Un neonato non sa ancora tenere in mano degli oggetti e, non essendo in grado di tenere la testa eretta, trascorre la maggior parte del suo tempo sdraiato nella carrozzina, nella culla o in un box, guardando il soffitto.
E provate voi a fissare il soffitto per più di 5 minuti…che noia!
Allora ho pensato di realizzare dei mobiles e dei wind chimes che possano attirare la sua attenzione stimolando i suoi sensi più attivi in questa fase di crescita: la vista e l’udito.
E’ vero, i neonati non vedono chiaramente fin dalla nascita. Riescono a percepire solamente delle ombre che diventano a mano a mano sempre più nitide e inizialmente parrebbe che vedano anche in bianco e nero.

Il suo primo mobile sembra catturare la sua attenzione e quando si muove lo segue con i suoi occhietti vispi. L’ho costruito usando un cerchio di metallo di circa 40 cm di diametro e fili e stoffe colorate della stessa lunghezza. Un buon modo anche per riciclare nastri di pacchi regalo o piccoli ritagli di stoffa inutilizzati!

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