Contest Portare i Bambini – in vacanza!
Per quest’estate abbiamo deciso di lanciare un piccolo concorso dal nostro blog e dal nostro forum/gruppo di facebook “portare i bambini”.
Per quest’estate abbiamo deciso di lanciare un piccolo concorso dal nostro blog e dal nostro forum/gruppo di facebook “portare i bambini”.
Prima che nascesse Ale mi è capitato più volte di pormi un sacco di domande riguardo all’allattamento: sarò capace? avrò latte? sarà doloroso, faticoso? mi verranno le ragadi? sarà bello come mi immagino? per quanto tempo lo allatterò? e via dicendo.
Ecco, immagino che molte mamme si ritrovino negli stessi dubbi che ho avuto io. E alle future mamme che non ci sono ancora passate posso dire che, almeno per quanto mi riguarda, tutti i dubbi (o quasi) sono scomparsi la prima volta che ho attaccato Ale al seno.
Da quel giorno sono passati 26 mesi.
Giuro, non l’avrei mai detto: 2 anni e 2 mesi di allattamento a richiesta. E’ stata un’esperienza bellissima, talvolta faticosa, talvolta rassicurante. E sono contenta di esserci arrivata senza usare nè testa nè orologio, ma ascoltando mio figlio e le sue esigenze (e le mie ovviamente).
I bambini imparano grazie all’osservazione e all’imitazione.
Noi genitori, volenti o nolenti, siamo costantemente sotto attenta osservazione dei nostri figli che studiano ogni nostro movimento, ogni nostra azione pronti a capirne il significato, la sequenza, i rapporti di causa ed effetto.
E più che con qualsiasi gioco sono contenti quando diamo loro la possiblità di aiutarci, di sentirsi utili, valorizzati ed amati.
Ovvio, più sono piccoli più spesso il loro aiuto si tramuta in piccoli disastri a cui siamo poi noi a dover rimediare. Ma anche questo fa parte del gioco!
Le foto della settimana – Il rituale del sabato. Qualche immagine e poche parole che catturino dei momenti speciali vissuti durante la settimana. Un modo per fermare quei momenti, imprimerli nella memoria e condividerli insieme a tutti voi.
Buon weekend a tutti…
Dalla sella Globoko verso il Monte Triglav Read the rest of this entry »
Quanti ombrelli vi sono passati tra le mani durante tutta la vostra vita?
Generalmente la prima parte a rompersi sono le stecchette e i pirulini che li tengono uniti alla tela, permettendole di stare ben tesa. Non so voi, ma ogni volta che è capitato a me mi sono sempre rifiutata di buttare l’ombrello “per così poco” e mi son ritrovata a camminare, mezza fradicia, sotto la pioggia che immancabilmente scendeva in diagonale….
Non abbiamo più avuto modo di parlarvi delle nostre esperienze in piscina e ai corsi di acquaticità che abbiamo seguito insieme ad Ale e nemmeno delle sue paure e dei progressi che ha fatto.
Ecco la prova.
I bambini pensano laterale!!!
Come ogni anno, al rientro dalle vacanze ci si prepara a disfare le valige e a caricare e svuotare lavatrici…
Una piccola riflessione.
Come possiamo pretendere dai nostri bambini che al parco o a casa di amici giochino insieme agli altri bambini condividendo anche i propri giochi quando in molte altre circostanze non facciamo altro che ripetere loro che devono imparare a giocare da soli e che non possono toccare ciò che è nostro??!
Noi l’abbiamo fatto: abbiamo deciso di trovare un giorno, prima della partenza per le tanto attese vacanze, per andare a donare il sangue.
Ci siamo andati tutti insieme perchè ci teniamo che ale capisca quanto è importante questo semplice gesto che a noi costa solo un pò di tempo e perchè un giorno possa diventare donatore anche lui grazie al nostro esempio, perchè le parole e gli insegnamenti che non sono basati sui fatti lasciano spesso, giustamente, il tempo che trovano!
p.s.
E un “bravo”, anche questa volta, al papà che è così altruista e coraggioso che ad ogni donazione riesce a mettere da parte ogni sua paura….
C’era una volta un Orco chiamato Giuda che aveva una Vacca di nome Lola…. Ad Ale piace così tanto questa storia che da un paio di giorni va in giro ripetendo Occo guda e Acca ola!
Ehm, no! non regge.. Confessiamo, le fiabe non c’entrano nulla. Occo guda e Acca Ola sono sì tenere storpiature di Ale, ma di alcune parolacce che a volte ci sente ripetere.. (serve traduzione?).
Sul dire Parolacce abbiamo già scritto, e ci siamo impegnati tanto con buoni risultati, però rimane sempre il dilemma delle valide alternative. Voi che fate? e soprattutto, quando sentite i vostri bimbi ripetere le vostre parolacce, come vi comportate?